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Riceviamo e pubblichiamo un commento dell’Assessore alle Identità e Tradizioni locali di Mogliano Veneto, Enrico Maria Pavan, in risposta al diniego di una scuola moglianese di allestire il tradizionale Presepe per non creare disagio ai bambini di diversa religione

 

“Indipendentemente da qualsiasi scelta didattica sia stata fatta penso sia giusto continuare ad allestire e far partecipare i bambini a questo momento di gioia e di festa, il Natale non è solamente la festa dei regali, ma un momento di condivisione, di amore, di fratellanza e di socialità.

 

Mi è stato riferito che la scuola comunque festeggerà il Natale ma allora proprio non riesco a capire il motivo per cui si sia scelto per esempio l’allestimento dell’albero di Natale e non del Presepe, qualora dovessero esserci dei problemi economici siamo pronti fin da subito ad aiutare la scuola con le spese di allestimento.

 

Io non voglio polemizzare, ma rispondo solo ai molti cittadini preoccupati che ci hanno segnalato il fatto, ai genitori della scuola che non hanno mai ricevuto un avviso del progetto didattico di cui si parla, e ai cittadini di Zerman legati alle radici, alle tradizioni locali e alle festività.

 

Per noi è un simbolo importante, nato da San Francesco di Assisi, figura cristiana che incarna tutti gli ideali di inclusione sociale, attenzione ai poveri e amore verso il prossimo, e la nostra volontà è quella di dare massima importanza e attenzione ai simboli della nostra storia, soprattutto quando questi non ledono la sensibilità di nessuno”.

La Giornata internazionale contro la violenza sulle donne è stata istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, al fine di sensibilizzare l’umanità verso l’eliminazione della violenza contro le donne.

 

La scelta della data fu legata al 25 novembre del 1960, giorno in cui, nella Repubblica Dominicana di Trujillo, fu compiuto un brutale assassinio di tre sorelle considerate rivoluzionarie: le sorelle Mirabal, che furono torturate e strangolate. Dopo l’uccisione venne simulato un incidente e furono ritrovate in fondo a un burrone.

 

 

Ogni 15 minuti una donna è vittima di violenza

La matrice della violenza permane ancora oggi in ogni parte del mondo e in Italia, come registra il report 2019 della Polizia di Stato, in base al quale ogni 15 minuti si verificano reati di violenza contro il genere femminile.
In alcuni luoghi le donne bambine vengono date in spose, in altri vengono private dell’utero per poter lavorare senza l’inconvenienza del ciclo mestruale, in altri vengono violentate, trucidate e uccise con regolarità, in altri ancora sono vittime di violenze domestiche e altre violenze sempre più sofisticate e capaci di demolire la dignità femminile anche senza sfiorare fisicamente il corpo della donna e, talvolta, senza che la vittima ne abbia immediata consapevolezza.

 

Cadiamo spesso nell’errore di considerare la violenza solo come percosse, lesioni, minacce o stupro, contestualizzati in un ambiente degradato e caratterizzato da scarsa cultura o da condizioni economiche difficili. Ma la violenza non ha alcun cliché. Essa si può manifestare in dinamiche diverse e in contesti culturali e socio economici di ogni livello, concretizzandosi in comportamenti celati tanto quanto evidenti. Essere controllate in modo costante e soffocante dal partner, vedersi negato l’accesso alle risorse economiche dal marito o compagno, essere costrette ad avere un rapporto sessuale con il proprio marito, essere derise o insultate in pubblico, essere escluse dalle decisioni inerenti i propri figli, sono solo alcuni esempi di una violenza che non lascia i segni evidenti sulla pelle, ma lascia segni profondi nell’anima e nell’autostima. Si tratta della violenza psicologica ed economica.
Si legge sui giornali che la violenza fisica omicida si manifesti come un raptus momentaneo. In realtà non è mai così. La violenza si manifesta sempre in progressione ed è dovere di tutti educare i giovani a saper riconoscere i comportamenti sentinella, in modo da agire prima che si verifichino conseguenze irreparabili, sradicando la cultura della violenza e promuovendo l’educazione all’affettività.

