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In Veneto, un ragazzo su 9 abbandona la scuola, con al massimo la licenza di terza media in tasca. I dati forniti dall’Ufficio scolastico regionale dimostrano che in Veneto il fenomeno dei ‘drop-out’, vale a dire degli abbandoni precoci dell’istruzione o formazione scolastica senza aver raggiunto un titolo di studio secondario, è meno accentuato della media nazionale.

 

L’Istat nel rapporto Sdgs 2019 reso noto oggi ha rilevato che nel 2018 il 14,5% dei ragazzi di 18-24 anni ha abbandonato gli studi con al più la licenza media, pari a uno su 7. L’uscita precoce dal sistema di istruzione e formazione è aumentata negli ultimi due anni, tornando così ai livelli del 2015, e riguarda soprattutto le regioni del Mezzogiorno e i maschi.

 

Fenomeno meno accentuato rispetto alla media nazionale, “ma c’è ancora molto da lavorare”

“In Veneto la situazione è migliore, soprattutto se guardiamo al livello di competenze che gli allievi raggiungono – commenta l’assessore regionale all’Istruzione e Formazione – ma non siamo soddisfatti. Gli studenti di terza superiore che non raggiungono la sufficienza in Veneto sono 28 su 100, mentre la media nazionale è del 34,3%. Gli ‘insufficienti’ nelle  competenze alfabetiche in Veneto sono 28 su 100, sei punti in meno della media nazionale (34,3%), mentre nelle competenze matematiche a non raggiungere la sufficienza sono 32 su 100, a fronte di una media nazionale del 40,1% dei giovani. Anche la percentuale dei giovani laureati in Veneto è superiore a quella del resto del Paese: il 32% dei giovani di 30-34 anni è laureato o ha un titolo terziario, mentre la media nazionale non arriva al 28 %”.  

 

“Questi dati tuttavia non sono certo entusiasmanti, specie se paragonati agli altri Paesi europei – prosegue l’assessore – Per questo la Regione Veneto sta investendo, e molto, sul potenziamento delle lingue straniere grazie ai progetti finanziati con il Fondo sociale europeo, che permettono ai nostri studenti di andare all’estero anche attraverso l’alternanza scuola lavoro”.

 

“Dobbiamo fare una seria riflessione sull’insegnamento della matematica e delle materie scientifiche nella scuola, uno dei maggiori punti critici nella didattica scolastica – aggiunge l’assessore – Occorre investire su preparazione didattica e motivazione dei docenti e su metodologie diverse di insegnamento. Consapevoli, tuttavia, che la Regione, se per il rafforzamento delle competenze linguistiche può fare ricorso ai fondi e ai programmi del Fondo sociale europeo, non ha invece né risorse nè strumenti per intervenire sul potenziamento delle competenze scientifiche nella scuola”.

 

“Ancora una volta – conclude – si dimostra l’utilità, o meglio la necessità, di una maggiore autonomia regionale nella scuola, per adeguare percorsi e profili ai bisogni didattici dei nostri giovani e alle esigenze della società e del mondo del lavoro”.

“È incredibile che a distanza di mesi questo caso non si sia ancora risolto. La Regione deve garantire il diritto allo studio a tutti, fornendo il sostegno necessario per assolvere l’obbligo scolastico”. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, torna sulla vicenda della bambina affetta da disprassia, un disturbo della coordinazione motoria che causa il blocco dei muscoli facciali e l’impossibilità di parlare, che frequenta un istituto scolastico comprensivo a Paese. E lo fa presentando una nuova interrogazione.

