Il 1° Festival dell’«Umano Tutto Intero», il 18 e 19 giugno a Roma, invita a un dialogo pubblico sui temi cruciali dell’umanità, promuovendo una visione integrata della vita umana. L’evento combina discussioni, arte, poesia e musica per stimolare una riflessione profonda e condivisa.
ROMA. Manca poco all’inizio del primo Festival dell’«Umano Tutto Intero», che si terrà il 18 e 19 giugno nella splendida cornice dei Piceni a Roma. L’evento mira a stimolare un dialogo pubblico su cosa significhi essere umano, affrontando temi cruciali come maternità, gender, eutanasia, immigrazione, tossicodipendenza e sostegno alla fragilità.
Il Festival, ispirato dall’immagine dell’Icarus di Matisse, vuole rispondere alla domanda di quale concezione dell’umano sia alla base del dibattito pubblico e delle scelte normative odierne. Si propone un confronto tra due visioni: una che vede la vita con dignità variabile, legata all’autodeterminazione, e l’altra che riconosce un significato assoluto e intrinseco alla vita umana.
Il pomeriggio del 18 giugno sarà dedicato all’orientamento nella mentalità dominante e alle norme che riducono l’umano alla sola autodeterminazione. Interventi brevi e incisivi, alternati a musica e spezzoni di film, metteranno in luce le conseguenze irragionevoli di molte proposte sociali e normative attuali.
Il 19 giugno, invece, sarà dedicato all’«umano tutto intero». Al mattino, verranno presentate proposte concrete ai rappresentanti del governo su educazione, famiglia, fragilità e intergenerazionalità. Nel pomeriggio, alcuni dei principali pensatori del Paese e rappresentanti istituzionali discuteranno su come un’antropologia integrata possa promuovere una società più solidale e creativa.
Il festival sarà anche un momento di condivisione, arricchito da arte, poesia e musica. Sarà un’opportunità per dialoghi e incontri, accompagnati da semplici menù durante le pause. La serata del 18 giugno vedrà un evento unico con la musica di Paolo Jannacci e la poesia di Davide Rondoni.
Il Festival non pretende di risolvere tutti i problemi, ma di promuovere un dialogo consapevole e speranzoso su cosa significhi essere umano in un’epoca di cambiamenti profondi. Come ha sottolineato Papa Francesco, viviamo un “cambio d’epoca” che richiede un nuovo orientamento valoriale condiviso.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
