Home / Posts Tagged "Scuola"

In Veneto centinaia di insegnanti della scuola primaria e dell’infanzia, in possesso di diploma magistrale ma non di laurea in Scienze primarie (richiesto ora ma non al tempo dell’assunzione), hanno perso il posto per titolo di studio, considerato non adeguati, dopo decine di anni di insegnamento e aver svolto incarichi di responsabilità. 

 

Interviene in loro difesa, ancora una volta, l’assessore regionale all’Istruzione Elena Donazzan. “Amareggia e stupisce – afferma la titolare delle Politiche regionali per l’Istruzione – che questo governo si sia dimenticato dei propri insegnanti diplomati magistrali che non hanno nemmeno il sussidio di disoccupazione. Per loro nessun reddito di cittadinanza e, peggio, nessun riconoscimento del ruolo di educatori che dovrebbe essere prioritariamente tutelato proprio dallo Stato”.

 

“Maestre diplomate, ma senza laurea, sono state lasciate a casa nonostante le reiterate promesse di una soluzione politica. Sono state licenziate e sono quindi escluse dalle Graduatorie ad esaurimento. Non hanno nemmeno diritto alla Naspi, l’indennità mensile di disoccupazione e restano in un limbo. Inoltre, beffa ulteriore, pur essendo state espulse dalla scuola, risultano ancora dipendenti per l’Inps e quindi il Tfr è a rischio”.

 

“Di fronte ad una vicenda paradossale come questa – conclude l’assessore –  sono sempre più convinta che l’autonomia sia una condizione necessaria, perché responsabilizzerebbe maggiormente la classe politica e determinerebbe scelte decisamente più giuste ed eque nei settori strategici della funzione pubblica, dove la scuola non può che rappresentare la priorità”. 

Una convenzione triennale sottoscritta con la cooperativa Solidarietà

 

Opera Pia Maurocordato, fondazione con sede addossata a Porta San Tomaso, Treviso, ha di recente firmato una convenzione per tre anni con la cooperativa Solidarietà a sostegno del progetto Challenge rivolto ai ragazzi. È soltanto il più recente atto di settant’anni di solidarietà con radici profondamente mediterranee.

 

“È nella mission dell’Opera Pia”, ha detto il presidente Sergio Criveller, “aiutare i minori di Treviso e provincia interpretando i bisogni della società fin dalle prime elargizioni degli anni ’50, dapprima con contributi per le necessità primarie, poi per la partecipazione di ragazzini e ragazzine alle colonie estive e oggi per il recupero scolastico e l’inserimento nel tessuto sociale, attività messe in campo con la cooperativa Solidarietà”. I beneficiari di questo intervento sono ragazzini che hanno avuto provvedimenti di sospensione scolastica e altri ragazzini individuati dai consigli di classe per difficoltà di relazione con le figure adulte e con i compagni.

 

Il sostegno all’infanzia e alla scolarizzazione si conferma una delle priorità dell’Opera Maurocordato: già negli anni scolastici che vanno dal 1962 al 1968 ha assegnato a centinaia di famiglie un sostegno concreto per lo studio dei figli nella certezza che nella cultura affondano radici solide sulle quali poggiare il futuro. Il bando di concorso per borse di studio di 30mila lire e di 50mila lire era rivolto ai nuclei con figli alle Medie, all’Avviamento e alle Superiori. Le domande, con prevalenza al femminile, arrivavano a centinaia in Fondazione. Negli elenchi in archivio si scoprono nomi di vincitori che oggi, con il loro impegno nella società, hanno ben restituito alla comunità i talenti avuti e scoperti anche grazie allo studio. 

