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Salviamo il Tapiro!

2 minuti di lettura

Oggi è la giornata mondiale del tapiro, per conoscere meglio questo mammifero che necessita di attenzione e sensibilizzazione sulle minacce che affronta nel suo habitat naturale

Chi l’avrebbe mai detto che il tapiro, animale reso famoso dalla trasmissione televisiva “Striscia la notizia”, sia stretto parente dei cavalli! Con la loro forma da maialino gigante, in realtà è stretto parente di cavalli e rinoceronti.

Il Tapirus terrestris

Il suo corpo massiccio, le gambe relativamente corte e una “proboscide” allungata, lo fanno un animale straordinario. Si trova in tutto il mondo, dalla giungla sudamericana alle foreste dell’Asia sudorientale. Sono dispersori di semi e così svolgono un ruolo vitale nel mantenimento della diversità delle foreste pluviali.

Il suo corpo massiccio, le gambe relativamente corte e una “proboscide” allungata, lo fanno un animale straordinario. Si trova in tutto il mondo, dalla giungla sudamericana alle foreste dell’Asia sudorientale. Sono dispersori di semi e così svolgono un ruolo vitale nel mantenimento della diversità delle foreste pluviali.

La parola tapiro deriva dalla lingua dei Tupi del Brasile, che chiamavano quest’animale Tapira-caaivara, traducibile grossomodo come bue della boscaglia. Il nome si riferisce sia al suo aspetto fisico che al suo stile di vita riservato.

Il corpo tondeggiante e tozzo di questi animali è affusolato nella parte anteriore e arrotondato in quella posteriore. Questo rende loro più facile muoversi attraverso le fitte foreste. Le specie americane hanno un manto di colore grigio-brunastro, mentre il tapiro del Sud-est asiatico è caratterizzato da una vistosa colorazione bianca e nera.

La testa sembra relativamente piccola rispetto al corpo. Gli occhi sono piccoli, le orecchie ovali ed erette sono molto mobili e in alcune specie sono bianche all’estremità. La caratteristica principale di questi animali, però, è la proboscide, formata dall’unione tra il labbro superiore e il naso.

Le zampe sono relativamente corte e snelle. Quelle anteriori mancano del primo dito, mentre il terzo è particolarmente robusto e sostiene il peso di tutto il corpo. Il secondo e il quarto dito sono più deboli, il quinto è molto corto. Le zampe posteriori sono prive del primo e quinto dito, e il terzo è quello più lungo e robusto.

Il Tapiro arriva a pesare oltre i 250kg e si alimenta con più di 200 specie di piante diverse, oltre che con frutta, ramoscelli e persino terriccio. E’ un grande nuotatore ed è pressoché innocuo poiché preferisce nascondersi quando si sente in pericolo. https://it.wikipedia.org/wiki/Tapirus#:~:text=La%20IUCN%20elenca%20tre%20delle,sudamericano%20come%20vulnerabile%20(Vulnerable).

Salviamo il Tapiro!

Il tapiro terrestre era largamente diffuso nella Foresta Atlantica che si estende in Brasile, Paraguay e Argentina, ma la sua situazione è cambiata drasticamente e drammaticamente per via dell’uomo che ha cacciato il mammifero per anni e anni e ha stravolto il suo habitat, disboscando i territori che erano a tutti gli effetti la sua casa, così come di tantissime altre specie, e costruendo infrastrutture e piantagioni e allevamenti di bestiame.

Nella Foresta Atlantica oggi vivono circa l’1,78% dei tapiri sudamericani che erano presenti qui in origine. Complici anche, oltre la deforestazione, gli investimenti stradali che sono avvenuti di frequente.

É una specie molto vulnerabile ai cambiamenti, motivo per cui gli studiosi temono a breve la sua estinzione. Per tutelare il tapirus terrestris gli esperti Kevin Flesher e Patrícia Medici hanno lanciato dal 1996 il “Lowland Tapir Conservation Initiative”, progetto volto a sensibilizzare la popolazione locale sulla salvaguardia di questa specie. Da allora i due ricercatori hanno visitato oltre 90 riserve della foresta.

Visto il pericolo di estinzione che questo tranquillo e innocuo animale corre, la giornata mondiale dedicata a lui è dovuta. Salviamo il Tapiro! http://ilnuovoterraglio.it

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