Italian flag
IstruzioneTreviso

Formazione per undici detenuti nel carcere di Santa Bona

1 minuti di lettura

Il progetto “Attivati” ha coinvolto undici detenuti del carcere di Santa Bona a Treviso, in un corso di formazione teorica e pratica in laboratorio.

TREVISO – Il progetto “Attivati” ha segnato un successo significativo presso il carcere di Santa Bona a Treviso, coinvolgendo undici detenuti in un corso di formazione teorica e pratica in laboratorio. Questo percorso ha consentito loro di acquisire competenze come operatori di sistemi elettrici ed elettronici, aprendo così le porte al reinserimento nel mondo del lavoro e nella società al termine della loro pena.

Il corso, organizzato da Ecipa in collaborazione con la cooperativa “Insieme Si Può” e la casa circondariale di Santa Bona, ha ricevuto il sostegno della Regione Veneto e si è svolto all’interno del carcere stesso. Diretto dal dottor Alberto Quagliotto, il progetto ha avuto come obiettivo principale quello di fornire ai partecipanti un’opportunità di crescita professionale e personale.

L’iniziativa, che rientra nel Programma Gol – Garanzia Occupabilità Lavoratori percorso 4 finanziato dal Pnrr, ha visto i detenuti impegnati per 184 ore, seguiti da tre docenti dell’istituto Galilei di Conegliano e dai tutor della cooperativa Insieme Si Può. Il corso ha offerto una formazione completa, con una parte teorica e pratica, culminando in una verifica conclusiva per ogni modulo affrontato.

Secondo Alice Freschi, tutor del progetto, “Il progetto Attivati ha prima di tutto una valenza sociale. Siamo davvero soddisfatti per l’entusiasmo con cui è stato accolto. Uno dei partecipanti ha già espresso il desiderio di entrare nell’azienda di famiglia una volta uscito dal carcere”.

Durante il corso, i detenuti hanno appreso competenze fondamentali, tra cui l’assemblaggio e l’installazione di apparecchiature, la risoluzione dei guasti di un impianto elettrico, tecniche di cablaggio nei sistemi elettrici, oltre a padroneggiare il linguaggio tecnico e conoscere la normativa di sicurezza e i dispositivi di protezione.

Luigi De Chiara, professore del Galilei, ha sottolineato l’importanza della formazione come strumento di rieducazione e di speranza per un futuro migliore. “È stato uno scambio umano che ha accresciuto le prospettive di questi ragazzi. Questa esperienza è stata un investimento prezioso per il loro avvenire”.

Il progetto di formazione per undici detenuti nel carcere di Santa Bona, ha dimostrato concretamente il valore della formazione professionale come strumento di reinserimento sociale e lavorativo per i detenuti, offrendo loro una nuova prospettiva di vita una volta terminata la loro esperienza detentiva.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
AttualitàSlide-mainSportTreviso

Dolomiti Bellunesi a Treviso. Oggi al Tenni sarà una sfida aperta

2 minuti di lettura
Un match molto sentito, un derby che ritrova le due squadre dopo il match di Coppa Italia di serie C, dove i…
AttualitàIntervisteMarca TrevigianaSlide-mainTrevisoVideo

VIDEO | Dopo i disordini a Milano dilagano fake news che paralizzano diverse città. L’intervento di Mario Conte

3 minuti di lettura
Si diffondono sui social e sulle chat di gruppo una serie di fake news riguardo aggressioni programmate e manifestazioni violente, numerose città…
IntervisteMarca TrevigianaScelti per voi: libriSlide-mainTrevisoVideo

VIDEO | «Nel cuore dei bambini»: un libro dedicato al cardiochirurgo Giovanni Stellin 

3 minuti di lettura
La straordinaria storia del cardiochirurgo Giovanni Stellin raccontata nel nuovo volume di Giovanni Mazzonetto «Nel cuore dei bambini». Una vicenda professionale e…