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“Mentre la Lega litiga, Save passa all’incasso: non ci saranno decolli su Treviso, ma i voli passano comunque da 16.300 a 22.500. E questo è il danno maggiore per i cittadini”. Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico commenta così le critiche in commissione Via regionale del masterplan dell’aeroporto Canova, inviato nuovamente a Roma, e lo scontro tra i sindaci, entrambi del Carroccio, Conte (Treviso) e Dal Zilio (Quinto).

 

 

“Vedremo quale sarà il nuovo atto della commedia. Di certo, almeno in questo caso, si potrà dire che è il governo del cambiamento. Cambiamento in peggio, ovviamente, per i trevigiani con oltre seimila voli in più l’anno. Sempre che tali limiti vengano rispettati. Adesso i due litiganti chissà cosa otterranno dal ministro Toninelli, che magari proporrà dei tavoli da pic nic o un campo da calcetto sulle piste di decollo. Da uno che di fronte all’emergenza dei cambiamenti climatici e con una mobilitazione internazionale in atto, promuove l’acquisto di auto elettriche ma si compra un Suv Diesel, ci si può aspettare davvero di tutto. Il traffico aereo è uno dei maggiori imputati per l’incremento delle emissioni di anidride carbonica, permettere un aumento così massiccio dei voli dal Canova è una decisione gravissima”.

 

 

“La baruffa in salsa leghista – termina Zanoni – serve in realtà a mascherare la loro incapacità, e quella dei Cinque Stelle falsi paladini ambientalisti, di difendere gli interessi del territorio. Zaia incluso, che finora è stato zitto. Ma questa vicenda è un banco di prova per il governatore: è più importante la salute dei trevigiani o i profitti di Save?”.

“Sull’emergenza Pfas Zaia non sposti l’attenzione su altri attori: visto che chiede al Governo di porre limiti nazionali pari a zero; anzitutto li realizzi qua in Veneto dove abbiamo la contaminazione più grande al mondo con 350 mila residenti e 50 Comuni coinvolti e arriva a danneggiare anche il delicato territorio di Rovigo”.
È quanto afferma Cristina Guarda, consigliera della Lista AMP, assieme ai colleghi Zanoni e Azzalin (Partito Democratico), Ruzzante (Liberi E Uguali) e Bartelle (Italia In Comune); commentando le affermazioni odierne del governatore che parla di ‘questione nazionale’.
“Perché non implementa e finanzia il sistema di analisi e filtraggio delle acque in Veneto, visto che ne ha la facoltà, come gli stiamo chiedendo da tempo? Parla di Pfas zero ma in realtà mica lo persegue in Veneto! – aggiungono i consiglieri – Già da novembre 2018 infatti proponiamo che il Governo decreti urgentemente limiti per tutti i Pfas. Crediamo sia necessario unificare la normativa a livello nazionale; in modo che l’Italia possa avere una voce più autorevole in Europa prima che venga definita la nuova direttiva Ue sulla qualità delle acque destinate al consumo umano.
Il ministro dell’Ambiente può agire subito e in piena autonomia, con decretazione di urgenza, come ha fatto con il Decreto Genova, per innalzare la quantità di idrocarburi ammessi nei fanghi di depurazione da spargere sui terreni, scelta dalle terribili conseguenze ambientali e sanitarie. Se l’ha fatto per una questione emergenziale, come ha ribadito, senza chiedere permessi a nessuno, non capiamo perché su questo tema, di enorme valore sociale e sanitario, non possa comportarsi in identico modo”.

“Da un mese migliaia di persone affette dal morbo di Parkinson sono rimaste senza un farmaco indispensabile. Cosa sta facendo la Regione per affrontare questa emergenza e garantire ai pazienti di potersi curare?”. È quanto chiedono il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni insieme al capogruppo Stefano Fracasso, primi firmatari di un’interrogazione depositata oggi.

 

 

Al centro il caso del Sinemet, farmaco di vitale importanza e diventato praticamente introvabile da metà marzo. Una carenza dovuta a problemi produttivi, come ha sottolineato l’Agenzia italiana del farmaco. “Sono evidenti i disagi per queste persone e le loro famiglie, costrette a un’improbabile ‘caccia al tesoro’. Non esistono ‘generici’ che possano sostituirlo, al momento l’unica alternativa è acquistare un medicinale analogo dall’estero, dove costa di più, rivolgendosi alla propria Ulss di riferimento.

 

 

È inaccettabile che si arrivi a situazioni del genere, il ministero della Salute dovrebbe impegnarsi per assicurare la fruizione di medicinali fondamentali, come nel caso del Sinemet per i pazienti affetti dal Parkinson. Auspichiamo che la situazione possa normalizzarsi a breve, ma non ci sono certezze. Nel frattempo, viste le numerose segnalazioni che abbiamo ricevuto, quali procedure ha messo in atto la Regione, tramite le proprie Ulss, per fronteggiare l’emergenza?”.