 

Chi era Alessandro Antoniadi Maurocordato

L’origine del patrimonio è legata al lascito testamentario di Alessandro Antoniadi Maurocordato, vedovo di Anna Maria Biron, deceduto nel 1943. Nato nell’isola di Prinkipos, colonia greca nel Mar di Marmara di fronte a Istanbul, Alessandro Antoniadi Maurocordato era arrivato a Venezia agli inizi del secolo scorso. Aveva forti legami di affetto con Treviso terra d’origine della moglie. Nel testamento espresse la volontà di destinare la sua “sostanza costituita dal mio palazzo di Venezia, dalle mie proprietà immobiliari di Atene, da depositi di titoli e denaro all’estero ad un ente morale per l’assistenza all’infanzia abbandonata, ammalata e bisognosa della città e provincia di Treviso”. Su questa mission l’Opera Pia ha firmato tutti i decreti degli anni passati di contributo o di borsa di studio e la recente convenzione con la cooperativa Solidarietà.

 

L’Opera Pia Alessandro Antoniadi Maurocordato è gestita da un consiglio di amministrazione che rappresenta pro-quota la Diocesi di Treviso, la Provincia, il Comune e il Provveditorato agli Studi di Treviso, ora Ufficio scolastico regionale.

Chiara Di Giusto, Responsabile del Dipartimento Istruzione e Formazione del Veneto di F.I., ha spiegato al nostro giornale le finalità del testo unico del disegno di legge “Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica” approvato in Senato il 1° agosto.

 

“Questa è una legge trasversale – ricorda la Di Giusto – ed è il risultato di più proposte di legge e prevede l’introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica a partire dalle primarie. Questa è una legge che ha origini molto antiche, ma oggi era forte l’esigenza di un assetto definitivo che reinterpretasse il concetto di educazione civica.”

 

“L’aspetto importante è che nell’art.5 della legge, voluto fortemente da F.I., per la prima volta si parla di educazione alla cittadinanza digitale e si concretizza il concetto di Internet e dei Social. Questo aspetto è importantissimo perché anche se i nati dal 2000 ad oggi sono definiti nativi digitali, cioè predisposti a tutto ciò che è digitale, non vuol dire che conoscano il digitale.”

 

“Forza Italia – prosegue la Di Giusto – ha voluto questo articolo perché il mondo del web è parte della nostra vita quotidiana e nella convinzione che più democrazia vuol dire anche che la scuola si deve fare carico di trasmettere tutto ciò che è digitale. È ovvio quindi che l’offerta formativa deve comprendere questo tipo di insegnamento a partire dalle primarie e iniziando dall’abc. Si deve insegnare ai giovani come vagliare e conoscere tutte le fonti del web distinguendo quello che è vero e quello no, quindi criticamente.”

 

“Far capire quali sono gli strumenti digitali più adeguati alla nostra crescita futura. Purtroppo l’uso del digitale comporta una responsabilità personale e il sapersi difendere dal cyberbullismo. Insegnare a sapersi garantire e tutelare ponendo attenzione a tutti i fenomeni digitali.”

 

 

“Tutto questo a costo zero per la scuola. Si devono individuare insegnati che si occupino di questo insegnamento senza aumentare il loro monte ore e dovrà esserci un coordinatore tra i docenti che non avrà alcun tipo di compenso. Sarà a titolo gratuito anche il redigere una relazione con cadenza quindicinale nella quale si terrà conto del lavoro nel territorio.”

 

“L’ art. 6, relativo alla formazione dei docenti, è una conseguenza di questo processo, – conclude la Di Giusto – mentre l’art.7 si occupa del potenziamento rapporto scuola famiglia mentre. Le ore dovranno essere 33 annuali e dovranno essere distratte dal monte ore già esistente. La legge avrà decorso a partire dal prossimo anno scolastico.”

“Ringrazio Jesusleny Gomes perché con il suo diario ci ha dato una lezione. Si chiamerà anche ‘Diversamente Veneto’ il suo diario, ma contiene un amore per la nostra terra, una capacità di comprensione dei nostri paesi, uno spirito di cogliere l’essenza delle nostre tradizioni che potremmo chiamarlo: Più veneto di tanti veneti”.

