Nel male e nel bene, le donne sono state le vere protagoniste di quest’anno difficilissimo, trascorso tra guerre e crisi economiche, crescente denatalità e cambiamenti climatici. Le donne, vittime ed eroine, sono state le interpreti principali di questi ultimi dodici mesi di calendario.
Nella politica, a cominciare dal nostro premier Giorgia Meloni, al leader dell’opposizione Elly Schlein, per arrivare alle presidenti europee, nella magistratura con Margherita Cassano, prima donna a ricoprire il ruolo di Presidente della Corte di Cassazione e nell’istruzione con Giovanna Iannantuoni prima donna alla guida della Conferenza dei Rettori delle Università, le donne hanno consolidato il loro potere e dato un segnale forte, di svolta in settori dominati finora dagli uomini.

Questo purtroppo non ha contribuito ad altrettanto cambiamento culturale nei rapporti di coppia, visti i numerosi femminicidi avvenuti quest’anno. Alcuni fatti hanno scosso il Paese come forse finora non era mai avvenuto e la speranza che da tutto questo male possa nascere qualcosa di positivo, ci aiuta a credere che domani sarà diverso.

Il film, opera prima della regista Paola Cortellesi “C’è ancora domani” ci da la misura di questa maggior attenzione al problema. Il successo ottenuto travalica la bellezza del film e diventa manifesto di consapevolezza e di lotta delle donne contro la violenza e la sopraffazione. Il film ha avuto tanto successo perché coinvolge tutti, chi nei ricordi propri chi in quelli di parenti, nessuno ne esce estraneo.
Oggi, le donne che hanno accesso allo studio possono dimostrare le loro capacità riuscendo così ad a occupare posti di primordine nella vita sociale, lavorativa e politica. Purtroppo ciò non accade in grandi parti del mondo e a poco serve il riconoscimento internazionale e l’impegno con le parole.
Il premio Nobel per la Pace è stato assegnato quest’anno a Narges Mohammadi, l’attivista iraniana imprigionata per le sue battaglie per i diritti umani, contro la pena di morte e contro l’obbligo del velo. Nel suo paese, se c’è ancora domani, deve prima finire oggi.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
