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Il 18 luglio è stato segnalato il primo caso umano di infezione da virus West Nile della stagione estiva 2019. L’infezione ha colpito un uomo di 79 anni che vive in area rurale in provincia di Padova e presenta febbre persistente da 10 giorni.

La notizia è stata ufficializzata dalla Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale della Regione del Veneto.

 

Nel 2018 la prima positività nelle zanzare era stata riscontrata il 7 giugno e il primo caso umano era stato notificato il 16 giugno, circa un mese prima rispetto a quest’anno.

 

 

Lanzarin: “Diffusione limitata rispetto al 2018 ma teniamo alta la guardia”

“La rete di sorveglianza entomologica regionale – puntualizza l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin –  non ha finora evidenziato alcuna positività per il virus West Nile nelle zanzare catturate, il che indica una diffusione più limitata del virus nell’insetto vettore rispetto all’anno scorso”.

 

La differente situazione rispetto a quella del 2018, secondo gli esperti della Regione, è in parte spiegabile da fattori meteo-climatici (stagione primaverile più fredda e quindi meno favorevole alla proliferazione delle zanzare). 

 

“Tuttavia – aggiunge la Lanzarin –  un contributo importante al contenimento della proliferazione delle zanzare è dato dall’attuazione coordinata e sistematica, su tutto il territorio regionale, degli interventi di disinfestazione larvicida e adulticida previsti dalla DGR 174 del 22 febbraio 2019, sulla base delle linee guida del Ministero della Salute”.

 

Con questo provvedimento è stato inoltre istituito un Tavolo tecnico intersettoriale regionale sulle malattie trasmesse da vettori, che agisce con il supporto del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità ed è presieduto dall’Assessore alla Sanità e coordinato dalla Direzione Prevenzione, Sicurezza Alimentare Veterinaria. Infine la succitata DGR ha disposto l’istituzione in ciascuna Azienda ULSS di un Tavolo tecnico intersettoriale Aziendale, al fine di coordinare e monitorare le misure di contrasto ai vettori messe in atto dai Comuni.

 

Il virus West Nile, comparso in Veneto nel 2008, è trasmesso all’uomo dalle zanzare del genere Culex che pungono prevalentemente nelle ore crepuscolari e notturne. Nel nostro territorio, inoltre, da alcuni anni è presente anche la zanzara Aedes albopictus (zanzara tigre), che può trasmettere le infezioni da virus Dengue, Chikungunya e Zika. Questo tipo di zanzara punge preferibilmente nelle ore diurne, con un massimo di attività nelle ore successive all’alba e nelle ore che precedono il tramonto.

 

“L’infezione da virus West Nile – precisa l’Assessore Lanzarin – nella maggior parte dei casi decorre nell’uomo in modo asintomatico. Nel 20% dei casi possono verificarsi sintomi di lieve natura come febbricola, mal di testa, nausea, vomito, eruzioni cutanee (febbre West Nile, WNF). In meno dell’1% dei casi, in particolare persone anziane e debilitate, si possono presentare febbre alta, debolezza muscolare e complicanze neurologiche come encefalite. L’infezione non si trasmette per contagio diretto da uomo a uomo, ma solamente attraverso la puntura di zanzara infetta, o attraverso le donazioni di sangue ed emocomponenti, organi e tessuti di persone con infezione”.  

 

Semplici comportamenti da adottare

I cittadini – raccomandano i tecnici regionali – possono svolgere un ruolo importante per evitare la proliferazione delle zanzare attraverso l’adozione di semplici comportamenti come:

1. non abbandonare oggetti e contenitori di qualsiasi natura e dimensioni dove possa raccogliersi l’acqua piovana come barattoli, bidoni, bacinelle, annaffiatoi copertoni, etc.
2. svuotare giornalmente qualsiasi contenitore di uso comune con presenza di acqua e, ove possibile,  capovolgerli;
3. coprire ermeticamente (anche attraverso reti a maglie strette) i contenitori d’acqua inamovibili (bidoni, cisterne).

 

Per evitare la puntura di zanzara negli ambienti in cui non sia disponibile la climatizzazione è fortemente consigliata l’applicazione a porte e finestre di zanzariere a maglie strette, oltre all’utilizzo di dispositivi elettro emanatori insetticidi liquidi o a piastrine.

