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Ieri il sindaco Luigi Brugnaro ha spiegato la delibera sul “regolamento per l’istituzione e la disciplina del contributo d’accesso a qualsiasi vettore alla città del Comune di Venezia ed alle altre isole minori della laguna”. La delibera dovrà essere sottoposta all’approvazione del Consiglio Comunale.

 

Con questa delibera l’intenzione è redigere un regolamento per l’introduzione e la gestione del contributo di accesso alla città di Venezia. Il tutto entrerà in funzione dal 1° gennaio 2020 e dovrà essere corrisposto da coloro che soggiorneranno nelle strutture ricettive della Città Metropolitana e della Regione Veneto.

 

Inoltre il Ponte della Libertà dovrebbe diventare Zona a Traffico Limitato (ZTL) per regolamentare i flussi di traffico di chi arriva con mezzi motorizzati propri. Si dovrà pagare un importo per il transito.

 

Il contributo di accesso sarà alternativo alla tassa di soggiorno e sarà corrisposto da ogni persona che entra nella città antica di Venezia e nelle isole minori della laguna.

 

COSTO

Il costo del contributo sarà di 6 euro per tutti i giorni dell’anno. Tuttavia è previsto un costo diverso in base a tre tipi di bollini: bollino verde, giorni con previsti limitati afflussi di gente (costo 3 euro), bollino roso, nei giorni con prevista criticità di afflussi (costo 8 euro), bollino nero, nei giorni con prevista criticità eccezionale di afflussi (costo 10 euro).

Per l’anno in corso il contributo di accesso è stabilito in 3 euro.

 

ESCLUSIONI

Sono esclusi dal pagamento del contributo: i residenti del Comune di Venezia, i lavoratori pendolari, gli studenti delle scuole della città antica di Venezia  delle isole, coloro che hanno pagato l’IMU nel comune di Venezia.

Per l’esclusione basta l’autocertificazione.

 

ESENZIONI

Sono esenti coloro che soggiornano in strutture ricettive del territorio comunale, i residenti della Città Metropolitana e nella Regione Veneto, i bambini al di sotto dei 6 anni, i disabili gravi e i loro accompagnatori, coloro che praticano terapie riabilitative in città e nelle isole, chi accompagna degenti nelle strutture sanitarie, chi partecipa a competizioni sportive, gli amministratori e le autorità nell’esercizio delle loro funzioni, volontari impegnati in manifestazioni organizzate o patrocinate dal Comune o in attività di emergenza, Forze dell’Ordine, dell’Esercito o Vigili del Fuoco presenti per esigenze di servizio, i componenti del nucleo familiare di chi ha stipulato contratto di locazione di immobile nella città antica o nelle isole, il coniuge, il convivente e i parenti sino al 3° grado di residenti nelle aree dove vale il contributo, i parenti di coloro che sono ospitati nelle case di detenzione della città antica, i parenti che partecipano a funerali nella città antica o nelle isole.

Il contributo di accesso sarà pagato tramite il vettore con cui si arriva nella città antica di Venezia. Sono previste sanzioni per coloro che daranno dichiarazioni false al fine di non pagare il contributo e per chi ritarda il pagamento dello stesso.

Ca’ Farsetti si costituisce parte civile. Romor e Zuin: “Un chiaro messaggio per chi pensa di infrangere la legge a Venezia e restare impunito”

 

La Giunta comunale ha approvato, su proposta dell’assessore all’Avvocatura civica, Paolo Romor, la delibera che prevede la costituzione del Comune di Venezia quale parte civile nell’ambito di un procedimento penale per il reato di peculato a carico del legale rappresentante di una società che svolge attività alberghiera e che, recentemente, è stato rinviato a giudizio in relazione all’omesso versamento all’Ente dell’imposta di soggiorno, riscossa dai clienti in un periodo che andava dal 2012 al 2017, per un totale complessivo di 179.628 euro.

 

“Non appena siamo stati messi a conoscenza del rinvio a giudizio – commenta Romor – abbiamo immediatamente dato mandato all’avvocatura per la costituzione di parte civile, per ottenere il risarcimento del danno. E non si tratta solamente di un danno economico, quantificato in quasi 180mila euro, a scapito di un processo di tutela e salvaguardia di Venezia, ma di un vero e proprio danno d’immagine per l’intera Città. Con il sindaco Luigi Brugnaro in prima fila vogliamo che nessuno pensi di rimanere impunito se infrange le regole. A Venezia vogliamo che la parola legalità non sia uno slogan ma un reale impegno e questa Amministrazione si sta impegnando, su tutti i fronti possibili, per garantirla”.

