Italian flag
AttualitàIstruzioneItaliaNapoliSlide-mainSociale

Scuole occupate a Napoli, cresce l’allarme educativo

2 minuti di lettura

Le proteste interrompono la didattica e mettono a rischio sicurezza e formazione: serve un nuovo patto tra studenti, famiglie e istituzioni

NAPOLI – Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime forte preoccupazione e sincero dispiacere per quanto sta accadendo in numerosi istituti scolastici napoletani, teatro di occupazioni che, pur richiamando inizialmente motivazioni ideali e solidali, oggi sembrano sempre più prive di una consapevolezza collettiva e di un orizzonte culturale condiviso.

L’onda delle occupazioni, che ha coinvolto scuole come l’Alberti, il Palizzi e molti altri istituti cittadini, ha interrotto la didattica, bloccato cantieri avviati con fondi del PNRR e posto in serio pericolo la sicurezza di studenti e personale. Siamo di fronte a un fenomeno complesso, che intreccia disagio giovanile, ricerca di visibilità e perdita di senso del limite, dentro un contesto urbano già segnato da difficoltà economiche e da un tessuto sociale fragile.

Il CNDDU ritiene indispensabile ribadire che la scuola non è solo un luogo fisico, ma un presidio democratico, una comunità viva in cui si costruisce la coscienza civile, la solidarietà, la cultura della legalità. Occupare una scuola non significa “riprendersi uno spazio”, ma sottrarre alla collettività un diritto: quello all’educazione, alla continuità formativa, alla libertà di apprendere in sicurezza.

Il gesto dell’occupazione, se privo di contenuti e di un confronto educativo, perde la propria valenza simbolica e si trasforma in un atto di frustrazione, non di partecipazione. Non può esserci protesta autentica senza responsabilità, né libertà senza rispetto per le regole comuni.

La scuola, in quanto luogo dei diritti, è anche il luogo del dialogo e della mediazione. Essa è chiamata ogni giorno a educare alla pace, all’ascolto, al discernimento critico, alla gestione non violenta dei conflitti. In questo senso, la protesta studentesca, quando è guidata dalla riflessione e dalla parola, può e deve essere accolta come momento di crescita democratica. Ma quando si trasforma in un gesto di chiusura e in una negazione dell’altro, essa perde la sua dimensione formativa.

Gli episodi di violenza che si stanno moltiplicando — dalle aggressioni tra minori alle azioni vandaliche di baby-gang — rappresentano un grido d’allarme che non può restare inascoltato. La scuola è lo spazio in cui queste derive devono essere comprese, affrontate e superate attraverso il dialogo, il sostegno psicologico, l’educazione ai sentimenti e alla convivenza civile.

Il CNDDU invita dunque i dirigenti scolastici, i docenti, le famiglie e le istituzioni locali a rinnovare il patto educativo, ponendo al centro l’ascolto reciproco e la corresponsabilità. È necessario promuovere tavoli permanenti di confronto sui diritti umani, la pace, la partecipazione democratica, e sviluppare laboratori di cittadinanza attiva che offrano agli studenti strumenti per interpretare la realtà, invece di reagire impulsivamente ad essa.

La scuola deve tornare a essere percepita dai giovani non come un’istituzione ostile o distante, ma come un alleato, un luogo di libertà consapevole, di emancipazione e di costruzione del futuro. Difendere la scuola significa difendere la speranza, la crescita morale e culturale del Paese.

Ribadiamo che ogni forma di disagio giovanile va ascoltata e compresa, ma mai lasciata libera di trasformarsi in un gesto distruttivo. È attraverso il confronto civile, non attraverso la contrapposizione o la chiusura, che si coltiva la cittadinanza.

La scuola è la prima palestra dei diritti umani, il laboratorio della democrazia quotidiana, la casa comune dove ciascuno impara non solo a conoscere, ma anche a rispettare, a condividere, a vivere insieme.

Solo restituendo centralità alla scuola potremo garantire un futuro in cui la libertà non diventi anarchia e la protesta non diventi violenza, ma crescita civile e consapevole.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
AmbienteAttualitàCostume&SocietàEconomia&LavoroItaliaSlide-main

Il giorno più lungo dell'anno

1 minuti di lettura
Torna l’ora solare domani, domenica 25 ottobre. Bisogna portare indietro le lancette dell’orologio di un’ora Sarà il giorno più lungo dell’anno, 24…
AttualitàSlide-mainSportTreviso

Dolomiti Bellunesi a Treviso. Oggi al Tenni sarà una sfida aperta

2 minuti di lettura
Un match molto sentito, un derby che ritrova le due squadre dopo il match di Coppa Italia di serie C, dove i…
AttualitàSlide-mainVeneto

Autonomia del Veneto, nove anni dal referendum: la Regione lancia dieci borse di studio per i giovani

3 minuti di lettura
Dal referendum del 2017 all’approvazione delle intese definitive da parte del Consiglio dei ministri: le tappe del percorso dell’autonomia e l’iniziativa di…