 

All’aperto, per la protezione individuale dalle punture di zanzare è consigliabile indossare indumenti di colore chiaro, il più possibile coprenti (maniche lunghe e pantaloni lunghi). Un sufficiente livello di protezione è inoltre assicurato dall’utilizzo di repellenti da applicare direttamente sulla pelle, ripetendo il trattamento con frequenza adeguata. Nell’uso di questi prodotti bisogna seguire scrupolosamente le indicazioni riportate sulla confezione e deve essere adottata la massima cautela nei bambini o su pelli sensibili. I prodotti repellenti non devono essere applicati sulle mucose (labbra, bocca), sugli occhi, sulla cute abrasa, mentre possono essere invece utilizzati sui vestiti per aumentarne l’effetto protettivo. 

 

Per ulteriori informazioni si può consultare il sito Internet regionale al seguente link. A questa pagina web sono disponibili diversi materiali informativi tra cui la guida “Scelta e corretto utilizzo dei repellenti cutanei per zanzare”.

“La Febbre del Nilo o West Nile oramai è tra noi, gli uccelli selvatici sono serbatoi del virus, farla sparire oramai è una missione impossibile. Le azioni straordinarie non servono più. Bisogna puntare tutto sulla prevenzione. L’anno scorso abbiamo avuto oltre 70 casi in provincia di Treviso e le influenze estive saranno causate maggiormente dalla Febbre del Nilo. La situazione ormai è endemica, bisogna intervenire pesantemente; e gli individui più a rischio sono le persone malate, anziani e bambini”. A dirlo è il responsabile del dipartimento di prevenzione dell’USL della Marca.

Poi aggiunge: “È stato il nostro cavallo di battaglia, la lotta alla prevenzione della proliferazione della febbre del Nilo.

La Regione Veneto ha deliberato il piano di interventi contro la diffusione del virus West Nile“.

 

“Di fronte a un fenomeno di entità imprevista e imprevedibile – spiega in una nota l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – l’anno scorso, primi in Italia, abbiamo reagito con tempestività e con un piano straordinario che ha messo in campo disinfestazioni urgenti e un finanziamento della Regione di oltre 500 mila euro. Grazie a questo stanziamento si passa a una fase di programmazione a largo raggio, a una pianificazione sul territorio. L’obiettivo è agire in modo incisivo, prevenire, affrontare il problema e di evitare il proliferare dei vettori della West Nile”.
Comuni dovranno censire tutte le loro aree oggetto di infestazione, individuare quelle da sottoporre agli interventi di disinfestazione, presentare entro domani il loro Piano d’intervento, adottare un’idonea Ordinanza sindacale per avvisare la popolazione sui potenziali rischi di infezione, indicando alcune misure di bonifica primaria e di igiene ambientale cui i cittadini devono attenersi (eliminazione dei focolai larvali rimovibili e copertura di quelli inamovibili, imponendo anche l’accesso alle aree private delle imprese di disinfestazione, a completamento delle bonifiche nelle aree pubbliche).
“Noi di Preganziol Viva, abbiamo lottato invano la scorsa primavera, chiedendo all’amministrazione Galeano di mettere in atto tutte le misure necessarie e preventive per evitare il rischio di proliferazione del virus della febbre del Nilo, la quale però non ha provveduto ad una disinfestazione straordinaria”, commenta Christian Badin, portavoce Preganziol Viva.
“Quest’anno, considerando che la Regione Veneto ha stanziato 500mila euro, vogliamo vedere la disinfestazione larvale preventiva effettuata in tutto il territorio comunale di Preganziol. Chiediamo inoltre se sono state censite le aree e se è stato presentato il piano di intervento richiesto. La prevenzione è necessaria, e per noi la salute del cittadino viene prima di tutto”.

Coordinamento in capo alla Regione, supportata da un tavolo tecnico intersettoriale sulle malattie trasmesse da vettori, monitoraggio continuo, interventi antilarvali a partire da aprile e adulticidi ove ne emerga le necessità, stretto coordinamento tra il tecnico regionale e il tavolo tecnico che dovrà essere istituito presso le aziende Ulss che prevede una stretta collaborazione con i Comuni.

