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Continua, nelle stazioni e a bordo dei convogli, l’intensa attività della Polizia di Stato – Specialità Ferroviaria di Venezia, per prevenire e reprimere ogni genere di reato e azione illegale.

 


Nella serata di ieri, domenica 16 giugno, il personale Polfer in servizio nella stazione di Venezia-Mestre, durante la consueta attività di controllo, ha messo fine all’illecito proposito di un giovane spacciatore.

 

Verso le 21.30, una pattuglia Polfer, transitando per il piazzale esterno della stazione ferroviaria, ha notato un giovane straniero aggirarsi con fare guardingo, stringendo a sé uno zainetto; alla vista dei poliziotti, l’uomo manifestava evidenti segni di nervosismo e ha cercato di eludere un possibile accertamento.

 

Insospettiti da tale atteggiamento, gli agenti Polfer lo hanno avvicinato per un controllo identificativo; lo straniero, I.V., ventiduenne nigeriano in Italia senza fissa dimora, ha subito fornito un regolare permesso di soggiorno per asilo politico, ma si mostrava molto preoccupato e chiedeva spiegazioni sul motivo del controllo.

 

A questo punto, notando lo zaino particolarmente rigonfio, gli operatori lo hanno invitato a mostrarne il contenuto, scorgendo tra gli indumenti un grosso involucro di nylon alquanto sospetto, successivamente rivelatosi contenere 1.078 gr di sostanza stupefacente reagente positivamente per marijuana. Accompagnato presso i vicini Uffici di Polizia Ferroviaria, all’interno di una borsa portata a tracolla dal predetto, veniva rinvenuto un piccolo involucro di plastica, contenente una materia solida in forma vegetale, rivelatasi essere sempre marijuana pari a una “dose” di circa 0,50 gr.

 

Vistosi ormai scoperto, l’uomo affermava di essere partito da Roma, nel tardo pomeriggio, a bordo di un treno Freccia Rossa e di essere giunto a Mestre, probabilmente con l’intento di spacciare l’illecita sostanza nell’hinterland veneziano.

 

Per quanto precede, I.V. è stato dunque dichiarato in stato di arresto e, su disposizione del P.M. di turno presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Venezia, accompagnato presso la locale Casa Circondariale.

 

Gli agenti, grazie al loro intuito, hanno deciso di concentrare l’attenzione su di lui, facendo ancora una volta centro. Ennesimo arresto da parte del Servizio Sicurezza urbana della Polizia locale; verso le 17 di domenica 5 maggio è stato ammanettato un 20enne di nazionalità albanese per detenzione di droga ai fini di spaccio.

 

Il controllo è scattato alla Gazzera, dove gli agenti della radiomobile, in servizio di controllo in zona, hanno notato due giovani giudicati sospetti. Il loro comportamento ha indotto gli operatori a chiedere l’intervento dell’unità cinofila, che ha contribuito a individuare nelle tasche di uno dei due, entrambi ventenni di nazionalità albanese, dell’hashish per uso personale. Peggio è andata per il suo coetaneo, che in un portapastiglie custodiva 6 dosi di cocaina confezionate e pronte per essere vendute.

 

Al termine degli accertamenti in loco, le pattuglie della Polizia locale hanno raggiunto Mirano per perquisire la residenza del giovane. Anche in questo caso il fiuto di Lapo, l’unità cinofila del Corpo, non ha tradito contribuendo a sequestrare un sacchetto di cocaina con una cinquantina di dosi nascosto nell’impianto di condizionamento. Il ventenne è stato quindi arrestato. Ieri, davanti al giudice, la misura è stata convalidata e il giovane è stato posto in custodia cautelare in attesa del processo.

Ennesimo arresto per spaccio di sostanze stupefacenti da parte del Nucleo operativo della Polizia locale. Il blitz è scattato verso le 22.30 di sabato a due passi da piazza Ferretto a Mestre; a finire nella rete degli agenti è stato un sedicente cittadino marocchino irregolare sul territorio nazionale. Si tratta di B.A., 31enne gravato di precedenti specifici contestati tra il 2017 e il 2018.

