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Riceviamo da Marco Trevisan dei Verdi Metropolitani/e Venezia le considerazioni elaborate dal gruppo per rispondere al problema smog nel territorio del Comune di Venezia-Mestre

 

Dall’inizio dell’anno gli sforamenti del valore giornaliero di legge del PM10 per Venezia sono stati ben 28 (dati Arpav). La concentrazione giornaliera di inquinanti in atmosfera sono oltre il doppio di quelli definiti dalla legge (si vedano ultimi dati Legambiente).
Il territorio è allo stremo: l’eccessiva cementificazione ha portato a una situazione non accettabile. L’inquinamento atmosferico ha un forte impatto sulla salute di cittadini, soprattutto nelle aree urbane dove vivono e passano la maggior parte del loro del tempo.

 

Eliminare l’idea di emergenzialità sul tema smog e sviluppare progetti di lunga durata dovrebbe essere la soluzione più efficace per risolvere questo problema. Bisogna quindi partire da:

• riqualificazione green per le aree degradate,

• mezzi pubblici gratuiti nei periodi di maggior concentrazione di smog

• incentivazioni al fotovoltaico e all’accumulo di energia

• soluzioni europee come le terrazze verdi e siepi in ambito urbano, cinture boscate di sempreverdi vicino alle strade, “barriere stradali” verdi di edera (riduce le particelle inquinanti e il biossido di azoto)

• concetti urbanistici vicini all’emissione zero e alla limitazione al consumo del suolo

• incentivazione al riuso urbano

• stop alle costruzioni lontane dalle linee di trasporto pubblico

• ripristino di linee di navigazione fluviale e miglioramento del trasporto su treno (facendo pressione alla regione)

• introduzione di idee vincenti come i Night Bus a Padova (autobus che può essere prenotato tramite app per il trasporto notturno), l’utilizzo di cemento mangia smog (o cemento autopulente), l’inserimento di semafori intelligenti contro lo smog come quelli realizzati dai ricercatori del MIT di Boston (che coordinano il traffico attraverso un algoritmo che analizza l’inquinamento in città in tempo reale)

• impegno, anche a livello locale, nel seguire l’Agenda ONU 2030 per lo Sviluppo sostenibile.

 

Al contrario del blocco del traffico, che risulta una soluzione obsoleta e colpisce chi non può permettersi di cambiare auto, molti lavoratori e fasce produttive come le piccole medie imprese, senza risolvere il problema, queste sono risposte di ampia veduta e risolutive.

 

Invitiamo dunque il Comune di Venezia, Città Metropolitana e Regione Veneto a stilare un programma per risolvere il problema smog, aprendo un tavolo con le associazioni e gli enti di ricerca.

 

Anche noi, come Greta Thunberg (l’ambientalista 16enne che si batte contro i cambiamenti climatici), invitiamo il prossimo ad ascoltare quello che dice la scienza, perché il tempo a disposizione per cambiare ciò che ci circonda è ormai poco.

“A causa delle condizioni meteo, che hanno determinato da più giorni il ristagno degli inquinanti negli strati bassi dell’atmosfera, in Veneto si stanno registrando numerosi superamenti consecutivi del valore limite giornaliero di PM10. È una situazione complicata che richiede attenzione e comportamenti responsabili; per questo ci appelliamo a tutti i cittadini perché anche con azioni e piccoli gesti, che solo apparentemente sembrano di poco conto, possono contribuire a diminuire le emissioni in atmosfera”.

 

A dirlo è l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin in merito alla situazione delle concentrazioni giornaliere di PM10 rilevate dall’ARPAV, e all’applicazione delle relative misure previste in caso di allerta.

 

“Tanto per fare qualche esempio, visto che il 60% di PM10 è dovuto al riscaldamento domestico, in queste giornate la temperatura in casa dovrebbe restare sotto i 19 gradi. Ma è bene abbassare ulteriormente la temperatura quando si esce di casa. Così come è cosa utile che anche gli automezzi che rientrano fra quelli a cui è consentita la circolazione quando si fermano ad un semaforo spengano il motore. Tutto insomma può servire a limitare gli scarichi in atmosfera”.

 

“Vedremo come si evolverà la situazione meteorologica – conclude Bottacin – ma nel frattempo stiamo valutando anche una convocazione straordinaria del CIS, il Comitato di Indirizzo e Sorveglianza in materia di inquinamento atmosferico, composto dai rappresentanti delle Province e dei comuni capoluogo”.

