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Raccontare la memoria attraverso reportage, interviste e approfondimenti. L’identità collettiva diventa attualità nel nuovo progetto promosso dal ministero dell’Istruzione con l’Istituto Levi di Montebelluna e l’agenzia di stampa Dire e diregiovani.it. Avviato nel mese in cui ricorre la giornata della Memoria, il progetto “Storia e identità” intende promuovere e valorizzare le giornate significative dell’identità nazionale. Tra queste anche il 10 febbraio, giorno del Ricordo, particolarmente sentito nel territorio del nord-est italiano, al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe.

 

A raccontare il legame che ancora stringe il presente e il passato di alcuni territori, saranno gli stessi studenti. Circa cinquanta i giovani coinvolti direttamente nel progetto, che avranno il compito di diffondere tra i loro coetanei il senso della storia e l’importanza del ricordo. Per farlo, utilizzeranno gli strumenti del giornalista: articoli, foto, inchieste e racconti che gli studenti e le studentesse realizzeranno con il supporto dei redattori dell’agenzia di stampa Dire.

 

Nel corso del progetto, infatti, verranno create delle vere e proprie redazioni scolastiche, che avranno il compito di raccontare i fatti che hanno segnato la storia del nostro Paese. In occasione del giorno del Ricordo, inoltre, verrà organizzato un evento online che permetterà di coinvolgere tutti gli attori del progetto: le scuole, gli studenti ed esperti del settore per far dialogare i ragazzi con il mondo delle istituzioni e premiare i migliori elaborati realizzati dalle scuole.

Il Movimento “Priorità alla Scuola” di Treviso, con la sua referente Roberta Bruccoli di Mogliano Veneto (che ha due figli studenti presso il Liceo Berto di Mogliano), ha manifestato questa mattina davanti alla sede della Protezione civile a Marghera, insieme a un gruppo di genitori e ragazzi, mentre all’interno si svolgeva la consueta rassegna stampa sul Covid.

 

“Al di là dell’emergenza Covid che è una parentesi, un’emergenza, ci sono problemi che arrivano da molto più lontano, da molto prima dell’emergenza Covid, come le classi pollaio, la carenza di insegnanti, le nomine che arrivano in ritardo e quindi cattedre che rimangano scoperte per uno o due mesi, necessità di riattivare la medicina scolastica che c’era una volta, insomma, un bel decennio di tagli alla scuola che non siamo più disposti ad accettare” ha detto la rappresentante. “Ci sono i ragazzi che vorrebbero ripartire perché riescono ancora a reagire ma mi fanno paura i ragazzi che non vogliono ritornare a scuola perché sanno che ritornare in classe vuol dire confrontarsi con il mondo reale. E sanno benissimo di avere un gap di 10 mesi di assenza da scuola perché la DAD non è scuola, è solo gestione dell’emergenza. Preferiscono rimanere nel limbo della DAD e della loro casa. Ma la scuola deve aprire subito – ha continuato la Bruccoli – perché le scuole sono un luogo normato e sicuro. Il problema sono i trasporti.”

 

Dal canto suo il sindaco di Mogliano Davide Bortolato, anche lui padre di un liceale del Berto, conferma il giudizio espresso dal Presidente Zaia sul fatto che chiudere le scuole sia un fallimento ma che sia necessario agire con molta prudenza: “Noi tutti vorremmo che le scuole fossero aperte ma in questo momento questo non ci sembra prudente perché si creano assembramenti pericolosi. Del resto si tratta di tenere duro ancora pochi giorni e poi, se i dati di contagi in calo saranno confermati,  si potrà ripartire con la scuola in presenza. Il sindaco Bortolato conferma che anche a Mogliano il trend dei contagi è in calo.

 

Silvia Moscati

Questa mattina, durante il consueto punto stampa presso la Protezione Civile di Marghera, dopo aver letto i dati del bollettino Covid delle ultime 24 ore che vede in sensibile calo il numero dei positivi, delle ospedalizzazioni, del rapporto tamponi/casi positivi ora al 5%, il Presidente Luca Zaia ha parlato del mancato invio di dosi di vaccino al Veneto, la regione d’Italia più penalizzata da questo strano “stop” fornitura.