 

Con queste parole riservate all’autrice di origine brasiliana, il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, accoglie la notizia che la genialità e la fantasia della Gomes abbinate alla conoscenza della nostra regione proseguiranno anche nell’anno scolastico 2019-2020 con un’edizione speciale del diario “Diversamente Veneto”, tutta dedicata al coinvolgimento dei giovanissimi nell’attesa delle Olimpiadi Invernali del 2026. Un’opera – destinata a replicare il successo di quella per l’anno scolastico appena terminato, in cui ispirandosi a suo figlio Antony di sette anni, l’autrice ha raccontato in chiave fiabesca la sua esperienza a piedi attraverso i 574 comuni della Regione – che è stata presentata oggi in Consiglio Regionale, alla presenza anche del Presidente Roberto Ciambetti.

 

Zaia: “Una lezione per scoprire la nostra terra e un suggerimento per la APP veneta riservata ai camminatori” 

Sembra quasi una coincidenza che il lavoro di Jesusleny si sia concretizzato proprio in prossimità della disponibilità di una app geolocalizzata dedicata ai cammini nella nsotra regione che prossimamente sarà a disposizione degli appassionati – aggiunge il Governatore -. Il suo diario, infatti, ci ha introdotto alla riscoperta della nostra terra, facendo conoscere alle famiglie che attraverso tutto il Veneto c’è la possibilità di un turismo per il camminatore e a misura d’uomo, fatto di percorsi naturalistici, storici, culturali”. 

 

“Quello a cui ci invita – conclude Zaia – è un turismo slow, da vivere lentamente appunto, del quale la Regione ha sposato la filosofia con la realizzazione di migliaia di chilometri di percorsi per camminatori, piste ciclabili, ippovie e sentieri. Una rete che tra le nostre spiagge dell’Adriatico e il Garda, mete ogni anno di milioni di turisti, dal mare spiana la strada del visitatore verso la campagna delle Ville Venete, le Città d’Arte, le colline del Prosecco da poco riconosciute Patrimonio dell’Umanità Unesco fino a raggiungere le Dolomiti, premiate con lo stesso titolo internazionale e che nel 2026 ospiteranno le Olimpiadi Invernali a cui è dedicato il nuovo diario”.

Dall’Organizzazione Baccalaureato Internazionale con sede a Ginevra sono pervenuti al Collegio Pio X i risultati definitivi delle prove di esame del ‘Pio X International’.

 

La media complessiva è stata di 30 punti, pari a quella internazionale per la stagione 2019.

 

Ginevra ha dunque diplomato Nicolò Genisi, Veronica Michieletto, India Gustin, Giorgio Alessandri, Anita Burato, Matilda Cinel, Jacopo Favero, Matteo Guglielmi, Asia Pozzoni, Giuseppe Cardazzi, Olivier Zavattiero, Alessandro Andretta, Giovanni Marchiorello, Giovanna Maria Manconi, Jacopo Giustiniani e Ismail Mahmoud.

 

Gli esami si erano conclusi a Treviso già nella terza settimana di maggio con la soddisfazione degli studenti e la fiducia degli insegnanti. Come da regola dell’Organizzazione, la valutazione espressa dai docenti trevigiani è stata integrata con
quella della sede centrale: ne è scaturita così una votazione finale omologata con quella degli studenti di tutto il mondo.

 

Concluso il complesso iter della valutazione, gli studenti del Pio X hanno avuto il diploma che è riconosciuto come esame di ammissione universitaria in più di 80 Paesi e dalle più autorevoli università in Italia e all’estero.

“C’è da mettersi le mani nei capelli: Caporetto fu lo sfondamento del fronte ad opera dell’Esercito italiano ai danni degli Austriaci. Anche questo si trova nel libro che una nota casa editrice ha ritirato dal commercio dopo il mio intervento e quello della Associazione Nazionale Alpini a seguito della segnalazione di un genitore indignato nel leggere in una didascalia che il Ponte degli Alpini di Bassano si trova sul Piave”.