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato a firma dei Verdi Metropolitani Venezia

 

Nel 2017 quasi tutti i capoluogo di provincia del Veneto, tranne la città di Belluno, si confermano con livelli eccessi nello sforamento delle polveri sottili (Pm10). Venezia, in particolare, risulta essere al secondo posto tra le città più inquinate, per ben 94 volte al di fuori dei limiti imposti per legge (50 µg/m3), secondo i dati resi pubblici da Legambiente in riferimento all’inquinamento atmosferico regionale.

 

Prendendo riferimento questi numeri, considerando il rapporto Arpav in relazione alla qualità dell’aria 2017 nella provincia di Venezia, dove si legge nella parte conclusiva che “in tutte le stazioni di misura è stato ampiamente superato il numero di giorni consentiti dal Dlgs 155/10 (35 giorni) del valore limite di 24 ore per la protezione della salute umana, pari a 50 µg/m3. Quale riferimento di background urbano, a Parco Bissuola nel 2017 si sono contati 77 giorni in cui è stato misurato un superamento del suddetto valore limite”, il risultato è un quadro piuttosto preoccupante non solo per i residenti ma anche per tutto l’ambiente circostante.

 

Cosa fare? La risposta non è semplice, ma in questo caso la natura può dare una mano, pochi sanno che esistono dei veri e propri alberi mangia smog in grado di catturare quasi 4000 chili di anidride carbonica (CO2) nell’arco di vent’anni durante la loro vita, riuscendo a bloccare le polveri sottili (Pm10) e nel corso delle estati calde e afose, con la loro presenza, fanno sì che la temperatura ambientale della zona diminuisca portandola a livelli più accettabili.

 

Tra queste piante vi sono: l’acero ricci, il cerro, la betulla verrucosa, il ginkgo biloba, il bagolaro, il frassino comune, l’ontano nero, il tiglio (nostrano e quello selvatico) e l’olmo (studio di Coldiretti presentato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione a Cernobbio sulle piante più adatte a battere l’inquinamento atmosferico secondo il CNR).

 

Per questo consigliamo alla città metropolitana di Venezia di prendere seriamente in considerazione la possibilità d’implementare aree verdi specifiche con l’inserimento di un numero consistente di alberi anti smog, non solo nelle zone critiche ma con una distribuzione capillare in tutto il territorio provinciale, per permettere di assorbire parte dell’inquinamento prodotto e ridare dei polmoni verdi e zone con aria pulita ai cittadini metropolitani, un investimento non solo ambientale ma anche in risposta alle problematiche esposte in questi giorni con soluzioni poco risolutive nel lungo periodo come il blocco del traffico.

Negli ultimi giorni il nostro giornale si è occupato del problema inquinamento a Treviso.

 

Oggi portiamo alla luce la testimonianza dell’assessore all’Ambiente Manera Alessandro durante la trasmissione 20 e 10 su Antennatre, facendo chiarezza sulle misure antismog e sul passaggio al livello arancio.

 

A tal proposito anche il sindaco Conte ha dichiarato nella sua pagina Facebook: “La nostra Amministrazione ha già mosso passi importanti per ridurre l’inquinamento in città: sono stati stanziati 200 mila euro nei primi tre mesi (contro i 140 mila in 5 anni della Giunta Manildo) per la sostituzione delle vecchie caldaie e sono arrivati i bus elettrici in centro. Ci stiamo muovendo nella direzione del teleriscaldamento e verso misure CONCRETE ed efficaci per la sostenibilità ambientale”.

Sono ormai tre giorni che i valori dei Pm 10 a Treviso sono fuori controllo e hanno sforato i limiti consentiti.
Permane pertanto in città il divieto di circolazione alle auto Diesel euro 1, 2, 3 e 4 e per quelle a benzina euro 1 e 2. Tuttavia, dal momento che non si prevede un miglioramento della situazione dell’aria, il blocco continuerà a esserci.

 

Fonte: Oggi Treviso

Da oggi, lunedì 16 aprile 2018, decadono tutte le ordinanze atte a limitare la dispersione in atmosfera delle polveri sottili durante il periodo invernale, così come previsto dall’Accordo Padano siglato tra Veneto, Piemonte, Lombardia ed Emilia Romagna. Nello specifico cessa la valenza delle ordinanze n. 747/2017 “Limitazioni termiche, combustioni all’aperto e spandimenti zootecnici” e la n. 749/2017 “Limitazione del traffico veicolare”.