 

Zanoni e Lorenzetto: “La Regione mantenga gli impegni e garantisca  il diritto allo studio”

“Come ha denunciato la mamma, ha bisogno di un assistente che conosca la Lis (Lingua italiana dei segni), ma al momento il servizio è scoperto. La Regione rispetti gli impegni – protesta Zanoni – Lo scorso 24 ottobre avevo presentato un’interrogazione e il 5 febbraio la Giunta aveva garantito che il caso sarebbe stato risolto con l’affidamento a una cooperativa di Marghera, che aveva vinto la gara indetta da Azienda Zero, il servizio di mediazione alla comunicazione, in modo da assicurare la ‘copertura’ non solo per il periodo scolastico, ma anche per le attività estive, fino al 31 luglio. Invece dalla scorsa settimana il problema si è riproposto tale perché manca il mediatore e la bambina resta parcheggiata in classe per otto ore. Non è possibile che non si riesca a trovare una soluzione”, protesta in chiusura il consigliere democratico trevigiano, sottolineando come sulla vicenda si sia mossa anche l’Associazione sordi del Veneto che ha annunciato un esposto-denuncia alla Procura della Repubblica.

 

“Esprimo tutta la mia solidarietà alla famiglia e in particolare alla mamma che si sta battendo come una leonessa per far avere alla figlia quello che è un suo diritto – aggiunge poi Rosella Lorenzetto, candidata a sindaco di Paese per la coalizione di centrosinistra – L’istruzione e l’integrazione sono elementi fondamentali per affrontare la vita con serenità e fiducia.  Mi chiedo perché una famiglia che si trova a gestire una disabilità debba lottare cosi per avere ciò che le spetta”.

Si è svolta a Mestre la cerimonia di premiazione della seconda edizione del concorso “La cultura della legalità e l’impegno dei giovani per la sua promozione”.

 

Promosso dalla Regione e dall’Ufficio scolastico regionale del Veneto, il concorso è rivolto agli studenti delle classi terze, quarte e quinte degli istituti superiori veneti.

 

“Attraverso la realizzazione di questo progetto – ha sottolineato l’assessore alla Sicurezza della Regione del Veneto – si riafferma la necessità di continuare tutti a tenere alta la guardia. Un invito rivolto in particolare ai giovani, veri protagonisti di una società libera, sana e coesa”.

 

L’iniziativa ha origine da un’innovativa legge regionale del 2012 e ha lo scopo di stimolare gli studenti a formulare proposte per far crescere la consapevolezza dei gravi pericoli rappresentati dal crimine organizzato e mafioso e dalla corruzione e per favorire la cultura della legalità e della cittadinanza responsabile.

 

Gli istituti premiati

In questa edizione sono stati premiati:

• Liceo “Alvise Cornaro” (provincia di Padova)
• Liceo classico linguistico musicale “A. Pigafetta” (provincia di Venezia)
• ITS “Ceccato” (provincia di Vicenza)
• IS di Feltre (provincia di Belluno)

• Liceo Scienze Umane “Duca D’Aosta (provincia di Padova)
• IPSEOA “Pietro Abano” (provincia di Padova)
• IPS “G.Medici” (provincia di Verona)
• ITIS “Ceccato” (provincia di Vicenza).

Appuntamento sabato 13 aprile in Piazza Caduti, dalle 9.00 alle 12.30

 

Studenti e studentesse delle scuole moglianesi saranno protagonisti, sabato 13 aprile, dell’annuale appuntamento con il Social Day, l’evento che vuole condividere con la città il percorso fatto durante l’anno sui temi dell’impegno civile e della crescita nella comunità cittadina e raccogliere fondi da destinare al sostegno di progetti per i diritti dei minori in Sudamerica, tramite NATSsper Onlus.

 

Quest’anno, oltre alla Mostra delle attività del CCR, ci sarà un mercatino della solidarietà a cura delle scuole Olme, Vespucci, Frank, Piranesi, Dante e Hack, dove saranno venduti a scopo benefico libri, giocattoli, piantine, e oggetti prodotti dai bambini.

 

   

 

Saranno inoltre allestiti un’area giochi, uno spazio per laboratori di decorazione uova, pupazzi in calzini, laboratori di cartotecnica, braccialetti e oggetti di legno promossi dal CEIS, laboratori creativi promossi dall’associazione Il Castello, un banco di vendita dolci, danze e animazioni, con la Junior Band.

