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Alla luce di quanto comunicato nella conferenza stampa dal presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, si comunica che tutte le misure previste dall’ultimo DPCM entrano in vigore da dopodomani, venerdì 6 novembre.

 

L’individuazione di tre zone – gialla, arancione e rossa – destina ciascuna ad alcune misure restrittive in base al rischio di appartenenza. Nella Regione Veneto, inserita tra quelle a livello di rischio “giallo”, entreranno in vigore le seguenti misure:

 

• Dalle ore 22 alle ore 5 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute (da dichiarare con modulo di autocertificazione);

• Didattica a distanza al 100% delle scuole secondarie di secondo grado (superiori), salvo i laboratori. Restano aperti in presenza nidi, scuole dell’infanzia (materne), primarie (elementari), scuole secondarie di primo grado (medie) con obbligo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie sopra i 6 anni;

• I mezzi del trasporto pubblico non potranno accogliere più del 50% della loro capienza massima;

• Chiusura al pubblico di teatri, biblioteche, cinema e musei;

• Chiusura di mercati e centri commerciali nei festivi e prefestivi (tranne che farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, generi alimentari, tabacchi ed edicole);

• Nelle zone all’aperto (compresi parchi e aree gioco) resta comunque il divieto di assembramento e l’obbligo di rispettare la distanza di almeno un metro;

• Consentiti eventi, competizioni e sessioni di allenamento sportive individuali e di squadra di interesse nazionale, a porte chiuse;

• Rimangono chiuse piscine e palestre;

• L’attività sportiva di base è consentita all’aperto con distanziamento sociale;

• Sospese attività di sale giochi, scommesse, bingo e casinò anche se svolte in locali adibiti ad altra attività (come le VLT nei bar e nelle tabaccherie);

• Bar, pasticcerie e ristoranti sono aperti dalle 5 fino alle 18.  Fino alle 22 si può prendere cibo da asporto (con divieto di consumarlo nelle adiacenze del rivenditore o all’aperto). È consentita la consegna a domicilio.

 

Ci sarà tempo fino al 12 luglio per presentare le domande relative al bando 2020 per la rottamazione delle vecchie auto, che prevede la possibilità di sostituire veicoli ormai obsoleti alimentati a benzina (fino a euro 3), gasolio (fino a euro 5) e bifuel (fino a euro 2) con nuovi mezzi a basso impatto ambientale.

 

“Abbiamo previsto incentivi importanti, che potranno arrivare fino a 4.500 euro – sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente, Gianpaolo Bottacin –, differenti in funzione delle effettive emissioni di anidride carbonica e ossidi di azoto del nuovo mezzo, stabiliti in base a specifici protocolli, e si potranno ottenere rottamando autovetture adibite al trasporto persone”.

 

Nel valutare i punteggi per i nuovi acquisti si privilegerà il criterio delle minori emissioni e, con l’obiettivo di agevolare massimamente chi può averne più bisogno, nel predisporre la graduatoria saranno altresì previsti punteggi differenti a seconda della situazione economica dei beneficiari, così da dare priorità alle fasce di reddito più basse.

 

“Allo scopo di premiare in quota parte anche il lavoro delle amministrazioni locali – precisa l’assessore – tra i criteri abbiamo inserito un incremento di punteggio per le istanze presentate da residenti nei Comuni nei quali sono state approvate ordinanze conformi alle disposizioni dell’Accordo di Programma del Bacino Padano, ovvero dove è stato attivato un percorso virtuoso per ridurre le emissioni in atmosfera”.

 

“All’interno delle moltissime azioni tese a incentivare l’abbattimento dello smog, per un investimento di quasi un miliardo di euro nei soli ultimi tre anni – conclude Bottacin –, in un momento di particolare difficoltà in primis per le famiglie, abbiamo ritenuto opportuno rilanciare anche per l’anno corrente un’iniziativa particolarmente apprezzata dai cittadini”.

L’assessore regionale all’Istruzione, Elena Donazzan, esprime sconcerto e preoccupazione per la bocciatura in Parlamento, da parte della maggioranza, di tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni in sede di conversione del dl Scuola, alcuni dei quali sostenuti e condivisi anche dall’assessorato del Veneto.

 

“Concordo con la posizione espresso con l’Associazione Nazionale Presidi – dichiara Donazzan – in particolare sul tema della continuità didattica in Veneto, i danni saranno rilevanti a fronte delle gravi carenze di personale docente (circa 900 docenti mancanti), di cattedre coperte con supplenti annuali reiterati negli anni e di studenti già molto provati dalla didattica a distanza”.

