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Proseguono le serate dell’edizione 2020 di Cinemoving che per il fine settimana dal 21 al 23 agosto prevede 3 proiezioni in Campo San Polo e una al rione “Pertini” a Mestre. Nel programma spicca la presentazione in anteprima assoluta del docufilm “Tintoretto. L’artista che uccise la pittura” del regista veneziano Erminio Perocco. Si tratta di una produzione internazionale italotedesca della casa veneziana “Kublai Film”, con Gebrueder Beetz, Videe e Zetagroup, in collaborazione con la rete televisiva tedesca arte/ZDF. Alla serata in campo San Polo, in programma domenica alle 21.15, saranno presenti i produttori, il direttore della Fotografia Giovanni Andreotta e il regista Erminio Perocco. L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

 

Il film mette in risalto la figura di Tintoretto, grande artefice del Rinascimento italiano, che ha segnato in maniera profonda il volto artistico di Venezia con le sue innovazioni tecniche sulla pittura, le quali hanno avuto una forte influenza sulla storia dell’arte. E’ stato preso a modello da artisti come Peter Paul Rubens e El Greco fino a Max Beckmann e Jackson Pollock. Paul Cezanne lo ha visto come l’idolo della pittura: “La sua opera  – diceva – è immensa, include ogni cosa dalla natura morta fino a Dio; è un’enorme arca di Noè; io mi sarei trasferito a Venezia soltanto per lui!”.

 

Oltre al film del regista Perocco, Cinemoving propone venerdì 21 agosto in Campo San Polo la visione di “Sopravvissuto – The Martian”, fantascientifico di Ridley Scott e sabato 22 agosto “Inside Out”, film d’animazione di Ronnie Del Carmen e Pete Docter. Domenica 23 agosto al rione “Pertini” di Mestre sarà proiettato “Ricomincio da noi”, commedia di Richard Loncraine.
Anche in questi casi la proiezione dei film inizia alle 21.15 e l’ingresso è gratuito fino ad esaurimento posti.

 

Ulteriori informazioni sul portale del settore Cultura del Comune di Venezia.

Dopo il successo dell’esposizione di apertura “Passione e Giustizia”, conclusasi lo scorso gennaio, Jorge R. Pombo prosegue il dialogo con i dipinti di Tintoretto alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia.

 

 

Il pittore spagnolo questa volta ha scelto di rivisitare sette capolavori del Maestro del Rinascimento veneziano che raffigurano altrettanti momenti paradigmatici della vita terrena della Vergine Maria: AnnunciazioneFuga in EgittoStrage degli InnocentiMaria in meditazioneMaria EgiziacaCrocifissioneAssunzione.

 

 

Un omaggio universale alla femminilità, alla donna come madre, creatura e creatrice, che trova nella figura della Madonna il suo archetipo.

 

 

Questo secondo ciclo di “variazioni”, dal titolo “Tintoretto – Pombo, Maternità e Passione”, resterà in esposizione dal 11 maggio al 20 agosto, coninaugurazione venerdì 10 maggio alla presenza dell’artista.

 

 

I quadri – che misurano 2,2 x 3,3 mt. – saranno collocati a fianco degli originali di Tintoretto nella Sala terrena della Scuola Grande di San Rocco, creando un dialogo ideale e di notevole impatto visivo ed emotivo tra pittura rinascimentale e interpretazione contemporanea, ed evidenziando la forza atemporale delle opere del Maestro.

 

 

Il progetto di Jorge R. Pombo è l’unico dedicato a Tintoretto in Italia nel 2019.

 

La mostra “Tintoretto – Pombo, Maternità e Passione” è curata da Sandro Orlandi Stagl con Frederick Ilchman e testo di Gabriella Belli. Nel libro la prefazione è del Patriarca di Venezia Francesco Moraglia e l’introduzione del Guardian Grando, Franco Posocco. La produzione è di ARTantide.com Gallery in collaborazione con Scuola Grande di San Rocco e il Movimento Arte Etica.

 

POMBO E LA FIGURA DI MARIA NEL TINTORETTO

 

“Ho scelto Maria, come protagonista, come omaggio alla femminilità e come principale persona danneggiata dalla sofferenza generata durante la Passione, purtroppo tante volte relegata in secondo piano – spiega Pombo -. E non potevo ritrovare tutti questi significati se non nei dipinti di Tintoretto. Mi sembra anche un ottimo momento storico per affermare l’importanza della figura femminile e della madre”.