 

Gli studenti delle scuole Olme, Vespucci, Piranesi e Dante saranno anche protagonisti del “racconto” dei tre anni di Mogliano Mangia Bene, un percorso di promozione della cultura della buona alimentazione, che ha coinvolto tutte le scuole. Un progetto “immaginato”, concretizzato, condiviso con tutti gli stakeholders, studenti e loro famiglie, insegnanti, cittadini, commercianti, per promuovere, nell’alimentazione, scelte consapevoli, rispetto delle stagionalità, scelta di prodotti a “chilometro zero”, menù diversificati, conoscenza di frutta e ortaggi.

 

Il progetto sarà illustrato con cartelloni prodotti dagli stessi studenti, laboratori sulla biodiversità e per la realizzazione di segnalibro, ricette a chilometro zero, percorso sensoriale, i giochi della ruota degli alimenti e il Cavolgioco.

 

Collaborano alla buona riuscita dell’evento, oltre all’associazione NATSper, anche Soms, associazione Il Castello, Punto solidale, Leva Civile, GAS, CAIS Treviso e Junior Banda Gruppo Musicale Città di Mogliano.

Una lezione-spettacolo di 50 minuti con un testo teatrale – tratto dal romanzo della scrittrice danese Janne Teller – accompagnato dal commento dello strumento musicale; è il progetto “La catena del branco”, pensato per ‘leggere’ la violenza del branco e comprendere anche emotivamente che cos’è il bullismo.

 

 

Portato in scena dal Theama Teatro di Vicenza e finanziato dall’assessorato all’istruzione e formazione della Regione Veneto, che si concluderà il 9 aprile; il tutto con un totale di 43 performance in una trentina di istituti scolastici coinvolgendo 4000 studenti e 2000 docenti. Alla lezione-spettacolo, in programma presso l’istituto alberghiero Leon Battista Alberti di Abano Terme,  ha partecipato anche l’assessore regionale alla scuola.

 

 

“L’aggettivo più usato dai ragazzi nel commentare lo spettacolo è ‘verosimile’. Il che ci fa rendere conto della diffusione della problematica del bullismo in una dinamica di branco. Ho voluto sostenere questa trasposizione teatrale di un testo che ha fatto molto discutere l’Europa intera, perché il linguaggio dello spettacolo dal vivo non solo coinvolge i ragazzi, ma li rende anche protagonisti diretti”.

 

 

Queste le parole dell’assessore. “Serve infatti che  i nostri giovani si rendano conto di essere dentro una catena di violenza che può essere interrotta. E per interromperla c’è bisogno di dialogo, soprattutto con gli adulti”.

 

 

Commentando la presenza delle classi prime dell’istituto Alberti di Abano, dove si è verificato l’episodio dell’insegnante coinvolta nei tafferugli a Padova, l’assessore ha sottolineato la sensibilità del corpo docenti della scuola nel preparare i ragazzi ad affrontare la problematica del bullismo e l’autodisciplina degli studenti; questi prima dello spettacolo hanno consegnato i cellulari per ritirarli solo al termine.

 

 

“Avevo previsto di partecipare a questo presentazione venti giorni fa e mi è parso più che opportuno venire e ribadire che la Regione è a fianco della scuola, innovativa nella didattica e pronta ad aderire a percorsi formativi sostenuti dalla Regione come le recenti Giornate dello sport, nonché della stragrande maggioranza dei docenti che, con grande rispetto per il propri ruolo educativo, non devono essere messi in discussione rispetto ad un episodio isolato”. Commenta l’assessore tornando sull’episodio che ha portato l’Alberti al centro delle cronache cittadine e nazionali.

Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani vuole evidenziare i dati negativi che attualmente si registrano in Italia inerenti all’andamento demografico:

• calo delle nascite;

• aumento dell’indice di vecchiaia;

• trasferimenti verso il Nord (previsione di 1,1 milioni di individui in meno che si sposteranno verso il Nord nel periodo 2020 – 2065).

 

 

L’ISTAT ha segnalato che “nel Mezzogiorno ci sarà la riduzione più rilevante della quota di giovani fino a 14 anni di età: da circa il 14% nel 2017 all’11% nel 2065, con la possibilità di scendere anche sotto il 9 per cento. Mentre al Centro e al Nord si dovrebbe restare comunque intorno al 10-15 per cento”.