 

“Pare che il tema della continuità didattica, caposaldo di una buon sistema educativo e scolastico – prosegue l’assessore – sia completamente ignorato da questo ministro. Lo dimostra il fatto che, nella proposta del piano scuola, l’aspetto della continuità sia stato inserito solo nella fase di discussione con le Regioni, e in particolare su proposta dal Veneto”.

 

“L’altro aspetto rilevante – chiarisce la titolare delle politiche per la scuola della Regione Veneto – è quello della chiamata diretta dei docenti da parte dei dirigenti scolastici: un obiettivo di grande significato, per ben due volte nella storia della scuola italiana, prima inserito (rispettivamente dal governo di centrodestra e da Renzi nella ‘Buona scuola’) e poi annullato da una resistenza al cambiamento che non ha più senso di essere”.

 

Sono molto preoccupata per l’avvio dell’anno scolastico – conclude Donazzan – poiché mancano in Veneto oltre 200 figure del personale amministrativo e ausiliario (Ata) e un numero rilevante di docenit. Bati pensare che circa duemila insegnanti diplomati magistrali licenziati dovranno attendere che tutte le regioni italiane abbiano esaurito le proprie graduatorie, e che le regioni limitrofe peschino dalle disponibilità restanti, per vedersi assegnare un incarico di docenza: pertanto la scuola veneta avrà il suo quadro organico definito a fine ottobre, nella migliore delle ipotesi. Una gestione fallimentare, facilmente prevedibile per chi come me guida da anni questo delicato settore, i cui correttivi restano inascoltati, in particolare da questo ministro”.

Al fine migliorare e promuovere la qualità, la sicurezza e l’appropriatezza degli interventi assistenziali nel percorso nascita in questa fase di epidemia da COVID-19, la Regione del Veneto ha risposto alle maggiori preoccupazioni delle donne in gravidanza e delle neomamme.

 

Le risposte sono basate sulle evidenze scientifiche tratte dalle Raccomandazioni del 18 marzo 2020 del Royal College of Obstetricians & Gynaecologists e dal Gruppo di Lavoro dell’Istituto Superiore di Sanità con la comunità scientifica italiana dei neonatologi, pediatri, ginecologi e ostetriche (SIN, SIMP, SIP, SIGO, AOGOI, AGUI e FNOPO) coordinato dal Centro Nazionale di Prevenzione delle Malattie e di Promozione della Salute (CNaPPS). La diffusione di queste risposte può aiutare le donne in gravidanza a vivere in modo più sereno e consapevole questo momento importante della loro vita.

 

Si tratta di 19 domande e altrettante risposte elaborate dalla Direzione Prevenzione della Regione, in collaborazione con il dottor Gianfranco Jorizzo, Responsabile del Servizio di Medicina Prenatale dell’Ulss 6 Euganea, Coordinatore dell’Area Materno Infantile dell’Ulss 6 Euganea, Coordinatore del Comitato Percorso Nascita Nazionale, del Ministero della Salute, e consulente Materno Infantile del Ministero della Salute.

 

Il dr. Jorizzo e i tecnici regionali guidati dalla dr. Francesca Russo hanno suddiviso le domande e le risposte in tre ambiti principali: la gravidanza, il travaglio e parto, l’allattamento.

Il mondo dell’arte c’è, e fa sentire alta la sua voce nel nostro territorio. Il noto scultore trevigiano Francesco Stefan ha messo a disposizione un’opera d’arte in terracotta, per raccogliere fondi da destinare alla Regione Veneto

 

La riscoperta dei nostri valori passa anche per l’arte, come mezzo di solidarietà. A dare il via al progetto “Dono un’opera d’arte” è Francesco Stefan, noto scultore trevigiano, che ha istituito una raccolta fondi per sostenere la Regione Veneto nel contrasto all’epidemia.

 

Sarà la Suonatrice di flauto a diffondere un messaggio di speranza, in un momento così difficile per l’intera comunità: l’opera in terracotta (25x12x12 cm), del valore commerciale di 800 euro, sarà disponibile a partire da un contributo minimo di 200 euro.

 

L’offerta sarà quindi indirizzata direttamente al conto corrente di riferimento della Regione Veneto (IBAN IT 71 V 02008 02017 000105889030).

Per info su come ricevere l’opera e donare il contributo: + 39 339.7697362.

