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Un’esecuzione del Requiem di W.A. Mozart

3 minuti di lettura

Dedicato alla memoria di Sammy Basso

TREVISO. Venerdì 11 aprile, come tradizionale concerto di Quaresima, è stato eseguito il Requiem di W.A. Mozart nel Tempio di San Nicolò con uno scopo particolare: ricordare Sammy Basso e raccogliere fondi per continuare le ricerche che lui aveva iniziato con un team di scienziati (e che erano buon punto al momento della sua dipartita) e che porterebbero dei benefici ai 450 milioni al mondo affetti da malattie genetiche.

Questo hanno detto il padre e la madre di Sammy alla fine dell’esecuzione , ed hanno emozionato tutti, perché lui , nella sua vita con la sua aria bonaria e sorridente, aveva sensibilizzato l’opinione pubblica sulla sindrome di invecchiamento precoce di cui era affetto (la Progeria); ma non si era fermato a questo. Personalmente ha voluto impegnarsi, laurearandosi in più discipline: prima in Fisica a Padova , perché il suo sogno era di lavorare al CERN di Ginevra; poi in Scienze naturali, con l’intento di approfondire la ricerca sulla sua malattia. Infine ha ottenuto la laurea magistrale in in lingua inglese in Biologia molecolare.

Tutto questo perché voleva impegnarsi lui stesso a cercare una soluzione al suo problema e non solo suo, purtroppo, fondando anche l’Associazione Italiana Progeria insieme insieme ai suoi genitori. Nel 2006 questa associazione ha aderito ad un programma di studi clinici sulla progeria presso il National Institute of Health di Bethesda (Maryland) ove ha sede il NHGRI ( l’Istituto di Ricerca sul Genoma Umano). Presso tale centro è stata eseguita per la prima volta la raccolta completa dei dati relativi agli organi e agli apparati di Sammy a scopo di ricerca, e come risultato di questo programma è stato messo a punto il farmaco sperimentale, che potrebbe essere in grado di rallentare il decorso della malattia.

Proprio per questo, prima dell’inizio del concerto, oltre al saluto e alla presentazione del Ministro della Giustizia Carlo Nordio, è stato letto integralmente il testamento di Sammy da due voci recitanti del teatro Orazero, Mariateresa Dalla Vedova e Francesco Santin, un inno alla vita e alla fede, che ha commosso tutti e ha preparato un ascolto attento e motivato ad una delle più celebri composizioni di Mozart, composto nell’ultimo periodo della sua vita, funestato dai debiti, per l’incarico dato da un misterioso committente, che solo più tardi si scoprirà essere il Conte Franz Walsegg zu Stuppach, un singolare musicista dilettante, che stipendiava una propria orchestra e che commissionava composizioni che poi disinvoltamente spacciava per proprie. In questo caso l’opera doveva servire per una celebrazione in suffragio della moglie ventunenne (una messa da Requiem per l’appunto) scomparsa prematuramente in quello stesso anno.

Mozart comporrà solo l’Introitus e il Kirie in modo completo, mentre alla sua prematura morte, lasciò lacunose altre otto sezioni (dal Dies Irae fino al Hostias), senza neppure abbozzare le ultime, dal Sanctus alla fine. La moglie, temendo che il committente non accettasse un’opera incompleta e chiedesse un anticipo dell’anticipo versato,, la vedova aveva incaricato alcuni allievi del marito a rivedere e completare il Requiem, con il vincolo della segretezza.

In questo modo roccambolesco questa splendida composizione mozartiana è giunta a noi,ed in questa occasione è stata eseguita dal Gruppo d’Archi Veneto, diretto dal Maestro Maffeo Scarpis, dall’Insieme vocale Città di Conegliano, diretto da Laura Fabbro, con la presenza dei solisti: Laura De Silva, soprano; Eugenia Zuin, contralto; Matteo Bragagnolo, tenore; Mauro Franceschetti, basso.

L’esecuzione era già stata eseguita a Tarzo, nell’Auditorium Banca Prealpi SanBiagio mercoledì 9 aprile, organizzato dall’Associazione NoixNoi, in collaborazione con l’Associazione musicale Gruppo d’Archi Veneto e l’Associazione Nazionale Alpini e a Conegliano, nella Chiesa di San Martino e Rosa il 10 aprile.

L’evento, organizzato dall’Associazione musicale Gruppo d’Archi Veneto, in collaborazione con l’Istituto di Scienze Religiose Giovanni Paolo I e con il patrocinio della Città di Treviso, si è concluso con l’esecuzione dell’Ave Verum, un altro brano di Mozart, che ci ha introdotto nel clima quaresimale con grazia ed armonia.

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