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È in arrivo un nuovo fine settimana di tempo perturbato in Veneto: tra sabato pomeriggio e domenica pomeriggio sono previste precipitazioni, anche a carattere di rovescio o locale temporale, specie verso la costa, con quantitativi consistenti e localmente abbondanti sia sulle zone montane e pedemontane sia nella pianura nordorientale. Nevicherà in quota, sopra i 1800-2000 metri.

 

Il Centro Funzionale decentrato della Protezione civile del Veneto segnala lo stato di pre-allarme (allerta arancione) nelle aree del Delta del Po, interessate dalla propagazione dell’onda di piena del fiume. L’allerta, già da oggi pomeriggio e fino alle ore 14 di domani, interessa tutto il tratto veneto del Po. Il transito dell’onda di piena determinerà l’allagamento delle aree golenali non difese da argini, con interessamento delle attività, degli insediamenti, delle infrastrutture presenti. Si raccomanda ai Comuni ed agli enti gestori di interdire l’accesso alle golene aperte e chiuse compreso l’utilizzo delle piste ciclabili ivi presenti, e di mantenere la massima attenzione lungo il corso d’acqua, nonché di valutare l’interdizione al transito di mezzi e persone attraverso i ponti in barche presenti sui rami di Po e di provvedere eventualmente alla loro apertura per il libero deflusso della piena e del materiale flottante trasportato.

 

Per le aree alpine e prealpine (Alto Piave, Piave pedemontano, Alto Brenta, Monti Lessini e bacino del Garda) è stato di attenzione (allerta gialla) per possibili criticità nella rete idraulica minore e ai sistemi fognari e, in conseguenza delle precipitazioni abbondanti dei giorni scorsi, per la possibilità d’innesco di fenomeni franosi sui versanti. Permane, inoltre,  la situazione di criticità locale legata alla frana della Busa del Cristo in Comune di Perarolo di Cadore (BL)

 

Fino alla serata di domenica 24 permane lo stato di attenzione sula rete idrografica secondaria anche nei bacini del Lemene, Livenza e Tagliamento e nel bacino scolante della laguna di Venezia.

“Il Veneto è stato colpito a trecentosessanta gradi. I danni non sono ancora quantificati ma ingentissimi. Abbiamo chiesto un secondo commissario, oltre al sindaco Brugnaro che gestirà la situazione di Venezia e delle isole, per gestire la ricostruzione e il ripristino nei territori della regione massacrati da piene di fiumi, frane, dissesti e scomparsa di chilometri di spiaggia”. 

 

Così il Presidente della Regione Luca Zaia, questa mattina, ha fatto il punto della situazione dopo l’ondata di maltempo che da una settimana sta imperversando sul Veneto, puntualizzando quali sono le situazioni più critiche.  

 

“Devastata la costa, le spiagge ed il litorale – ha spiegato il Presidente – numerose le frane e gli smottamenti che abbiamo registrato in montagna. Per dare un’idea, sono 50 i cantieri di Vaia che hanno subìto danni. Misurina è rimasta isolata a lungo, strade chiuse nell’agordino ed il lago di Alleghe è arrivato a 6 centimetri dall’esondazione. Situazione devastante nel Veneto orientale. A Bibione 100.000 metri cubi di spiaggia sono stati inghiottiti, distrutti i sottoservizi. Danni anche a Caorle ed Eraclea, a Jesolo oltre un km di lungomare, verso la Pineta, non esiste più. Poi c’è tutta la parte verso il Polesine. La spiaggia di barricata è sparita, mentre la Sacca degli Scardovari è devastata. Su 70 cavane, 50 sono state distrutte, anche quelle che erano state appena ricostruite dopo Vaia”. 

 

L’assessore regionale alla Protezione Civile Gianpaolo Bottacin ha poi fornito alcuni numeri relativi all’emergenza di questi giorni. “L’Unità di crisi si è riunita da martedì scorso, ma già da dieci giorni era allertata – spiega – 195 i Centri Operativi Comunali aperti, 744 i soccorritori volontari che hanno operato, 186 le squadre di 78 organizzazioni. Numeri significativi che forniscono un’idea della grande macchina messa in moto dalla Protezione Civile regionale, mettendo insieme professionisti e volontari. Ora l’emergenza sta rientrando, ma temiamo per la montagna, dove le frane si possono muovere anche parecchie ore successivamente alle precipitazioni.”