 

“Servono aiuti concreti per la Sanità e il Paese – sostiene Francesco Stefan – nelle mie opere ho sempre cercato di dare risalto all’uomo e alla sua essenza, intrisa di valori. Quei sentimenti, quelle emozioni che nell’attuale situazione stanno emergendo più chiari che mai: è giunto il momento di aiutarsi”. Un artista fortemente ancorato ai valori della sua terra d’origine, promotore in diverse occasioni dell’arte veneta.

 

L’obiettivo primario del progetto “Dono un’opera d’arte” è mantenere vivo il senso di appartenenza al proprio territorio e promuovere l’inestimabile valore umano che ci contraddistingue, soprattutto nei momenti di difficoltà.

 

L’artista

Il percorso artistico di Francesco Stefan vede le sue origini negli anni Settanta e sono numerose le collaborazioni con artisti conosciuti nel panorama nazionale e internazionale, come Pierluigi Sopelsa, Angeli Costa Radovani, Susan Luppino e Agusto Murer. L’artista è mosso da una ricerca personale in cui gli spunti provenienti dai diversi scultori contemporanei si fondono con gli stimoli formali derivati dalla tradizione plastica trevigiana, condizionata in particolare dall’opera di Arturo Martini.

 

Egli partecipa a mostre collettive di scultura nel Veneto ed entra in contatto con gli artisti locali, riunendosi nel “Gruppo Veneto di Ricerca Plastica”, volto a promuovere il contributo degli artisti veneti all’arte italiana.

 

Nelle sculture di Stefan colpiscono i segni di un’autentica passione che l’artista dimostra nei confronti delle vicende umane e trapela, dalla sintesi delle sue figure, la continua ricerca dell’individuo verso l’essenza dei valori umani.

 

“Francesco Stefan, ricercatore della forma, ritrova nello spazio la struttura più adatta ad esprimere l’essenza umana delle sue opere, sempre stilizzate ma anche aperte, come un libro di preghiere della vita stessa: opere espressive, ben strutturate, che ricercano l’effusione, la forma che non taglia né decapita, piuttosto culla ed accompagna.”

 

Joan Lluìs Montanè

La Giunta regionale, su proposta dell’assessore ai Trasporti Elisa De Berti, ha approvato l’estensione al 2020 di “In treno in bici”: iniziativa promossa dalla Regione del Veneto che prevede uno sconto sugli abbonamenti trimestrali o annuali di Trenitalia per i possessori di una bicicletta comperata nel corso dell’anno. 

 

“È una ulteriore azione tra quelle che abbiamo intrapreso al fine di perseguire gli obiettivi e le strategie previste dal Piano Regionale dei Trasporti in ambito di intermodalità – spiega l’assessore De Berti -. Integrare le diverse forme di trasporto, tra le quali quello treno-bici, è uno dei modi più efficaci per ottenere la diminuzione del traffico veicolare privato con una riduzione dell’inquinamento atmosferico da un lato e minori spese di trasporto e parcheggio dall’altro. Non meno importante: favorisce un salutare esercizio fisico”.

 

 

Scadenza prorogata al 24 maggio 2020

“Con delibera dello scorso agosto – prosegue De Berti – sono stati destinati complessivamente 280 mila euro per assicurare sconti sull’acquisto di abbonamenti del treno (trimestrali o annuali) a favore degli utenti di Trenitalia che avessero acquistato nel corso del 2019 una bicicletta pieghevole. L’iniziativa, entrata in vigore il 24 settembre scorso, prevedeva una scadenza al 24 gennaio 2020. Indubbiamente, non è mancato il consenso dei fruitori dei servizi ferroviari perché al 12 gennaio di quest’anno erano stati già assicurati 713 bonus per l’acquisto di altrettante bici. Riteniamo sia opportuno continuare nel perseguimento degli obiettivi prefissi e, quindi, la Giunta regionale ha disposto una proroga di 4 mesi dell’iniziativa, portando la scadenza al 24 maggio 2020. Questa estensione offre la possibilità di adesione anche agli utenti del servizio ferroviario che acquistino la bicicletta pieghevole nell’anno in corso”.

 

 

Come ottenere il bonus

Le procedure per l’ottenimento del bonus rimangono invariate rispetto alla precedente formulazione. È sufficiente recarsi in una biglietteria Trenitalia, portando con sé l’apposito modulo di richiesta (scaricabile dall’apposito link) e la fattura o la ricevuta o lo scontrino fiscale che attestino l’acquisto di una bicicletta pieghevole che, una volta ripiegata, abbia le dimensioni non superiori a 80x110x45 centimetri stabilite per il trasporto gratuito in treno.