 

Sono questi alcuni dei punti cardine della strategia individuata dalla Regione del Veneto per contrastare il fenomeno della diffusione di zanzare e del contagio umano dal virus West Nile che, nella scorsa stagione estiva, in mezza Europa e in varie zone d’Italia, ha assunto dimensioni mai registrate prima. Tutti gli interventi previsti prenderanno avvio ad aprile e proseguiranno fino a ottobre.

 

Il tutto è contenuto in una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin.

 

“Di fronte a un fenomeno di entità imprevista e imprevedibile – dice la Lanzarin – l’anno scorso, primi in Italia, abbiamo reagito con tempestività e con un piano straordinario che ha messo in campo disinfestazioni urgenti e un finanziamento della Regione di oltre 500mila euro. Ora, alla luce di quell’esperienza, passiamo a una fase di programmazione a largo raggio, con una pianificazione sia tecnica che operativa in grado di rispondere in maniera più incisiva ed omogenea al problema e di evitare, ovunque possibile, il proliferare dei vettori della West Nile. Abbiamo creato anche una task force che lavorerà al tavolo tecnico intersettoriale e che mette assieme esperienze e conoscenze di tutti i soggetti coinvolti. Siamo a fianco dei Comuni, titolari degli interventi per legge nazionale, in molti modi: con la programmazione, la prevenzione, il monitoraggio, il coordinamento dei soggetti interessati e degli interventi, un contributo del 20% delle spese che saranno rendicontate dai Comuni stessi”.

 

La pianificazione approvata si compone di due documenti.

 

Vengono definiti i ruoli dei soggetti coinvolti: la Direzione Prevenzione della Regione si occuperà, tra l’altro, del coordinamento della rete delle sorveglianze umana ed entomologica, della predisposizione di un budget ad hoc, del monitoraggio generale dei programmi di lotta e della loro verifica di efficacia. In capo alla Direzione c’è anche il coordinamento del Tavolo Tecnico Intersettoriale. L’Istituto Zooprofilattico delle Venezie (IZS) effettuerà la sorveglianza entomologica con il posizionamento delle trappole, la ricerca e il sequenziamento virale nei vettori catturati, la sorveglianza sugli equidi e sull’avifauna. L’Azienda Zero della Regione predisporrà il capitolato d’appalto per la gestione delle attività di disinfestazione di emergenza e garantirà il supporto nel monitoraggio del Piano delle Attività delle Ullss. Il Coordinamento Regionale Attività Trasfusionali (CRAT) garantirà il coordinamento delle azioni di screening nelle donazioni di sangue e implementerà le azioni per la sicurezza della trasfusione. Stessi compiti, nel settore della donazione e trapianto, avrà il Centro Regionale Trapianti. Il Centro Regionale di Riferimento di genofenotipizzazione ed epidemiologia molecolare degli agenti da infezione per la diagnostica microbiologica e virale si occuperà dell’esecuzione dei test di conferma, tipizzazione, sequenziamento e invio dei risultati all’Ulss competente per il territorio.  

 

ULSS

Le Ulss, da parte loro, dovranno attivare il tavolo Tecnico Intersettoriale Aziendale, stendere il Piano Annuale di Controllo per il loro territorio, collaborare con i Comuni, effettuare la vigilanza igienico-sanitaria. Ogni Ulss dovrà dotarsi entro il 30 marzo di un proprio Piano Aziendale di Attività Annuale e trasmetterlo alla Direzione Regionale Prevenzione entro il 10 aprile di ogni anno. Il Piano specifica le linee generali per la redazione del capitolato di appalto per il controllo delle zanzare in ambito urbano; indica i requisiti necessari per le ditte che effettuano gli interventi; descrive le principali peculiarità dei prodotti larvicidi e adulticidi, e come vanno utilizzati; prevede un articolato sistema di avvisi ai cittadini; dispone la marcatura elettronica delle caditoie; indica i livelli temporali di intervento (per la difesa dei tombini si prevedono sei interventi larvicidi e per i fossati dodici interventi antilarvali tra aprile e agosto); indica dei parametri di riferimento per valutare l’efficacia dei trattamenti larvicidi.

 

Comuni

I Comuni dovranno, tra l’altro, censire tutte le loro aree oggetto di infestazione, individuare quelle da sottoporre agli interventi di disinfestazione, presentare entro febbraio il loro Piano d’intervento, adottare un’idonea Ordinanza Sindacale per avvisare la popolazione sui potenziali rischi di infezione, indicando alcune misure di bonifica primaria e di igiene ambientale cui i cittadini devono attenersi (eliminazione dei focolai larvali rimovibili e copertura di quelli inamovibili, imponendo anche l’accesso alle aree private delle imprese di disinfestazione, a completamento delle bonifiche nelle aree pubbliche).