 

Le indagini erano a suo tempo state avviate, dalla Procura della Repubblica, proprio su segnalazione degli uffici comunali che provvedono ad incrociare i dati delle presenze e delle imposte riversate.

 

“Ricordo – conclude l’assessore Romor – che, in casi come questo, la procedura penale si interseca e si coordina con le azioni di recupero del credito avviate in sede esecutiva civile, da parte del Comune, e con il procedimento per danno erariale aperto dalla Corte dei Conti, su esplicita nostra richiesta, nei confronti dell’albergatore nella sua veste di agente contabile ai fini della tassa di soggiorno”.

 

“La Magistratura – aggiunge l’assessore ai Tributi Michele Zuin – ha emesso richiesta di rinvio a giudizio per violazione dell’articolo 314 del Codice Penale relativo al reato di peculato, commesso da chi, pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio, avendo possesso o disponibilità di denaro pubblico se ne appropria. In materia di imposta di soggiorno, infatti, si sta consolidando l’indirizzo giurisprudenziale relativo al reato che commette chi, avendo a disposizione le somme incassate a titolo di imposta di soggiorno, non provvede ai relativi versamenti al Comune. Siamo quindi in presenza dell’avvio di un processo penale che si aggiunge al procedimento contabile in capo alla Corte dei Conti. E’ pertanto di fondamentale importanza – prosegue l’assessore Zuin – che coloro i quali agiscono in qualità di responsabile di imposta in materia di imposta di soggiorno abbiano ben presenti le conseguenze, anche di natura penale, in cui possono incorrere nel non adempiere correttamente agli obblighi di riversamento dell’imposta riscossa. L’amministrazione – conclude Zuin – non può esimersi dal segnalare sia alla Corte dei Conti, sia alla Procura della Repubblica i soggetti che non provvedono correttamente agli adempimenti ed è bene sapere che oramai le Procure si stanno orientando per contestare anche la violazione penale commessa da chi non riversa gli importi riscossi”.

Dopo l’annuncio dell’Amministrazione Comunale di voler uscire dal O.D.G. (Organizzazione di Gestione della Destinazione) di Treviso, abbiamo voluto controllare come viene spesa a Mogliano la cospicua entrata dell’imposta di soggiorno, che è stat pari a 326.790 euro nel 2016 e a 349.913 euro nel 2017.

 

Il Consigliere della lista Azzolini Sindaco, Davide Bortolato, dopo aver effettuato un accesso agli atti, ha precisato: “Sono rimasto esterrefatto dopo aver visto la lista delle spese fatte con i soldi della imposta di soggiorno. Corposi contributi di migliaia di euro ad associazioni spesso non moglianesi o spese per iniziative che in molti casi non c’entrano nulla con gli interventi in materia di turismo”.

 

“Ricordo che – prosegue Bortolato – l’imposta di soggiorno è una tassa di scopo con vincoli di destinazione ben precisi tra i quali la manutenzione, fruizione e recupero di beni ambientali e culturali. Probabilmente il sindaco Arena pensa che l’area della stazione ferroviaria sia un bene culturale, visto che ha finanziato i lavori di riqualificazione con i proventi della tassa sul turismo”.

 

“È palese che il Sindaco, con delega alla Finanze, stia utilizzando il bilancio comunale in maniera disinvolta e creativa ed è chiaro che molte spese fatte utilizzando i proventi della tassa di soggiorno siano illegittime”.

 

“Se poi andiamo a vedere la deliberazione 172/2015 della Corte dei Conti sezione del Veneto, la cosa è ancora più grave in quanto i singoli comuni hanno dei limiti di spesa ben precisi per organizzare manifestazioni, concerti, opere teatrali, a meno che gli incarichi per la promozione e valorizzazione turistica non vengano affidati ai consorzi, come quello dal quale scioccamente l’amministrazione Arena vuole uscire”.

 

“Su tutto ciò – conclude Bortolato – presenteremo un esposto alla Corte dei Conti”.

 

Qui sotto pubblichiamo l’elenco delle spese del 2016 e del 2017, molte delle quali non c’entrano nulla con il turismo.

 

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