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Un sogno di educazione e pace: l’intervista ad Anna Maria Tarantola, fondatrice del Carlo Alessandro Ronchi Memorial College

4 minuti di lettura

Il Carlo Alessandro Ronchi Memorial College, fondato da Anna Maria Tarantola in memoria del marito scomparso, rappresenta un faro di speranza per i bambini della diocesi di Makurdi, in Nigeria. Un progetto che unisce educazione, pace e solidarietà, con un’attenzione particolare alle bambine e alla comunità locale

MILANO. In un piccolo villaggio della diocesi di Makurdi, in Nigeria, sta crescendo una scuola che rappresenta speranza, educazione e futuro. La sua fondatrice, Anna Maria Tarantola, banchiera, dirigente pubblica e impegnata nel sociale, ci racconta con passione la genesi e la realizzazione di un progetto unico: il Carlo Alessandro Ronchi Memorial College.

Come nasce il progetto del Carlo Alessandro Ronchi Memorial College?

La scuola è nata dal desiderio di offrire un’opportunità educativa concreta a bambini che, altrimenti, non avrebbero mai avuto accesso all’istruzione. Anni fa ero rimasta colpita da un documentario proiettato da don Genda Joseph Pilla durante una delle lezioni del Corso in Dottrina Sociale della Chiesa organizzato a Roma dalla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, che mostrava alcuni bambini di villaggi nigeriani studiare sotto gli alberi perché non esistevano scuole nei loro territori. In alcune di queste aree, durante la stagione favorevole, gli insegnanti si recavano nei villaggi e facevano lezione all’ombra di grandi alberi ma quando cambiava la stagione e le condizioni atmosferiche non permettevano più di restare all’aperto le lezioni non proseguivano. Questo modello di “scuola itinerante” mi ha ispirata a voler fare qualcosa di concreto per questi bambini e per la loro educazione. Ho pensato così di onorare la memoria di mio marito, Carlo Alessandro Ronchi, che credeva profondamente nell’importanza dell’educazione, finanziando integralmente la costruzione di una scuola in un’area che ne fosse sprovvista.

Quali sfide ha affrontato durante la realizzazione del progetto?

Ho preso innanzi tutto contatto con don Pilla, che nel frattempo era tornato in Nigeria, per individuare un’area dove fosse utile costruire la scuola e gli ho chiesto di preparare un progetto, ho poi contattato il vescovo della diocesi di Makurdi, S.E Mons.  Wilfred Anagbe e l’allora Nunzio Apostolico in Nigeria S.E Mons. Antonio Filipazzi con cui si è instaurata una proficua collaborazione. Il progetto è stato rapidamente presentato e i lavori iniziati sotto l’attenta sorveglianza di don Pilla. La collaborazione è stata massima, e siamo riusciti a portare a termine l’intero progetto senza formalismi burocratici, ma con la responsabilità di persone impegnate a raggiungere un obiettivo concreto. Sono molto contenta che tutto si sia realizzato con successo, senza intoppi.

La sfida più grande è stata avviare una scuola in una zona senza alcun tipo di infrastruttura. Collaborare con il vescovo della diocesi di Makurdi e con il Nunzio Apostolico è stato fondamentale per superare ogni ostacolo. Ho organizzato il finanziamento in tre fasi: l’avvio del progetto, la prosecuzione dei lavori e il completamento. Fortunatamente, tutto è stato realizzato nei tempi previsti e senza costi aggiuntivi. La scuola da settembre 2024 è pienamente operativa a DAUDU nello stato di Beneu. Resta però da costruire il pozzo per l’acqua, non c’è acqua nella zona, i bambini se la devono portare da casa, quando c’è. Ho avviato una raccolta fondi tra i miei amici e spero che si possa presto avviare la costruzione del pozzo.

Quali sono i valori principali della scuola?