 

Così l’assessore all’Istruzione della Regione Veneto Elena Donazzan, segnala il nuovo grave errore contenuto in un testo di storia, destinato alla preparazione scolastica dei giovani.

 

“È grazie alla professoressa Cavalli, una docente della scuola di formazione professionale ENAIP di Bassano del Grappa che siamo venuti a conoscenza di quest’altra chicca – continua l’assessore Donazzan -. Un errore da bocciatura senza appello, visto che non solo la storia ma anche il linguaggio comune intendono Caporetto come il paradigma di una sconfitta disastrosa, visto che fu la più grave rottura del nostro fronte ad opera degli Austroungarici nella Prima guerra mondiale. Nel libro, invece, l’autrice del testo, con somma superficialità, altrimenti dovremmo chiederci che laurea ha conseguito, mette nero su bianco uno dei più grossolani errori che si possano immaginare, perché scrive che Caporetto fu lo sfondamento del fronte nemico da parte dell’Esercito italiano”. 

 

“C’è da chiedersi quante altre inesattezze ci siano in questo testo che fino a ieri era adottato dalle scuole italiane e forse lo è ancora oggi – aggiunge l’Assessore -. Ha fatto bene la casa editrice a ritirarlo dal mercato, ma dovrebbe intervenire con una comunicazione ancora più chiara affinché chi lo ha in dotazione ne sospenda l’utilizzo. La storia va maneggiata con cura, nello spirito di verità che concorre a formare la coscienza civica di una comunità ed è alle radici della propria identità”.  

 

“Lo svarione che ho letto – conclude Donazzan – mi indigna profondamente e torno a chiedermi come vengano selezionati i volumi che sono indicati tra le scelte per il libro di testo obbligatorio. L’editore ha fatto la sua parte e spero non si avvalga più di simili collaboratori, ma sono preoccupata anche per l’approssimazione di chi, invece, dovrebbe essere il primo a vigilare sulla qualità dei testi che dovrebbero aprire le porte della conoscenza ai nostri giovani nelle scuole”. 

Tutti gli studenti dell’istituto Pio X sono stati promossi alla maturità. Di questi, tre con voto 100/100 al classico e 1 con lode al linguistico.

 

I tabelloni dei risultati del liceo classico del Collegio Pio X riportano l’esito positivo per tutti i 15 studenti, tra i quali spicca il 100/100 conseguito da Nina Bassi, da Agnese Virginia Benetton e da Stefano Lombardi.

Tutti promossi anche i 20 studenti del liceo scientifico e i 22 del liceo linguistico europeo. Qui spicca il risultato di Alessandra Marchesi, diplomata con 100/100 e Lode.

 

Alessandra Marchesi, di Preganziol, è già iscritta all’università Courtauld Institute of Art di Londra, uno dei più prestigiosi centri per lo studio della storia dell’arte nel mondo. Meritevole più volte della borsa di studio al merito durante gli anni al Collegio Pio X, all’esame di maturità ha dato prova di conoscenza, di ottima preparazione, di capacità di collegamenti e di passione, e ha messo a frutto sia l’esperienza di alternanza scuola/lavoro compiuta a Venezia presso la Onlus Save Venice, sia lo stage dell’estate scorsa a Londra presso la casa d’aste Christie’s. “Quella per l’arte è una passione che certamente è stata favorita da mia madre che ha lavorato per l’Unesco”, ha detto Alessandra, “ed ho avuto una conferma definitiva durante l’esperienza di alternanza scuola/lavoro a Save Venice che mi ha messo in contatto che le opere d’arte e gli interventi del restauro”.

Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani intende porre all’attenzione del MIUR e delle autorità competenti, anche quest’anno, l’andamento dei trasferimenti interprovinciali registrato nelle regioni del Mezzogiorno per la classe di concorso A046 – discipline giuridiche ed economiche.