 

 

Il tema della maternità è un argomento trattato dal pittore rinascimentale con particolare cura, varietà e sensibilità rispetto alla condizione della donna e della madre. Tuttavia, Tintoretto ci racconta che la figura femminile è anche metafora della contemplazione, della meditazione, forse della preghiera stessa, il sentimento più misterioso e segreto che l’uomo possa avvertire.

 

 

Le variazioni di Pombo, al cospetto degli originali del maestro veneziano, istituiscono una sequenza di coppie figurative che spingono anche a una riflessione generale sulla famiglia, sui suoi problemi e difficoltà, che trovano spesso un drammatico riscontro nella condizione del mondo femminile.

 

 

In tale prospettiva anche Jorge R. Pombo, con Jacopo Tintoretto, ci ricorda che il significato dell’arte non è solo quello della bellezza e dell’armonia, ma anche quello dell’ammonimento e della (com)passione.

 

Il metodo di lavoro di Pombo

 

Pombo è probabilmente l’artista contemporaneo, assieme al grande pittore informale veneziano Emilio Vedova, che si è confrontato in modo più profondo con Tintoretto. Il legame con la sua pittura non è mai allusivo, ma dichiarato. Le sue “variazioni” prendono vita e significato proprio dalla dualità del passato e del presente e dello status quo e dalla sua distruzione. Allo stesso tempo le sue opere vivono anche del loro opposto: è la rigenerazione della pittura attraverso la negazione del passato, la storia che si perpetua nel presente, il riscatto dell’immaginario creativo contemporaneo sulla tradizione.

 

 

Nella pittura di Jorge R. Pombo la storia dell’arte è all’origine di quell’inganno visivo che alimenta l’ambiguità della sua ricerca, è dunque una finzione che si perpetua sul palcoscenico del mondo, ma è una spinta necessaria alla ricostruzione spirituale sulle macerie del passato. Nella sua visione, arte e religione si intersecano nell’espressione di un’armonia superiore. Le sue tele riflettono il senso profondo di speranza, di sogno, di fiducia e di giustizia in un mondo fatto di valori e di riferimenti condivisi, per riflettere sul complesso delle leggi morali che andrebbero promosse con forza in ogni spazio e ogni tempo.

 

 

La mostra di Venezia fa parte di un più ampio ciclo di opere che Jorge R. Pombo ha dedicato di recente a Tintoretto, già esposto sia alla Scuola Grande di San Rocco a Venezia, sia ad ARTantide.com Gallery a Verona (settembre 2018 – gennaio 2019) con le 25 variazioni de “La strage degli innocenti” – la cui opera principale è stata acquisita a titolo definitivo dalla Scuola.

 

JORGE R. POMBO, UNA TECNICA PITTORICA ORIGINALE

 

L’artista è divenuto famoso per la sua originale rivisitazione della pittura classica, che riproduce svuotando la figurazione con azioni di cancellazione a sfumature; questo per recuperare in modo plastico le “macchie”, le campiture di colore, che sente ancora vive e interessanti al tempo di oggi.

 

 

Pombo riproduce fedelmente le opere originali, sfumandole in un secondo momento con speciali solventi; versati sulla tela in posizione orizzontale, richiamando la tecnica dell’action painting americano. Tecnica che dona all’opera un effetto ottico di notevole impatto, spiazzante, fortemente dinamico.

 

 

Dal suo lavoro emerge prepotente l’influenza della pittura americana degli anni ’50, di Jackson Pollock e Barnett Newman, di Cage e di Cunningham.

 

 

Il tema centrale della sua poetica è la riflessione sul motivo della pittura in se stessa, concentrandosi sulla dimensione plastica e artistica delle opere. Mentre la molteplicità delle versioni/variazioni compone la complessità del rapporto dell’artista, qui impostato con il maestro del Rinascimento veneziano, Tintoretto.