 

In dieci giorni sono caduti dai 400 ai 700 mm di acqua – ha sottolineato Nicola Dell’Acqua, direttore dell’area tutela del territorio della Regione – si tratta della quantità che lo scorso anno si è registrata in 48 ore in occasione di Vaia. Il problema è rappresentato dall’ingrossamento dei fiumi in simultanea con l’alta marea che ha colpito pesantemente Venezia e le isole. Questo ha mandato in crisi la rete secondaria e provocato parecchi problemi in montagna, in particolare in alcuni cantieri di Vaia e nell’area nord-orientale”.

 

Dopo un sintetico quadro della situazione e un ringraziamento a tutti coloro che hanno lavorato e continuano a lavorare senza sosta in questi giorni (dai volontari ai professionisti della Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e tutte le forze dell’Ordine), il Presidente ha spiegato che la Regione sta predisponendo una relazione sommaria con una prima quantificazione dei danni in tutte le zone del Veneto, esclusa Venezia e le isole. Per ora è disponibile una relazione sintetica di ARPAV.

 

“I danni sono ingenti ma è ancora difficile ipotizzare cifre – ha sottolineato – quello che ci preoccupa ora, oltre al ripristino delle spiagge, fondamentali dato che rappresentano il 50 per cento del fatturato turistico del Veneto, è il fronte frane. Dopo il 2010 abbiamo messo in atto il piano D’Alpaos con 3 miliardi di euro, ma le piene si ripetono. Per mettere in sicurezza il Piave servono bacini di laminazione. Serve che qualcuno decida a livello centrale: se il dissesto idrogeologico è una priorità, bisogna che il Governo investa adeguatamente”. 

 

“Nel bilancio 2020 abbiamo allocato 45 milioni di euro, quello che potevamo, ben consapevoli che non basteranno” ha concluso il Presidente della Regione del Veneto.

La parte meridionale di una vasta depressione presente sull’Europa settentrionale isola un vortice ciclonico sul mar Ligure e determina una fase di instabilità sul Veneto tra oggi e domani con varie precipitazioni, anche a carattere di rovescio e temporale.

 

Fino alle prime ore di domani saranno probabili temporali localmente intensi sulla pianura centro meridionale, con accumuli localmente anche abbondanti su Rodigino e zone limitrofe (bassa Padovana, Basso Veronese, costa meridionale), in particolare ai confini con l’Emilia Romagna.

 

Il quadro meteorologico ha indotto il Centro Funzionale decentrato della Protezione civile regionale a diramare lo stato di attenzione (allerta gialla) per criticità idrogeologica nel caso di forti temporali sino alle ore 10 di domani. Eventuali criticità idrogeologiche potranno interessare  la pianura centrale e polesana, in particolare bacini idrografici del Bacchiglione e del basso Brenta, Po,Fissero-Tartaro-CanalBianco e Basso Adige, Basso Piave, Sile e il bacino scolante in laguna.   

 

Il possibile verificarsi di rovesci o temporali localmente anche intensi, potrebbe creare disagi al sistema di drenaggio urbano e lungo la rete idrografica minore. 

L’instabilità creata in Veneto dall’ampia circolazione ciclonica che insiste dall’Europa occidentale rende probabili precipitazioni, anche a carattere di rovescio o temporale, soprattutto nelle zone montane e nella pianura centro occidentale.

 

Il Centro funzionale decentrato della Protezione Civile del Veneto ha pertanto dichiarato lo ’stato di attenzione’ sino alle ore 8 di mercoledì 12 per il possibile verificarsi di rovesci o temporali, localmente anche intensi, che potrebbe creare disagi al sistema fognario e lungo la rete idrografica minore in tutto il territorio regionale.

 

Si segnala, inoltre,  la possibilità d’innesco di fenomeni franosi superficiali sui versanti e la possibilità di innesco di colate rapide in particolare nei bacini dell’Alto Piave, del Piave Pedemontano, dell’Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone e del sistema Adige-Garda e Monti Lessini, nonché nel bacino del Basso Brenta-Bacchiglione.