 

L’operazione

Gli operatori, guidati dal commissario capo Gianni Franzoi, erano da qualche giorno sulle tracce del sospetto dopo averlo notato più volte, assieme a dei complici connazionali, all’interno di un bar di via Manin. Venerdì sera, infatti, uno dei connazionali con cui il 31enne si accompagnava frequentemente, era stato denunciato a piede libero per detenzione di droga ai fini di spaccio dopo essere stato sorpreso a nascondere della cocaina dietro lo specchio del gabinetto del pubblico esercizio. In questo caso la Polizia locale era intervenuta con l’unità cinofila e aveva individuato lo stupefacente grazie al fiuto di Hadesz.

 

Ieri sera gli agenti del Nucleo investigativo sono tornati nello stato bar con una pattuglia in borghese del Servizio sicurezza Urbana e hanno individuato il 31enne marocchino durante i suoi spostamenti tra il locale e un altro esercizio pubblico di via Torre Belfredo. Verso le 22.30 è stata notata un’auto con due giovani a bordo fermarsi vicino al bar di via Manin; uno degli occupanti è sceso ed è entrato confondendosi tra gli altri avventori, evidentemente alla ricerca del pusher.

 

La cattura

Una volta ripartita l’auto, è stata pedinata fino al bar di via Torre Belfredo, dove è effettivamente avvenuto lo scambio di denaro e cocaina. A quel punto gli agenti e altre pattuglie hanno fatto scattare il blitz arrestando il cittadino marocchino; nella perquisizione sono stati trovati 1500 euro in contanti e 11 ovuli di cocaina pronti per essere venduti nascosti in un pacchetto di sigarette.

 

Il 31enne al termine degli accertamenti è finito in manette con l’accusa di detenzione di stupefacente ai fini di spaccio; l’arrestato è stato trasferito nella camera di sicurezza del Comando di Polizia locale in attesa del processo. All’acquirente, un 22enne moldavo, è stata invece subito ritirata la patente di guida.

Prosegue in modo intenso e articolato l’azione di contrasto da parte della Polizia Locale agli spacciatori che verso sera si sono riaffacciati in via Piave. Nei giorni scorsi il Servizio Sicurezza urbana ha organizzato un pattugliamento rinforzato della zona, circoscrivendo l’arteria cittadina con tre radiomobili nelle ore serali. Un assetto operativo che continuerà a tempo indeterminato, finché lo si riterrà opportuno.

 

L’operazione

 

“Le attività identificative delle pattuglie stanno dimostrando che i pusher presenti ora in via Piave sono in possesso di permessi di soggiorno per motivi umanitari o sono ricorrenti avverso a provvedimenti di diniego del rinnovo del permesso di soggiorno – spiega il commissario capo Gianni Franzoi, responsabile del Servizio di Sicurezza urbana – Si tratta di quasi tutti cittadini nigeriani, molti dei quali in arrivo in treno da Padova”.

 

 

“Con il nuovo Regolamento di Polizia urbana sia clienti che pusher, oltre alle sanzioni penali e amministrative previste dal Testo Unico sulle sostanze stupefacenti, saranno anche assoggettati a severa sanzione pecuniaria questo in quanto si rende necessario agire anche sul contrasto della domanda, oltre che a quello dell’offerta di sostanze”. Queste le parole del commissario capo Franzoi.

 

Lo spacciatore

 

Oltre alle attività delle radiomobili, sta agendo in zona anche il Nucleo operativo del Servizio Sicurezza urbana, con operatori in abiti civili. Dopo aver sequestrato eroina, marijuana e hashish, il Nucleo ha arrestato in flagranza un cittadino nigeriano di 24 anni, giunto in Italia a Lampedusa nel 2013, che aveva ceduto alcune dosi di cocaina ad un venticinquenne mestrino e ad un siciliano di 24 anni; il primo era arrivato in zona a piedi, il secondo a bordo di un’auto.

 

 

Il pusher era già stato denunciato per spaccio anche in Lussemburgo, il 4 marzo scorso era stato segnalato sempre per compravendita di droga a Mestre. Nel frattempo il sospetto era transitato anche per Foggia e Novara.

 

 

Dopo aver trascorso la notte nella cella di sicurezza del Corpo, questa mattina il 24enne sarà presentato al cospetto del giudice.

 

 

Al seguente link è disponibile un video dell’operazione: https://youtu.be/HygEn9ptpqg

Continua con grande intensità l’attività della Polizia locale di Venezia per contrastare lo spaccio di strada di sostanze stupefacenti.