 

Prefetture

Alle Prefetture viene richiesta attività di impulso nei confronti della Amministrazione locali che non rispondessero alle indicazioni ricevute.

 

Consorzi di bonifica

I Consorzi di bonifica, infine, dovranno supportare i Comuni nel censimento e nella mappatura del reticolo idrografico di competenza, segnalando le aree dove ci siano situazioni di incuria e ristagno che favoriscano la proliferazione delle zanzare.

 

A livello regionale verrà garantita alla popolazione una informazione riguardo alla protezione individuale oltre alla comunicazione periodica con bollettino ad hoc sull’andamento epidemiologico delle infezioni.

 

Secondo la normativa nazionale, gli interventi di disinfestazione programmati sono a carico dei Comuni. Ciò nonostante, la Regione erogherà un contributo pari al 20% della spesa sostenuta sulla base delle rendicontazioni che i Comuni invieranno.

L’assessore De Martin: “Continuano gli interventi necessari per garantire la salute dei cittadini”

Il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha firmato oggi un’ordinanza che autorizza il proseguo delle misure di contrasto e prevenzione alla trasmissione del virus West Nile attraverso una disinfestazione straordinaria con adulticida che, a partire da lunedì 24 settembre, riguarderà alcune aree identificate del Lido di Venezia, di Marghera, di Mestre, di Favaro e di Zelarino.

 

Un’operazione che si aggiunge a quelle già messe in atto, con riscontri positivi, dall’Amministrazione comunale in accordo con l’Ulss 3 Serenissima, e che ora prevede di dare seguito al “Piano regionale straordinario di disinfestazione”. Nel documento si invitano i Comuni a procedere con la disinfestazione adulticida e larvicida nel proprio territorio di competenza, in particolare dei parchi pubblici, cimiteri, aree attrezzate. Per questo il Comune di Venezia avvierà una serie di interventi straordinari che scatteranno dalla prima mattinata di lunedì e proseguiranno per il resto della settimana (fino a un massimo di 10 giorni). Le aree interessate dai trattamenti saranno per precauzione interdette al pubblico utilizzo per il tempo necessario. Per lo stesso motivo i parchi soggetti ad apertura saranno tenuti chiusi per la giornata successiva all’intervento.

 

Al contempo l’Amministrazione comunale invita tutti i cittadini a collaborare affinché la disinfestazione sia adeguatamente attuata anche nelle aree private. Importante è tenere presente alcuni accorgimenti per evitare la proliferazione delle zanzare come:

– non abbandonare oggetti o contenitori che possano raccogliere acqua piovana;
– svuotare giornalmente qualsiasi contenitore di uso comune con presenza di acqua;
– coprire ermeticamente i contenitori d’acqua inamovibili.
Gli ulteriori accorgimenti rivolti ai cittadini sono inseriti nel testo dell’ordinanza.

 

“Si tratta di azioni necessarie per garantire la sicurezza di tutti – dichiara l’assessore all’Ambiente, Massimiliano De Martin – Fin dall’inizio questa Amministrazione è stata in prima linea per evitare la proliferazione del virus e gli interventi si sono susseguiti in modo continuo da aprile in poi. La collaborazione dei cittadini, però, può rendere ancora più efficiente l’azione del Comune e degli operatori Veritas”.

 

Per la precisione, in poco più di 5 mesi sono stati effettuati 6 cicli di trattamento in tutte le caditoie stradali e le bocche di lupo di competenza comunale. Interventi che hanno interessato 54.671 caditoie e 5.945 bocche di lupo in terraferma e Lido-Pellestrina (per un totale di 60.616 punti), e 8mila caditoie a Venezia centro storico e isole. Sono stati poi trattati i capofossi e fossati (in terraferma ce ne sono per oltre 488 chilometri), le caditoie e i fossati nei parchi, i giardini e le aree verdi pubbliche del centro storico, delle isole, del litorale e della terraferma. “Osservati speciali da parte dell’Amministrazione – conclude l’assessore De Martin – i parchi San Giuliano e Albanese (gestiti dall’Istituzione Bosco e Grandi Parchi), le aree verdi di scuole, asili, nidi e materne per complessivi 170 istituti, le strutture sociali e gli uffici pubblici di nostra competenza e i 16 cimiteri comunali. Siamo in prima linea per garantire la salute dei nostri concittadini, cui chiediamo però un’importante collaborazione”.