 

Colpevoli in cerca di giustificazione

Oggi assistiamo a una vera e propria sostituzione della parola con i gesti. Quando non riusciamo a dare un nome alle nostre emozioni, perdiamo la capacità di guardare dentro noi stessi ed è come se interrompessimo il meccanismo di elaborazione dei nostri disagi. Un apparato emotivo che non riesce a tradurre l’emozione in parola scivola più facilmente nel gesto violento, unica forma espressiva che riesce a manifestare. Il processo di disumanizzazione che l’età della tecnica ha portato nel mondo del lavoro ha determinato un’accelerazione verso esigenze di efficienza e di competitività che chiedono alle persone di soffocare le emozioni, di essere anaffettive e produttive in ogni istante della vita lavorativa. Se fuori sei controllato e perfetto, le ansie e le emozioni trattenute rischiano di trovare sfogo solo nell’ambito familiare, ecco perché spesso la famiglia diventa il luogo dove può accadere di tutto, come purtroppo ci raccontano le cronache al pari di bollettini di guerra.
Anche la violenza sessuale non arresta la sua diffusione specie nelle grandi città dove, anche in pieno giorno, in strada come in casa, ad opera di amici, fidanzati o mariti, si consuma uno dei reati più atroci con spaventosa ricorrenza. Apprendiamo sgomenti le confessioni di gruppi di giovani ragazzi che, come in un orribile gioco, si giustificano vililmente: “se l’è cercata, aveva bevuto, aveva accettato un passaggio, mi aveva incoraggiato, mi invitava con lo sguardo”.

 

Iniziativa “Lasciala Libera di Volare”

Fermo nella convinzione che ogni violenza su una donna sia il risultato di un fallimento educativo, il CNDDU (Coordinamento nazionale docenti della disciplina diritti umani) promuove le attività didattiche tese all’approfondimento del fenomeno, delle sue manifestazioni e degli strumenti di tutela come l’iniziativa dell’ISI Pertini di Lucca, intitolata “Lasciala Libera di Volare”.

Su 21 laureati con il massimo dei voti, 18 con la lode
Cerimonia emozionante quella di ieri sera al Teatro Comisso di Zero Branco con la partecipazione dell’atleta coraggio Bernardo Bernardini.
In sei sono usciti dagli esami di maturità con 100 centesimi, gli altri 31 si sono laureati anch’essi con il massimo dei voti. Sono i ragazzi Soci o figli di Soci di CentroMarca Banca Credito Cooperativo di Treviso e Venezia, a ciascuno dei quali, come da ultraventennale tradizione dell’istituto, mercoledì 20 novembre è stata consegnata una borsa di studio nel corso di una cerimonia al teatro “Giovanni Comisso” di Zero Branco.
“La società in cui viviamo – sono le parole con cui il Presidente di CentroMarca Banca, Tiziano Cenedese, ha ricordato lo spirito autentico dell’iniziativa – ha bisogno di questi ragazzi. Le borse di studio vogliono essere un incentivo concreto per dare un sostegno affinché il traguardo raggiunto da questi studenti sia solo un punto di inizio per un futuro di successo”.
Un successo, ha tuttavia sottolineato Cenedese, che non deve necessariamente essere legato alla propria affermazione individuale. “Una delle sfide che auguro a questi giovani di saper raccogliere è quella di amare il lavoro che sceglieranno di svolgere, a prescindere dalla tipologia di attività. Ciò che conta davvero è che esso risponda ai bisogni propri e della Società nella quale vivono. Ogni essere umano merita il rispetto e la considerazione per il lavoro che fa e, non dimentichiamolo, soprattutto per quello che è” ha ribadito il Presidente di CentroMarca Banca .

Tra le facoltà più gettonate quelle sanitarie

Tra i 21 giovani che hanno conseguito la laurea magistrale quasi il 30% ha scelto facoltà medico sanitarie a dimostrazione di quanta attenzione ci sia da parte delle nuove generazioni alla salute e al benessere fisico delle persone.
Il tema della vita che può chiamare, a volte, ad affrontare sfide all’apparenza insormontabili è anche quello ripreso poco dopo da Bernardo Bernardini, un trevigiano al quale nel 1996, appena diciannovenne dopo un grave incidente, i medici avevano pronosticato un futuro in sedia a rotelle. Pochi anni dopo il ragazzo è stato capace di rialzarsi, di avvicinarsi a discipline sportive “totali”come il Triathlon e a recuperare una dimensione di vita normale alla quale forse solo lui e i propri familiari credevano.
“Il messaggio contenuto nella mia storia – ha detto Bernardo Bernardini parlando ai giovani presenti e alle loro famiglie – è che i momenti bui e difficili capitano, che non si superano facilmente, ma che con impegno, determinazione e metodo anche dalle situazioni più difficili si può rimontare. Nelle difficoltà la volontà trova soluzioni mentre la pigrizia e la paura cercano scuse. Purtroppo nella vita non abbiamo potere sugli eventi negativi che ci accadono – è stata la conclusione di Bernardini – ma possiamo sempre decidere come affrontarli”.
La serata è stata aperta in chiave musicale con quattro cover eseguite dalla giovane band “STAGE-IT” che ha anche proposto un loro brano inedito “In the Kitchen” che uscirà nel loro primo EP la prossima primavera.

