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La Giunta di Roncade ha deliberato in merito all’estensione della progettualità del “RIA – Reddito di Inclusione Attiva”; questa misura prevede di promuovere e sostenere percorsi di recupero, reinserimento sociale e autonomia di persone in stato di marginalità ed esclusione sociale.

 

L’accordo regionale coinvolge più comuni. Per quanto riguarda questa provincia, Treviso è comune capofila con assegnazione di un contributo complessivo pari a 382.281 euro; dei quali, per il progetto denominato “RIA prosecuzione”, un totale di 250.051 euro comprensivi della cifra di 32.500 euro destinate per le attività di promozione e coordinamento.

 

 

L’iniziativa

Relativamente al progetto “RIA estensione” (al quale Roncade aderisce da ora) Treviso ha riservato un totale di 132.230 euro.

 

Il Comune di Roncade ha disposto un fondo di dotazione del proprio bilancio per una quota pari a 0,30 euro per abitante, arrivando alla somma di 4.368 euro.

 

Gli aderenti

I comuni aderenti al RIA dispongono pertanto di risorse finanziarie complessive pari a 453.642 euro per la realizzazione della quinta annualità del progetto. Queste confluiranno in un fondo per la gestione comune delle attività e verranno erogate al Comune di Treviso; il quale dovrà procedere alla rendicontazione di spesa da presentare in Regione entro fine aprile del prossimo anno.

 

“Anche questa iniziativa, unitamente alle altre forme di sostegno all’occupazione attive nel Comune di Roncade quali ad esempio lo ‘Spazio Lavoro’; può significare una risposta concreta per chi trova maggior difficoltà ad essere accompagnato in modo dignitoso e con la giusta attenzione per la sua fragile condizione, nel percorso di inserimento lavorativo”. Dice l’Assessore alle Politiche Sociali Sergio Leonardi.

 

Non solo reddito

Oltre ai percorsi di recupero volti alle persone in stato di esclusione sociale; il progetto intende intraprendere iniziative per la politica attiva del lavoro finalizzate ad incrementare l’occupabilità. Vi sono anche forme di sostegno al reddito che superino la logica assistenzialistica, nonché il consolidamento della rete territoriale di agenzie del pubblico e del privato impegnate nel reinserimento sociale e lavorativo di soggetti in situazione di marginalità e fragilità.

“Il Veneto ora potrà disporre di una legge più completa ed efficace per prevenire e contrastare il fenomeno della violenza contro donne e minori”. Così l’assessore regionale al sociale manifesta soddisfazione per il voto unanime con cui la quinta commissione “Sanità e sociale” del Consiglio regionale del Veneto ha approvato le modifiche proposte dalla Giunta alla legge 5/2013 “Interventi regionali per prevenire e contrastare la violenza contro le donne”.

 

Il testo, che ora attende l’ok definitivo dell’aula consiliare, punta a potenziare gli interventi di informazione e di sensibilizzazione nelle scuole, in modo di creare una cultura del rispetto di genere sin dagli anni della pubertà; semplifica la tipologia delle strutture di accoglienza (centri antiviolenza e case rifugio) in modo di facilitarne l’accesso ai fondi nazionali e di renderne più agile l’erogazione, bypassando il passaggio intermedio attraverso Comuni e Ulss; e rafforza la sinergia tra istituzioni pubbliche, associazioni e privato non profit al fine di creare, attorno alle strutture di sostegno e accoglienza, una rete coordinata e integrata che aiuti le donne a recuperare condizioni normali di vita, anche con l’inserimento lavorativo e con percorsi di accompagnamento sociale.

 

“Abbiamo voluto considerare, inoltre, tra le iniziative di prevenzione, anche esperienze e programmi rivolti ai cosiddetti ‘soggetti maltrattanti’ – sottolinea l’assessore – perché la prevenzione delle violenze domestiche e dei femminicidi passa anche attraverso l’offerta di percorsi educativi e di cura nei confronti di quanti utilizzano la violenza come codice di relazione interpersonale”.