 

 

Di seguito le strade e le aree verdi interessate dagli interventi:

MESTRE-CARPENEDO
Viale Don Sturzo
Viale Garibaldi
Via Terraglio
Via Daniele Manin
Via Torre Belfredo
Via Einaudi
Via Pertini
Via Montello
Viale San Marco
Via Bissagola
Via Costa
Via San Marco
Via Bissuola
Via Camporese
Via Orlanda
Via Miranese
Via Circonvallazione
Via Pertini
Via Delle Tofane
Via Antonio Da Mestre
Via Costa
Via Da Verrazzano
Via Rielta
Via Sernaglia

 

MARGHERA
Via Correnti
Via Tommaseo
Via Trieste
Via Parco Ferroviario
Via Villabona
Via Catene
Via Del Bosco
Via Pasini
Via Tommaseo
Via Concordia
Parco Teresa Casati
Parco Emmer

 

FAVARO VENETO
Via Altinia
Via Ca’ Alvera
Via Indri
Via Monviso
Via Altinia
Via Ca’ Alvera
Via Indri
Via Monviso
Via Marchesi

 

CHIRIGNAGO-ZELARINO
Parco di via Hayez
via Vicentino
Via Selvanese

 

LIDO – PELLESTRINA
Lungomare Gabriele D’Annunzio
Via Falier
Via Malamocco
Area di Ca’ Bianca

“La sottovalutazione dell’emergenza West Nile è sotto gli occhi di tutti, Coletto dovrebbe dimettersi”. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico torna ad attaccare l’assessore alla Sanità e la Giunta Zaia per il ritardo con cui si è mossa la Regione dopo l’ennesimo episodio, questa volta a Treviso, con una ragazza di 25 anni ricoverata in rianimazione. “La tutela della salute dei propri cittadini dovrebbe essere la principale preoccupazione dell’amministrazione!”.

 

“La West Nile non è una novità di questa estate, i contagi vanno avanti da ormai dieci anni. Solo nel 2018 siamo a oltre 170 casi, eppure lo scorso 21 agosto in un comunicato stampa l’assessore Coletto sosteneva come non ci fosse alcun allarme e nei giorni successivi ha anche accusato l’opposizione di sciacallaggio. Partire adesso con un Piano straordinario di disinfestazione, finanziato con soli 500mila euro e dopo aver lasciato da soli i Comuni, è un palliativo fuori tempo massimo. Il 26 luglio avevamo presentato una prima interrogazione chiedendo cosa stesse facendo la Regione per fronteggiare la diffusione del virus e quali mezzi stesse fornendo alle amministrazioni locali, ma la risposta fu poco più che evasiva. Il 27 agosto, vista l’aggravarsi della situazione con il quinto decesso, abbiamo domandato come mai non fosse stata realizzata una adeguata prevenzione, ancora però non c’è stata alcuna replica. La Regione, come abbiamo sollecitato con la mozione dello scorso 31 agosto, dovrebbe assumere un ruolo da regista per tutte le azioni di prevenzione e contrasto, garantendo interventi coordinati e continuativi fra i vari Comuni e coinvolgendo le altre regioni alle prese con l’emergenza. Anche se è sbagliato parlare di emergenza, visto che è un problema strutturale che riemerge ogni estate: a maggior ragione non ci sono più scuse per giustificare i ritardi dell’azione della Giunta e l’assessore Coletto dovrebbe trarne le conseguenze, dando le dimissioni”.

 

“Inoltre – aggiunge in conclusione il consigliere dem – spero che l’intera operazione della disinfestazione venga effettuata con massima collaborazione con Arpav e le autorità locali che si occupano di tutela dell’ambiente. Sarebbe gravissimo se per combattere un problema ne venissero creati altri: va attentamente valutato e soprattutto scongiurato ogni effetto collaterale sulla biodiversità e sull’acqua dei corsi superficiali e della falda freatica per evitare contaminazioni da sostanze chimiche contenute dagli antiparassitari.