 

Nello specifico, dal 23 ottobre 2017 al 15 aprile 2018, i giorni totali di limitazione sono stati di 114, di cui 99 con livello di allarme 0 – verde (attivo tutti i giorni dal lunedì al venerdì) e 15 con livello di allarme 1 – arancio (attivato con 4 giorni consecutivi di superamento del valore limite di 50 µg/m3). In nessun giorno si è arrivati a dover attivare il livello di allarme 2 – rosso, attivabile solo in seguito a un superamento, per 10 giorni consecutivi, del valore limite di 50 µg/m3.

 

Tornando al livello di allarme 1 – arancio, questo è stato raggiunto in tre occasioni: una in novembre per la durata di 4 giorni, una in dicembre della durata di 4 giorni e una in gennaio della durata di 7 giorni. Le condizioni meteo da febbraio ad ora sono state favorevoli alla dispersione delle polveri sottili con fenomeni piovosi frequenti e numerose giornate ventose.

 

Tutte le rilevazioni sono state effettuate dalla stazione “Bissuola” scelta da ARPAV come riferimento per il Comune di Venezia. Questa veniva costantemente monitorata dall’Agenzia regionale che, due volte a settimana, ha emesso un proprio Bollettino dove venivano riportati i livelli di allerta PM10.

Bollettini che complessivamente nel 2017 hanno evidenziato come, nella centralina “Bissuola” ci siano stati complessivamente 77 superamenti di 50 µg/m3, in Via Beccaria 88, a Sacca Fisola 71, in Via Tagliamento 94 e, in Rio Novo, attivata solo da settembre, 37. Per quanto riguarda invece il primo trimestre del 2018 sono stati registrati alla stazione “Bissuola” 20superamenti, in Via Beccaria 31, a Sacca Fisola 16, in Via Tagliamento 33 e in Rio Novo 17.

 

Per quanto riguarda invece i controlli, il Comando di Polizia Locale del Comune di Venezia ha fatto sapere di averne eseguiti circa 2000 su autoveicoli che hanno scaturito oltre 50 verbali di contravvenzione.

Durante i 99 giorni contraddistinti da livello di allarme 0 – verde, sono stati interessati alle limitazioni 1245 motoveicoli, 7507 autovetture a benzina e 2490 diesel per un totale di 11242 veicoli. Mezzi che, durante i 15 giorni con livello di allarme 1 – arancio, sono diventati 22.588 visto che si sono aggiunti 7.914 veicoli diesel e 3432 veicoli commerciali.

 

“Anche quest’anno si conclude la stagione termica – commenta l’assessore all’Ambiente Massimiliano De Martin – che, nonostante un inizio contraddistinto da scarsità di piogge e bassa pressione, nell’ultimo periodo ha segnato livelli di Pm10 nell’aria tali da non costringere l’innalzamento dal livello 0 a quello 1 delle restrizioni al traffico veicolare. Per quanto è stato possibile, questa Amministrazione si è dimostrata efficiente nel dare attuazione all’Accordo Padano tanche che, anche il giorno di Natale, a seguito del bollettino Arpav che segnalava l’innalzamento del livello di allerta siamo stati pronti a darne comunicazione a tutta la Città anche grazie ai social media, ai pannelli stradali e ai tanti cartelli sparsi per il territorio.

 

Va evidenziato inoltre che il Comune di Venezia non solo ha aderito integralmente all’Accordo Padano ma ha scelto autonomamente, in continuità con l’anno precedente, di mantenere le limitazioni di circolazione del livello verde, che non erano espressamente prescritte nell’Accordo per la stagione invernale 2017-2018, dimostrando di essere tra le città con i vincoli più restrittivi.

 

Molto ancora resta da fare, soprattutto per quanto riguarda i gas inquinanti emessi dalle caldaie del riscaldamento domestico. É indispensabile che i cittadini aiutino, per quanto compete loro, a limitare i livelli di PM10 nell’atmosfera. Solo con la collaborazione di tutti – conclude De Martin – riusciremo a mantenere una qualità dell’aria più sana e respirabile, non solo per noi stessi ma soprattutto per i nostri figli che hanno tutto il diritto di crescere in una città dove si possa respirare bene”.

Via Colombo di Mestre è diventata una camera a gas, dopo la sospensione della ZTL. Il traffico nella via è aumentato di quasi sette volte rispetto a quando passavano solo tram, autobus e i pochi veicoli autorizzati.