 

 

Jorge R. Pombo

 

Nato a Barcellona (Spagna) nel 1973, all’età di 24 anni (nel 1998) si trasferisce a Parigi attratto istintivamente dall’arte e dalla storia della città. Nel 1999 torna nuovamente a Barcellona e avvia una serie di soggiorni in destinazioni con contrasti culturali partendo dall’Artico, soprattutto Groenlandia e Siberia, attratto dal paesaggio ghiacciato e dalle condizioni climatiche estreme. In futuro farà lo stesso per altri luoghi, come il Tibet o l’India.

 

 

Sempre mosso da una curiosità sull’antropologia naturale, nel 2010 si trasferisce a New York, sedotto dalla sua energia caotica, e dove ha vissuto per quasi cinque anni; approfondendo lo studio dei pittori dell’espressionismo astratto e, soprattutto, l’affermazione del Black Mountain College. Nel 2015 ha cambiato residenza scegliendo Reggio Emilia, dove attualmente lavora.

 

 

Espone regolarmente in gallerie in Spagna, Italia, Francia, Germania, Stati Uniti e Cina. Ha inoltre esposto il suo lavoro in istituzioni come il Wallraf-Richartz Museum (Colonia), Il Grande Museo del Duomo (Milano), il Museo Archeologico Nazionale (Venezia), Palazzo da Mosto (Reggio Emilia) e Fundaciò Can Framis (Barcellona).

LE IMMAGINI DELLE OPERE DI J. POMBO IN ALLEGATO SONO DISPONIBILI SU RICHIESTA ANCHE AD ALTA RISOLUZIONE 

Venezia è città piena di callette e campielli nascosti e si presta a molte leggende su fantasmi e streghe.

 

Una leggenda narra l’incontro del grande pittore Jacopo Tintoretto con una strega. Si racconta che Marietta figlia del Tintoretto, fu avvicinata da una strega che la convinse a rubare le ostie consacrate perché così facendo sarebbe diventata come la Madonna.

 

La fanciulla rubò le ostie e le nascose in una scatola in giardino, sotterrandole vicino all’abbeveratoio. Da quel momento tutti gli animali che si recavano a bere cominciarono ad inginocchiarsi.

 

Tintoretto notò la stranezza, si insospettì e scoprì le ostie sepolte. Ordinò allora alla figlia di convocare la strega per riprendersi le ostie. La bambina così fece ed appena la strega si presentò in casa, Tintoretto la accolse con un grosso randello coprendola di botte.

 

La strega per fuggire si trasformò in un grosso gatto che fuggì lanciandosi contro la parete, provocandovi un buco.

 

Tintoretto allora coprì il buco con un altorilievo raffigurante Ercole con una clava posta a difesa della casa, per impedire che la strega tornasse.

 

La strega infatti non tornò mai più e l’altorilievo è ancora visibile sulla facciata della casa, situata nel sestiere di Cannaregio in Campo dei Mori, dove Tintoretto visse gli ultimi venti anni di vita.

 

Fonte: venicecafe.it

Per i 500 anni dalla nascita di Tintoretto, il pittore spagnolo Jorge R. Pombo rende omaggio al Maestro del Rinascimento veneziano con un dipinto di 4 x 5 metri che reinterpreta in modo inedito “La strage degli innocenti”, capolavoro realizzato tra il 1582 e il 1587.

 

L’opera dell’artista catalano resterà in esposizione per oltre 4 mesi a fianco dell’originale di Tintoretto nella Sala Terrena della Scuola Grande di San Rocco in Venezia, creando un dialogo ideale e di grande impatto visivo ed emotivo tra pittura rinascimentale e interpretazione contemporanea.

 

Realizzato con una tecnica unica che fonde olio su tela e speciali solventi, il quadro è il fulcro della personale di Pombo “Tintoretto – Pombo, Passione e Giustizia”, aperta al pubblico dal 5 settembre 2018 al 15 gennaio 2019.

 

Curata da Sandro Orlandi Stagl e prodotta da ARTantide.com Gallery in collaborazione con Scuola Grande di San Rocco e il Movimento Arte Etica, l’esposizione sarà inaugurata martedì 4 settembre alle ore 16.30 alla Scuola Grande di San Rocco alla presenza dell’artista.