I ragazzi premiati

Diploma di Maturità Scuola Superiore: Tommaso Bisca, Stefano Bruttocao, Annachiara  Grando, Debora Libralesso, Alessia Lorenzetto, Benedetta Marazzato.
Laurea Triennale: Rosalita Baldassin, Matilde Berto, Noemi Bortolato, Sara Danieli, Ester Davanzo, Alberto Fontana, Filippo Marchiori, Elisabetta Mason, Ilaria Picchetti, Davide Zanin.
Laurea Magistrale: Andrea Basso, Marco Bobbo, Angela Casarin, Celeste Casarin, Paolo Checchin, Veronica De Benetti, Edoardo Di Pietro, Dario Florian, Laura Francescato, Valentina Furlanetto, Beatrice Gatto, Roberta Mazzeo, Alice Nasato, Angela Pavanello, Elena Ragazzo, Giulia Remor, Anna Righetto, Mattia Rossi, Marta Sfriso, Teresa Storer e Filippo Vedelago.

Ieri sera il sindaco di Mogliano Veneto, Davide Bortolato, e l’assessore all’Istruzione Martina Cocito hanno incontrato i genitori della scuola primaria Anna Frank. Nell’incontro si è parlato del futuro della scuola per condividere le decisioni in modo sereno e trasparente, per fare le scelte più corrette e gestire per tempo i futuri cambiamenti. Da anni si parla della razionalizzazione dei plessi scolastici comunali, troppi e in parte sottoutilizzati a causa del continuo calo delle nascite.

 

L’ufficio Scolastico provinciale e la Direzione didattica hanno più volte fatto pressioni e invitato, anche per le vie ufficiali, l’amministrazione comunale a prendere dei provvedimenti di riduzione dei plessi.” Oggi ci ritroviamo purtroppo a gestire un percorso già iniziato e irreversibile”, precisa il sindaco.

 

“L’offerta formativa delle scuole Anna Frank è sicuramente di prim’ordine, tanto che anche quest’anno è partita la prima classe con molti studenti provenienti da fuori comune, ma purtroppo il plesso di via Barbiero è situato tra altre due scuole molto vicine tra loro: le Olme e le Diego Valeri di via Ragusa”, ha aggiunto l’assessore Cocito.

 

“Altro aspetto importante da considerare – prosegue poi – è un vecchio progetto di ristrutturazione completa delle scuole Verdi che nel frattempo è andato avanti e ha ottenuto anche un cospicuo finanziamento regionale, di oltre un milione di euro, vincolato al plesso”.

 

“Se non si interviene per tempo, programmando gradualmente l’accorpamento di due scuole, si rischia che la cosa possa aggravarsi e la decisione possa cadere dall’alto come una spada di Damocle con conseguenze gravi come ad esempio la disgregazione delle classi”, chiude il sindaco.

 

L’amministrazione comunale vuole invece con ampio anticipo gestire una situazione insieme a genitori e insegnanti, convinta che non si possa prescindere dal fatto che tutte le classi arrivino alla fine della quinta unite e mantenendo gli attuali insegnanti.

Oggi il riconoscimento EQUIS è attribuito solo all’1% delle business school in tutto il mondo, in Italia a sole tre istituzioni accademiche

 

Un nuovo importante traguardo è in arrivo per il Dipartimento di Management dell’Università Ca’ Foscari Venezia, che ha in questi giorni superato con successo la prima tappa del suo percorso verso l’accreditamento internazionale EQUIS per le Business School d’eccellenza.

 

Si tratta di una certificazione riservata, infatti, alle business school che possono vantare una rete qualificata di rapporti internazionali, solidi legami con la comunità delle imprese e una reale attenzione ai temi della sostenibilità sociale e ambientale. Attualmente questa certificazione è riconosciuta all’1% delle business school in tutto il mondo (175), e in Italia, sono accreditate 3 sole istituzioni accademiche: SDA Bocconi School of Management, Politecnico di Milano School of Management e Department of Management, Luiss Business School.

