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Nuova operazione della Polizia locale di Venezia contro lo spaccio di sostanze stupefacenti, venerdì scorso a Favaro Veneto, che ha portato all’arresto di un ventenne cittadino albanese.

 

L’uomo, sorvegliato già da una settimana dagli uomini del Nucleo operativo del Servizio Sicurezza urbana, aveva da tempo stabilito la propria base operativa in un B&B di via Altinia, dove, soprattutto nel fine settimana, incontrava alcuni uomini che raggiungevano la struttura ricettiva in auto o in moto e dopo pochi istanti si allontanavano, mentre il giovane rientrava velocemente all’interno del B&B.

 

Scena che si è ripetuta anche venerdì sera, quando il pusher ha incontrato una giovane ed è poi salito sulla sua auto per ripartire in direzione Mestre. Quando il veicolo è stato fermato poco più avanti per un controllo, il pusher ha gettato fuori dal finestrino un involucro, subito recuperato dagli agenti, che conteneva undici grammi di eroina (l’equivalente di una trentina di dosi pronto spaccio) e un bilancino di precisione. All’interno dell’abitacolo sono poi state trovate, grazie anche all’aiuto dell’unità cinofila, altre 23 dosi singole di cocaina già confezionate e 5600 euro in contanti che sono stati sequestrati perché ritenuti provento dell’attività di spaccio.

 

Il pusher è stato arrestato e portato alla Casa circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia. Sabato mattina l’uomo è stato condotto davanti al giudice che ha convalidato il suo arresto e ha disposto la custodia cautelare in carcere fino al 7 novembre, data in cui verrà celebrato il processo.

Nel corso dei servizi svolti dalla Polizia unitamente ai militari dei Lagunari è stato individuato e tratto in arresto un cittadino nigeriano O. C. J. del 1993. 

 

L’uomo, richiedente asilo, alla vista dei militari ha provato a scappare in sella alla propria bicicletta, poi vista la prontezza della pattuglia ha cercato di nascondersi entrando nella hall di un albergo vicino senza però riuscirci. Raggiunto dai militari e da un equipaggio di volante, trafelato dopo il tentativo di fuga, ha sputato 15 palline termosaldate contenenti cocaina che non era riuscito ad inghiottire prima. 

 

Il nigeriano che aveva anche una piccola quantità di eroina e di marijuana è stato tratto in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

 

O. C. J. è stato condannato alla pena di un anno e sei mesi, pena sospesa e 4000 euro di multa.

Nella serata e nottata di ieri sono stati svolti controlli straordinari nel centro storico di Venezia da parte degli agenti del Commissariato “San Marco”, coadiuvati dagli operatori del Reparto Prevenzione Crimine “Veneto” e da una unità cinofila della Questura di Padova.

Sono stati sottoposti a controlli amministrativi vari esercizi pubblici nei sestieri di Cannaregio e Castello.

 

È stata arrestata e accompagnata all’istituto penale minorile di Pontremoli una cittadina bosniaca dedita ai borseggi su cui gravava un ordine di esecuzione per una condanna da scontare di 1 anno e 8 mesi di reclusione. Un’altra straniera di nazionalità bulgara, dedita ai borseggi, è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria per violazione del divieto di ritorno nel Comune.

 

Gli agenti hanno inoltre denunciato per detenzione a fini di spaccio un cittadino italiano trovato in possesso di circa 14 grammi di haschish.

 

Un bar che somministrava alcolici a minori, non nuovo a questo tipo di violazione, verrà segnalato per la sospensione dell’attività che la legge prevede da 15 giorni a tre mesi.

Continua, nelle stazioni e a bordo dei convogli, l’intensa attività della Polizia di Stato – Specialità Ferroviaria di Venezia, per prevenire e reprimere ogni genere di reato e azione illegale.

 


Nella serata di ieri, domenica 16 giugno, il personale Polfer in servizio nella stazione di Venezia-Mestre, durante la consueta attività di controllo, ha messo fine all’illecito proposito di un giovane spacciatore.

 

Verso le 21.30, una pattuglia Polfer, transitando per il piazzale esterno della stazione ferroviaria, ha notato un giovane straniero aggirarsi con fare guardingo, stringendo a sé uno zainetto; alla vista dei poliziotti, l’uomo manifestava evidenti segni di nervosismo e ha cercato di eludere un possibile accertamento.