 

Attualmente, dalle previsioni sui trasferimenti, scarse saranno le possibilità per un docente di poter rientrare nella sua città di residenza (alcune classi di concorso come l’A046 – discipline giuridiche ed economiche continueranno a far registrare tassi nulli). Tale situazione è dovuta da un lato alle basse quote fissate a tale tipologia di mobilità, dal momento che solo il 50% dei posti vacanti e disponibili sono assegnati ai trasferimenti, con una ripartizione del triennio così suddivisa: 2019-20: 40 % ai trasferimenti interprovinciali e 10% ai passaggi; 2020-21: 30% ai trasferimenti interprovinciali e 20% ai passaggi; 2021/22: 25% ai trasferimenti interprovinciali e 25% ai passaggi; dall’altra alla riduzione delle fasce giovani e del trasferimento delle famiglie nelle città del Settentrione.

 

È una vera e propria emergenza sociale che cresce anno dopo anno, causando la disgregazione delle famiglie oltre a una emorragia di risorse economiche e umane di gravissima entità. Finora al di là dei proclami e parole di circostanze non stiamo assistendo a niente di concreto: alcuni cittadini continuano a vedere ignorate le proprie istanze.  

 

Il Coordinamento chiede a tutti i soggetti che hanno siglato l’accordo di mobilità di essere chiari nei confronti degli insegnanti in questione e di farsi carico realmente delle speranze, delle aspettative, di tutti coloro che credono nel proprio lavoro con profonda abnegazione e sentono di essere stati dimenticati. Il Coordinamento invita . altresì il MIUR a avviare un monitoraggio atto a programmare i tempi di rientro per le classi di concorso al più presto possibile, in modo da definire con certezza le soluzioni più adeguate.       

M9 e M-Children ospiteranno a Venezia Mestre 5 incontri, organizzati dagli Istituti Scolastici di Mestre dal 27 marzo al 15 aprilecon riferimento alle attività istituzionali di aggiornamento per i docenti previste dal Piano Nazionale Formazione Docenti 2018-2019; gli appuntamenti stanno già registrando forte partecipazione.

 

 

Saranno dedicati a un programma di attività di formazione sui temi della “Robotica, Realtà Aumentata e Mondi Virtuali a scuola” con il coordinamento di Luigi Villani, referente per la formazione per l’Ufficio Scolastico Territoriale di Venezia, e in collaborazione con gli Istituti scolastici del Veneto Orientale, della Riviera del Brenta e dell’area Clodiense; il Distretto M9 e lo Spazio multimediale interattivo M-Children di Venezia Mestre; Microsoft Education Italia.

 

 

L’evento

 

L’iniziativa attua una sinergia tra le opportunità innovative offerte dal Distretto M9 nel campo delle esperienze di realtà aumentata, virtuale ed interattiva proposte in modo unico – nel panorama non solo locale, ma anche nazionale ed internazionale – e le esigenze di formazione innovativa dei docenti in servizio nelle scuole del territorio. L’obiettivo è l’offerta di una formazione specialistica che favorisca approcci innovativi ed inclusivi nei contesti didattici aperta ai docenti degli Istituti della Provincia di Venezia.

 

 

Non solo dunque un’offerta didattica per i più giovani, ma anche opportunità di specializzazione nell’ambito della formazione continua per gli adulti e gli insegnanti che, utilizzando le opportunità didattiche messe a disposizione anche dal Distretto M9, avranno la possibilità di avviare nelle singole classi specifici percorsi di lavoro e di approfondimento che possono richiedere nel corso dell’anno scolastico più momenti di riscontro nelle stesse infrastrutture culturali di M9. Il punto di partenza sarà costituito da temi generali che possono essere coniugati e declinati in maniera interdisciplinare nei diversi programmi ministeriali.