 

CICLO SU TINTORETTO: OPERE DI POMBO A VENEZIA E VERONA

La mostra di Venezia fa parte di un più ampio ciclo di opere che Jorge R. Pombo dedica a Tintoretto. Dopo la prima mostra (5 settembre 2018 – 15 gennaio 2019), il pittore spagnolo esporrà da maggio 2019, alla Scuola Grande di San Rocco, un nuovo ciclo di opere ancora più ambizioso, per celebrare in un contesto contemporaneo la forza atemporale dell’opera di Tintoretto. Il ciclo si completa con l’esposizione di altre 21 opere della stessa serie, alla ARTantide.com Gallery di Verona, dal 13 settembre 2018.

 

La mostra “Tintoretto – Pombo, Passione e Giustizia” intende mettere in luce la continuità del pensiero astratto sottolineando come sia condiviso da entrambi gli artisti a distanza di secoli.

 

Il visitatore è invitato così a riflettere sia sui valori eterni della pittura sia sulla dimensione temporale del linguaggio, entrando in quella che è la ricerca di Pombo, da sempre indirizzata all’analisi del rapporto e delle contraddizioni tra creazione contemporanea e pittura moderna, tra vuoto e pieno, tra astrazione e figurazione, tra azione e intelletto.

 

Nella sua visione, arte e religione si intersecano nell’espressione di un’armonia superiore. Le sue tele riflettono il senso profondo di speranza, di sogno, di fiducia e di giustizia in un mondo fatto di valori e di riferimenti condivisi.

 

“La strage degli innocenti” di Tintoretto racchiude ed esprime tutti questi valori, denunciando l’ingiustizia che risponde all’interesse di pochi contro la maggioranza degli uomini, per riflettere sul complesso delle leggi morali che andrebbero promosse con forza in ogni spazio e ogni tempo.

 

JORGE R. POMBO, UNA TECNICA PITTORICA ORIGINALE

Pombo è divenuto famoso nel mondo per la sua originale rivisitazione della pittura classica, che riproduce svuotando la figurazione con azioni di cancellazione a sfumature, per recuperare in modo plastico le “macchie”, le campiture di colore, che sente ancora vive e interessanti al tempo di oggi.

 

Pombo, infatti, riproduce fedelmente le opere originali, sfumandole in un secondo momento con speciali solventi, versati sulla tela in posizione orizzontale, richiamando la tecnica dell’action painting. Tecnica che dona all’opera un effetto ottico di notevole impatto, spiazzante, quasi stordente.

 

Dal suo lavoro emerge prepotente l’influenza della pittura americana degli anni ’50, di Jackson Pollock e Barnett Newman, di John Cage e di Cunningham.

 

Il tema centrale della sua poetica è la riflessione sul motivo della pittura in se stessa, concentrandosi sulla dimensione plastica e artistica delle opere. Mentre la molteplicità delle versioni/variazioni compone la complessità del rapporto dell’artista, qui impostato con il maestro del Rinascimento veneziano, Tintoretto.

 

 

Jorge R. Pombo

Jorge R. Pombo è nato a Barcellona (Spagna) nel 1973.

All’età di 24 anni, nel 1998, si trasferisce a Parigi attratto istintivamente dall’arte e dalla storia della città. Nel 1999 torna nuovamente a Barcellona e avvia una serie di soggiorni in destinazioni con contrasti culturali partendo dall’Artico, soprattutto Groenlandia e Siberia, attratto dal paesaggio ghiacciato e dalle condizioni climatiche estreme. In futuro farà lo stesso per altri luoghi, come il Tibet o l’India.

 

Sempre mosso da una curiosità sull’antropologia naturale, nel 2010 si trasferisce a New York, sedotto dalla sua energia caotica, e dove ha vissuto per quasi cinque anni, approfondendo lo studio dei pittori dell’espressionismo astratto e, soprattutto, l’affermazione del Black Mountain College. Nel 2015 ha cambiato residenza scegliendo Reggio Emilia, dove attualmente lavora.
Espone regolarmente in gallerie in Spagna, Italia, Francia, Germania e Stati Uniti. Ha inoltre esposto il suo lavoro in istituzioni come il Wallraf-Richartz Museum (Colonia), Il Grande Museo del Duomo (Milano), il Museo Archeologico Nazionale (Venezia) e Can Framis (Barcellona).

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