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Monte Grappa, il dovere della memoria: in migliaia per onorare i caduti e invocare la pace

3 minuti di lettura

Dal Monte Sacro alla Patria un messaggio forte e condiviso di responsabilità, fraternità e futuro. Autorità italiane e austriache insieme nel ricordo dei caduti della Grande Guerra

PIEVE DEL GRAPPA (TV) – È stato un momento di intensa partecipazione e profonda solennità quello che si è vissuto nella mattina di domenica 3 agosto al Sacrario Militare di Cima Grappa, dove migliaia di persone hanno preso parte alla tradizionale cerimonia commemorativa dei caduti della Prima Guerra Mondiale, un appuntamento che dal 1901, ogni prima domenica di agosto, richiama istituzioni, associazioni, rappresentanze civili, militari e religiose in un pellegrinaggio collettivo di riflessione e memoria condivisa.

Organizzata dal Comitato presieduto dal Sindaco di Pieve del Grappa, Annalisa Rampin, insieme alla Parrocchia di Crespano del Grappa guidata da Monsignor Gaetano Borgo, la manifestazione — conosciuta come “Pellegrinaggio delle Genti Venete sul Monte Sacro alla Patria” — si è svolta in un clima di raccoglimento autentico, in cui il silenzio e la compostezza dei presenti hanno reso omaggio ai 23.000 caduti custoditi nell’ossario del Monte Grappa, appartenenti non solo all’esercito italiano, ma anche a quello austro-ungarico, con soldati boemi, slovacchi, croati, ungheresi e di altre nazionalità.

A presiedere la Santa Messa è stato il Cardinale Fabio Baggio, Sottosegretario del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. Tra le autorità presenti anche il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, in rappresentanza del Governo, il Generale di Corpo d’Armata Antonello Vespaziani per il Ministero della Difesa, e l’Assessore regionale alla Sanità del Veneto Manuela Lanzarin, insieme a numerosi rappresentanti delle istituzioni civili e militari, ai Gonfaloni decorati al Valor Militare, all’Associazione Nazionale Alpini, alla Filarmonica di Crespano del Grappa, al Coro Edelweiss dell’ANA Montegrappa e alla Trachten Musikkapelle St. Kolomann, giunta dall’Austria.

Nel suo intervento, il Ministro Nordio ha voluto sottolineare il valore della riconciliazione, ricordando come la memoria dei caduti, italiani e stranieri, debba essere custodita con riverenza e rispetto: «Sono onorato di rappresentare il Governo in una cerimonia di commovente ricordo nella mia terra. La riverente memoria va ai nostri caduti così come vanno l’onore e il rispetto per quelli che allora erano nostri avversari e ora sono amici cordiali».

Parole sentite anche quelle pronunciate da Manuela Lanzarin, che ha richiamato il significato umano e civile del sacrificio compiuto da migliaia di giovani: «In questo luogo, tanto significativo per noi veneti, ricordiamo tutti i caduti. Qui combatterono e morirono tanti giovani uomini. La perdita delle loro vite è stato un sacrificio immenso, tanto vuoto ha lasciato nelle loro case, nei loro affetti, nelle loro famiglie. La testimonianza del loro vissuto e la nostra, qui oggi, servono a sottolineare che la pace non si eredita, si costruisce ogni giorno con gesti concreti e con responsabilità civile, con la forza del dialogo tra le persone e tra le Nazioni».

Con uno sguardo rivolto al futuro e alle nuove generazioni, il Sindaco Rampin ha rimarcato il valore di questo luogo come simbolo di identità condivisa e laboratorio di convivenza: «Dal 1901, come ogni prima domenica di agosto, anche in questa edizione “Giubilare” ci siamo ritrovati su questa vetta per celebrare – chi con spirito laico, chi con devozione, chi con sentimenti di riconciliazione e di perpetuazione della memoria come patrimonio collettivo – le nostre identità di figlie e figli di queste terre, di italiane e di italiani, di europee ed europei, di abitanti di questo pianeta. E questo nostro Monte Grappa è un laboratorio di biodiversità e di convivenza tra le creature. Ai giovani è dunque rivolto oggi il pensiero, perché il nostro è un impegno declinato ad un presente che guarda al futuro».

Tra i momenti più significativi della giornata, anche l’intervento della delegazione austriaca, che ha voluto esprimere, attraverso le parole di Linus Seidl, Presidente della Federazione dei Veterani del Tennengau, il proprio impegno per una memoria che unisce e insegna: «Siamo sul Monte Grappa, luogo simbolo di una delle più cruente battaglie della Prima Guerra Mondiale, per ricordare le sofferenze di chi ha combattuto e perso la vita tra queste montagne. Quei caduti continuano a parlarci, ammonendoci affinché la memoria non si spenga e la pace non venga mai data per scontata. La guerra può sembrare lontana, ma non lo è. Ecco perché la pace non è solo un desiderio, è un dovere che ci impegna ogni giorno. Come rappresentante della Federazione dei Veterani del Salisburghese sono profondamente grato a tutti coloro che, un tempo nemici, oggi condividono con rispetto e responsabilità il valore della memoria».

In un mondo segnato da conflitti, disuguaglianze e devastazioni ambientali, la cerimonia di Cima Grappa ha assunto quest’anno un significato ancora più profondo, trasformandosi in un momento corale di coscienza collettiva. Dal Monte Grappa, che un secolo fa fu teatro di sofferenza e distruzione, si è levato un appello forte e chiaro: la memoria dei caduti non è solo un tributo al passato, ma un impegno verso le generazioni che verranno, un invito a custodire i valori della fraternità tra i popoli, della dignità umana e della cura per il pianeta.

LA STORIA

L’origine del pellegrinaggio risale al 4 agosto 1901, quando il Patriarca di Venezia Giuseppe Sarto — futuro Papa Pio X — inaugurò il Sacello della Madonna del Grappa, dando avvio a un percorso di fede, memoria e riconciliazione che prosegue ininterrottamente da oltre un secolo.

Il Sacrario Militare di Cima Grappa custodisce oggi i resti di oltre 23.000 soldati, italiani e stranieri, caduti in alcune delle più sanguinose battaglie del fronte italo-austriaco tra il 1917 e il 1918. Luogo sacro alla Patria, il Monte Grappa è anche custode della memoria europea, e ogni anno, attraverso questa cerimonia, rinnova il proprio ruolo di simbolo universale di pace e responsabilità civile.

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