 

Martedì 28 maggio nemmeno la città di Noale (VE) è stata risparmiata dalla bomba d’acqua che ha colpito il Veneto Orientale; la pioggia, nel giro di pochi minuti, ha sconvolto il territorio tanto che i fiumi non sono riusciti a reggere il forte flusso dell’acqua.

Questo ha comportato in diverse strade un forte allagamento in: Via dei Tigli, Via Sant’Andrea, Via Cerva, Via Ongari, Via Brugnole e Via Calvi; colpendo anche le zone limitrofi.

Per fronteggiare l’emergenza è stato decisivo il supporto della Protezione Civile di Noale e di Martellago, oltre ai vigili del fuoco, agli agenti polizia locale, al gruppo dei Carabinieri volontari in congedo e i tecnici del Consorzio Acque Risorgive.

Il supporto di questi ha permesso di scongiurare un peggioramento della situazione, già di suo critica. Passata l’emergenza il Comune ha da subito disposto la procedura per comunicare i danni subiti al patrimonio privato e alle attività economiche e produttive derivanti da tale evento.

 

 

Foto di Giovanna Busolin, pubblicata nel gruppo Facebook SEI DI NOALE SE…

Una nuova fase di maltempo sta per interessare il Veneto, con previsioni elaborate da Arpav che indicano precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, anche intenso, soprattutto tra le ore centrali di oggi e il pomeriggio di domenica 12 maggio. Il tutto sarà anche accompagnato da fenomeni di vento forte.

 

Alla luce di questo quadro, il Centro funzionale decentrato della Protezione civile della Regione ha dichiarato lo stato di attenzione per criticità idrogeologica su tutto il territorio, a esclusione del bacino idrografico “Alto Piave”, in provincia di Belluno; e lo stato di attenzione per vento forte sulle zone montane, pedemontane e costiere.

 

Lo stato di attenzione per criticità idrogeologica è dichiarato dalle ore 12.00 di oggi, sabato 11 maggio, alle ore 14.00 di domenica 12 maggio.

 

Lo stato di attenzione per vento forte è dichiarato dalle ore 18.00 di oggi, alle ore 14 di lunedì 13 maggio.

 

In riferimento alla situazione meteorologica che dalla scorsa notte sta interessando tutto il territorio regionale, il Centro Funzionale Decentrato della Regione del Veneto ha dichiarato uno stato di allerta, fino alle ore 08.00 di domani, mercoledì 24 aprile.

 

 

Lo stato di criticità idrogeologica, dovuta al possibile verificarsi di rovesci o temporali localmente anche intensi, sembrerebbe interessare i seguenti bacini:

• VENE-H (Belluno e Treviso) – Piave Pedemontano

• VENE-B (Vicenza, Belluno, Treviso, Verona) – Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone.

 

Le previsioni di oggi

Per oggi si prevedono condizioni meteorologiche perturbate, con precipitazioni estese, moderate o a tratti anche forti, con rovesci e qualche locale temporale. Quantitativi complessivi anche consistenti specie su zone centro-settentrionali con possibili locali massimi di 70-100 mm su zone prealpine. Limite della neve in rialzo fino a 1900-2100 m circa.

 

La Protezione civile è impegnata nel garantire un monitoraggio costante della situazione e la massima prontezza operativa.

Un’ondata di maltempo di notevole intensità sta per interessare il Veneto. Porterà precipitazioni estese, a tratti intense, con quantitativi abbondanti o localmente molto abbondanti; copiose nevicate in alta quota e localmente a quote inferiori; venti forti in quota e, a tratti, sulla costa.

 

Alla luce di queste previsioni, il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile della Regione del Veneto ha emesso un avviso di condizioni meteo avverse per criticità idraulica e idrogeologica, per nevicate e per vento forte.

 

Lo stato di attenzione per criticità idraulica sulla rete principale è dichiarato, dalle ore 8.00 di domani, 4 aprile, alle ore 14.00 del 5 aprile, sui Bacini Idrografici Alto Piave, Piave Pedemontano e Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone.