Ieri pomeriggio, verso le 15, in via Puccini a Mestre, gli operatori del Nucleo operativo del Servizio sicurezza urbana hanno arrestato un sedicente cittadino della Guinea Bissau, ventunenne.

 

L’operazione è stata preceduta da una serie di controlli da parte degli operatori del Corpo su un gruppetto di spacciatori che di solito opera sulla pista ciclopedonale che scorre a margine del parco di Villa Querini. L’uomo arrestato ieri era stato infatti visto spacciare eroina anche nelle giornate del 29 e 30 gennaio e 1° febbraio. In tutte queste occasioni lo stupefacente era stato recuperato, ma lo spacciatore era sempre riuscito ad allontanarsi, approfittando del buio e del dedalo di stradine a ridosso della Villa.

 

Ieri il cerchio si è stretto attorno al pusher che, dopo avere contrattato al telefono una cessione di stupefacente, si è allontanato dal ponticello di via Olimpia per raggiungere un uomo appena sceso dall’autobus in via Circonvallazione, poi identificato in un quarantenne residente a Martellago. Quest’ultimo, dopo aver prelevato 50 euro in un bancomat della zona, ha consegnato la cifra allo spacciatore che gli ha consegnato una dose di eroina.

 

A questo punto gli agenti, tutti in abiti civili, sono entrati in azione hanno arrestato il pusher. Ispezionando poi con cura il retro della serranda di un negozio della vicina via Puccini, dove erano stati osservati dei movimenti degli spacciatori, gli agenti hanno trovato e sequestrato anche un etto e mezzo di hashish.

 

L’arrestato ha trascorso la notte nella cella di sicurezza del Comando generale del Corpo e questa mattina è stato portato davanti al giudice, che ha convalidato l’arresto e lo ha condannato a mesi 8 di reclusione e 1000 euro di multa.

 

Ennesimo arresto al termine di un’attività antidroga da parte della Polizia locale di Venezia: in manette uno spacciatore di nazionalità tunisina di 19 anni, irregolare sul territorio nazionale, bloccato da una pattuglia del Corpo a Marghera sabato scorso. L’operazione del Nucleo operativo del Servizio di sicurezza urbana è scattata durante alcuni sopralluoghi nelle vicinanze di locali pubblici frequentati, più o meno assiduamente, da persone dedite allo spaccio.

 

 

 

Verso le 16.50 gli agenti dell’unità cinofila, procedendo in auto a bassa velocità, hanno concentrato l’attenzione su 3 individui seduti nel plateatico di un locale di via Trieste. In particolare 2 di questi, tra cui il 19enne Y.A., si sono scambiati una possibile dose di droga. A quel punto i protagonisti della vicenda si sono accorti della presenza della pattuglia e si sono allontanati di corsa in direzioni opposte.

 

 

 

Gli operatori si sono subito lanciati all’inseguimento di uno dei 3 fuggitivi, riuscendo a raggiungerlo: il 19enne con sé aveva 10 involucri di cellophane termosaldati con all’interno cocaina. Lo spacciatore è stato quindi dichiarato in arresto e, dopo avere trascorso sabato e domenica nella camera di sicurezza del Comando della Polizia locale, è comparso lunedì davanti al giudice per la convalida e per il procedimento per direttissima. Al termine dell’udienza è stato condannato a 1 anno di reclusione e 800 euro di multa.

Le attività di controllo del territorio svolte dal Corpo di Polizia locale in tutti i quartieri della terraferma mestrina hanno portato, nel pomeriggio di ieri, all’ennesimo arresto in flagranza di reato. Una radiomobile del Servizio Sicurezza urbana, verso le ore 14.30, ha notato la presenza di fronte alla chiesa di Carpenedo, all’intersezione tra le vie Garibaldi e San Donà, di un noto spacciatore della Sierra Leone.

 

Al controllo degli agenti, il pusher, che si era accorto della presenza dell’unità cinofila, ha reagito spingendo un pubblico ufficiale e fuggendo lungo una via interna. Durante la fuga, lo spacciatore ha lanciato un involucro con qualche decina di grammi di marijuana all’interno del cortile di una scuola materna, nel tentativo di liberarsi dello stupefacente. L’inseguimento del sospetto si è concluso dopo un paio di minuti.

 

La perquisizione del reo ha consentito inoltre di rinvenire tre ulteriori bustine di marijuana pronte per lo spaccio al minuto.

