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4 Giugno – Giornata Internazionale dei Bambini Innocenti Vittime d’Aggressioni

2 minuti di lettura

Il 4 giugno si celebra la Giornata Internazionale dei Bambini Innocenti Vittime d’Aggressioni, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite con la risoluzione A/RES/ES-7/8.

È una data dolorosa ma necessaria, nata per ricordare le sofferenze indicibili inflitte ai bambini durante i conflitti armati, e per rinnovare il nostro impegno a difendere chi, più di tutti, non ha strumenti per difendersi: l’infanzia.

In questa occasione, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani desidera esprimere profonda solidarietà a tutte le bambine e i bambini del mondo che, ancora oggi, subiscono violenze, bombardamenti, fame, sfruttamento, abusi e traumi indelebili a causa delle guerre e delle aggressioni militari.

Purtroppo, questa non è solo una giornata simbolica. I numeri parlano da soli e ci interrogano come educatori, cittadini e istituzioni. Nel conflitto in Sudan, iniziato nell’aprile del 2023, oltre 5 milioni di bambini sono stati sfollati. Si tratta della più grave crisi di spostamento infantile al mondo. Di questi, quasi 3 milioni hanno meno di cinque anni e sono privi di assistenza, casa, scuola e cure mediche. Il sistema sanitario è al collasso, e si prevede che almeno 770.000 bambini soffriranno di malnutrizione acuta grave entro la fine del 2025.

A Gaza, dove il conflitto si è intensificato drammaticamente dal 7 ottobre 2023, le operazioni militari hanno causato la morte di oltre 54.000 persone, la maggior parte delle quali donne e minori. Le immagini e i racconti che giungono dai campi di Rafah, dalle scuole colpite, dagli ospedali distrutti, ci restituiscono una verità cruda: i bambini sono sempre le prime vittime delle guerre degli adulti.

E queste non sono situazioni isolate. Anche in Ucraina, Myanmar, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia e in diverse aree del Sahel, centinaia di migliaia di minori sono intrappolati in zone di guerra, reclutati come bambini soldato, resi orfani, costretti a fuggire o a sopravvivere tra fame e abusi.

In un simile contesto, il ruolo della scuola diventa fondamentale. Educare ai diritti umani non è un esercizio teorico, ma un atto di resistenza morale. È per questo che il CNDDU invita tutte le scuole italiane a dedicare uno spazio concreto in questi giorni alla riflessione sull’infanzia violata: attraverso letture, visioni di documentari, realizzazione di murales o semplicemente parole e silenzi condivisi in aula. Inoltre, abbiamo lanciato la campagna social #InfanziaViolata2025, alla quale invitiamo docenti, studenti e genitori a partecipare pubblicando pensieri, disegni, messaggi di solidarietà per i piccoli vittime della guerra.

Ma non basta la scuola. Serve una presa di posizione istituzionale forte. Per questo rivolgiamo un appello al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, On. Antonio Tajani, affinché l’Italia assuma un ruolo guida a livello internazionale nella protezione dei bambini nei teatri di guerra.

Chiediamo:

  • l’attivazione di corridoi umanitari per salvare i minori da zone di conflitto;
  • una condanna esplicita delle violazioni dei diritti dei minori;
  • un incremento dei fondi destinati a progetti educativi e di assistenza nelle aree colpite;
  • campagne di sensibilizzazione nelle ambasciate e nei territori di crisi;
  • e infine, l’istituzione di una Giornata Nazionale dedicata ai bambini vittime della guerra, da celebrare il 4 giugno in parallelo con quella internazionale.

Non possiamo restare in silenzio. Ogni bambino che soffre per colpa della guerra è una sconfitta per l’intera umanità. Ogni bambino che muore senza aver conosciuto la pace è un fallimento per il nostro tempo. È nostro dovere, come educatori e come cittadini, gridare con forza che la guerra non è mai giusta, soprattutto quando colpisce chi non ha colpe.

“Chi salva un bambino, salva il mondo intero”, ci ricorda un detto talmudico. E noi vogliamo credere che un altro mondo sia possibile. Un mondo in cui ogni bambino abbia il diritto di essere semplicemente bambino.

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