Il Laurentianum di Mestre si prepara ad accogliere una retrospettiva dedicata a uno dei protagonisti della pittura veneziana del Novecento: Marco Novati. La mostra, intitolata “La Venezia di Marco Novati (1895-1975)”, sarà aperta al pubblico dal 7 febbraio al 1 marzo 2026, offrendo un’occasione imperdibile per riscoprire l’arte di un artista ingiustamente dimenticato
MESTRE (VE). Curata da Marco Dolfin, l’esposizione è frutto della collaborazione tra De Marco Arte since 1953, l’Associazione Culturale Paolo Rizzi ETS e il Duomo di Mestre, con il patrocinio del Comune di Venezia. Un progetto ambizioso che mira a restituire al pubblico e alla critica la figura di Marco Novati, pittore che ha saputo immortalare la vera essenza di Venezia, quella più autentica e popolare.
La mostra si propone come un momento di rilettura critica dell’opera di Novati, a cinquant’anni dalla sua scomparsa. Un’occasione per colmare una lacuna nella memoria culturale veneziana e per riscoprire un artista che ha saputo interpretare con originalità e sensibilità la tradizione pittorica lagunare.
Il percorso espositivo si snoda attraverso circa sessanta opere, provenienti da collezioni private e da gallerie, molte delle quali inedite e presentate per la prima volta al pubblico. Un’occasione unica per ammirare l’intera parabola creativa di Novati, dagli esordi degli anni Venti e Trenta fino alle prove mature e tarde.
Al centro della mostra, i grandi temi che hanno caratterizzato la pittura di Novati: le figure e i ritratti di bevitori, gondolieri, suonatori, e soprattutto Venezia, colta nei suoi molteplici scorci urbani e lagunari. Immagini che raccontano la vita quotidiana della città, i suoi angoli nascosti, la sua atmosfera unica e irripetibile.
Una sezione speciale è dedicata agli esordi di Novati, un periodo fondamentale per comprendere la sua evoluzione artistica. In queste opere giovanili, si possono individuare le influenze di Albin Egger-Lienz, pittore austriaco che ha avuto un ruolo importante nella formazione di Novati. Allo stesso tempo, emergono già i tratti distintivi del suo stile, caratterizzato da una forte tensione espressiva e da un’attenzione particolare alla realtà sociale.
Tra i capolavori esposti, spicca “Il Nonsolo”, una figura solitaria e silenziosa, resa con una materia densa e vibrante. Un’opera che anticipa alcune delle istanze che troveranno piena affermazione nella pittura di Lucian Freud, e che testimonia la capacità di Novati di indagare la dimensione interiore dell’uomo.
Un ruolo centrale nel percorso espositivo è occupato dalle vedute veneziane, che permettono di apprezzare l’evoluzione del linguaggio pittorico di Novati nel corso dei decenni. Dalle opere degli anni Venti e Trenta, caratterizzate da una pennellata corposa e materica, fino agli scorci più tardi del Canal Grande, delle Zattere e del Rio di San Vio, nei quali la materia si fa più sottile e il gesto più rapido e sintetico.
“La mostra offre una panoramica completa sull’opera di Marco Novati, un artista che ha saputo interpretare con originalità e sensibilità la tradizione pittorica veneziana”, spiega il curatore Marco Dolfin. “Un’occasione per riscoprire un protagonista del Novecento e per apprezzare la sua capacità di raccontare la vera essenza di Venezia”.
La mostra è accompagnata da un catalogo (Arte Rara Edizioni, 114 pagine) che documenta il percorso espositivo attraverso la riproduzione di oltre settanta opere e raccoglie i testi critici del curatore Marco Dolfin, insieme ai contributi di Alessandro e Stefano De Marco e Piergiorgio Baroldi, offrendo un articolato approfondimento storico e interpretativo sull’opera di Marco Novati.
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