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Ed eccoci arrivati alla ribellione. Iniziano i ristoratori, categoria che non ce la fa più a tirare avanti a causa dei Dpcm che ne hanno decretato di fatto la chiusura in tutta Italia.

 

Ben 50mila ristoratori hanno deciso di sfidare i divieti di Conte e di riaprire il prossimo 15 gennaio a pranzo e a cena.

 

Da calcoli fatti dalle associazioni di categoria, i ristoratori hanno perso ben 700 milioni di euro tra Natale e Capodanno. Possiamo quindi immaginare di quale portata e gravità siano state le perdite di denaro e di posti lavoro da inizio pandemia ad oggi.

 

Da qui la decisione di riaprire il 15 gennaio con servizio al tavolo sia a pranzo che a cena, sotto l’hashtag #ioapro, venendo meno alle regole e ai divieti imposti dai Dpcm.

Si tratta di una protesta pacifica durate la quale sarà rispettato l’obbligo delle mascherine e delle distanze imposte per evitare il contagio.

 

Tutto ha avuto inizio a Cagliari, dove la scorsa settimana i locali hanno aperto ripristinando il servizio al tavolo per i clienti che ordinavano vivande per l’asporto.

I clienti poi hanno postato le foto sui Social con gli hashtag #ioapro e #nonspengopiùlamiainsegna per far vedere che nel rispetto delle regole è inutile e dannosa la chiusura di ristoranti e pub.

 

Fonte: Leggilo.org

La nostra Redazione, in questo momento in cui molte sono le persone in difficoltà e si affidano ai servizi di consegna a domicilio anche per il pranzo e la cena, vuole essere presente e, nei limiti delle sue possibilità, di aiuto.

 

Oggi segnaliamo Vorrey.it Consegne a domicilio, un portale gestito da tre giovani del Trevigiano, a sostegno delle attività di ristorazione e di vendita nel territorio. Dalla piattaforma è possibile ordinare e ricevere a casa la spesa, le pietanze dei propri ristoranti preferiti, e anche altri articoli come fiori.

 

Come funziona

Vorrey.it permette di godere dei vantaggi di un servizio a domicilio rapido ed efficiente. Basta ordinare ciò che si desidera e sarà consegnato a domicilio a partire da un costo di 2 euro.

Torna, con la carica che nelle precedenti otto edizioni lo ha sempre contraddistinto, il Festival del Baccalà: un vero e proprio tributo allo stoccafisso, al merluzzo nordico conservato per essicazione, che nel nord Italia, ed in particolare nelle aree a dominazione veneziana, viene chiamato bacalà o baccalà.

 

 

Il Festival triveneto del Baccalà è una competizione itinerante, organizzata dalla Dogale Confraternita del Baccalà Mantecato, la Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina e dalla Vulnerabile Confraternita dello Stofiss dei Frati, che coinvolge i più importanti ristoranti del Triveneto: gli chef delle regioni Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige possono infatti partecipare proponendo le ricette più creative a base di stoccafisso.

 

 

spring sunset – Reine, Lofoten islands, Norway

 

L’azienda Tagliapietra di Mestre (VE), tra le leader in Italia nell’importazione, lavorazione e commercio di prodotti ittici e in particolare del merluzzo, assegna così alla migliore ricetta assoluta il Trofeo Tagliapietra: un premio che sarà consegnato in occasione del galà finale, in programma per il 26 marzo 2019, e che rimarrà nelle mani dello chef autore del miglior piatto per un anno intero. Allo stesso vincitore sarà inoltre offerta la possibilità di viaggiare, accompagnato, in Norvegia per scoprire le Isole Lofoten, patria dello stoccafisso.

 

 

 

 

Questa edizione vede in gara le ricette di ben 26 ristoranti del Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.

 

 

La meccanica di selezione delle ricette presentate dagli chef al Festival si articola su diversi step che rendono ancor più entusiasmante la competizione: i ristoratori (massimo cinque per ogni provincia del Triveneto) che hanno regolarmente presentato la propria candidatura devono, in accordo con il comitato organizzatore, dare vita a una serata, nel proprio ristorante, nella quale propongono ai clienti e a una delegazione della giuria tre piatti (un antipasto, un primo e un secondo) a base di stoccafisso. I clienti votano il piatto preferito della serata, mentre la delegazione prende atto della scelta.

 

 

Tutte le ricette più votate vengono così valutate.

 

 

 

Due giorni fa, il 4 marzo 2019, una giuria tecnica composta da soli chef ne ha selezionate dieci.

 

 

Queste dieci verranno ora riproposte dagli stessi autori lunedì 11 marzo al Baccalàdivino di Mestre e una giuria, stavolta mista e composta da chef e membri del comitato esecutivo, porterà a cinque il numero dei finalisti.

 

 

 

Queste cinque parteciperanno alla serata del galà finale, in programma il 26 marzo 2019 a Montecchio Maggiore (VI): qui i piatti verranno nuovamente presentati e valutati, sulla base di ben cinque parametri, da una giuria tecnica composta da 7 membri coordinati dallo chef Franco Favaretto che ne decreterà il vincitore assoluto.

Da qualche giorno è online la nuova versione del sito.

 

 

I 10 ristoranti che andranno in semi-finale

Si sono svolte ieri le prime selezioni del Festival triveneto del Baccalà. I ristoranti che andranno in semi-finale sono:

 

Veneto

PADOVA >> La Posa degli Agri
PADOVA >> Le Tentazioni
ROVIGO >> Osteria del Gallo
TREVISO >> Antica Torre
TREVISO >> La Paterna
VENEZIA >> Il Ridotto
VENEZIA >> MET
VICENZA >> La Locanda di Piero

 

Friuli Venezia Giulia

PORDENONE >> Il Grappolo d’Oro
UDINE >> Ai Tre Canai

 

 

Le novità dell’edizione 2019

«Le novità introdotte quest’anno nella meccanica di selezione della ricetta vincente – ha spiegato Luca Padovani, presidente del comitato organizzatore del Festival triveneto del Baccalà – hanno due nature: una democratica, in quanto sono i clienti di ogni ristorante, votando, che scelgono quale piatto far concorrere, e una tecnocratica, perché tutte le ricette, nella seconda fase, vengono giudicate da un team di professionisti che, alla cieca e senza riferimento sull’autore o sulla provenienza, prende in considerazione non solo il risultato finale della stessa, ma anche il procedimento e le tecniche utilizzate».

 

«La prossima – ha aggiunto Daniele Tagliapietra, amministratore delegato dell’azienda Tagliapietra – sarà la nona edizione, manca quindi poco alla decima che sarà speciale e ancor più ricca di novità. Una delle sfide potrebbe essere quella di portare il Festival a livello nazionale nell’ottica di valorizzare il merluzzo che, anche a causa del clima, sta diventando sempre più raro e quindi, con molta probabilità, destinato a una cucina sempre meno popolare».
«Il bello di questo Festival – ha concluso Franco Favaretto, chef e patron del ristorante Baccalàdivino di Mestre – è che viene richiesto agli chef che partecipano di elaborare un ingrediente, lo stoccafisso, in modo creativo dimenticandosi, per un attimo, della tradizione. Al tempo stesso però non vogliamo che l’innovazione venga confusa con l’esasperazione delle tecniche di cottura e trattamento delle materie prime. In poche parole: la sfida non è facile».

 

 

  

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