 

“Con queste integrazioni, che rafforzano gli strumenti di intervento e valorizzano le tante iniziative messe in campo dal mondo dell’associazionismo – conclude l’assessore – il Veneto potrà disporre di una legge all’avanguardia, che ha già consentito di attivare ben 43 strutture nel territorio, tra centri antiviolenza e case rifugio, offrendo ogni anno ascolto, tutela e aiuto a migliaia di donne nel loro difficile percorso di rafforzamento personale e uscita dalla violenza”.

“L’A.C. Mestre deve continuare a poter giocare allo stadio Francesco Baracca. L’Amministrazione si impegnerà, a fianco della Società, anche nei confronti della Lega Pro e delle Autorità Competenti, per sostenerla nell’iter di approvazione di un progetto che consenta di renderlo agibile per il campionato di Lega Pro.

 

Voglio ricordare che, appena insediati nel 2015, siamo riusciti, nonostante le difficoltà di bilancio ereditate, a recuperare 3,5 milioni di euro per fare in modo che lo stadio rientrasse nella piena disponibilità del Comune. La Società, poi, quando lo ha avuto in gestione, ha eseguito i necessari interventi per giocare in serie D.

 

Oggi questa Amministrazione vuole ulteriormente dimostrare di essere a fianco dell’A.C. Mestre, non solo a parole, ma con fatti concreti. La Società sappia che se presenterà un progetto di ristrutturazione del Baracca per la Lega Pro, il Comune di Venezia sarà pronto a fare la propria parte, anche cofinanziandolo.

 

Una decisione fondamentale per garantire a una squadra che ha raggiunto importanti risultati sportivi, di poter continuare a giocare nel proprio stadio, supportata dai suoi tanti tifosi che potranno continuare a sostenerla vicino a casa.

 

Voglio, con l’occasione, complimentarmi con il presidente, la dirigenza e tutti i giocatori per aver raggiunto, nel primo anno di Lega Pro, i playoff. È un risultato che ci onora e del quale voglio omaggiarvi a nome di tutta la città”.

La Giunta comunale, nella sua ultima seduta, ha approvato, su proposta della vicesindaco, Luciana Colle, il protocollo d’intesa con Diocesi – Patriarcato di Venezia – Caritas veneziana per l’attuazione del progetto “Sostegno alle donne vittime di violenza e/o maltrattamento” che avrà validità un anno.

 

 

“Con questa delibera – spiega la vicesindaco – andiamo ad assicurare, tramite la Caritas diocesana, la pronta ospitalità protetta di donne vittime di violenza o maltrattamenti che si trovano nella condizione di doversi sistemare in un ambiente sicuro. Un progetto che si estende a quelle donne, anche con figli minori, che si rivolgono al nostro Centro Antiviolenza dove una responsabile del centro si metterà in contatto con il referente della Caritas che avrà il compito di individuare la struttura più adatta ad ospitarla. Nella struttura le donne vittime di violenza troveranno il supporto da parte delle operatrici del Centro Antiviolenza che, parlando con loro, approfondiranno la situazione. Un percorso nel quale si inserirà anche la rete dei servizi sociali che dovranno fare in modo di favorire il processo di uscita dalla situazione di violenza.

 

 

Da donna, ancor prima che da amministratrice, non posso che accogliere favorevolmente questa delibera. È un gesto concreto di attenzione e tutela verso tutte quelle donne che ancor oggi subiscono violenze. Avrei preferito non ci fosse stata la necessità di arrivare a tanto, purtroppo, però, sembra che sia ancora necessario costruire una barriera per difendere quei soggetti deboli sui quali troppo spesso si scarica la violenza di persone vigliacche e senza alcun onore. Tutte le donne abbiano il coraggio di denunciare, non subiscano ignobili maltrattamenti. Nell’Amministrazione comunale, nella Caritas e in tutte le Forze dell’Ordine troveranno sempre una porta spalancata ad aiutarle a superare i momenti di difficoltà”.

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