 

Insospettiti da tale atteggiamento, gli agenti Polfer lo hanno avvicinato per un controllo identificativo; lo straniero, I.V., ventiduenne nigeriano in Italia senza fissa dimora, ha subito fornito un regolare permesso di soggiorno per asilo politico, ma si mostrava molto preoccupato e chiedeva spiegazioni sul motivo del controllo.

 

A questo punto, notando lo zaino particolarmente rigonfio, gli operatori lo hanno invitato a mostrarne il contenuto, scorgendo tra gli indumenti un grosso involucro di nylon alquanto sospetto, successivamente rivelatosi contenere 1.078 gr di sostanza stupefacente reagente positivamente per marijuana. Accompagnato presso i vicini Uffici di Polizia Ferroviaria, all’interno di una borsa portata a tracolla dal predetto, veniva rinvenuto un piccolo involucro di plastica, contenente una materia solida in forma vegetale, rivelatasi essere sempre marijuana pari a una “dose” di circa 0,50 gr.

 

Vistosi ormai scoperto, l’uomo affermava di essere partito da Roma, nel tardo pomeriggio, a bordo di un treno Freccia Rossa e di essere giunto a Mestre, probabilmente con l’intento di spacciare l’illecita sostanza nell’hinterland veneziano.

 

Per quanto precede, I.V. è stato dunque dichiarato in stato di arresto e, su disposizione del P.M. di turno presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Venezia, accompagnato presso la locale Casa Circondariale.

 

“Ancora una volta dobbiamo esprimere un plauso a chi quotidianamente e senza sosta opera a tutela dei cittadini per bene, sbarrando la strada alle nuove mafie, all’immigrazione in mala fede e incontrollata e ai mercanti di morte. Nell’apprezzare il lavoro che, oggi, stanno svolgendo i Carabinieri nella zona di San Donà e sul nostro litorale c’è il grazie di tutti i Veneti a loro e a tutte le Forze dell’ordine”.
È questo il commento del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia alla notizia del blitz dell’Arma che ha portato a ricostruire la struttura del pericoloso sodalizio criminale dedito allo spaccio di droga, comprendente diversi stranieri, alcuni dei quali arrestati e altri indagati.
“Stiamo ancora misurandoci con i sistemi di indiscriminata accoglienza delle politiche degli anni passati – prosegue Zaia – e ancor oggi sicuramente troveremo persone dalla comprensione facile e dal buonismo a buon mercato che diranno che i problemi per la sicurezza sono altri. Noi, invece, ringraziamo chi si sta impegnando alacremente come i nostri Carabinieri perché il problema esiste. Il litorale veneto è meta in questi mesi estivi di milioni di turisti, è uno dei nostri fiori all’occhiello. L’operazione di oggi lo rende più pulito in tutti i sensi”.

La sicurezza urbana delle aree intorno alla stazione di Mestre tra via Piave e la Miranese continua a preoccupare i residenti.
Non solo spaccio, prostituzione e microcriminalità, anche il degrado dovuto a cattivo uso degli spazi pubblici contribuisce a peggiorare la qualità della vita in queste zone della città.

 

Quotidianamente ci sono file di auto che vengono lasciate in zona vietata, alcune anche per più giorni evidentemente da chi prende il treno per andare a trascorrere il weekend a Venezia, ma questo è fonte di pericolo per l’incolumità del transito veicolare e pedonale e causa di litigi tra i frequentatori della zona.

 

La capogruppo M5S Elena La Rocca nell’interrogazione presentata all’assessore alla Sicurezza urbana fa proprie le richieste dei cittadini e, constatata l’inefficacia delle episodiche pattuglie della Polizia locale come ha riconosciuto anche il Comandante in recenti dichiarazioni ai giornali, chiede che siano stati attivati con urgenza provvedimenti alternativi a quelli sanzionatori, quali l’installazione di sistemi di protezione fisica della viabilità pedonale, al fine di garantire con efficacia e rapidità la sicurezza urbana in via Trento e nelle aree prossime alla stazione ferroviaria di Mestre.

 

     

Ieri pomeriggio gli operatori del Servizio Sicurezza urbana della Polizia locale, su ordine della Procura generale di Venezia, hanno tratto in arresto un venticinquenne, M.B, di cittadinanza marocchina, in Italia senza fissa dimora.