 

Questo importante passaggio segue all’avvio delle azioni previste all’interno del progetto partito a inizio 2018, grazie al finanziamento del MIUR al Dipartimento di Management quale “Dipartimento di Eccellenza”, e successivamente al suo ingresso nella European Foundation of Management Development (EFMD), network globale delle migliori business school internazionali, che gestisce l’accreditamento EQUIS e promuove l’eccellenza nello sviluppo e nella formazione del management.

 

Tra i punti di forza i rapporti internazionali, le relazioni con il tessuto economico e le imprese, la didattica innovativa

Sono tutti riconoscimenti all’eccellente livello di qualità del Dipartimento cafoscarino sui versanti della formazione, della ricerca, dell’apertura internazionale e delle relazioni con il tessuto delle imprese. L’audit da parte dei commissari EQUIS che ha segnato questo primo passaggio di accreditamento ha rilevato con particolare apprezzamento i corsi di laurea interamente in inglese, l’articolazione dei corsi di studio (triennale, magistrale, dottorato), una significativa offerta di formazione executive, i numerosi scambi con le Università di altri Paesi e la possibilità di stage in aziende anche all’estero, la didattica innovativa, infine i centri e laboratori di ricerca altamente qualificati.

 

«Il percorso di certificazione avviato dal Dipartimento di Management si inserisce nel progetto finanziato dal MIUR che ha attribuito anche ad altri 5 dipartimenti di Ca’ Foscari il riconoscimento di Dipartimenti di eccellenza – afferma il Rettore Michele Bugliesi –. Il superamento di questo primo passaggio è un traguardo importante che riconosce la qualità della didattica e della ricerca del Dipartimento posizionandolo a livello internazionale al pari delle migliori business school e confermandolo quale punto di riferimento nazionale per la formazione».

 

«Questo importante traguardo ci regala grande soddisfazione, perché si tratta di una certificazione che risponde a standard internazionali di qualità molto elevati e ha parametri di valutazione assai stringenti – commenta Gaetano Zilio Grandi, direttore del Dipartimento di Management –. Ci aiuterà ad aumentare il numero di studenti e docenti dall’estero, a potenziare i nostri contatti con il mondo del lavoro anche di altri Paesi, a favorire lo scambio della ricerca in ambito locale e internazionale, ad accrescere nelle diverse forme possibili i collegamenti con le migliori Università e scuole di Management del mondo».

 

Prende così avvio ora la seconda fase del percorso di accreditamento – coordinato da un team composto dal direttore Gaetano Zilio Grandi, Stefano Micelli, Chiara Saccon e coadiuvato da Cristina Soria –, che si chiuderà nel novembre del prossimo anno.

 

 

Photo Credits: unive.it

Chiusa l’alternanza scuola/lavoro, il Ministero lancia i ‘Percorsi’

 

Oggi è la data di inizio dei 24 laboratori pomeridiani che il Collegio Pio X ha organizzato nell’ambito dei Percorsi Competenze Trasversali e Orientamento (PCTO) voluti dal ministero.

 

L’alternanza scuola-lavoro non c’è più, ma è compito di ogni istituto offrire ai propri studenti elementi di informazione, comprensione e orientamento per le scelte future, di studio e di vita.

 

Laboratorio “Genetica delle popolazioni” in collaborazione con un istituto statunitense

Sono 227 gli studenti che hanno aderito ai progetti, e speaker o formatori sono presi sia dal corpo docente che da consulenti e società esterne. Particolarmente complesso il laboratorio “Genetica delle popolazioni”, condotto dai professori Tommaso Pozzobon per Scienze, Francesca Zugno per Storia e Alberto De Piccoli per Filosofia. Gli studenti iscritti a questo percorso sono 21 e sanno che i dati scientifici di base saranno forniti dall’analisi del loro Dna e di quello dei tre docenti, rilevato in collaborazione con un istituto statunitense.

 

La Segreteria del Collegio sta mettendo a punto la documentazione necessaria per la protezione della privacy, anche se la catena dei marcatori non sarà completa ma si limiterà a quelli necessari e sufficienti per determinare i caratteri della popolazione di appartenenza. “È accettato dal mondo scientifico che le razze non esistono”, ha detto il rettore mons. Lucio Bonomo, “e sono tuttavia molto diffusi sia il concetto dell’umanità divisa in razze sia il forte sentimento di appartenere alla migliore. Questo laboratorio ha basi scientifiche sul piano genetico e aiuta gli studenti a formarsi le opinioni a partire da elementi oggettivi. Sul piano storico, poi, viene analizzato il razzismo a partire dalla Guerra di Secessione americana e, dal punto di vista filosofico, è prevista una analisi antropologica tra concetto di razza e cultura”.