West Nile. Regione Veneto realizza una FAQ con domande e risposte disponibili anche sul web. Coletto: “Tema trattato con troppe fake news. La verità in parole semplici è la miglior risposta alla paura”

Dieci domande con dieci risposte elaborate dai tecnici nella forma più semplice possibile e due link per informarsi e sapere tutta la verità sulla West Nile.

 

Mentre procede l’attuazione del Piano straordinario di disinfestazione finanziato con 500 mila euro dalla Regione, l’Assessorato alla Sanità e la Direzione Prevenzione dell’Area Sanità e Sociale del Veneto hanno lanciato una nuova iniziativa, stavolta di informazione rivolta ai cittadini, perché la vicenda dei contagi umani con il virus del Nilo Occidentale possa essere affrontata da tutti con consapevolezza e senza eccessivi allarmi.

 

Durante questa estate – dice l’assessore alla Sanità Luca Coletto – abbiamo sentito e letto un po’ di tutto sulla comparsa di questo virus, il tutto spesso condito da sensazionalismo e da qualche fake news circolata soprattutto sul web. Per questo abbiamo chiesto ai nostri bravi tecnici ancora uno sforzo in più con un solo obbiettivo: diffondere la verità e rispondere alle domande più frequenti che la gente si è posta spinta dalla comprensibile preoccupazione. Sono tre pagine di domande e risposte molto semplici, che chiedo ai mass media di diffondere quanto più possibile, con informazioni che ognuno potrà trovare anche cliccando su due link”.

 

Oltre che con i metodi tradizionali, le informazioni della Regione sono scaricabili anche dai link della Regione e dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

https://www.regione.veneto.it/web/sanita/igiene-e-sanita-pubblica

https://www.izsvenezie.it/west-nile-virus-veneto-facciamo-chiarezza/

 

Le informazioni partono dal perché si è intervenuti con un Piano straordinario di disinfestazione, spiegano che cosa vi è previsto, cosa si intende per intervento larvicida e adulticida, affrontano il tema della sicurezza dei prodotti utilizzati (che sono assolutamente sicuri per l’uomo e rispondono alla rigide norme europee), informano sulle Istituzioni responsabili degli interventi, indicano cosa può fare il singolo cittadino per contribuire alla lotta contro le zanzare, elencano i metodi più efficaci per difendersi dalla puntura dei fastidiosi insetti.

La West Nile è arrivata anche a Casale sul Sile, un cui abitante novantaduenne è stato ricoverato al C’a Foncello, reparto malattie infettive.

 

L’anziano non è grave, tuttavia è sotto stretto controllo medico. La malattia, in genere, viene scambiata per una febbre estiva, ma in anziani particolarmente defedati può essere molto grave.

 

L’Ulss trevigiana comunica tuttavia che in questo caso non sussistono motivi di allarme.

 

Il virus contagia l’essere umano attraverso la puntura di zanzare infettatesi attraverso il contatto con uccelli migratori provenienti dal continente africano.

 

 

Fonte: OggiTreviso

I casi confermati di infezione nell’uomo dal virus West Nile, trasmesso dalla zanzara Culex Pipiens, in Veneto sono ad oggi 105, 34 dei quali evoluti nella forma neuroinvasiva, con 5 decessi, tutti avvenuti in persone anziane o con gravi patologie pregresse.

 

Lo evidenzia il quinto Bollettino sulle Arbovirosi, redatto e diffuso ieri dalla Direzione Prevenzione della Regione del Veneto.

 

“Siamo di fronte a una situazione impegnativa ma che non deve destare allarme – sottolinea l’Assessore alla Sanità Luca Coletto – con un centinaio di casi confermati su una popolazione di circa cinque milioni di abitanti. Gli scienziati fanno notare che si tratta in realtà di un virus dalle conseguenze limitate, tanto da essere asintomatico nell’80% dei casi e solo in meno dell’1% capace di evolvere nella forma neuroinvasiva. Ed è in questo quadro che vanno collocati, con dolore, i decessi purtroppo avvenuti in soggetti in età molto avanzata o con condizioni cliniche pregresse gravi”.

 

Sul piano del lavoro in atto, Coletto fa notare che “continuiamo le disinfestazioni straordinarie soprattutto nelle aree a maggior concentrazione di persone, in stretta collaborazione tra le Ullss e i Comuni, mentre nei Pronto soccorso e negli Ospedali riusciamo ad avere diagnosi precise e tempestive e cure efficaci. Stiamo inoltre rafforzando le attività di prevenzione per tutte le strutture che ospitano anziani o ricoverano malati”.

