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Ultimo appuntamento al Teatro Toniolo: a chiudere la stagione di prosa 2018-19 ci pensa Silvio Orlando con il suo spettacolo Si nota all’imbrunire. Solitudine da paese spopolato che va in scena da venerdì 12 a domenica 14 aprile con la regia di Lucia Calamaro, già vincitrice del premio UBU nel 2012 per la miglior drammaturgia.

 

Lo spettacolo

La trama parla di solitudine, di un isolamento che il protagonista ha scelto di vivere. Solo e isolatosi volontariamente in una casetta di un paese spopolato, Silvio riceve la visita dei figli e del fratello maggiore. Una riunione di famiglia in occasione della messa in ricordo della moglie, morta dieci anni prima.

 

Nel suo isolamento Silvio ha sviluppato una certa confusione tra desideri e realtà e, senza confronto con una verità oggettiva; la sua mente ha creato una vita esattamente come l’uomo ha deciso che debba essere. Ma fino a che punto? Lucia Calamaro, drammaturga, regista e attrice, affronta un tema di grande attualità, la “solitudine sociale”,  un male oscuro e insidioso, «un’epidemia di solitudine» diffusa non solo tra gli anziani, ma ormai anche tra i più giovani.

 

Il commento della regista

È la stessa regista, Lucia Calamaro, a spiegare la forza del lavoro teatrale: “Questo spettacolo, che ha trovato nella figura del padre un interprete per me al tempo insperato e meraviglioso, Silvio Orlando, trova le sue radici in una piaga, una maledizione, una patologia specifica del nostro tempo che io, personalmente, ho conosciuto anche troppo.

 

La sociopsicologia le ha dato un nome, solitudine sociale. Silvio Orlando è, secondo me, un attore unico. Capace di scatenare per la sua resa assoluta al palco, le empatie di ogni spettatore, e con le sue corde squisitamente tragicomiche, di suscitare riquestionamenti, emozioni e azioni nel suo pubblico.

 

E insieme ci piace pensare che gli spettatori, grazie a un potenziale smottamento dell’animo dovuto speriamo a questo spettacolo, magari la sera stessa all’uscita, o magari l’ indomani, chiameranno di nuovo quel padre, quella madre, quel fratello, lontano parente o amico oramai isolatosi e lo andranno a trovare, per farlo uscire di casa. O per fargli solamente un po’ di compagnia”.

Abbiamo pensato di aprire piazzette, parchi e cortili, di chiudere strade al traffico per aprirle alla comunità. Sette serate per riscoprire la cultura dello stare assieme.

 

Con queste parole, l’assessore alla Cultura, al Turismo e all’Istruzione del Comune di Preganziol rende noto che è stata lanciata una sfida culturale – lo scorso anno – di cui ne è stata sperimentata la condivisione, lo scambio intergenerazionale, la semplicità, la bellezza di spettacoli sotto le stelle e fra le famiglie.

E Preganziol ha dimostrato di essere una comunità disposta a mettersi in gioco socialmente e culturalmente. Con questa bella esperienza ritorna quest’anno, ancor più convinto, l’appuntamento teatrale con il “Torototela” aperto a tutte le famiglie, e non solo.

 

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