Dichiarazioni del Presidente Meloni all’incontro con Trump, Zelensky e i leader europei
WASHINGTON. In occasione dell’incontro ad alto livello che si è svolto ieri lunedì 18 agosto, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha preso la parola all’apertura dei lavori che hanno visto la partecipazione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, del Presidente ucraino Volodymyr Zelensky e dei principali leader europei.
L’appuntamento segna una fase significativa nel percorso diplomatico verso la pace e la stabilità internazionale, in particolare riguardo alla guerra in Ucraina.
Nel suo discorso, il Presidente Meloni ha sottolineato l’importanza di questo momento come l’inizio di una nuova fase, dopo oltre tre anni senza segnali di apertura al dialogo da parte russa. Ha evidenziato come il cambiamento in atto sia stato reso possibile dal coraggio del popolo ucraino e dall’unità dimostrata dai partner internazionali.
“Se vogliamo raggiungere la pace e garantire la giustizia, dobbiamo farlo uniti. Potete ovviamente contare sull’Italia, come è stato fin dall’inizio; siamo dalla parte dell’Ucraina e sosteniamo con forza gli sforzi verso la pace”, ha dichiarato Meloni.
Il Presidente Meloni ha inoltre posto l’accento sulla necessità di garantire solide garanzie di sicurezza, considerate la base imprescindibile per qualsiasi accordo di pace. Ha ricordato che la proposta di ispirarsi al modello dell’“articolo 5” – originariamente avanzata dall’Italia – rappresenta un punto di partenza concreto per costruire insieme un futuro di sicurezza e stabilità.
L’Articolo 5 del Trattato Nord Atlantico, firmato a Washington nel 1949, rappresenta la pietra angolare della NATO. Stabilisce che un attacco armato contro uno Stato membro deve essere considerato come un attacco contro tutti gli altri. In pratica, impegna ciascun Paese alleato a reagire – con i mezzi che ritiene più opportuni, inclusa la forza militare – per difendere la nazione aggredita e ristabilire la sicurezza dell’area euro-atlantica. Si tratta di un principio di difesa collettiva che ha garantito per oltre settant’anni la deterrenza militare dell’Alleanza, impedendo che conflitti locali degenerassero in minacce dirette agli Stati occidentali.
Ciò che rende l’articolo 5 ancora più rilevante nel contesto odierno è la sua funzione di garanzia politica e psicologica: sapere che dietro a ciascun Paese c’è la forza di tutti gli altri crea un effetto dissuasivo enorme nei confronti di chiunque volesse minare la stabilità dell’Europa o dell’America del Nord. Non a caso, l’articolo 5 è stato invocato una sola volta nella storia, all’indomani degli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001, quando gli alleati si mobilitarono al fianco degli Stati Uniti. Oggi, con la guerra in Ucraina e la minaccia russa ancora attuale, evocare quel modello significa proporre un sistema che assicuri a Kiev non solo il sostegno diplomatico, ma una vera e propria rete di protezione internazionale, indispensabile per trasformare la futura pace in un accordo stabile e duraturo.
Meloni ha ribadito che l’Italia continuerà a portare avanti proposte di pace e di dialogo, sottolineando come la difesa della sicurezza delle nazioni europee e alleate non possa che passare da un impegno collettivo.
Ha quindi ringraziato il Presidente Trump per l’ospitalità e per il ruolo svolto nella promozione del dialogo, confermando che il Governo italiano rimarrà in prima linea a sostegno di ogni iniziativa diplomatica capace di avvicinare la fine del conflitto e l’avvio di una fase di ricostruzione e riconciliazione.
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