La tremenda vicenda della cosiddetta “famiglia del bosco” ha creato indignazione e sgomento. É stato presentato un DDL per porre fine a queste forme di abuso travestite da tutela dei minori
Italia – Una valutazione collegiale e multidisciplinare sarà necessaria prima di decidere l’allontanamento di un minore dalla sua famiglia. È la sintesi della proposta di legge presentata dall‘on. Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza.
L’obiettivo è rafforzare le garanzie nelle procedure che portano alla separazione dei bambini dal loro nucleo familiare, prevedendo il coinvolgimento obbligatorio di più professionisti e non solo dell’assistente sociale. La proposta introduce inoltre sanzioni penali severe per i professionisti che dovessero fornire informazioni false o omettere elementi rilevanti nelle relazioni utilizzate dal giudice. Saranno previste pene fino a sei anni di carcere e l’interdizione permanente dal lavoro con i minori.
Il giudice dovrà compiere sempre “un’attenta ponderazione, con l’ausilio di specialisti esenti da conflitti di interesse, di tutti gli elementi acquisiti valutando le diverse possibili soluzioni” ha spiegato l’on. Brambilla ribadendo l’urgenza della proposta.
Nella casa del bosco resta solo tanto dolore
Una madre silenziosa, avvolta nel suo grande dolore, è quello che resta nella casa del bosco. Una famiglia devastata in nome di una “tutela dei minori” che lascia sgomenti. Tre bambini soli nella notte, in un ambiente diverso dal loro “nido”, in preda a incubi e grida che straziano il cuore.
La maggioranza delle persone si pone una domanda: era così grave la situazione di quei bimbi da giustificare dei provvedimenti che molto probabilmente li segneranno per tutta la vita?
Dopo tante chiacchiere, una legge
L’iniziativa presentata dall’on Brambilla arriva mentre è acceso il dibattito pubblico sul questo caso e punta a rendere più trasparente e condiviso un percorso decisionale che riguarda il futuro dei bambini. Basta dunque con assistenti sociali che agiscono in regime di monopolio sulla vita dei minori e delle loro famiglie.
In Italia, il numero di minori che sono stati collocati al di fuori delle loro famiglie è stimato intorno ai 42.000 bambini, di cui una parte significativa vive in comunità e altri in affido. Quasi 402.000 minori sono in carico ai servizi sociali in Italia, e di questi, oltre 77.000 sono considerati vittime di maltrattamento.
L’allontanamento, spesso definito come “prelievo forzoso”, viene eseguito con la forza pubblica, come nel caso dei bambini del bosco. Secondo l’ordinamento attuale, dovrebbe essere attuato solo in situazioni di grave pregiudizio, abbandono o pericolo per la salute del minore. Tuttavia il Giudice non fa che eseguire quello che è proposto dalle assistenti sociali. Con la nuova legge dovrà invece essere sottoposto alla valutazione collegiale e multidisciplinare prima di decidere l’allontanamento di un minore dalla sua famiglia.
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