 

“Peraltro – aggiunge Coletto – le raccomandazioni dell’ECDC (European Center For Disease Prevention and Control) confermano in pieno la correttezza di quello che stiamo facendo. Le più rilevanti sono:

1) l’attuazione di disinfestazioni straordinarie per l’abbattimento della densità di vettori

2) la particolare attenzione in fase di diagnosi per gli operatori sanitari a considerare in modo tempestivo la possibilità di infezione da West Nile

3) la diffusione della raccomandazione a tutta la popolazione di proteggersi attraverso l’utilizzo di zanzariere a porte e finestre e l’utilizzo di repellenti, soprattutto negli anziani e nelle persone immunodepresse poiché a maggior rischio di sviluppare forme neuro-invasive

4) sensibilizzare la popolazione affinché si adoperi a non lasciare in nessun caso zone umide stagnanti o raccolte d’acqua”.

 

Dal punto di vista statistico, la provincia con più casi è Padova (43 totali, con 34 forme febbrili e 9 neuroinvasive), seguita da Rovigo (24 totali, 16-8), Verona (17 totali, 9-8), Venezia (15 totali, 8-7), Treviso (3 totali, 2-1) e Vicenza (3 totali, 2-1).

“Dall’inizio di giugno la Direzione regionale Prevenzione ha posto un’attenzione particolare alla sorveglianza e al controllo delle malattie trasmesse da vettori attivando tutti i soggetti interessati, in primis le Aziende Ulss. Con una nota inviata il 30 luglio dalla stessa Direzione, l’attenzione al verificarsi di casi di infezione umana da West Nile è stata elevata ai massimi livelli e il Piano regionale Vettori 2018 è attuato in ogni sua parte.

 

L’ultimo Bollettino sulla sorveglianza delle arbovirosi che i nostri bravi tecnici realizzano, alla data del 31 luglio, indicava la conferma di 19 casi, ai quali, purtroppo, si è aggiunto il decesso di un anziano di 79 anni residente in provincia di
Verona, colpito dalla forma neuroinvasiva del virus.”

Ne dà notizia l’assessore alla Sanità della Regione del Veneto, Luca Coletto, in relazione alla situazione legata al contagio del virus West Nile trasmesso attraverso la puntura di zanzare infette del genere Culex.

 

“Sono addolorato per la morte di questa persona e rivolgo le condoglianze ai famigliari – aggiunge Coletto – ma corre l’obbligo di ricordare, per non accendere timori ingiustificati, che gli esperti indicano che un evento così grave si verifica nello 0,1% dei casi di infezione”.

 

La nota inviata dalla Direzione Prevenzione regionale alle Aziende Ulss raccomanda di “rafforzare ulteriormente la vigilanza e la valutazione dell’efficacia degli interventi di disinfestazione effettuati dai Comuni”.
”Le misure di controllo del vettore sono al massimo – garantisce Coletto – e, al verificarsi di ciascun caso umano, sono prontamente attivati interventi di disinfestazione supplementari come indicato dal Piano Vettori 2018. Ogni Pronto
soccorso e ogni ospedale del Veneto – aggiunge l’Assessore – tiene la guardia alta ed è in grado di diagnosticare e curare velocemente i casi che dovessero presentarsi”.

 

“Alla gente – è questo l’appello di Coletto – chiediamo non paura ma attenzione e collaborazione, perché anche semplici comportamenti singoli sono importantissimi, come proteggersi con uno dei tanti efficaci repellenti disponibili ed evitare accumuli d’acqua stagnante nei giardini e nei sottovasi di fiori, dove le zanzare depongono le uova e proliferano.”

 

La nota della Regione alle Aziende Ulss contiene numerosi altri consigli:
– all’aperto, dal crepuscolo in poi, indossare indumenti di colore chiaro che coprano la maggior parte possibile del corpo, come pantaloni lunghi ed abiti a manica lunga;
– usare repellenti cutanei per uso topico prestando alle indicazioni per l’uso riportate;
– cercare, nei limiti del possibile, di alloggiare in ambienti climatizzati o comunque dotati di zanzariere alle finestre; in caso di presenza di zanzare all’interno dei locali, utilizzare spray a base di Piretro o altri insetticidi per uso domestico, oppure diffusori di insetticida elettrici, aerando bene i locali prima di soggiornarvi.