 

Nel 2017, quando le ZTL non erano ancora state sospese, per via Colombo transitavano 500 autoveicoli al giorno ma, dopo la sospensione delle ZTL, in via Colombo si è registrato il passaggio di 3.500 automezzi quotidiani. Dato registrato nei primi mesi del 2018.

 

Quindi, rispetto ai 500 veicoli quotidiani del periodo con la ZTL chiusa, oggi il traffico in via Colombo è aumentato notevolmente, insieme al pericolo per la salute dei cittadini.

 

I residenti protestano e chiedono il ripristino delle ZTL chiuse.

In seguito alla perturbazione di domenica la qualità dell’aria a Mogliano e in tutto l’agglomerato di Treviso è tornata ad essere di buona qualità. Le concentrazioni di PM 10, le famigerate polveri sottili, sono scese al di sotto della soglia prevista dalla legge. Le previsioni meteorologiche anche per domani sono favorevoli alla dispersione degli inquinanti e di conseguenza è previsto il rientro al livello verde con effetto a partire da domani (martedì 24 ottobre).

 

“Tuttavia siccome è purtroppo prevedibile che l’ allarme smog torni a ripresentarsi, siamo corsi preventivamente ai ripari con un’ordinanza che mira a limitare le emissioni in atmosfera e che rimarranno in vigore fino al prossimo aprile”, ha annunciato il Sindaco di Mogliano Carola Arena.

“E’ ormai noto a tutti che la pianura padano-veneta è una delle aree più inquinate d’Europa. Le sue caratteristiche antropiche, orografiche e meteoclimatiche, con scarsità di venti e inversione termica, favoriscono la formazione e l’accumulo nell’atmosfera d’inquinanti nocivi alla salute. Trasporti e riscaldamento domestico sono le fonti principali delle emissioni, in particolare la combustione della legna e del gasolio”, sottolinea l’assessore Oscar Mancini.

 

Sotto la spinta dell’Unione Europea, che ha aperto una procedura d’infrazione, le Regioni del Bacino Padano hanno cominciato finalmente ad adottare primi provvedimenti demandando ai comuni il compito di assumere misure strutturali e misure emergenziali, che il Comune di Mogliano Veneto ha adottato.

“Fin dal 2015 abbiamo adottato il PAES, il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile e numerose sono iniziative strutturali”, sostiene l’Assessore all’ambiente Osacr Mancini.

 

Il Comune investe importanti risorse per la produzione energetica da fonti rinnovabili e per l’efficientamento energetico di edifici e impianti pubblici; incentiva il cambio delle caldaie domestiche e la mobilità dolce, realizzando piste ciclabili e il Pedibus; punta sulla raccolta differenziata, anche al fine di sottrarre agli inceneritori che avvelenano l’aria tonnellate di materiali riciclabili; promuove un’agricoltura sostenibile a basso uso di prodotti fitosanitari di sintesi. Promuove buone pratiche e fornisce consulenze ai cittadini: una casa efficiente non disperde calore, quindi riduce le emissioni e la bolletta energetica.

Si aggiungono ora misure emergenziali e il Comune, coordinandosi con gli altri comuni dell’ “Agglomerato di Treviso” ha emesso l’ordinanza antismog valida fino al 30 aprile 2018 che in estrema sintesi prevede:
1) Il divieto di circolazione delle auto e moto più inquinanti (Euro 0, Euro 1, Euro 2) dal da lunedì a venerdì dalle 8,30 alle 12,30 dalle 14,30 alle 18,30 ed a valere dalla data di apposizione dell’apposita segnaletica stradale, eccetto dal 18 dicembre 2017 al 5 gennaio 2018. Naturalmente sono esclusi dal divieto gli autoveicoli alimentati a metano o gpl e veicoli che assolvono a un ruolo di pubblico servizio, elettrici o ibridi purchè funzionanti a motore elettrico, car pooling.
2) l’abbassamento delle temperature negli edifici di abitazione a 20 gradi e a 18 per quelli adibiti ad attività produttive.
3) Il divieto di utilizzare apparecchi di riscaldamento a biomassa legnosa con rendimento inferiore al 63% nel caso siano presenti altri impianti alimentati con combustibili ammessi (ad esempio metano);
4) Il divieto di combustioni all’aperto;
5) La regolamentazione dei falò e dei Panevin (uno per quartiere e della dimensione massima di 2 metri di base per 2 metri di altezza.

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