Due aspetti sono stati essenziali per me: trasmettere i valori del rispetto di tutte le persone e dell’ambiente e dell’uguaglianza, per questo ho insistito che si dedicasse particolare attenzione alle bambine agevolando la loro frequenza alla scuola. Ho chiesto che un numero significativo di ragazze potesse accedere all’istruzione, superando le barriere culturali e sociali. Era mio desiderio che la scuola venisse intitolata a mio marito Carlo Alessandro Ronchi, senza varianti, per rispettare il ricordo di Carlo.

Come si sostiene economicamente la scuola?

La scuola viene finanziata dalla Diocesi a cui l’ho donata e con una modestissima retta che viene pagata dalle famiglie che possono affrontare la spesa. Ho deciso di finanziare borse di studio per sei bambini (tre maschi e tre femmine) che coprono sia il costo degli insegnanti che il materiale scolastico, come libri e corredo. E’ stato costituto un Consiglio di Amministrazione presieduto dal Vescovo, ed io ne faccio parte. La gestione economica è affidata alla diocesi, che garantisce trasparenza e utilizzo mirato dei fondi. Inoltre, invito chiunque voglia contribuire a contattare direttamente la diocesi di Makurdi per supportare ulteriori borse di studio.

Ci sono piani futuri per la comunità?

Oltre alla scuola, S.E il Vescovo sta operando per la creazione di un presidio medico di base per la zona, dato che la salute è altrettanto fondamentale per lo sviluppo di una comunità. Inizialmente sarà gestito da infermieri e medici, con particolare attenzione alle donne in gravidanza e ai bambini. Si prevede anche di estendere i servizi in futuro. Questa zona è stata storicamente molto colpita da conflitti tra comunità musulmane e cattoliche e costruire una scuola e un presidio medico rappresenta uno strumento fondamentale per rinsaldare la comunità e promuovere la pace tra i diversi gruppi. Le scuole sono aperte anche ai bambini musulmani, senza esclusioni.

Qual è il suo sentimento ora che la scuola è una realtà?

È una gioia immensa osservare i bambini frequentare la scuola, studiare e sognare un futuro migliore. Questo progetto è un tributo al cuore generoso di Carlo e alla sua visione del mondo. Vedere realizzato qualcosa che lui avrebbe amato così tanto mi riempie di orgoglio. La scuola è una speranza viva per questa comunità e per il suo futuro.

Se qualcuno desidera contribuire a finanziare le borse di studio per i bambini, può farlo tramite un bonifico alla diocesi di Makurdi. È necessario contattare la diocesi (prima) per avere tutte le informazioni necessarie. La responsabilità del progetto resta in capo alla Chiesa locale, che gestirà i fondi e le attività in modo trasparente e mirato. ( IBAN GB87CITI18500808663076, beneficiario : Diocese of Makurdi)

Anna Maria Tarantola, nata a Casalpusterlengo il 3 febbraio 1945, è una figura di spicco nel panorama bancario e pubblico italiano. Laureata in Economia e commercio all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 1969, ha poi proseguito gli studi alla London School of Economics. La sua carriera alla Banca d’Italia inizia nel 1971 e prosegue con ruoli di crescente responsabilità, fino a diventare vicedirettrice generale. È stata anche presidente della Rai dal 2012 al 2015 e ha ricoperto ruoli significativi in ambito internazionale, tra cui la presidenza della Fondazione Pontificia Centesimus Annus Pro Pontifice, impegnata nella promozione di progetti sociali e di sviluppo.

Nel suo percorso professionale, Anna Maria Tarantola ha sempre sottolineato l’importanza della parità di genere, sostenendo che le donne non debbano scegliere tra carriera e famiglia. Il suo impegno in difesa delle donne si riflette anche nel suo attivismo per garantire l’accesso all’educazione, come dimostra il progetto del Carlo Alessandro Ronchi Memorial College in Nigeria. Un progetto che, oltre a rispondere a una grave carenza educativa, rappresenta anche un simbolo di pace e integrazione per la comunità. La scuola è stata voluta in memoria di suo marito Carlo Alessandro Ronchi, scomparso nel 2023, per celebrare il suo impegno per l’educazione e il suo amore per l’umanità.

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