 

 

La robotica e i mondi virtuali sono aspetti innovativi e all’avanguardia che vengono sempre più integrati nelle attività didattiche e di formazione, stimolando gli studenti all’interazione e all’apprendimento; tecnologie e approcci didattici innovativi che stanno progressivamente prendendo piede, mostrando potenzialità crescenti non solo nella formazione e nell’intrattenimento multimediale ma anche in altri campi come: la comunicazione, l’economia, le attività professionali e la progettazione. Tutto ciò evidenzia la necessità del loro utilizzo nei processi culturali di formazione e di preparazione dei giovani al mondo del lavoro, oltre che per l’inserimento nei contesti sociali e relazionali sempre più in evoluzione.

 

 

Il programma

 

Sono in programma due corsi “base”, rispettivamente a Venezia Mestre e a San Donà di Piave, svolti e coordinati da Gianni Ferrarese (formatore nominato dagli istituti scolastici di Mestre) in collaborazione con altri esperti:

 

Corso Venezia Mestre

 

27/03/2019, 15:30-18:30, Venezia Mestre, nel Liceo Stefanini, “Introduzione alla robotica, ai mondi virtuali, alla realtà aumentata e virtuale per la didattica”. Presenzia il prof. Gianni Ferrarese;

 

29/03/2019, 15:30-18:30, Venezia Mestre, nello Spazio multimediale interattivo M-Children, “Gli spazi multimediali polifunzionali interattivi di M-Children” con la presenza della dott.ssa Silvia Fabris;

 

02/04/2019, 15:30-18:30, Venezia Mestre, nel Museo M9, “Gli spazi espositivi aumentati e virtuali di M9”, con la presenza della dott.ssa Claudia Biotto;

 

11/04/2019, 15:30-18:30, Venezia Mestre, nello Spazio multimediale interattivo M-Children, “I mondi virtuali, Minecraft Education e la didattica” con la presenza del prof. Marco Vigelini;

 

15/04/2019, 15:30-18:30, Venezia Mestre, nello Spazio multimediale interattivo M-Children, “Robotica educativa come opportunità” con la presenza della prof. Virginia Alberti e della dott.ssa Ikrame Daouane di Microsoft Education.

 

Corso San Donà di Piave

 

06/05/2019, 15:30-18:30, San Donà di Piave, all’IIS Alberti, “Introduzione alla robotica, ai mondi virtuali, alla realtà aumentata e virtuale per la didattica”.  Presenzia il prof. Gianni Ferrarese;

 

09/05/2019, 15:30-18:30, nello Spazio multimediale interattivo M-Children, “Gli spazi multimediali polifunzionali interattivi di M-Children” con la presenza della dott.ssa Silvia Fabris;

 

15/05/2019, 15:30-18:30, Venezia Mestre, nel Museo M9, “Gli spazi espositivi aumentati e virtuali di M9”, presenta la dott.ssa Claudia Biotto;

 

17/05/2019, 15:30-18:30, Venezia Mestre, nello Spazio multimediale interattivo M-Children, “I mondi virtuali, Minecraft Education e la didattica” con la presenza del prof. Marco Vigelini e della dott.ssa Ikrame Daouane di Microsoft Education;

 

20/05/2019, 15:30-18:30, Venezia Mestre, nello Spazio multimediale interattivo M-Children, “Robotica educativa come opportunità” con la presenza della prof. Virginia Alberti e del dott Guido Rizzo di Microsoft Education.

 

Per informazioni: [email protected]

La FISA – Federazione Italiana Salvamento Acquatico della Regione Veneto, tramite il Delegato Matteo Giardini, annuncia per il quinto anno consecutivo il progetto Poseidone, proponendo di sensibilizzare i ragazzi degli Istituti Superiori (delle classi 3^ – 4^ che hanno aderito al progetto) ai principi del Salvamento Acquatico e del primo soccorso secondo le linee guida del BLS vigenti, stabilite dalla legge Balduzzi e promosso dall’Ufficio scolastico territoriale di Venezia (Attività fisica motoria sportiva).

