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“Dovremmo chiamarlo ‘Decreto insicurezza’, perché il Decreto Salvini blocca ogni tentativo virtuoso di integrazione, condanna i richiedenti asilo alla clandestinità rendendoli facilmente preda di lavoro nero o criminalità organizzata. Ribellarsi a un provvedimento sbagliato e pericoloso è un dovere”. A dirlo è Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, che questa mattina a Treviso ha partecipato al presidio organizzato in piazza dei Signori.

 

 

“Auspichiamo che il prefetto intervenga per stoppare gli effetti di un decreto che vanifica l’ottimo lavoro fatto da amministrazioni comunali, cooperative e imprese sociali attraverso il sistema degli Sprar: solo in provincia di Treviso, infatti, sono oltre mille i richiedenti asilo seguiti in percorsi di accompagnamento per imparare la lingua e valorizzare le loro competenze professionali, permettendo così un inserimento nella società e una vera integrazione nel territorio. Tagliare drasticamente i fondi vuol dire eliminare percorsi virtuosi e creare ulteriore marginalità che a sua volta alimenta insicurezza e tensioni sociali. Elementi su cui la Lega potrà giocarsi, vergognosamente, l’ennesima campagna elettorale. Infine – ricorda in chiusura Zanoni – smantellando questo sistema di accoglienza, si perderanno migliaia di posti di lavoro, tra insegnanti, avvocati, mediatori culturali, medici e non solo. ‘Prima gli italiani’ per loro, evidentemente, non vale”.

Di seguito diffondiamo il comunicato sindacale unitario della proclamazione di proroga dello sciopero dei lavoratori turnisti Vinyloop, sin alle ore 6.00 del 25 maggio p.v.

 

Indegno spettacolo quello offerto dalla direzione aziendale della Vinyloop sino ad oggi. Nonostante la promessa che entro la metà di maggio il consiglio di amministrazione della società avrebbe deciso il destino dell’attività produttiva, ad oggi i lavoratori della Vinyloop non hanno ancora ricevuto alcuna notizia dalla direzione aziendale.

 

Ormai non vi sono più aggettivi per qualificare il comportamento del management societario e della proprietà, la multinazionale Ineos e Serge Ferrari. Proprietari che si sono negati alle richieste di incontro sindacali e istituzionali. Questo atteggiamento irresponsabile costringe ancora una volta i lavoratori a proseguire lo sciopero intrapreso per salvaguardare il proprio lavoro.

 

A far luce in tutta questa vicenda è forse la storia di Ineos nel nostro Paese. Di questa multinazionale, tristemente famosa per avere portato la Vinyls, società produttrice di VCM, PVC e PVC compound al collasso e alla conseguente successiva chiusura. Vinyls nota per la vicenda dell’isola dell’Asinara, l’isola dei cassintegrati.

 

 

Ma imbarazzante risulta anche la posizione di Serge Ferrari, del proprietario di minoranza della Vinyloop, produttore di teloni in PVC e fibre in poliestere. Imprenditore che ha costruito la propria immagine, di responsabilità sociale ed ambientale grazie anche all’attività di recupero e di riciclo del PVC nell’impianto di Ferrara. Immagine che Ferrari continua a pubblicizzare sul proprio sito on-line, nonostante l’impianto sia completamente fermo da almeno 1 mese e che la parte impiantistica Texyloop della lavorazione dei teloni di Ferrari non produca alcun materiale riciclato da oltre sette mesi. Serge Ferrari dunque millanta questa attività oppure in quale impianto e in quale luogo ricicla il PVC prodotto?

 

È evidente dal sito internet che la tecnologia utilizzata esiste solamente nel sito di Ferrara, quindi questa pubblicità quali interessi economici determina? L’affare Vinyloop appare sempre più intricato, crocevia di interessi economici e di scelte industriali e manageriali mancate che si ripercuotono sui lavoratori e le loro famiglie.

 

Le OO.SS. e la RSU Vinyloop proclamano pertanto la proroga dello sciopero dei lavoratori turnisti sino alle ore 6.00 del 25 maggio p.v.

Sciopero per l’intera giornata e presidio dalle 10 alle 13 per i 40 addetti del Mediaworld di Olmi domani, sabato 3 marzo. I lavoratori aderiscono allo sciopero nazionale indetto da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs unitamente al coordinamento unitario delle delegate e dei delegati. Mediamarket, l’azienda titolare in Italia dell’insegna Media World, ha infatti annunciato alle organizzazioni sindacali la chiusura di alcuni punti vendita, licenziamenti, lo stop ai contratti di solidarietà e l’eliminazione dal 1° maggio 2018 della maggiorazione domenicale del 90%, riconoscendo il solo 30% previsto dal Contratto nazionale.

 

L’impresa, sostengono le organizzazioni sindacali, è mossa dalla volontà di rendere tutti i punti vendita economicamente sostenibili in virtù di un bilancio consuntivo in perdita di 17 milioni di euro e ha precisato, nel corso di un recente incontro, che ciò si è determinato perché un maggior numero di negozi ha registrato un andamento negativo rispetto l’anno precedente.

 

Considerato che l’esito dell’incontro porta ad ulteriore perdita di occupazione e alla volontà di ridurre il salario dei lavoratori, la decisione di proclamare la mobilitazione nazionale è inevitabile e si pone l’obiettivo di far retrocedere l’azienda da tali decisioni e riportare le relazioni sindacali ad un confronto costruttivo che si ponga prima di tutto l’obiettivo di salvaguardare l’occupazione e migliorare le condizioni di lavoro.

 

“Per quanto riguarda il punto vendita di Olmi – precisa Massimo Boscaro della Fisascat Cisl Belluno Treviso – troviamo inaccettabile il blocco della maggiorazione domenicale, perché gli addetti lavorano quasi tutte le domeniche, e questo taglio avrebbe un impatto pesante sugli stipendi. Al Mediaworld le condizioni di lavoro sono pesanti e sono peggiorate perché negli ultimi tre anni il numero degli addetti è diminuito e alla normale attività si è aggiunta quella legata alle vendite on line che tra l’altro non vengono conteggiate nel fatturato del punto vendita. Lo sciopero di sabato è solo il primo atto di una mobilitazione che proseguirà. A tal fine è proclamato da subito lo stato di agitazione delle lavoratrici e dei lavoratori”.

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