 

Oltre alla genetica, sono stati scelti percorsi linguistici per l’acquisizione di certificazioni, preparazione agli scambi internazionali, marketing sul brand ‘Collegio Pio X’, teatro ragazzi, Web e Graphic Design.

Servizi di interpretariato nella lingua dei segni nei pronto soccorso e nelle strutture ospedaliere del Veneto per persone con disabilità uditive e comunicative. E mille minori sordi in Veneto affiancati a scuola (dalla materna alle superiori) da mediatori esperti nel linguaggio dei segni. Ad un anno dall’avvio del primo programma regionale per l’inclusione sociale delle persone con disabilità uditive e sensoriali, questo il primo bilancio degli interventi attuati per il superamento delle barriere linguistiche.  

 

A fare il punto è l’assessore regionale alla Sanità e al Sociale Manuela Lanzarin. “La Regione Veneto, con la legge 11 del 2018,  si è dotata del provvedimento legislativo più avanzato in Italia per l’inclusione sociale delle persone con disabilità sensoriale per l’adozione sistematica della lingua dei segni (Lis) nei servizi e nelle attività pubbliche, dalla sanità, alla scuola, ai media televisivi. Una legge ambiziosa con obiettivi avanzati di civiltà, a cui abbiamo iniziato a dare attuazione con il piano triennale 2018-2020. In collaborazione con le associazioni dei disabili, sono stati definiti i traguardi da raggiungere con successivi interventi in progress, a cominciare dall’accesso ai servizi sanitari e dall’inclusione scolastica dei minori”.

 

Per quanto riguarda l’accessibilità alla sanità e ai servizi sociosanitari tutte le Ulss del Veneto si sono dotate – grazie al piano triennale regionale che ha stanziato 300 mila euro per questo obiettivo – di servizi di comunicazione agevolata con  i pazienti affetti da sordità o da ipoacusia: la formula più adottata è quella tecnologica, grazie all’interpretariato online offerto dalla società VEASYT live, spin off dell’università Cà Foscari di Venezia. 

 

Il servizio, attivato dall’Ulss 4 del Veneto Orientale per prima e attualmente in sperimentazione nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 3 Serenissima, 5 Polesana, 7 Pedemontana e nell’Istituto Oncologico Veneto, consente di attivare in tempo reale, grazie ad una ‘app’ attivabile sui tablet in dotazione alle strutture sanitarie, la videochiamata con l’interprete che traduce nella lingua dei segni le richieste del paziente e le risposte dell’operatore sanitario in questione. Gli interpreti professionisti sono a disposizione in video chiamata al momento o su appuntamento.

 

Le altre aziende sanitarie del Veneto hanno adottato modalità organizzative diverse. L’Ulss 8 Berica mette a disposizione un numero SMS di emergenza medica per persone non udenti e/o con deficit di linguaggio e uno sportello LIS in convenzione con l’Ente Nazionale Sordi per affiancare un mediatore ogni qualvolta sia necessario a tutela delle persona interessata.

 

L’Azienda Ospedaliera di Padova si avvale di interpreti professionali LIS a supporto di pazienti ricoverati e ambulatoriali.

 

L’Azienda Ospedaliera di Verona dispone di un servizio di interpretariato “a chiamata” rivolto a persone sorde, siano esse pazienti-utenti e/o lavoratori presso l’azienda stessa. 

 

In tutte le aziende sanitarie del Veneto sono in corso attività di formazione per il personale dipendente, per prepararlo all’utilizzo dei supporti informatici e alla gestione del servizio di interpretariato.

 

Quanto all’affiancamento scolastico, nel 2018 sono stati 990 gli alunni in Veneto seguiti  da mediatori esperti nel linguaggio dei segni, dalla scuola di infanzia alle superiori, per un totale di 314 mila ore di assistenza scolastica, parimenti distribuite tra il primo segmento della scuole di infanzia e primaria (rispettivamente per 115 e 347 alunni) e i due cicli delle scuole secondarie (188 nelle scuole medie e 304 nelle superiori). 