 

Al seguente link è scaricabile il Piano Regionale Vettori 2018.
Inoltre sul sito regionale è possibile trovare l’ultimo aggiornamento del Bollettino di sorveglianza arbovirosi e del materiale informativo sul corretto uso dei repellenti.

Il 12 giugno scorso il sistema regionale di sorveglianza integrata di malattie trasmesse da vettori, con l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie ha rilevato la prima positività per virus West Nile (WNV) in un pool di zanzare catturate in una trappola posizionata nel comune di Villa Bartolomea (Verona). Nei giorni successivi sono state rilevate positività anche in altre trappole delle province di Treviso e Venezia. Alle positività per WNV nelle zanzare è seguito nella giornata del 26 giugno la conferma di laboratorio del primo caso di malattia neuro-invasiva da virus West Nile del 2018 in una persona residente a Polesella, in provincia di Rovigo.

 

Il virus West Nile, comparso in Veneto nel 2008, è trasmesso all’uomo dalle zanzare del genere Culex infette, che pungono prevalentemente nelle ore crepuscolari e notturne.

 

L’infezione da virus West Nile nella maggior parte dei casi decorre nell’uomo in modo asintomatico. Nel 20% dei casi possono verificarsi sintomi di lieve natura come febbricola, mal di testa, nausea, vomito, eruzioni cutanee (febbre West Nile, WNF). In una piccola percentuale di casi, in particolare nelle persone anziane e debilitate, si possono presentare febbre alta, debolezza muscolare e complicanze neurologiche come encefalite (Malattia neuroinvasinva – WNND). Si sottolinea che l’infezione non si trasmette per contagio diretto da uomo a uomo, ma solamente attraverso la puntura di zanzara infetta, o attraverso le donazioni di sangue ed emocomponenti, organi e tessuti di persone con infezione.  

 

“Conosciamo bene questa realtà – sottolinea l’assessore alla Sanità Luca Coletto – e anche quest’anno, dal 1° giugno abbiamo attivato un capillare sistema di sorveglianza, abbinato ad azioni di contrasto il più incisive possibile. Il contagio umano nella forma neuro-invasiva – aggiunge l’Assessore – non è fortunatamente frequente ma, quando si presenta, il sistema sanitario, già allertato, è in grado di riconoscere prontamente la malattia ed erogare cure efficaci, quando un paziente si presenta con determinati sintomi di interessamento neurologico”.

 

Nel nostro territorio, inoltre, da alcuni anni è presente anche la zanzara Aedes albopictus (zanzara tigre), che può trasmettere le infezioni da virus Dengue, Chikungunya e Zika. Questo tipo di zanzara punge preferibilmente nelle ore diurne, con un massimo di attività nelle ore successive all’alba e nelle ore che precedono il tramonto.

 

Raccomanda la Direzione Prevenzione della Regione che i cittadini possono svolgere un ruolo importante per evitare la proliferazione delle zanzare attraverso l’adozione di semplici comportamenti come:

– non abbandonare oggetti e contenitori di qualsiasi natura e dimensioni dove possa raccogliersi l’acqua piovana come barattoli, bidoni, bacinelle, annaffiatoi copertoni, etc;

– svuotare giornalmente qualsiasi contenitore di uso comune con presenza di acqua e, ove possibile,  capovolgerli;

– coprire ermeticamente (anche attraverso reti a maglie strette) i contenitori d’acqua inamovibili (bidoni, cisterne).

 

Per una scelta informata sui repellenti è disponibile una guida “Scelta e corretto utilizzo dei repellenti cutanei per zanzare” consultabile al seguente link al sito regionale: https://www.regione.veneto.it/web/sanita/zanzara-tigre.

Infine nella Regione Veneto, a seguito del riscontro della recente positività del virus West Nile nelle zanzare in sequenza ravvicinata in diverse province e della notifica di un caso umano di encefalite, sono state attivate le misure di controllo sulle donazioni di sangue ed emocomponenti, di organi e tessuti per evitare la diffusione dell’infezione. Ulteriori informazioni su: https://www.regione.veneto.it/web/sanita/west-nile.

 

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