 

 

Sconto sull’abbonamento ferroviario

La riduzione sull’acquisto di un abbonamento annuale o trimestrale, a tariffa 40/21 e 14/VE, applicata una tantum, corrisponde ad una quota fino ad un importo massimo di 150,00 euro (IVA compresa), pertanto non verrà corrisposto alcun resto in denaro o altra forma per acquisti di importo inferiore ai 150,00 euro. I beneficiari della riduzione potranno usufruire dell’agevolazione una sola volta nell’arco di validità dell’iniziativa. Non essendo cedibile lo sconto, l’abbonamento ridotto potrà essere intestato solo al possessore della bici pieghevole.

 

Maggiori informazioni possono essere reperite nelle biglietterie e gli sportelli di Trenitalia e sul sito della Regione Veneto.

Va a dama l’operazione “Bollicine solidali”, messa in campo da 20 aziende trevigiane a vario titolo appartenenti alla filiera del vino per portare un contributo di sostanza alla montagna veneta ferita dalla tempesta “Vaia” dell’autunno 2018.

Ieri al fondo della Regione Veneto, costituito lo scorso anno per raccogliere le donazioni in denaro da destinare ad interventi di recupero, il gruppo “Insieme per la montagna veneta”, promotore dell’iniziativa, ha conferito 200 mila euro sotto forma di un assegno consegnato nelle mani del presidente di palazzo Balbi, Luca Zaia.

La cifra corrisponde all’obiettivo posto all’inizio e che deriva dalla vendita di oltre 40 mila bottiglie di spumante ottenute da uve donate da aziende locali e poi spumantizzate, imbottigliate, etichettate e distribuite con opportune azioni di marketing e comunicazione da soggetti che hanno messo a disposizione gratuitamente i loro prodotti e lavoro.

La commercializzazione era stata affidata all’Associazione nazionale Alpini la quale, in occasione di vari eventi, non ha mancato di proporre al pubblico le bottiglie solidali, con etichetta firmata dallo stesso presidente della Regione.

Il Centro funzionale decentrato della Protezione civile regionale ha emesso un bollettino di aggiornamento della situazione in base alle evoluzioni meteo

 

Come attesto, da ieri sera precipitazioni estese in tutta la Regione. La situazione attuale vede precipitazioni in spostamento da sud-ovest a nord-est che interessano gran parte del Veneto, anche con rovesci a tratti. 

 

Si è alzata rispetto al previsto la quota neve che sulle Prealpi a 1700/1900 m, sulle Dolomiti molto variabile tra i 900/1100 m delle zone più chiuse e i 1400/1600 m delle zone più aperte.

 

Per quanto riguarda la situazione dei fiumi, si segnalano dei lievi incrementi nelle sezioni montane e pedemontane di alcuni corsi d’acqua. L’incremento più significativo si è registrato sull’Agno a Recoaro, che ha superato la prima soglia di guardia. Sul resto dei corsi d’acqua non si sono ancora registrati incrementi, e i livelli sono in generale in lenta diminuzione dopo la morbida di due giorni fa. Al momento non sono stati segnalati fenomeni franosi sui versanti.

 

Le previsioni fino alle 15 di oggi indicano persistenza precipitazioni estese, dalla costa alle zone pedemontane e montane da discontinue/modeste (1-5 mm/h) a frequenti/moderate (5-10 mm/h). Quota neve sulle Prealpi stabile attorno ai 1700/1900 m, sulle Dolomiti generalmente stabile a 1400/1600 m sulle zone più aperte ed in risalita fino a 1400/1600 m sulle zone più chiuse. I venti sulla pianura andando dalla costa alla pedemontana continueranno ad essere da tesi e provenienti da sud-est a moderati con tendenza a disporsi da nord-est, nelle valli deboli/moderati con direzione variabile, in alta montagna forti / molto forti da sud-est

 

 

Cosa ci aspetta nelle prossime ore

In base alle previsioni per le prossime ore si attendono ulteriori incrementi dei livelli idrometrici nelle sezioni montane e pedemontane di quei corsi d’acqua, i cui bacini montani saranno interessati dalle precipitazioni più significative.

 

Le precipitazioni previste potranno, inoltre, creare possibili locali disagi nella rete di drenaggio urbano e in alcuni canali della rete secondaria. La saturazione dei terreni potrà determinare l’innesco di fenomeni franosi superficiali sui versanti.

Prenderà ufficialmente il via tra il 5 e l’11 novembre prossimo la campagna vaccinale della Regione Veneto contro l’influenza 2019-2020, accompagnata anche da una sensibilizzazione via web e social accompagnata dallo slogan “Proteggi chi Ami. Vaccinati contro l’influenza”.