 

“In quest’ambito la Regione interviene investendo circa 10 milioni di euro l’anno – chiarisce l’assessore Lanzarin –  per garantire agli alunni con disabilità sensoriale servizi di assistenza scolastica, trasporto scolastico, fornitura testi e spese di frequenza a istituti specializzati. Si tratta di una nuova competenza, svolta sino al 2014 dalle Province e che  a seguito della riforma Delrio, la Regione ha assunto in forma diretta, affidandone la gestione alle Aziende sanitarie territoriali. Il modello organizzativo adottato consente di offrire uno servizio omogeneo in tutto il territorio regionale, in appoggio al lavoro educativo e di inclusione sociale svolti dalla scuola attraverso gli insegnanti di sostegno”.

Mogliano Rugby 1969 è sempre in prima linea per la promozione dell’attività fisica e della socializzazione. Proprio per questo, anche quest’anno, riparte il “Progetto Scuole” che vede protagonisti gli alunni delle scuole primarie del comune di Mogliano.

 

Per il mese di ottobre il progetto sarà rivolto alle classi del “Collegio Salesiano Astori”. I giocatori della prima squadra Betti, Baldino, Crosato, Gubana, Pratichetti e Zanatta, insieme ai tecnici Endrizzi, D’Onofrio e Lavorgna, con quattro interventi per ogni classe, faranno divertire bambini e bambine con la palla ovale, facendoli scoprire questo sport.

 

 

Si ricorda che chi fosse interessato e volesse avvicinarsi al rugby, può contattare la segreteria della squadra moglianese al numero 041.5902706, oppure scrivere una mail ai seguenti indirizzi: [email protected][email protected].

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Pescatori di Pace: “Via il crocefisso dalle scuole? Manca cultura cristiana: propongo gite scolastiche a Medjugorje”

 

I Pescatori di Pace rispondono alla proposta del Ministro per l’Istruzione Fioramonti che chiede di togliere i crocefissi dalle aule scolastiche. Il leader Lorenzo Damiano spiega: “L’ultima cosa di cui la scuola e gli studenti in genere hanno bisogno è togliere loro uno dei punti di riferimento della nostra vita. Il crocefisso che mi risulta non abbia mai nuociuto a nessuno, se non forse a chi è disturbato da qualche entità negativa, è da sempre uno dei simboli che caratterizzano l’identità della nostra bella Nazione. Gesù Cristo è guida nel nostro cammino, è vittoria del Bene sul Male, è luce. Togliere ai ragazzi la Sua presenza significa privarli di un esempio, di un sostegno e di una cultura che da sempre fa parte di noi. Fare una proposta del genere è quasi incappare nel Villipendio alla Nazione, perché significa non riconoscere uno dei costumi che  appartengono alla nostra Italia e al nostro popolo e che è il cristianesimo”.

 

Nelle sua invettiva i Pescatori di Pace con Gloria Callarelli sollevano una questione più profonda: “Forse il Ministro ha ragione: creare una mentalità diversa, oggi, è fondamentale ma anziché tornare indietro ai tempi della Pietra e delle religioni politeiste forse è il caso di spingere un progetto di evangelizzazione cristiana e cattolica che nei secoli tanto ha dato in termini di arte, valori e sensibilità umana e di cui oggi anche nel nostro Belpaese se ne sente la mancanza. È indispensabile a nostro avviso ricreare una forte cultura: prendiamo esempio dai Paesi dell’Est che addirittura basano il loro programma formativo scolastico sulla figura di Cristo, creando una forte unione all’interno della Nazione e un sentimento di forte identità popolare”.

 

Lorenzo Damiano ragiona sulla questione e chiude proponendo: “Faccio una proposta al Ministro e alle scuole tutte: in virtù di un’identità che ci unisce in tutta Italia, e che deve essere coltivata in nome di quanto i nostri Padri hanno fatto per noi, propongo nell’anno scolastico visite e pellegrinaggi a Medjugorje. Conoscente quanto adori questa terra: l’esperienza di alcune comunità, tra cui quelle di recupero di tossicodipendenti o dell’orfanotrofio, diventano d’insegnamento per i ragazzi. Un’esperienza che sarebbe al 100% formativa oltre che completa per la crescita e la fortificazione delle coscienze dei nostri giovani, troppo legate allo sballo e troppo poco al vero significato della vita. A quel punto, con un’esperienza di fede così forte nel cuore, allora magari si potrà pensare di far votare i giovani. Sono sicuro non sbaglierebbero certo a mettere la croce sul simbolo”.

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