 

“È vergognoso quello che sta accadendo. Non si può dare un piano vaccinale, che vuol dire appuntamenti e programmazione, e poi tagliare il 53% delle dosi. Se poi vado a vedere il taglio a livello nazionale, vedo regioni con tagli zero, altre con tagli moderati, e poi regioni, come la nostra, letteralmente azzoppate. Se venisse messa in discussione la fornitura della prossima settimana, anche solo di un vaccino, noi non riusciremo più a vaccinare. Questa settimana possiamo attutire il grave danno, ma la prossima no, la campagna vaccinale sarebbe sospesa, facendo la seconda dose solo a chi ha già ricevuto il vaccino. Anche i richiami sono a rischio. Noi non abbiamo fatto contratti con Pfizer, quindi siamo parte lesa ma non controparte giuridica: spero che a livello nazionale ci siano ripercussioni legali. Siamo molto arrabbiati, non si può mettere in discussione un servizio vitale per i cittadini. Noi stiamo pensando di tutelarci, non so come ma lo faremo”.

 

E poi, riguardo alla riapertura delle scuole, il Presidente Zaia ha detto: “Noi abbiamo la responsabilità di garantire la salute dei cittadini. Firmare un’ordinanza per chiudere una scuola è una sconfitta, ma davanti alle relazioni che ci ha fatto il CTS abbiamo compiuto questa scelta. Ci adegueremo a pareri o ad ordinanze nazionali solo se la condizione sanitaria sarà coerente a sostenere la riapertura. Mi hanno riferito che oggi hanno fatto un ricorso per la riapertura, mentre molte famiglie e molti studenti sono invece preoccupati e ci scrivono di tener chiuse le scuole. Vogliamo capire se riaprendo le scuole il rischio aumenta o se resta uguale, certo non diminuisce!”, ha concluso.

 

 

Silvia Moscati

Niente più assenze ma solo presenze, sembra preistoria la bruciata o la bigiata per latitare dalla verifica o da quella Prof. che, chissà perché, sembrava avercela con te. Qui comanda il wifi e la distanza è siderale, compagni di scuola con la barba che spunta e chi li vede più, al massimo una storia sull’Insta. Lucia Azzolina, rossetto carminio d’ordinanza, oggi marcia con gli studenti e ammette che l’orizzonte temporale ha fallito. I mesi dovevano essere 3 o poco più e parla di black-out della socialità e di disgregazione, sbalzi d’umore e dispersione scolastica. Tute come divise d’ordinanza, ciabatte che tanto non si vedono e tanta lontananza. Fibra che cade quando serve e giga ad oltranza, ma forse l’intervallo defatigante è quello che manca di più, come la campanella e il bidello amico. Dai che lo zainetto è pronto, come il compagno di banco, chissà come sarà.

 

Instacult di Mauro Lama

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un nuovo intervento a firma di Luigi Giovannini sull’assalto avvenuto pochi giorni fa a Capitol Hill e sull’attuale situazione scolastica italiana

 

E così il 6 gennaio scorso Capitol Hill è stata assalita: non è il caso di entrare in particolari già commentati e documentati da giornali e Tv, ma bisogna prendere atto che il potere economico è oggi talmente prevalente sulla politica, da determinare non solo i risultati elettorali, ma da indurre anche l’eletto di turno a esercitare il proprio potere con decisioni persino arroganti e presuntuose, come se la nomina ottenuta fosse libera da qualsiasi controllo e garantisse una salvifica immunità.

 

Trump non è stato il primo e non sarà certamente l’ultimo politico a perseguire con particolare accanimento determinati traguardi, ma è stato il più scomposto, tanto che l’America è scivolata inevitabilmente ai limiti della democrazia, la cui fisiologica fragilità è stata recentemente documentata anche dalle vicissitudini di Hong Kong, ma in pochi hanno colto l’allarme.

