Il tour notturno del Sindaco Brugnaro tra rabbia, lampioni e bulldozer
MARGHERA (VENEZIA). Non sarà stata una passeggiata romantica sotto le stelle, ma quella del Sindaco Luigi Brugnaro a Marghera ha sicuramente avuto i suoi momenti di… fascino urbano. Dopo l’incendio di due auto in via del Lavoratore, Brugnaro aveva promesso un ritorno per toccare con mano la situazione: “Posso dichiarare che la stessa rabbia che hanno raccontato i cittadini la provo anche io”. Detto fatto. E così, armato di buone intenzioni, ha calcato i marciapiedi di una Marghera in trasformazione, con assessori, dirigenti e perfino qualche cane poliziotto al seguito.
Marghera: tra il prima e il (futuro) dopo
Il percorso inizia dal sottopasso della stazione, luogo che, più che una via di transito, sembra l’epicentro della prossima rivoluzione urbanistica. Non lontano, dove sorgeva l’ex scuola Monteverdi – un tempo rifugio per sbandati – sarà realizzata la nuova questura. Un’opera da 48 milioni di euro che, a quanto pare, non sarà solo un posto di polizia, ma anche un messaggio in mattoni: “qui si cambia musica”.
Dalla scuola all’area verde di Cediv, il passo è breve: piazzale Giovannacci e via Francesconi sono già stati presi di mira per un’altra rivoluzione, questa volta “green”.
E così, mentre l’orologio segna l’1:30 del mattino, la passeggiata volge al termine. Ma il messaggio che il Sindaco Brugnaro ha voluto trasmettere è chiaro: Marghera è al centro di un progetto di rinascita. Le ruspe non dormono e nemmeno il primo cittadino, che sembra deciso a far emergere la città dal buio di anni di incuria. Non c’è spazio per esitazioni, solo per cantieri e visioni di un futuro migliore, in cui i cittadini potranno passeggiare in una Marghera più sicura, ordinata e verde.
Grandi Opere e piccoli dettagli
Le grandi opere, però, vanno di pari passo con i dettagli. È per questo che, tra un controllo alla nuova casa di comunità di Marghera (8 milioni di euro ben piazzati) e l’occhio vigile su Piazza Mercato, il Sindaco ha preso nota anche delle piccole cose: illuminazione difettosa, siepi che invadono i marciapiedi, qualche angolo trascurato. Problemi minori, forse, ma capaci di minare l’effetto “wow” delle grandi riqualificazioni se lasciati a se stessi.
In fondo, non basta abbattere una scuola fatiscente o piantare un giardino per ridare dignità a una città. Serve anche un’attenzione costante, quella che richiede di rimettere a posto il lampione guasto o di ricordare ai proprietari delle aree verdi che le regole vanno rispettate. E Brugnaro, con la sua agenda sempre più piena di appunti, sembra deciso a non trascurare nulla.
Passeggiate Notturne: la nuova normalità?
Ma chi si sarebbe mai aspettato che il Sindaco di Venezia trasformasse le passeggiate notturne in un’abitudine? Eppure, eccoci qui, a discutere della seconda “ronda” di Brugnaro in pochi giorni, come se uscire alle 23 per esplorare Marghera fosse il nuovo rituale del buon governo.
Certo, un tour notturno può sembrare un’idea singolare, ma forse proprio nella notte, quando il caos della città si placa, è più facile vedere le cose con chiarezza. È in quelle ore che si colgono i dettagli che alla luce del sole potrebbero sfuggire, che si capisce davvero cosa manca per far funzionare il meccanismo urbano. Oppure, più semplicemente, è il momento perfetto per sorprendere qualche sbandato e far capire che l’era del “dormire sugli allori” è finita.
Sicurezza e futuro: un dilemma a piedi
Dal rifacimento delle piazze alla costruzione della questura, ogni intervento porta con sé l’ambizione di cambiare non solo il volto della città, ma anche la percezione che i cittadini hanno di essa.
Rimane tuttavia da vedere se questi sforzi saranno sufficienti a risolvere problemi radicati e complessi. Una cosa è certa: il Sindaco non intende arrendersi. Le sue passeggiate proseguiranno, così come i lavori, e chissà che Marghera non finisca davvero per diventare il simbolo di una Venezia che sa reinventarsi anche lontano dai canali e dalle gondole.
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