 

 

Gli incontri

L’iniziativa prevede due incontri: il primo sulle tecniche di salvamento acquatico e di rianimazione cardiopolmonare, con dimostrazioni pratiche sui manichini da training e filmati didattici; il secondo incontro metterà in pratica le tecniche e gli strumenti del salvataggio, come il rescue Tube o il Rescue Can. Il terzo incontro si è svolto alla Scuola Navale della Marina Militare “Francesco Morosini” a Venezia, coinvolgendo gli allievi del 4° anno delle superiori.

 

“Ho conosciuto allievi di straordinarie doti atletiche e mentali – dice Gardini – che negli anni passati hanno appreso e mostrato grande spirito di squadra e operatività nei soccorsi in acqua”.

 

Nel mese di febbraio si è svolta la lezione teorica per apprendere i protocolli del salvamento acquatico, grazie all’ausilio di filmati e foto operative illustrate. Tra marzo e aprile vi saranno le lezioni di salvamento acquatico in piscina simulando scenari di soccorso, con e senza i presidi di salvataggio.

 

 

Il riscontro

L’anno scorso l’iniziativa ha coinvolto 500 ragazzi e otto scuole superiori della provincia di Venezia. Diversi ragazzi che hanno proseguito la formazione di Assistente Bagnante per ottenere il brevetto, che può essere conseguito a partire dai 16 anni.

 

Iniziato a fine gennaio, si è concluso come previsto l’intervento per la nuova copertura della palestra di via Roma.

 

Oltre al risanamento del manto di copertura dell’archivio, del magazzino e della sala boulder, annessi alla palestra, sono stati tinteggiate le pareti degli stessi locali.

 

È stato inoltre modificato il sistema di scarico delle acque piovane in prossimità dell’uscita di emergenza della mensa, così da porre rimedio ai frequenti allagamenti che si verificavano in occasione di precipitazioni violente.

 

I lavori, una spesa complessiva di circa 33 mila euro, non hanno interferito con le attività didattiche e l’ utilizzo della palestra.

Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani, intende porre l’attenzione ancora una volta sulle problematiche scolastiche e sulla situazione purtroppo sempre attuale dei docenti meridionali costretti a trasferirsi al Nord durante l’anno scolastico, con non poche difficoltà economiche

 

Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani riceve la testimonianza seguente ad opera di due colleghe, le professoresse Maria Grazia Delle Cave e Mariella Ricciardiello, in merito ai gravi disagi provocati della legge 107/2015, della quale quasi tutte le forze politiche in campo lamentano l’iniquità e per la quale non è stato prodotto nulla di concreto in funzione di reali migliorie. 

 

È vergognoso constatare come venga sistematicamente, durante le campagne elettorali, “cavalcata la tigre” dell’esodo forzato imposto ai docenti meridionali, per poi disattendere puntualmente le speranze e i sogni di chi ha abbandonato la propria famiglia alla frustrazione e alle difficoltà economiche allo scopo di servire lo Stato e onorare la propria professione.

 

Il docente “immigrato” che vive al Nord alimenta consumi e spende quasi tutto in affitto e viaggi. Nessuno si chiede come mai in occasione dell’inizio di vacanze o ponti i costi dei trasporti diventino insostenibili, in quanto non disponiamo di nessuna agevolazione, privilegio, “copertura”, neanche fosse un desiderio personale dei lavoratori, da fare espiare, quello di vedersi catapultati a chilometri di distanza da casa, soprattutto per chi ha fatto molti anni di pre-ruolo alle spalle;  per non parlare del fatto che per alcune aree del paese, pur spendendo, risulta difficoltoso muoversi. È davvero così impraticabile o improponibile, in considerazione degli ingenti finanziamenti messi a disposizione a svariato titolo, rettificare un errore madornale, una vera e propria ingiustizia sociale, perpetrata ai danni degli insegnanti deportati mediante un decreto legge? Chiediamo inoltre l’inserimento immediato dei moduli di “Cittadinanza e Costituzione” in ogni scuola di ordine e grado, attribuendoli a figure qualificate, vale a dire i professori di discipline giuridiche ed economiche, come già avvenuto in fase di assunzione nel 2015 per l’organico di potenziamento dell’area socio – economica e della legalità.