Il successivo controllo del telefono cellulare ha permesso di accertare che il cittadino della Sierra Leone, T.A. di anni 24, aveva un appuntamento con un cliente proveniente dall’interland mestrino.

 

Il reo, già tratto in arresto sempre dalla Polizia locale di Venezia nel maggio scorso, è stato nuovamente arrestato e trasferito nella camera di sicurezza del Corpo a Piazzale Roma.

Dopo avere trascorso la notte in cella lo spacciatore è stato condotto innanzi al giudice, ove si trova tuttora.

“Tocchiamo con mano i primi effetti della legalità affermata dal decreto Salvini. Finalmente i delinquenti tornano a casa loro, com’è giusto che sia e come hanno sancito il ministro dell’Interno, il Governo e il Parlamento con la fiducia votata ieri dal Senato. Bene così, avanti così”.

Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, commenta la notizia secondo cui è stata respinta la richiesta di protezione internazionale di uno spacciatore di droga nigeriano richiedente asilo, sorpreso in flagranza di reato alcuni giorni fa dalla Polizia locale di Treviso che, nel suo alloggio nella struttura di accoglienza dove era ospitato nella ex caserma Serena di Dosson, ha poi trovato altri 240 grammi di marijuana. L’uomo è ora nel Cpr di Brindisi e verrà espulso.

 

“Per troppo tempo, per anni – aggiunge Zaia – abbiamo dovuto assistere a imprese come quella di questo delinquente  troppo spesso accompagnate da una sorta di inaccettabile impunità. Ora basta, l’aria è cambiata anche in Italia, grazie alla concretezza di un lavoro che il ministro dell’Interno ha portato avanti tenacemente in questi mesi”.

 

“Siamo anche di fronte – conclude Zaia – alla risposta concreta a chi ha criticato il provvedimento sostenendo che non avrebbe funzionato. Invece funziona, alla grande”.

Non c’è più nulla che tenga gli spacciatori. Escono allo scoperto e spacciano alla luce del giorno senza timore.

L’ultimo caso si è verificato davanti a una scuola alla Cipressina, dove una spacciatore tunisino era tranquillamente seduto con le bustine di droga in mano, in attesa dei clienti.

 

Gli uomini della Guardia di Finanza lo hanno sorpreso e dopo un breve inseguimento, catturato. Il tunisino è stato processato per direttissima e condannato a nove mesi con la condizionale, pena sospesa.

 

Dall’inizio del 2018 la Guardia di Finanza ha compiuto dieci arresti per spaccio e sequestrato diversi chili di sostanze stupefacenti.

 

 

Fonte: Il Gazzettino

Nel pomeriggio di ieri, al parco Albanese di Mestre, una pattuglia della Polizia locale con unità cinofila a seguito, ha colto in flagranza di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio uno spacciatore di nazionalità gambiana di 27 anni, già noto agli agenti.

 

L’azione è iniziata verso le ore 16, quando la squadra ha iniziato a ispezionare la zona retrostante allo stabile occupato dall’Associazione Arcobaleno e ha trovato, vicino a una siepe, in un luogo nascosto alla vista dei passanti, diverse dosi di marijuana già confezionate “pronto spaccio” per i giovanissimi clienti che provengono solitamente dalle scuole vicine.

 

Due uomini del Nucleo operativo si sono allora appostati nei pressi della siepe e, dopo solo qualche minuto, hanno potuto cogliere in flagranza lo spacciatore, proveniente dalla zona del centro civico. Il “pusher”, già fermato in precedenza altre sette volte per il medesimo reato, era in possesso di oltre mezzo etto di marijuana, suddivisa in diciassette dosi del peso di tre grammi ciascuna.

 

Per i precedenti a carico, l’uomo è stato arrestato e trasferito per la notte nella cella di sicurezza della Polizia locale a Piazzale Roma. Questa mattina è stato condotto davanti al giudice monocratico per la convalida dell’arresto; il processo per direttissima si terrà il prossimo 21 giugno. Fino ad allora sarà trasferito al carcere di Santa Maria Maggiore in stato di custodia cautelare.

 

Il Nucleo operativo della Polizia locale ha inoltre inviato al giudice una richiesta di aggravio della misura cautelare del divieto di dimora nella regione Veneto, finora completamente disattesa e valida fino al dicembre 2020.

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