 

Complessivamente, sono stati effettuati nel Meridione 34 trasferimenti interprovinciali. Sicilia: trasferimenti interprovinciali n. complessivo 13 (38,2%); previsti dal CCNI n. 8 (42,1%); Calabria: trasferimenti interprovinciali n. complessivo 4 (11,8%); previsti dal CCNI n. 3 (15,8%); Basilicata: trasferimenti interprovinciali n. complessivo 12 (35,3%); previsti dal CCNI n. 5 (26,3%); Puglia: trasferimenti interprovinciali n. complessivo 2 (5,9%); previsti dal CCNI n. 2 (10,5%); Campania: trasferimenti interprovinciali n. complessivo 0; previsti dal CCNI n. 0; Molise: trasferimenti interprovinciali n. complessivo 3 (8,8%); previsti dal CCNI n. 1 (5,3%) di questi un numero pari a 19 è stato assegnato tramite precedenza prevista dal CCNI (57,6% sul totale).

 

Per quanto riguarda il trend nelle province, non è certo una situazione rosea: in Sicilia quella di Agrigento, con quattro unità, è la realtà che ha evidenziato un maggiore numero di trasferimenti, anche se sono stati tutti assorbiti dalle precedenze; in Calabria, l’unico dato significativo si riscontra a Crotone, con 3 unità di cui 2 con precedenza CCNI; la provincia di Potenza con 8 trasferimenti di cui 2 con precedenza prevista da CCNI costituisce il dato più “vistoso”. Le ultime quattro regioni non evidenziano valori particolarmente significativi (Puglia: Brindisi trasferimenti interprovinciali n. complessivo 2; previsti dal CCNI n. 2; Sardegna: Cagliari trasferimenti interprovinciali n. complessivo 5; Nuoro trasferimenti interprovinciali n. complessivo 2; Molise: Campobasso trasferimenti interprovinciali n. complessivo 3; previsti dal CCNI n. 1).

 

Per il terzo anno consecutivo, la classe di concorso in questione risulta essere bloccata; tranne qualche isolato docente “fortunato”, si rimane là dove il vituperato (da quasi tutte le forze politiche) algoritmo ha spedito, insindacabile come il giudizio di Minosse nell’Inferno. Ricordiamo che gran parte del personale educativo in questione vanta tanti anni di servizio, anche fuorisede, e spesso un’età non certo verde. Eppure, le dinamiche, sfortunatamente, rimangono invariate: non ci sarebbero posti e, a quanto pare, non se ne vogliono creare. Secondo le dichiarazioni di alcuni esponenti politici, far avvicinare gli esiliati alle proprie famiglie comporterebbe un salasso perla spesa pubblica. Purtroppo, ci saranno, come da tre anni a questa parte, costi, in termini economici ed affettivi, assai onerosi solo per le famiglie dei docenti fuorisede. Ci chiediamo quanto sia giusto.

 

Un’ulteriore riflessione vogliamo rivolgerla alla situazione dei trasferimenti interprovinciali nella scuola primaria e dell’infanzia: per ottenere l’agognato trasferimento si ricorre con frequenza assai sospetta alla precedenza CCNI. È fortemente improbabile pensare che, vista l’insorgenza progressiva di tale fenomeno, statisticamente, tutti i richiedenti abbiano reali patologie. Ci auguriamo che si apra una seria discussione sui numeri e sulle soluzioni più adatte per restituire condizioni di vita e lavoro più ragionevoli soprattutto a chi ha lasciato gli affetti a chilometri di distanza per servire con onestà lo Stato.                       

“Come può un manuale di storia per gli studenti del quinto anno di scuola superiore collocare il Ponte di Bassano sul fiume Piave definendolo “simbolo della resistenza sul Piave dopo Caporetto”? Chiedo alla casa editrice Mondadori di procedere immediatamente al ritiro del manuale e al ministero dell’Istruzione e della Ricerca di vigilare meglio nel selezionare i testi che propone/impone ai docenti e alle scuole”.