 

Lo Stato di Preallarme per Criticità Idrogeologica, nello stesso lasso di tempo, è dichiarato sui Bacini Idrografici Alto Piave, Piave Pedemontano, Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone.

 

Lo stato di attenzione per criticità idrogeologica è dichiarato anche sul Bacino Idrogeologico Adige-Garda-Monti Lessini.

 

Sempre dalle ore 8.00 di domani alle ore 14.00 di giovedì 5 aprile è dichiarata la fase operativa di attenzione per vento forte su tutto il territorio del Veneto.

 

Emesso anche un avviso di criticità valanghe con allerta gialla a partire da domani, giovedì, sia sulle Dolomiti che sulle Prealpi. La quota neve sarà in discesa progressiva fino a 700-800 metri. In alcune aree, gli accumuli potranno raggiungere il metro di spessore.

 

Il Centro Previsione e Segnalazione Maree del settore Protezione Civile del Comune di Venezia avvisa che dalla sera di oggi, venerdì 1° febbraio, alla tarda serata di domani, sabato 2 febbraio, le previsioni meteorologiche indicano condizioni favorevoli al fenomeno dell’acqua alta. La previsione di marea per i prossimi giorni indica infatti 115cm alle ore 22.20 del primo febbraio e 110cm alle ore 09.00 del giorno 2 febbraio.

 

Questa previsione è legata principalmente a due fattori: il forte abbassamento della pressione atmosferica a Venezia, che a partire dalla scorsa notte si porterà rapidamente a circa 992hPa, e l’intensità dei venti di scirocco che sono previsti soffiare dal pomeriggio di venerdì su tutto il mare Adriatico. L’Arpav Veneto segnala che: “Si sta avvicinando dal nord Atlantico un intenso impulso perturbato, che risulta per il momento il più significativo della stagione. Porterà, tra venerdì e sabato, precipitazioni estese e assai consistenti soprattutto sulle zone centro-settentrionali, copiose nevicate in montagna e venti forti dai quadranti meridionali in quota e lungo la costa.”

 

Il Centro Maree ricorda che un livello di marea di 115cm comporta l’allagamento di circa il 20% della città. Ciò vuol dire che in Piazza San Marco – uno dei punti più bassi della città – la “marea percepita” ovvero il livello di acqua sul suolo calpestabile, sarà di circa 25cm. L’area della Stazione ferroviaria sarà asciutta, come l’80% del resto della città. Saranno comunque garantiti da Veritas i percorsi su passerella (vedi atlante delle passerelle www.comune.venezia.it/maree). Importante ricordare inoltre – soprattutto ai visitatori- che eventi mareali di questa entità hanno una durata media di circa 2ore e mezza.

 

Il Centro Maree consiglia di seguire gli aggiornamenti delle previsioni, effettuati 24 ore su 24, attraverso i seguenti canali:

  • collegandosi al sito del Comune di Venezia
  • seguendo i profili Social del Comune di Venezia / del Centro Maree
  • chiamando la segreteria telefonica al numero 041 2411996
  • registrandosi al servizio gratuito Sms (dal sito dime.comune.venezia.it)

Una nuova fase di intenso maltempo sta per interessare il Veneto, con precipitazioni estese e persistenti, con quantitativi abbondanti, con nevicate consistenti specie in quota e forti venti meridionali in quota e, a tratti, su costa e pianura limitrofa.

 

Sulla base di queste previsioni, emesse da Arpav, il Centro Funzionale Decentrato della Protezione Civile della Regione Veneto ha emesso un avviso di condizioni meteo avverse, dichiarando lo stato di attenzione per criticità idrogeologica in alcune aree del territorio, e per vento forte in altre zone.

 

La dichiarazione ha validità dalle ore 6.00 del 1° febbraio alle ore 14.00 del 2 febbraio.

 

Lo stato di attenzione per criticità idrogeologica riguarda i bacini idrografici Alto Piave, Piave Pedemontano e Alto Brenta-Bacchiglione-Alpone.

 

Lo stato di attenzione per vento forte è dichiarato sulle aree montane, pedemontane, costiere e pianura limitrofa.

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