 

Quattro anni or sono, a causa dell’algoritmo impazzito, messo in atto con la legge 107/2015, migliaia di docenti del sud sono stati strappati dai loro territori per coprire le cattedre del Nord. Un piano assunzionale studiato a tavolino per distruggere intere famiglie del sud. Docenti pluriabilitati che con tanti sacrifici hanno cumulato punteggio, com’è la prassi per arrivare al tanto ambito ruolo. Ed ecco… Arriva. Nel lontano 2015. Ma quello che apparentemente sembrava finalmente il traguardo era solo l’ inizio di un’altra vita di precariato. La nostra partenza non è stata volontaria, come si vuol far credere, ma siamo stati messi difronte ad un “aut aut” (o accettare il ruolo al nord o decidere di restare in graduatoria con la postilla che non avremmo più lavorato). Tutti hanno ammesso i danni irreparabili di una sì fatta legge. Lo stesso ministro Marco Bussetti ha affermato che tale legge ha provocato l’allontanamento forzato di molti docenti a centinaia e migliaia di chilometri da casa; sulla stessa linea anche il ministro Luigi Di Maio ne ha sottolineato i danni. Alla luce dei fatti però, nulla è cambiato in tal senso. Anzi abbiamo visto bandire sotto i nostri occhi concorsi, che spuntano fuori come funghi (peccato che in precedenza ci veniva detto che al sud i posti non ci fossero). Concorsi che immettono in ruolo docenti, senza esperienza o punteggio, che occupano posti che spetterebbero alla mobilità prima di loro (come da D.lgs. 165/2001). Anche noi abbiamo superato non un concorso, ma due o tre. Il ruolo non ci è stato regalato. Il ruolo ci spettava di diritto essendo state parcheggiate per decenni nelle graduatorie.  

 

Ma ci toccava un ruolo accanto casa. Sia chiaro… Non vogliamo danneggiare nessuno. Vogliamo solo che chi ha il diritto/dovere di porre fine a questa colossale ingiustizia lo faccia, se ne assuma la responsabilità. Non si può continuare a fare i finti ciechi o finti sordi. La Costituzione va rispettata non solo a chiacchiere. Il diritto della famiglia e dei bambini viene prima di ogni altra cosa. I docenti in questione, infatti, non possono esercitare il loro diritto/dovere di mantenere, educare ed istruire i figli (art.30 della Costituzione), se assolvono i loro doveri di insegnanti a centinaia e migliaia di km di distanza dalla prole. Madri e padri di famiglia si sono visti costretti a lasciare i propri figli minorenni e partire. Ogni anno la storia si ripete, la nostra prole non vuol sentir ragione. I nostri bambini si gettano al collo di noi genitori impotenti, con le lacrime agli occhi, quasi volendo impedire la partenza. Le strida di pianto dei bambini ormai echeggiano dal Vesuvio alla Dormiente del Sannio. Li vedi lì, impietriti di fronte a te mentre ti accingi a salire su quel maledetto treno, con gli occhi gonfi di lacrime, lacrime dure, bocconi amari da ingoiare per chi è troppo piccolo per capire le ragioni di questo distacco. I docenti ormai quarantenni/cinquantenni con figli minorenni e genitori anziani non possono più sopportare questo fardello, magari venti anni fa avrebbero potuto accettare la cosa senza nessuna remora, non ora. Ora i docenti meridionali sono stanchi di assistere a questo continuo scaricabarile e chiedono a gran voce a chi di dovere di intervenire immediatamente attraverso un decreto d’urgenza che conduca al rientro di tutti nei rispettivi territori. I docenti pretendono che venga fatta giustizia per una terra che già è martorizzata abbastanza e che si è vista spopolata di tutti quegli uomini e donne che potrebbero dare tanto. I docenti campani, siciliani, pugliesi, calabresi, ecc… pretendono crescere i loro figli come è giusto che sia, pretendono di riunire le famiglie ormai allo sfascio, pretendono di poter svolgere il proprio lavoro con amore impegno passione e non dover scegliere tra lavoro e famiglia.

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