 

L’assessore all’Istruzione della Regione Veneto, Elena Donazzan, è letteralmente insorta alla segnalazione ricevuta in merito al testo di Vittoria Calvani Storia e Progetto, edito da Mondadori e proposto dal ministero dell’Istruzione tra i libri di testo adottabili per l’insegnamento della storia nel secondo ciclo delle scuole secondarie. La didascalia alla foto del “ponte degli Alpini” colloca il manufatto sul Piave (anziché sul Brenta) e così argomenta: “Dopo Caporetto, divenne il simbolo della resistenza sul Piave, un evento militare eroico che ispirò numerose canzoni”.

 

 

“Chiedo alla casa editrice Mondadori di ritirare subito questo libro – prosegue l’assessore, in procinto di formare la lettera per la casa editrice di Segrate – È bastata una semplice occhiata da parte di alcuni genitori e docenti per rilevare questo ‘svarione’ madornale, oltre alla povertà concettuale e alla confusa sintassi delle informazioni fornite.

 

Sorge immediato il dubbio: quanti altri errori ci sono in un testo destinato a supportare la conoscenza storica del Novecento e a formare la coscienza storica dei nostri ragazzi e lo spirito di consapevolezza di una nazione?

Una casa editrice di rilievo nazionale come Mondadori dovrebbe vigilare meglio sul contenuto dei propri testi scolastici”.

 

 

 

La titolare delle Politiche scolastiche della Regione Veneto invia le proprie rimostranze critica anche al Ministero, che ha inserito il testo in questione nella rosa dei libri consigliati ai collegi dei docenti del quinto anno di scuola superiore, raccomandandone l’adozione per l’intero ciclo quinquennale. “Sinceramente mi fido più della capacità di valutazione e di scelta dei docenti piuttosto che dei libri imposti per obbligo da burocrati ministeriali – commenta Donazzan – Se poi questi testi selezionati dal Ministero sono anche pieni di errori, mi interrogo sul grado di cultura dei funzionari ministeriali. Al ministro dell’Istruzione dico apertamente che forse è meglio ripensare l’intero sistema di selezione e adozione dei testi scolastici e valorizzare il senso di responsabilità dei nostri insegnanti, lasciando a loro il compito di scegliere i manuali o le dispense che ritengono più adeguati”.

Secondo una ricerca Skuola.net 1 su 6 crede che su internet sia possibile trovare le tracce d’esame prima del tempo, mentre 1 su 5 convinto di essere spiato dalla Polizia durante l’esame

 

L’unica certezza per i maturandi è che usare lo smartphone durante le prove comporta la bocciatura. Sul resto il rischio fake news è dietro l’angolo.
Ogni anno, in occasione dell’Esame di Stato, tra gli studenti si diffondono informazioni errate in merito alle procedure d’esame. Secondo alcuni diventa possibile conoscere le tracce in anticipo attraverso internet, per altri sorge la convinzione di essere controllato dalle Autorità durante lo svolgimento. Se quest’ultima informazione, pur falsa, funge da deterrente contro l’utilizzo di strumenti tecnologici per alterare il risultato dell’esame, la ricerca di fantomatiche anticipazioni sui testi d’esame fa perdere tempo e denaro.

 

Al via la campagna di sensibilizzazione “Maturità al sicuro”

Dall’annuale monitoraggio realizzato da Skuola.net per la Polizia di Stato, su un campione di circa 3.000 studenti del quinto anno risulta che 1 su 6 crede di poter trovare su internet le tracce delle prove d’esame, mentre 1 su 5 è convinto che la Polizia controlli i telefonini degli studenti per scoprire chi sta copiando. L’opinione è naturalmente falsa, perché il controllo della rete non avviene con queste modalità.
Per l’undicesimo anno consecutivo la Polizia Postale e delle Comunicazioni, in collaborazione con il portale degli studenti Skuola.net, si appresta a lanciare la campagna di sensibilizzazione “Maturità al sicuro”, con l’obiettivo di debellare il fenomeno delle fake news, bufale e leggende metropolitane ed evitare che gli studenti, oltre a perdere . tempo prezioso, possano anche rimetterci del denaro alla ricerca della “soffiata giusta”.

