Un evento storico tra diplomazia e celebrazioni
PARIGI. A cinque anni dal devastante incendio che la distrusse, Notre Dame ha riaperto oggi le sue porte, tornando a essere un simbolo di speranza e resilienza per Parigi e il mondo intero. L’inaugurazione della cattedrale è stata un evento di portata mondiale, combinando celebrazioni religiose e civili con un programma denso di incontri diplomatici e momenti di spettacolo.
Il momento più emozionante della giornata è stato l’omaggio ai vigili del fuoco che hanno salvato la struttura dall’incendio del 2019, accolti con una standing ovation all’interno della cattedrale. L’arcivescovo di Parigi, Laurent Ulrich, ha dedicato loro parole di ringraziamento e speranza, ricordando il sacrificio e il coraggio dimostrati in quei drammatici momenti.
Tra i presenti, figure di spicco della politica mondiale: il presidente francese Emmanuel Macron, accompagnato dalla first lady Brigitte, ha fatto gli onori di casa accogliendo ospiti come il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, la premier italiana Giorgia Meloni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il neo-eletto presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Assente Papa Francesco, mentre Elon Musk, arrivato in ritardo, ha comunque attirato l’attenzione con un post su X che ritrae le volte restaurate della cattedrale.
L’evento ha fatto da sfondo anche a incontri cruciali, come una trilaterale tra Zelensky, Trump e Macron, definita “proficua” dal presidente ucraino. Anche Giorgia Meloni e Trump hanno colto l’occasione per un bilaterale privato durante il ricevimento serale.
La cerimonia, durata circa un’ora e mezza, si è conclusa con un momento di intensa emozione: la soprano americana Nadine Sierra ha intonato la Marsigliese, accompagnata dal coro dell’esercito francese, sotto una pioggia leggera che non ha smorzato l’entusiasmo degli spettatori presenti.
Nella sua omelia, monsignor Ulrich ha sottolineato il valore universale di Notre Dame, ricordando che la sua porta è “aperta a tutti”, credenti e non credenti, francesi e stranieri. “Non ci sono solo i principi, i capi, i notabili nella Chiesa. La porta è aperta a tutti”, ha dichiarato, lanciando un messaggio di accoglienza e inclusività.
Con 2.900 invitati all’interno e un’area allestita per ospitare fino a 40.000 persone all’esterno, l’evento si è svolto in un clima di massima sicurezza. Oltre 6.000 agenti di polizia e gendarmi sono stati mobilitati per garantire la protezione di un appuntamento considerato a rischio in un contesto di elevata allerta terroristica.
La riapertura della cattedrale segna l’inizio di un nuovo capitolo per Parigi, per la Francia e per il mondo. Notre Dame torna a essere non solo un luogo di culto, ma un simbolo universale di rinascita e unità.
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