 

Devo dire che non condivido le diffuse ammirazioni per una società legata ai richiami della frontiera e preferisco di gran lunga gli equilibri politici europei che, con tutte le loro contraddizioni, esprimono attenzioni sociali a mio avviso del tutto dovute, ma l’intrinseca debolezza democratica meriterebbe anche da noi continue riflessioni, per evitare di affidare vittorie elettorali e influenze politiche a narcisisti o affaristi che poi, naturalmente, passano all’incasso.

 

Perché è indubbio che forti contraddizioni coinvolgono da anni anche la politica italiana e infatti nasce da dissennate decisioni anche il livello del nostro debito pubblico che al 31 dicembre 2019 (ante Covid quindi) era arrivato a 2.409 miliardi di euro unicamente per soddisfare le spese correnti del vincitore politico di turno, impegnato a far vivere gli elettori al di sopra delle loro possibilità, addossando però – e senza alcuna remora – l’immancabile rimborso alle generazioni future: negli ultimi trent’anni, solo i due governi Prodi si sono distinti per una meritoria assenza in questa dissennata gara.

 

Ma un insistente esercizio di potere si manifesta pure nell’espressioni linguistiche, che identificano le recenti iniziative europee non con il dovuto termine di “next generation eu”, ma con la più disponibile e deviante espressione di “recorery fund”, bersaglio di furiose battaglie politiche proprio perché – in quanto fondo – è ritenuto possibile soddisfacente oggetto degli appetiti economici dei partiti e dei loro supporters, mentre il next generation identifica, senza alcun dubbio, scopi e beneficiari: per ostacolare quindi il cambiamento di marcia e di obiettivi europei, si cerca di azzoppare un governo proteso – pur con immancabili errori – a seguire la nuova strada in favore dei prescelti destinatari.

 

E così, invece di concentrarci per migliorare il piano esistente che deve essere approvato dall’Europa entro il prossimo 30 aprile 2021, viene imputato al governo l’accentramento gestionale dei 209 miliardi, indicando in alternativa la restaurazione di nuove concertazioni con sindaci, sindacati e associazioni di categoria, il tutto arricchito dall’indicazione di definiti progetti costruttivi assolutamente irrinunciabili, perché evidentemente già politicamente venduti.

 

Credo che nei momenti di cambiamento molte cose siano proponibili, ma i carrozzoni indicati e i conseguenti obiettivi clientelari non hanno mai portato alcun beneficio ai cittadini italiani, tant’è che i governi passati, i cui protagonisti sono oggi decisamente attivi nelle critiche, non sono stati assolutamente in grado di utilizzare le risorse europee disponibili, visto che dal 2014 al 2020 dei fondi strutturali di 72,4 miliardi a noi spettanti, al giugno scorso ne era stato utilizzato solo il 40%.

 

Non so se Conte stia governando meglio o peggio dei suoi predecessori, ma è comunque del tutto impensabile che il responsabile di un sistema aziendale – anche se decisamente particolare come uno Stato – riservi a persone estranee al gruppo dirigente la guida e la gestione di progetti assolutamente delicati: è chiaro comunque che il Governo deve procedere informando la maggioranza e il Parlamento sia delle sue scelte, che del suo procedere e, naturalmente, ne risponderà.

 

E poi c’è la scuola e il Corriere dell’altro giorno ci ha informato che 3 insegnati su 4 non intendono, nella situazione data, tornare in cattedra e subito molti politici si sono mossi contro gli indirizzi governativi che su questo argomento si sono sempre espressi a favore di un’urgente ripresa delle lezioni in presenza: sembra che in questo Paese tutte le attività debbano ripartire ma non la scuola, probabilmente perché gli studenti non votano, e non sono quindi destinatari di alcun vendibile o incrementabile ristoro: morale, non interessano.

 

Purtroppo oggi non c’è alcun referendum e così, nel chiuso delle stanze del potere e al riparo quindi da un secondo 40 a 60, chi ha un faticoso 11% di gradimento popolare, soffia sul fuoco per interrompere il cammino di chi ne riscontra il 60, e questa dannata prova muscolare viene espressa contando su forze che in America hanno portato all’assalto di Capitol Hill e che da noi assecondano da un lato la crescita di condizioni economiche sempre più floride e sempre più esclusive e, dall’altro, la diffusione di una povertà sempre più profonda.

 

Desidero chiudere con alcune riflessioni sulla qualità dell’informazione italiana che, distraendoci dalla delicatezza della situazione e dei problemi in campo, ogni giorno ci aggiorna con estrema insistenza dei ritardi italiani su qualsiasi problema di interesse europeo: e così si afferma che siamo ultimi nella distribuzione del vaccino, quando invece i dati ci danno al secondo posto dietro alla Germania, e così dallo scorso settembre viene denunciato un irrecuperabile ritardo governativo nei progetti da presentare in sede comunitaria, quando – e ancora invece – il commissario al bilancio Ue Johannes Hahn il 18 dicembre scorso ha affermato che l’Italia non è in ritardo e “ha già mandato una bozza di piano di riforme che ora la Commissione analizzerà”.

 

Quali siano gli obbiettivi di queste distorcenti informazioni non lo so, ma chissà che le attuali dure, paralizzanti e pretestuose polemiche politiche non finalizzino anche risultato “ritardo” e così la nostra informazione potrà sentirsi pure preveggente.

 

 

Luigi Giovannini

Il nostro affezionato lettore Mario Cimarosti, già narratore di uno straordinario viaggio nelle terre d’Oriente, ci regala uno splendido videoclip per far viaggiare una persona a noi cara e/o appassionata di cultura e di lettura, nonostante il periodo di confinamento in casa.

 

Cimarosti ci rende inoltre partecipi di una splendida e grandiosa soddisfazione: il suo libro “Ai confini dell’Asia” è stato promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, insieme al Ministero dell’Istruzione, per essere un volume da leggere nelle scuole italiane quale elemento di condivisione e abbattimento di ogni forma di pregiudizio tra i popoli del mondo, per me una grande soddisfazione che voglio condividere con voi.

Complimenti Mario, con le tue parole saprai sicuramente emozionare gli alunni d’Italia!

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa a firma dell’organizzazione no-profit Polis Pro Persona in merito alla situazione scolastica attuale

 

“È urgente cambiare la legge di stabilità 2021 perché la libertà più grande è quella di educare”. È l’appello lanciato da oltre 70 associazioni no-profit (Comitato Polis Pro Persona). “Solo nell’ultimo periodo censito sono 143 gli istituti scolastici paritari che hanno chiuso e quasi 28mila gli studenti che hanno perso la loro scuola, mentre in altri casi la crisi rende ancor più care per le famiglie le rette”. “Qualcuno vuole forse trasformare la scuola libera in scuola di classe, riservandola ai soli ricchi?”. “Inoltre – continuano proprio nella giornata dedicata ai disabili – per i diversamente abili le paritarie troppo spesso sono ormai costrette a costi inarrivabili. Una situazione insostenibile, che però può essere ancora modificata intervenendo sulla legge di Bilancio 2021 con alcuni emendamenti mirati, proposti a tutti i gruppi parlamentari da Agorà per la parità e da USMI-CISM”.

 

Sul tema, le associazioni hanno organizzato un web-pressing dal titolo “PER IL FUTURO DELLA LIBERTÀ DI EDUCAZIONE” tenutosi questo pomeriggio, al quale è intervenuta un’ampia rappresentanza del mondo scolastico paritario, per un confronto con quasi tutti i gruppi della Camera dei Deputati: Suor Anna Monia Alfieri (ALTIS-Univ. Cattolica-USMI), Anna Ascani (viceministro dell’Istruzione, con video), Paola Binetti (Udc), Maria Elena Boschi (Italia Viva), Piero Fassino (Pd), Stefano Fassina (Leu), Padre Luigi Gaetani (USMI-CISM), Mariastella Gelmini (FI), Paola Frassinetti (Fratelli d’Italia), Giancarlo Giorgetti (Lega), Virginia Kaladich (FIDAE), Stefano Lepri (Pd), Maurizio Lupi (Misto), Luigi Morgano (FISM), Maria Rachele Ruiu (membro Fonags), Gianluca Rospi (Misto). Introduce DOmenico Menorello. Coordina Giancarlo Loquenzi, giornalista.

 

“L’originalità e l’eccellenza delle scuole pubbliche paritarie sono un patrimonio per tutti” premettono. “Per questo, vogliamo sostenere la libertà di scelta educativa delle famiglie” -spiegano le associazioni, che propongono- “la detraibilità integrale delle rette corrisposte alle scuole paritarie di ogni ordine e grado per il servizio scolastico erogato, con un tetto di spesa di 5.500 euro annuo ad alunno, in modo da salvaguardare il pluralismo scolastico e avere un sistema più equo e di qualità”.

 

Tra gli emendamenti voluti alla legge di Bilancio, in discussione alla Camera dei Deputati, figura la “costituzione di un fondo nazionale di dotazione per il funzionamento delle scuole paritarie dell’infanzia in convenzione con il Ministero dell’Istruzione”. Vi è, poi, la richiesta di “confermare, anche nel bilancio 2021, il contributo straordinario erogato alle scuole paritarie per far fronte all’emergenza Covid-19”, e la domanda di “esonerare dal pagamento di qualsiasi tipologia di imposta e tributo locale dovuto relativi al periodo dello stato di emergenza deciso per fronteggiare la diffusione del virus”.

 

“Gli emendamenti proposti – chiosa il Comitato Polis Pro Persona – suggeriscono di estendere gli incentivi per l’efficientamento energetico, il sisma bonus e quello fotovoltaico per intervenire nel miglioramento e nella messa in sicurezza degli immobili adibiti ad attività educative e scolastiche posseduti o detenuti da enti senza scopo di lucro che gestiscono scuole paritarie”.

 

Last but not least, con particolare forza il mondo no profit denuncia l’urgenza di misure a sostegno della disabilità, per garantire uguali opportunità di accesso al sistema scolastico nazionale di istruzione senza alcuna discriminazione economica”.

 

“Sono più di 13.600 gli alunni con disabilità che frequentano le scuole paritarie” -affonda il Comitato Polis Pro Persona- “ma la disparità le spese annuali sostenute per ogni alunno che frequenta la scuola pubblica e quelle per chi è iscritto alle paritarie, alle quali è riservato appena l’11,7 per cento delle somme impiegate per le scuole statali, è semplicemente inaccettabile. Un divario accresciuto dal piano pluriennale che prevede l’assunzione di 25mila docenti di sostegno per la scuola pubblica statale, con uno stanziamento circa 6 miliardi euro per il periodo 2021-2028”.

 

“È una grave discriminazione, un vero e proprio diritto negato ai disabili nelle paritarie – aggiungono – impedire di fatto il docente di sostegno ad allievi svantaggiati, imponendo il costo alla famiglia o alle scuole paritarie, che per lo più non possono sostenerlo. Doveroso, quindi, incrementare il fondo già previsto per gli alunni con disabilità”.

La scuola in Italia non ha chiuso causa Covid e non ripartirà senza un intervento con la Legge di Bilancio, depositata nelle aule del Parlamento.

Come ci ha insegnato Rita Levi Montalcini, che ha fatto sua la frase di Kant “Sapere aude”, abbi il coraggio di conoscere. E il Covid ha imposto questo coraggio.

 

L’Istituto cooperativo di Tarzo mette in palio una borsa di studio del valore di 1.000 euro. L’iniziativa, che si svolgerà nell’estate 2021 e nell’anno scolastico 2021/2022, è rivolta ai giovani del territorio nati tra il 2002 e il 2006

 

Vivere all’estero e studiare le lingue straniere grazie al sostegno di Banca Prealpi SanBiagio. È questa la nuova iniziativa dello storico Istituto di credito cooperativo di Tarzo, nel cuore delle Prealpi trevigiane, che ha deciso di mettere in palio una borsa di studio del valore di 1.000 euro per un soggiorno trimestrale, bimestrale o estivo all’estero rivolto ai ragazzi più meritevoli del territorio. Il programma di scambio culturale si svolgerà nel corso dell’estate 2021 e dell’anno scolastico 2021/2022 e sarà portato avanti nel massimo rispetto dei protocolli di sicurezza anti-Covid e delle direttive sanitarie vigenti a livello internazionale.

 

L’iniziativa sarà promossa tramite l’associazione Intercultura onlus, una delle principali organizzazioni attive in Italia nel settore delle esperienze educative internazionali. Grazie ai suoi programmi di scambio, Intercultura favorisce da oltre 60 anni la cultura del dialogo e della contaminazione interculturale tra i giovani, promuovendo ricerche, programmi e progetti che aiutino le nuove generazioni ad aprirsi al mondo e a vivere da cittadini consapevoli e preparati in una società multiculturale.

 

Il bando è aperto a ragazze e ragazzi nati tra il 1° giugno 2002 e il 31 agosto 2006, iscritti al concorso Intercultura presso il Centro locale di Conegliano: un’occasione unica per uscire dai confini del proprio mondo e iniziare a esplorare e conoscere Paesi, culture, società e tradizioni anche molto diverse dalla nostra, in un percorso di crescita umana ed educativa che permetterà di sviluppare i propri orizzonti culturali, stringere nuove amicizie internazionali e acquisire le competenze necessarie per vivere consapevolmente il mondo contemporaneo.

 

«Partecipare a un programma di scambio organizzato con Intercultura è un’occasione di crescita umana straordinaria e un’esperienza davvero arricchente per i nostri ragazzi – ha detto Carlo Antiga, Presidente di Banca Prealpi SanBiagio – Per questo il nostro Istituto ha scelto di mettere in palio una borsa di studio per uno studente o una studentessa meritevole del territorio, affinché abbia l’opportunità di spiegare le vele verso la conoscenza del mondo e affrontare un periodo di studio all’estero. Questa iniziativa di Banca Prealpi SanBiagio coniuga così l’impegno nei confronti del mondo dell’educazione con la promozione della cultura e della conoscenza tra i giovanissimi».

 

Per partecipare al concorso è necessario presentare domanda d’iscrizione entro e non oltre martedì 10 novembre 2020.

 

Per maggiori informazioni è possibile consultare la pagina web www.intercultura.it/banca-prealpi-sanbiagio oppure rivolgersi a Sonia Dorigo, responsabile dei programmi di studio all’estero del Centro locale di Conegliano (+39 333.1016288) o ancora contattare Intercultura allo 0577.900001 oppure via e-mail a: [email protected].

Si è conclusa oggi, alla vigilia dell’inizio del nuovo anno scolastico 2020/2021, la distribuzione porta a porta, ad opera della Protezione Civile comunale, delle mascherine a tutti gli alunni iscritti all’istituto “L. Luzzatti” di Cimadolmo.

 

Durante l’estate, infatti, l’Amministrazione Comunale – in collaborazione con alcune Aziende del territorio – si è impegnata nella promozione di una bellissima iniziativa, quale segno di ripartenza scolastica in sicurezza.

 

Grazie al generoso contributo di CDM, La Tiesse, Acqua Design, Europiave e Lavanderia Piave, ogni alunno di età compresa fra i 6 e i 14 anni iscritto all’istituto ha così ricevuto in dono n. 3 mascherine protettive in tessuto colorato, lavabili e riutilizzabili, a tutela della propria (e altrui) salute, realizzate dalla Jetros di Maserada sul Piave.

 

La consegna porta a porta delle mascherine è stata accompagnata dalla lettera a firma del sindaco, Giovanni Ministeri, che ha concluso il suo messaggio rivolgendo a studenti, docenti, dirigente e personale scolastico i suoi più sinceri auguri di buon lavoro.

 

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