 

“Gli esperti nazionali – dice l’assessore alla Sanità Manuela Lanzarin – sono concordi nel definire aggressiva la nuova influenza. Per questo, pur nella soddisfazione per la crescita di adesioni registrata l’anno scorso, rivolgo un forte appello a tutti i cittadini, a cominciare dalle categorie a rischio, a vaccinarsi. I numeri delle complicanze testimoniano come si sia ogni anno di fronte a una malattia da non sottovalutare, e la vaccinazione può evitare molte sofferenze e il dolore di decine di decessi. Mi rivolgo anche a tutti gli operatori del sistema sanitario, perché siano i primi ad aderire, dando così il buon esempio”.

Categorie a cui la vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente

La vaccinazione antinfluenzale è fortemente raccomandata a tutti gli operatori sanitari, in particolare a quelli che prestano assistenza a pazienti con maggior rischio di complicanze e che lavorano nei reparti a più elevato rischio di acquisizione e trasmissione dell’infezione, quali pronto soccorso, terapie intensive, oncologie, ematologie, cardiologie, chirurgie, pediatrie, neonatologie, residenze sanitarie assistenziali. Le persone non appartenenti a categorie a rischio che intendano vaccinarsi contro l’influenza stagionale, possono rivolgersi al proprio distretto sanitario di appartenenza per ricevere il vaccino ad un prezzo agevolato (pari a 10 euro). Il vaccino antinfluenzale è infatti indicato per tutti i soggetti che desiderano evitare la malattia influenzale e che non abbiano specifiche controindicazioni.

 

Le categorie a cui la vaccinazione è raccomandata e offerta gratuitamente sono:

  1. Donne che all’inizio della stagione epidemica si trovino in gravidanza.
  2. Soggetti dai 6 mesi ai 65 anni di età affetti da patologie che aumentano il rischio di complicanze da influenza.
  3. Soggetti di età pari o superiore a 65 anni.
  4. Bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, a rischio di Sindrome di Reye in caso di infezione influenzale.
  5. Individui di qualunque età ricoverati presso strutture per lungodegenti.
  6. Familiari e contatti (adulti e bambini) di soggetti ad alto rischio di complicanze (indipendentemente dal fatto che il soggetto a rischio sia stato o meno vaccinato).
  7. Medici e personale sanitario di assistenza in strutture che, attraverso la loro attività, sono in grado di trasmettere l’influenza a chi è ad alto rischio di complicanze influenzali.
  8. Soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo e categorie di lavoratori (Forze di Polizia, Vigili del Fuoco, Polizia Locale e altre categorie). 
  9. Personale che, per motivi di lavoro, è a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani (allevatori, addetti all’attività di allevamento e trasporto di animali vivi, macellatori e vaccinatori, veterinari pubblici e libero-professionisti).
  10. Donatori di sangue. È previsto, inoltre, che la vaccinazione antinfluenzale sia offerta attivamente e gratuitamente, da parte dei datori di lavoro, ai lavoratori particolarmente esposti per l’attività svolta, anche al fine di contenere ricadute negative sulla produttività. 

 

Il non facile obbiettivo da raggiungere, posto dal piano sanitario Nazionale, è di raggiungere il 75% di tutti i soggetti a rischio e della popolazione con più di 65 anni.

Anche l’assessore regionale all’Istruzione e alla Formazione Elena Donazzan plaude all’accordo siglato tra Regione Veneto, Legambiente, Fondazione Cariparo ed Ente Parco Delta del Po per il recupero e la nuova valorizzazione dell’imbarcazione Goletta Verde come nave didattica.

 

“Invierò una lettera a tutte le scuole del Veneto – annuncia – perché nella loro programmazione annuale tengano conto della nuova opportunità didattica e inseriscano una giornata di formazione sul Delta del Po per far scoprire agli allievi questa esperienza di scuola di mare, di conoscenza ambientale e di scoperta della biodiversità”.

 

“La storica imbarcazione di Goletta Verde, non appena sarà restaurata e riallestita, sarà come un’aula a cielo aperto – sottolinea l’assessore – a beneficio in particolare degli studenti del Veneto che potranno così, con il valido ausilio di esperti, affrontare in presa diretta il tema del rispetto dell’ambiente, in particolare quello marino. Una bellissima opportunità per le nuove generazioni, così attente e sensibili alle tematiche ambientali, per scoprire da vicino la complessità della natura e le sfide da vincere nella salvaguardia dell’ecosistema”.

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