 

Maturandi più consapevoli

L’impatto di queste iniziative è dimostrato dai dati. Dal 2014 ad oggi, ad esempio, si può notare una riduzione del fenomeno: prima, infatti 1 su 3 era convinto di poter conoscere le tracce d’esame in anticipo su internet. L’ampio utilizzo dei social media impone, comunque, di non abbassare la guardia. Anche perché ogni anno gli studenti cambiano, per cui è necessario ripetere i messaggi. I primi maturandi nati nel nuovo millennio sembrano globalmente essere più consapevoli di quelli che li hanno preceduti dodici mesi fa.
Purtroppo le false credenze non terminano qui: il 42%, teme di poter essere “perquisito” dai professori di commissione e circa il 19% crede che la scuola sarà “schermata” per impedire ai cellulari di connettersi ad internet. Non meno rilevante il dato di quell’8% dei maturandi che, invece, si aspetta di trovare commissari d’esame dotati di strani dispositivi di rilevamento magnetico per i cellulari.

 

No alle scorciatoie truffaldine

Gran parte dei ragazzi è cosciente che utilizzare il telefonino equivale all’espulsione dalle prove d’esame (92%), rimangono incertezze per quanto riguarda ciò che è ammesso o vietato durante la maturità. Per il 31% dei ragazzi, infatti, non costituisce reato ricevere le soluzioni delle tracce dall’esterno, mentre la prova è in pieno svolgimento.
L’iniziativa “antibufale” si serve delle forme di comunicazione e degli strumenti preferiti dai giovani per veicolare i messaggi di sensibilizzazione, ed è finalizzata ad aiutare i ragazzi ad affrontare l’esame con maggiore serenità, confidando nei propri mezzi e nella preparazione che hanno ricevuto durante gli anni passati a scuola, senza cercare scorciatoie truffaldine che comporterebbero solo l’esclusione dalla prova d’esame.

 

Il video dello youtuber Nikolais

A questo scopo è stato realizzato un video in collaborazione con Skuola.net e lo youtuber Nikolais, che verrà diffuso anche su Facebook, Instagram e Youtube. Un contenuto ironico che passa in rassegna le tipologie di studente più diffuse: dall’ansioso al “selfista”, passando per il “tanto non lo chiede” e il credulone. Quest’ultimo sarà preda di una possibile compravendita di tracce in anticipo, prontamente sventata dall’intervento di un rappresentante della Polizia di Stato.

Notte prima degli esami

La notte che precede l’esame tantissimi ragazzi perdono il proprio tempo sulla rete nella speranza di conoscere le tracce con qualche ora di anticipo, ed è proprio per questo che gli operatori del Commissariato di P.S. online sono a disposizione dei maturandi per rispondere a tutti i loro quesiti e dubbi sulle informazioni che circolano in rete nelle ore immediatamente precedenti la prima prova d’esame. Un rappresentante dalle Polizia di Stato sarà anche presente alla tradizionale diretta di Skuola.net nelle ore precedenti l’esame, per rispondere a tutti i dubbi degli studenti.

 

Un commento di Anna Lisa Lillini

“L’esame di maturità è un appuntamento molto importante per i ragazzi – afferma Anna Lisa Lillini, Dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni “VENETO”. Per questo motivo anche quest’anno il Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni “VENETO” ha, con i suoi investigatori, navigato sui siti di interesse alla ricerca di false indicazioni di tracce d’esame ‘anticipate’. Proprio per evitare che i maturandi, affidandosi alla credenza che ogni anno una ‘gola profonda’ preannunci i temi d’esame, siano indotti a seguire una facile scorciatoia piuttosto che impegnarsi con sacrificio sui libri di testo”.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni