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“Lunedì 10 dicembre i bambini della scuola dell’infanzia ‘G. Rodari’ del Lido di Venezia potranno rientrare nella loro scuola rinnovata”: a dare l’annuncio è l’assessore comunale ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto.

 

Per le opere di ristrutturazione dell’edificio sono stati investiti oltre 200mila euro. “Grazie a questo intervento – ha spiegato Zaccariotto – ora la scuola sarà più funzionale rispetto alle varie esigenze dei piccoli allievi e del personale insegnante. Un ulteriore segnale del costante impegno e attenzione che questa Amministrazione ha dimostrato fin dal primo giorno nei confronti dell’edilizia scolastica”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’assessore regionale all’Istruzione del Veneto, Elena Donazzan, si esprime in merito alla decisione di un dirigente scolastico di Porto Tolle di non ammettere nella sua scuola il Vescovo di Chioggia e del Delta, Monsignor Adriano Tessarollo, commentando: “Trovo questa scelta assurda, illogica, figlia di un laicismo estremo e fazioso. Un Vescovo impegnato in una visita pastorale in un territorio, che aveva già incontrato istituzioni, lavoratori, famiglie, fedeli e non, non rappresentava di certo un pericolo per la laicità della scuola italiana. Questo dirigente scolastico ha arbitrariamente imposto la propria posizione, estromettendo da una scuola pubblica un alto rappresentate della Chiesa Cattolica: non sono state consultate le famiglie e non è stato valutato, nel complesso, cos’era più giusto per i giovani studenti”.

 

“La scuola è laica certo – aggiunge – ma non estranea al territorio, alla sua storia e alle sue tradizioni. Il Vescovo non veniva certo per procacciare nuovi fedeli, o discriminare altre religioni: le visite pastorali servono per raccogliere le necessità di un territorio e metterle al centro dell’azione della Diocesi. Ho scritto una lettera a monsignor Tessarollo per significargli la mia più sentita vicinanza: le ostilità nei confronti di chi rappresenta la Chiesa e la Sua tradizione non sono infrequenti, seppur purtroppo poco stigmatizzate. Il Vescovo resta punto di riferimento per la nostra società, che vuole essere anche una comunità educante nel segno di quella laicità che Benedetto Croce definì impossibile da allontanare dalla sua tradizione cristiana”.

 

“Spero che questo dirigente scolastico torni presto sui suoi passi, rimediando all’errore commesso promuovendo una nuova occasione di incontro” – conclude Donazzan.

L’Assessore Donazzan: “546 scuole hanno risposto al bando regionale. È la miglior risposta alla provocazione sensazionalista di Don Favarin”

 

“La risposta più bella alla provocazione di Don Favarin l’hanno data le scuole che hanno accolto l’iniziativa originale, voluta dal Consiglio regionale del Veneto con propria mozione lo scorso anno e tradottasi nella proposta della Giunta veneta concedere 250 euro alle scuole che avessero realizzato il presepe. Ben 546 scuole hanno concorso al bando indetto dall’Ufficio scolastico regionale del Veneto: di queste 281 sono statali, 247 paritarie, 18 i centri di formazione professionali”.

Così, Elena Donazzan, assessore regionale all’Istruzione e formazione, replica al post di don Luca Favarin, il sacerdote padovano che si occupa degli ultimi, che attraverso la propria pagina Facebook ha invitato quanti si sono schierati a favore delle nuove norme per l’accoglienza dei migranti a non fare il presepe a Natale, “per rispetto dei poveri”.

 

“Le scuole che hanno partecipato al concorso – prosegue l’assessore – hanno compreso che il presepe non è solo un simbolo legato al culto ma è una esperienza culturale, un messaggio di rispetto della tradizione nella quale viviamo, un modello di integrazione culturale anche per chi proviene da altre parti del mondo o professa un’altra religione. Realizzare il presepe è un evento che la scuola deve saper interpretare in un contesto educativo che vede le famiglie e la comunità locale vivere il Natale per quello che è, ovvero la nascita di Gesù.

Credo che don Favarin sia stato preda di un vizio tipo di questa società, il sensazionalismo – prosegue l’assessore – Una regola giornalistica dice che fa più notizia il padrone che morde il cane che il contrario. Un sacerdote che arriva a chiedere di non fare il presepe ha un unico obiettivo: quello di apparire. Non posso infatti pensare che abbia veramente inteso dire che fare il presepe è una ipocrisia: quale ipocrisia ci può esser nel costruire insieme la rappresentazione della nascita di Gesù, con le statuine di casa, in un momento di intimità familiare e scolastica?”.

 

Mi sembra, invece piuttosto ipocrita – conclude l’assessore – voler essere pauperisti per apparire. Forse il sacerdote dovrebbe rivedere il proprio messaggio”.

 

Di seguito la partecipazione delle scuole venete al bando regionale di contributo per la realizzazione del presepe.

 

“Che bella notizia apprendere che una bambina di 10 anni è riuscita da sola a vincere contro chi avrebbe voluto privarla del Natale. La sua purezza ha vinto contro il delirio ideologico di chi nella scuola non vorrebbe più neppure sentire il nome Gesù in una canzone natalizia”.

 

L’assessore regionale all’Istruzione, Elena Donazzan, commenta così la notizia della bimba che si è opposta alla cancellazione del nome di Gesù dalle canzoni natalizie della sua classe.

 

“Mi chiedo sempre – aggiunge – quale terribile infanzia abbiano avuto coloro che, nati e cresciuti qui in Veneto o in Italia, non ricordino l’emozione provata da giovani nel fare il presepe in famiglia. In tal senso sono commossa anche per il gesto compiuto dal consigliere regionale Michieletto che ha voluto donare un presepe alla scuola di Favaro, nel veneziano, affermando che anche i bimbi di quella scuola avessero il diritto di festeggiare il Santo Natale e, aggiungo io, non fossero costretti a rinunciarci per un delirio laicista”.

 

“Il successo ottenuto dal bando promosso dalla Regione del Veneto a favore dei presepi nelle scuole (più di 500 domande a fronte delle 184 finanziabili) – conclude l’assessore Donazzan – ci dimostra che le scuole che non negano il Natale sono la stragrande maggioranza”.

Ricordare e celebrare, con un pizzico di malinconia, gli insegnanti che hanno formato centinaia di giovanissimi studenti nel corso degli anni a Mogliano Veneto: questo il senso dell’incontro di sabato 1° dicembre, alle ore 17, presso la Sala del Consiglio Comunale di Mogliano in Piazza dei Caduti.

 

All’evento parteciperanno i maestri e le maestre storiche del comune Nandino Cadamuro, Renata Chinellato, Giuliana Gandin, Elena Soci e Toni Boldrin.

 

A introdurre la serata Lucio Carraro, maestro e scrittore. Interverranno inoltre il sindaco di Mogliano Veneto, Carola Arena, e il presidente dell’associazioneMojan“, Agostino Zanardo.

 

 

 

 

“La Fenice va a scuola” è l’iniziativa che vuole promuovere la conoscenza e l’amore per la musica classica portandola negli istituti scolastici e nelle chiese della città.

 

L’orchestra d’archi del teatro veneziano, diretta dal Maestro Marco Paladin, si è esibita ieri mattina nella chiesa di Santa Maria del Suffragio ad Asseggiano, alla presenza degli alunni della scuola primaria “Ivano Povoledo”, accompagnati dagli insegnanti e dai genitori. A portare il saluto dell’Amministrazione comunale, le consigliere Barbara Casarin e Francesca Rogliani.

 

“Non esiste musica facile o musica difficile, – ha esordito Casarin nel portare i saluti del sindaco Brugnaro – c’è solo musica, che tutti possiamo apprezzare. Come Amministrazione comunale continueremo a promuovere iniziative come questa, che mettono a disposizione delle città di Venezia le eccellenze del nostro territorio come il Teatro la Fenice”.

 

I prossimi appuntamenti della rassegna in programma questa settimana sono:

– domani, venerdì 30 novembre, alle ore 10, alla scuola primaria “San Giuseppe Caburlotto” del Terraglio, dove in rappresenta dell’Amministrazione comunale ci sarà il consigliere delegato all’Innovazione e alla Smart city Luca Battistella, e alle ore 20.45, nella chiesa Vecchia Madonna della Salute a Catene, alla presenza della consigliera Chiara Visentin;

– domenica 2 dicembre, alle ore 17 alla scuola Loredan di Pellestrina dove a dare il benvenuto a nome del Comune di Venezia sarà il consigliere delegato alle Isole Alessandro Scarpa “Marta”.

Nuovi indirizzi scolastici e nuovi percorsi formativi nel sistema scolastico regionale: la Giunta regionale del Veneto ha approvato – su proposta dell’assessore alla scuola Elena Donazzan, il piano dell’offerta formativa per il prossimo anno scolastico. “Entrano nel panorama degli istituti veneti nuovi corsi – sottolinea l’assessore – che sostituiscono qualifiche a esaurimento e incrociano le nuove domande delle aziende e del mercato del lavoro, in particolare quelle legate all’economia ‘green’ e alle figure specializzate nella gestione delle acque e nel risanamento ambientale. La nuova programmazione dei corsi e degli indirizzi è frutto di un ampio lavoro di ricognizione e di confronto con l’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto e con gli enti locali, che tiene conto delle esigenze e delle risorse del territorio, della sostenibilità del sistema formativo e del raccordo con il mondo del lavoro”.

 

Tra le novità, nuovi indirizzi formativi per tecnici ambientali, dell’acqua e del risanamento dell’ecosistema saranno attivati in Veneto in quattro diverse province: a Este (Padova), nell’istituto di istruzione superiore Atestino, a Vittorio Veneto (Treviso), nell’istituto superiore “Città della Vittoria”, a Mestre (Venezia) presso la sede dell’Ipsia “Edison Volta”, e a Verona, presso l’Istituto superiore Ferraris-Fermi di via del Pontiere.

 

Sempre tra le novità che partiranno con il prossimo anno scolastico, sono da segnalare anche l’attivazione del nuovo indirizzo per tecnico dei trasporti e della logistica nell’istituto tecnico statale per geometri “Carlo Scarpa” di San Donà di Piave, come articolazione dell’istituto superiore Mattei, e del liceo ad indirizzo sportivo nell’istituto superiore Stefanini di Mestre. In provincia di Verona, l’Istituto professionale di Stato Medici di Legnago dal prossimo anno scolastico avrà anche l’indirizzo per tecnici agrari, agroalimentaristi e dell’agroindustria.

 

Infine il piano dell’offerta formativa 2019-2020 conferma in Veneto la prosecuzione delle sperimentazioni quadriennali per ‘relazioni internazionali per il marketing’ nell’istituto tecnico Girardi di Cittadella, di informatica e telecomunicazioni nell’’istituto superiore “Carlo Anti” di Villafranca di Verona, e di scienze applicate nei licei ‘Brocchi’ di Bassano del Grappa e ‘Lioy’ di Vicenza.

“Bene fa il presidente della sesta commissione consiliare ad aver sollevato questa incongruenza: abolire la prova di storia dall’esame di maturità e ridurre lo studio della storia a scuola a materia secondaria significa recidere le radici di una nazione e di un territorio, svilire le persone stesse nella loro capacità critica. Cancellare la prova scritta di storia appare peraltro incoerente con la scelta del ministero di condividere con la Regione Veneto un ulteriore approfondimento della storia locale, nelle scuole di ogni ordine e grado, così come sancito dal recente protocollo siglato tra il presidente Zaia e il ministro Bussetti”.

 

L’assessore regionale all’Istruzione e Formazione Elena Donazzan condivide lo sconcerto e la preoccupazione espressi da Alberto Villanova, consigliere regionale e presidente della commissione Scuola e cultura del Consiglio veneto, in merito alla decisione della commissione ministeriale di eliminare la traccia storica nella prima prova scritta dell’esame di Stato.

 

“Più storia e più conoscenza e rispetto della storia equivale a dare più forza alla cultura e all’identità – ribadisce l’assessore –  anche nei confronti di coloro che, attraverso l’integrazione a scuola e lo studio della storia, possono conoscere il passato, la nazione e il territorio di chi li accoglie e riconoscersi quindi in una identità nuova”.

 

Trovo gravissimo – conclude Donazzan – che si derubrichi la storia proprio nei giorni in cui si dovrebbe celebrare, con il massimo della consapevolezza istituzionale, la fine della Grande Guerra, l’affermazione dell’unità d’Italia e la conclusione di un centenario che ha visto la storia protagonista nelle scuole. Che il ministero torni indietro, per carità di patria e per rispetto della cultura!”.

Con l’arrivo dell’autunno e la ripresa della scuola, spesso arrivano anche le prime difficoltà nella gestione degli impegni quotidiani per le famiglie. La situazione può aggravarsi se ad aggiungersi sono anche gli scioperi scolastici, che spesso costringono le famiglie a trovare soluzioni “last minute” per i propri figli.

 

Per questo la Polisportiva Mogliano ha dato vita a “Sos Polisportiva Scioperi”, un’opportunità rivolta ai ragazzi per trascorrere una giornata di sport e altre attività ludiche, sotto la supervisione di un nutrito staff di tecnici e allenatori.

 

Per iscriversi non è richiesta alcuna prenotazione; sarà sufficiente recarsi alla palestra di Villa Torni e chiedere delle insegnanti Mara e Marica, pronte ad accogliere i ragazzi dalle 7.30 del mattino fino alle 16.30 del pomeriggio.

 

Il costo della singola giornata è di 40 euro, comprensivi di mensa.

 

Per maggiori informazioni è possibile contattare le insegnanti ai numeri 349.7710875 (Mara) e 339.2569794 (Marica).

 

Si è conclusa oggi, alle scuole Vespucci e Dante, l’accoglienza del sindaco agli studenti del Pedibus nelle otto scuole moglianesi che hanno aderito. Quasi 300 studenti iscritti e 118 accompagnatori i dati in crescita del  Pedibus di quest’anno scolastico

 

“Si autorizza il possessore di questo patentino a circolare a piedi, purché si ricordi sempre di rispettare le Regole della Strada”: questo il breve testo del Patentino che ciascuno degli studenti iscritti al Pedibus ha ricevuto nella giornata di inaugurazione dell’iniziativa tenutasi in ogni scuola aderente al progetto.

 

Per dare evidenza a quanto l’Amministrazione creda in questo progetto e nei suoi messaggi educativo-ambientali, in occasione del nuovo anno scolastico il sindaco Carola Arena e il vicesindaco e assessore alle Politiche educative Daniele Ceschin, hanno accolto, di scuola in scuola, i bambini del Pedibus al loro arrivo, per cantare con loro l’inno del Pedibus e ringraziare tutti coloro che lo rendono possibile.

 

“Questo progetto nacque alcuni anni fa, con fasi di partecipazione altalenanti. In questi quattro anni abbiamo voluto dare impulso a questa buona prassi incoraggiando la partecipazione. I risultati si vedono e siamo soddisfatti della crescente diffusione: le nostre scuole primarie hanno ormai quasi tutte aderito, sono aumentate le iscrizioni degli studenti e il numero degli accompagnatori. Come Amministrazione, il nostro impegno è anche quello di rendere le strade della nostra città più sicure. Quest’anno, i piccoli cittadini e i loro accompagnatori  potranno avere a disposizione un maggior numero di percorsi protetti, grazie anche all’ampliamento della rete delle piste ciclopedonali” ha commentato il sindaco Carola Arena.

 

Sono 284 gli alunni che risultano partecipanti ad oggi ma con iscrizioni ancora in corso e in aumento, mentre gli accompagnatori sono 118.

 

Otto le scuole primarie aderenti al progetto, con il coordinamento delle dirigenti scolastiche e delle insegnanti degli istituti comprensivi “Nelson Mandela” e “Marta Minerbi”: Anna Frank, Collodi, Dante, Olme, Piranesi, Valeri, Verdi e Vespucci.

 

“I bambini del Pedibus si divertono nel tragitto che percorrono tutti assieme, hanno la possibilità di guardare con sguardo più attento la loro città e allo stesso tempo imparano moltissimo: dal rispetto per l’ambiente a quello delle regole del codice della strada, dallo stare in compagnia all’utilità del movimento per la loro salute. Proprio tenendo conto dei dati in crescita del Pedibus, ci sentiamo di lanciare un appello a genitori o volontari ad ampliare il numero degli accompagnatori e contribuire a rendere fattibile una sempre maggiore diffusione di questo modo socievole, ecologico e salutare d’andare a scuola in allegria”, ha sottolineato il Vicesindaco e Assessore alle politiche educative Daniele Ceschin.

 

Il progetto Pedibus è un modo sano, sicuro, divertente ed ecologico per andare e tornare da scuola. I “passeggeri” dell’autobus sono gli alunni che effettuano insieme il percorso casa-scuola accompagnati da due o più adulti. Il progetto è stato attivato con una o più linee nei diversi plessi e alla sua realizzazione contribuisce la collaborazione della rete provinciale dei Pedibus trevigiani, dell’Ulss 2 e della società Veritas che fornisce le pettorine ai bambini, ma soprattutto di docenti e genitori che hanno dato la propria disponibilità.

 

Mogliano aderisce alla rete dei Pedibus della provincia di Treviso, partita in via sperimentale con una sola linea e 14 bambini nel 2005, e vanta oggi oltre 2500 partecipanti con più di 150 linee attive in scuole primarie dei 45 comuni firmatari il protocollo d’intesa con Ulss, scuole e soggetti pubblici e privati.

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