Navigando tra natura, arte e grande musica: un viaggio unico tra le acque della laguna veneziana e le note ispirate di Enrico Pieranunzi
Porte Grandi (Ve) – Sile Jazz, in collaborazione con Asolo Musica, ha concluso la sua rassegna estiva con una crociera , che partendo da Porte grandi, a bordo di una delle motonavi Stefanato, che hanno una provata tradizione (sono infatti operative dal 1978!), ha condotto sabato 26 luglio un gruppo cospicuo di appassionati all’Isola di san Giorgio a Venezia per poter ascoltare un concerto di piano solo del famosissimo Enrico Pieranunzi, un jazzista di acclarata fama, in una location che almeno una volta nella vita bisogna visitare: la sala da concerti, Lo Squero, con una parete completamente a vetri con vista sul Canal Grande. Lo stesso artista si è detto ispirato da quel luogo , al punto che mentre eseguiva i suoi pezzi, guardava il panorama all’esterno.
Ma cominciamo dall’inizio. La navigazione è iniziata con il benvenuto da parte dell’equipaggio del “Comandate” Glauco, il proprietario che ha iniziato l’impresa e che ora la condivide con i suoi figli e nipoti, che ha lasciato poi la parola a loro, per commentarci le fasi di navigazione in laguna.
La prima tappa è stata il passaggio alle chiuse di Porte Grandi, sempre emozionanti da attraversare, in cui il passaggio in una serie di vasche compensa il dislivello tra fiume Sile e laguna. Il tutto di leonardiana memoria, proprio perché Leonardo è stato l’inventore di questo meccanismo idraulico.
Effettuata questa operazione , è iniziata la navigazione in laguna, con la descrizione del mondo vegetale e animale che la popola: la barena, gli aironi, le garzette, in un panorama rilassante.
Si sono visti i casoni di caccia e quelle costruzioni, simili ai trabucchi abruzzesi, per la pesca con la rete che si solleva dai fondali con meccanismo a bilancia.
Tra un panorama e l’altro è stato servito il pranzo, a base di cicchetti e di una ottima pasta con il sugo di pesce, che è terminato con il caffè, anche corretto grappa e sambuca.
Tutti poi sono stati richiamati sul ponte per vedere l’imminente arrivo a Venezia, tra le isole che la anticipano:Torcello, di cui in distanza si vede il campanile storto, Burano con le sue case coloratissime, Sant’Erasmo , l’orto dei veneziani, con le famose castraure( i carciofi)Murano che si distingue per gran afflusso di turisti, ed infine l’isola di San Servolo, ora museo della Pazzia e centro internazionale di studi, ma un tempo tristemente manicomio.
Lasciando in distanza San Lazzaro degli Armeni, si entra finalmente nel bacino di San Marco e lì lo spettacolo diventa apoteosi. La bellezza di Venezia incanta sempre e ogni luce diversa la valorizza e la fa scoprire nuovamente con degli aspetti peculiari, che magari prima non si erano mai considerati.
Si approda verso le 15, 30 all’Isola di san Giorgio, nostra meta per poter godere del concerto previsto alle 16,30 e nel tempo precedente alcuni vanno a visitare l’omonima chiesa o le mostre che ospita l’isola , le Stanze del Vetro e le Stanze della Fotografia. Quest’ultima in particolare in questo periodo ha una mostra imperdibile su Robert Mapplethorpe, il famoso fotografo che ha fotografato i corpi nudi come fossero sculture. Infatti la mostra si intitola “Le forme del classico”.
Arriva quindi il momento di entrare nell’auditorium allo Squero per assistere al concerto.
Attraversando un portale si attraversa un giardino e si entra in un edificio, in parte in legno, con una scritta: “Cantiere navale IPAM “G.Cini” . Al di là di quella porta si resta a bocca aperta, perché come anticipavo prima, la parete di fondo della sala è completamente in vetri e permette la vista sul Canal Grande, con tutto il suo passaggio di navi, motonavi, velieri e con sullo sfondo le case e i palazzi accanto ai Giardini della Biennale. Uno spettacolo che lascia senza parole, così affascinante che non ci staccheresti mai lo sguardo, che ha incantato lo stesso Enrico Pieranunzi , a cui non è restato che fare lo stesso.
Ma ora parliamo un po’ di lui, perché le atmosfere che ci avvolgono con le note dei suoi brani hanno delle reminescenze di Ludovico Einaudi.
L’artista nasce a Roma nel 1949. E’ un pianista, compositore, arrangiatore ed ha registrato più di 70 CD a suo nome, spaziando dal piano solo al trio, dal duo al quintetto e collaborando in concerto o in studio d’incisione con Chet Beaker, Lee Konitz, Paul Motian, Charlie Haden, Chris Potter, Marc Johnson, Joey Baron.
Pluripremiato come miglior musicista italiano nel “Top Jazz”, annualmente indetto dalla rivista “Musica Jazz” (1989, 2003, 2008) e come miglior musicista europeo (Django d’Or, 1997), Enrico Pieranunzi ha portato la sua musica sui palcoscenici di tutto il mondo, esibendosi nei più importanti festival internazionali, da Montreal a Copenaghen, da Berlino e Madrid a Tokyo, da Rio de Janeiro a Pechino.
A partire dal 1982 si è recato numerose volte negli Stati Uniti dando concerti in varie città tra cui New York, Boston, San Francisco.
Di rilievo la sua partecipazione a Spoleto Festival Usa 2007 (Charleston, North Carolina) che ne ha voluto dare un ritratto completo proponendolo in concerti di piano solo, duo e trio.
Enrico Pieranunzi è l’unico musicista italiano di sempre ed uno dei pochissimi europei ad aver suonato e registrato più volte nello storico “Village Vanguard” di New York con Marc Johnson and Paul Motian (Camjazz, 2010).
Proprio per il “Live at The Village Vanguard” con Marc Johnson e Paul Motian (Camjazz, 2010) gli è stato assegnato nel 2014 l’Echo Jazz Award – equivalente tedesco dello statunitense Grammy – come Best International Piano Player.
La prestigiosa rivista americana “Down Beat” ha incluso il suo CD “Live in Paris”, in trio con Hein Van de Geyn e André Ceccarelli (Challenge), tra i migliori CD del decennio 2000/2010.
Enrico Pieranunzi ha composto diverse centinaia di brani, alcuni dei quali sono ormai veri e propri standard suonati e incisi da musicisti di tutto il mondo (“Night bird”, “Don’t forget the poet”, “Fellini’s waltz”).
È stato scritto di lui:
“Pieranunzi è un pianista di intenso lirismo, in grado di swingare con energia e freschezza e, nello stesso tempo, di non perdere mai la sua capacità poetica. La sua musica canta”.
(Nat Hentoff, 1990)
“Enrico Pieranunzi immette nuova linfa nel jazz contemporaneo”.
(Ray Spencer, Jazz Journal International, 1992)
“Ricordate il suo nome, perdetevi nella sua musica”.
(Josef Woodard, Jazz Times, 2000)
Ed è proprio questa ultima frase che descrive come si esce da un suo concerto: incantati e ci si sente come se le finestre di un altro mondo si fossero aperte.
Con questa musica stupenda nel cuore, siamo risaliti alle 18,30 sul battello e , dopo un piacevole excursus storico nel bacino di San Marco, a cura di Federico, un collaboratore della compagnia di navigazione Stefanato, abbiamo ripreso la via del ritorno in laguna, cenando a base di un ottimo pesce fritto. La cena si è conclusa con dei dolci tipicamente veneziani come gli”zaeti”, chiamati così per il loro colore giallo, dovuto alla farina di mais.
La lenta navigazione ci ha riportati alle chiuse di Porte Grandi tra panorami stupendi con una luce al tramonto che ha completamente cambiato i colori del paesaggio che abbiamo ammirato al mattino. Con un volo di fenicotteri si è conclusa la crociera jazz di quest’anno.
Ma un’altra ci sarà ancora il prossimo anno. Assolutamente non perdetevela!
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