 

Il detenuto

Il soggetto, a conferma dell’alto livello di intensità dei controlli sul territorio, era già stato fermato una prima volta in mattinata da una radiomobile del Nucleo Pronto impiego della P.L. in via Dell’Avena, a Marghera; questo mentre girava con fare sospetto tra le abitazioni.

 

Ad una richiesta di esibizione dei documenti, l’uomo non era stato in grado di fornirli; di conseguenza è stato condotto al Comando generale per le attività di fotosegnalazione e prelievo impronte.

 

Il soggetto, già tratto in arresto dalla Polizia locale per il reato di evasione, il 28 marzo 2019, da una Comunità in cui era in custodia cautelare, era stato rimesso in libertà. Questo a seguito di una verifica negativa sulle eventuali pendenze in atto.

 

L’ordine d’arresto

Ieri pomeriggio con incredibile coincidenza temporale, spiegano gli agenti, pochi minuti dopo la remissione in libertà del sospetto, è arrivato al Comando generale l’ordine di carcerazione emesso in mattinata dalla Procura Generale di Venezia. Le radiomobili si sono messe quindi alla ricerca del giovane, riuscendo ad intercettarlo poco dopo sempre a Marghera in via Pasini.

 

Una volta arrestato, M.B. è stato condotto alla Casa circondariale di Santa Maria Maggiore a Venezia; lì dovrà scontare la pena di 1 anno, 10 mesi e 7 giorni di reclusione. Inoltre dovrà pagare una multa di euro 5.400,00 per il reato di rapina.

 

L’altro arrestato

Poi, intorno alle 17, una radiomobile del Servizio sicurezza urbana ha tratto in arresto a P.le Rossarol a Marghera un cittadino nigeriano, E.E.J., di 35 anni; colto in flagrante mentre spacciava una dose di cocaina a un trevigiano di 57 anni.

 

Quando ha visto arrivare la pattuglia, lo spacciatore ha vistosamente deglutito; il pusher è stato portato in ospedale per verificare che non avesse ingerito ovuli di cocaina. Alla perquisizione gli agenti hanno rinvenuto 535 euro in banconote e due telefoni cellulari.

Continuano con intensità le attività antidroga della Polizia locale in tutte le aree sensibili della terraferma veneziana. Nel tardo pomeriggio di martedì, verso le ore 18.30, gli uomini del Nucleo operativo hanno tratto in arresto un ventiquattrenne di cittadinanza nigeriana, E.P., per il reato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

 

L’episodio è avvenuto nei pressi dell’abitazione disabitata in via Rizzardi 37, a Marghera, uno stabile costantemente tenuto sotto controllo dalla Polizia Locale per le sue frequentazioni da parte di sbandati e spacciatori e inserito all’interno del programma di controllo territoriale “Oculus”.

 

Gli uomini del Nucleo avevano notato la presenza dell’uomo mentre stava scavalcando la recinzione esterna dell’immobile per portarsi in via Rizzardi. Dopo avergli intimato di fermarsi, l’uomo si è dato alla fuga verso il sottopasso ciclopedonale. Gli agenti lo hanno rincorso fino a raggiungerlo. E.P. ha quindi opposto resistenza ai pubblici ufficiali intervenuti, tra cui un agente della Guardia di Finanza arrivato a supporto.

 

Il fuggitivo ha tentato ripetutamente di mordere gli operatori prima di essere definitivamente ammanettato e tratto in arresto. Nel corso dell’operazione un agente della Polizia locale è stato ferito ad una mano e ha perso molto sangue: per lui 6 giorni di prognosi.

 

L’arrestato, con permesso di soggiorno per motivi umanitari in fase di rinnovo, aveva diversi precedenti di polizia per spaccio e rissa. Dopo avere trascorso la notte nella camera di sicurezza del Servizio Sicurezza urbana, l’uomo è stato portato davanti al giudice; lì il magistrato ha convalidato l’arresto rimettendolo in libertà fino al processo fissato ad ottobre.

Ennesimo arresto per spaccio di sostanze stupefacenti da parte del Nucleo operativo della Polizia locale. Il blitz è scattato verso le 22.30 di sabato a due passi da piazza Ferretto a Mestre; a finire nella rete degli agenti è stato un sedicente cittadino marocchino irregolare sul territorio nazionale. Si tratta di B.A., 31enne gravato di precedenti specifici contestati tra il 2017 e il 2018.

 

L’operazione

Gli operatori, guidati dal commissario capo Gianni Franzoi, erano da qualche giorno sulle tracce del sospetto dopo averlo notato più volte, assieme a dei complici connazionali, all’interno di un bar di via Manin. Venerdì sera, infatti, uno dei connazionali con cui il 31enne si accompagnava frequentemente, era stato denunciato a piede libero per detenzione di droga ai fini di spaccio dopo essere stato sorpreso a nascondere della cocaina dietro lo specchio del gabinetto del pubblico esercizio. In questo caso la Polizia locale era intervenuta con l’unità cinofila e aveva individuato lo stupefacente grazie al fiuto di Hadesz.

 

Ieri sera gli agenti del Nucleo investigativo sono tornati nello stato bar con una pattuglia in borghese del Servizio sicurezza Urbana e hanno individuato il 31enne marocchino durante i suoi spostamenti tra il locale e un altro esercizio pubblico di via Torre Belfredo. Verso le 22.30 è stata notata un’auto con due giovani a bordo fermarsi vicino al bar di via Manin; uno degli occupanti è sceso ed è entrato confondendosi tra gli altri avventori, evidentemente alla ricerca del pusher.

 

La cattura

Una volta ripartita l’auto, è stata pedinata fino al bar di via Torre Belfredo, dove è effettivamente avvenuto lo scambio di denaro e cocaina. A quel punto gli agenti e altre pattuglie hanno fatto scattare il blitz arrestando il cittadino marocchino; nella perquisizione sono stati trovati 1500 euro in contanti e 11 ovuli di cocaina pronti per essere venduti nascosti in un pacchetto di sigarette.

 

Il 31enne al termine degli accertamenti è finito in manette con l’accusa di detenzione di stupefacente ai fini di spaccio; l’arrestato è stato trasferito nella camera di sicurezza del Comando di Polizia locale in attesa del processo. All’acquirente, un 22enne moldavo, è stata invece subito ritirata la patente di guida.

Prosegue in modo intenso e articolato l’azione di contrasto da parte della Polizia Locale agli spacciatori che verso sera si sono riaffacciati in via Piave. Nei giorni scorsi il Servizio Sicurezza urbana ha organizzato un pattugliamento rinforzato della zona, circoscrivendo l’arteria cittadina con tre radiomobili nelle ore serali. Un assetto operativo che continuerà a tempo indeterminato, finché lo si riterrà opportuno.

 

L’operazione

 

“Le attività identificative delle pattuglie stanno dimostrando che i pusher presenti ora in via Piave sono in possesso di permessi di soggiorno per motivi umanitari o sono ricorrenti avverso a provvedimenti di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno – spiega il commissario capo Gianni Franzoi, responsabile del Servizio di Sicurezza urbana – Si tratta di quasi tutti cittadini nigeriani, molti dei quali in arrivo in treno da Padova”.

 

 

“Con il nuovo Regolamento di Polizia urbana sia clienti che pusher, oltre alle sanzioni penali e amministrative previste dal Testo Unico sulle sostanze stupefacenti, saranno anche assoggettati a severa sanzione pecuniaria questo in quanto si rende necessario agire anche sul contrasto della domanda, oltre che a quello dell’offerta di sostanze”. Queste le parole del commissario capo Franzoi.

 

Lo spacciatore

 

Oltre alle attività delle radiomobili, sta agendo in zona anche il Nucleo operativo del Servizio Sicurezza urbana, con operatori in abiti civili. Dopo aver sequestrato eroina, marijuana e hashish, il Nucleo ha arrestato in flagranza un cittadino nigeriano di 24 anni, giunto in Italia a Lampedusa nel 2013, che aveva ceduto alcune dosi di cocaina ad un venticinquenne mestrino e ad un siciliano di 24 anni; il primo era arrivato in zona a piedi, il secondo a bordo di un’auto.

 

 

Il pusher era già stato denunciato per spaccio anche in Lussemburgo, il 4 marzo scorso era stato segnalato sempre per compravendita di droga a Mestre. Nel frattempo il sospetto era transitato anche per Foggia e Novara.

 

 

Dopo aver trascorso la notte nella cella di sicurezza del Corpo, questa mattina il 24enne sarà presentato al cospetto del giudice.

 

 

Al seguente link è disponibile un video dell’operazione: https://youtu.be/HygEn9ptpqg

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