“Il Decreto Salvini crea nuova marginalità tra i migranti e quindi insicurezza, ovvero l’opposto di quello che in teoria si propone; a cui si sommano i problemi cooperative, associazioni e amministrazioni comunali impegnate sul versante dell’accoglienza e dell’integrazione, distruggendo posti di lavoro. Qua non vale ‘prima gli italiani’?”. La domanda arriva da Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico che denuncia la situazione in provincia di Treviso chiedendo al Prefetto di bloccare gli effetti del Decreto firmato dal ministro dell’Interno nonché segretario della Lega: “Mi associo all’appello lanciato dal nostro segretario provinciale e mi auguro che faccia lo stesso il presidente della Provincia Marcon: si rivolga al suo capo di partito spiegandogli quanto sia sbagliato e dannoso questo provvedimento”.

 

La denuncia di Zanoni

 

“Sono più di mille richiedenti asilo seguiti in percorsi di accompagnamento per imparare la lingua, valorizzare le competenze professionali e di conseguenza ‘restituire’ qualcosa alle comunità che li hanno accolti. Sono progetti virtuosi che hanno coinvolto quasi la metà dei Comuni del Trevigiano. Con il taglio dei fondi voluto da Salvini, tutto questo rischia di essere spazzato via e le conseguenze sono facilmente immaginabili; i richiedenti asilo, in attesa del riconoscimento o meno della loro domanda, saranno clandestini con alta probabilità di diventare manodopera per la criminalità, oppure, per quanto riguarda la Marca, finiranno ammassati o nella caserma Serena a Treviso o alla Zanusso di Oderzo”.

 

La contro-proposta del consigliere

 

“Per una migliore integrazione ed evitare tensioni sul territorio, invece, servirebbe un’accoglienza diffusa in piccoli gruppi. Salvini e la Lega lo sanno benissimo, è solo l’ennesima conferma di come preferiscano alimentare le tensioni, in modo da specularci elettoralmente. E adesso con Europee e amministrative alle porte continueranno a marciarci sopra fregandosene delle conseguenze sia sui richiedenti asilo che per la sicurezza dei veneti. A ciò si aggiunge la drammatica perdita di posti di lavoro dovuta allo smantellamento dei progetti di accoglienza; se ne stimano circa 18mila a livello nazionale: infermieri, insegnanti, psicologi, mediatori culturali. Insomma, un disastro su tutta la linea”.

Cambiamenti climatici e green economy saranno al centro dell’incontro “L’Europa è il nostro futuro” in programma sabato 6 aprile a Treviso. Ne parleranno Andrea Zanoni, consigliere regionale del Partito Democratico e l’eurodeputata Isabella De Monte.

 

Per troppo tempo il riscaldamento globale e i suoi costi, economici e sociali, sono stati sottovalutati. Secondo l’ultimo rapporto dell’Ipcc, il Gruppo intergovernativo dell’Onu sui cambiamenti climatici, restano 12 anni per ‘salvare il pianeta’. Una sfida ai negazionisti, guidati dal presidente degli Usa Trump.

 

Si rilancia la diminuzione, in maniera drastica, delle emissioni di gas a effetto serra; invitando inoltre a incrementare la quota di rinnovabili nel mix energetico e abbandonare fonti inquinanti a partire dal carbone. Si invita inoltre ad azioni coordinate a ogni livello, dai Comuni alle istituzioni sovranazionali come l’Unione Europea.

 

“Per il Veneto finora è stato fatto poco o niente”. Accusa il Partito Democratico.  Il consigliere Zanoni ci tiene a ricordare che il PD ha presentato due mozioni, di cui n’è primo firmatario, per lanciare politiche energetico-ambientali nella regione; questo con l’obiettivo di abbattere le emissioni climalteranti. “Vedremo cosa risponderanno Zaia e la maggioranza leghista”. Conclude il PD.

 

L’appuntamento è per sabato in via Castagnole 20/M alle 17 nella sede del Pd provinciale di Treviso.

Il sentiero per un governo M5s-Lega è stretto, com’era prevedibile, sia per le contraddizioni programmatiche delle due forze politiche, sia per i vincoli finanziari e normativi esterni con cui anche loro devono fare i conti per non caricare ulteriore debito sulle future generazioni.

 

Anche se non è questo il governo che vorrei per l’Italia, non sono tuttavia tra coloro che tifano per l’insuccesso di questo tentativo. Perché il relativo fallimento costituirebbe comunque un danno per la nostra democrazia rappresentativa. Invece, se il consenso che hanno ricevuto dalla maggioranza degli elettori, in nome del cambiamento, fosse ben indirizzato potrebbe dare una spallata a quel centralismo burocratico e fiscale che frena da sempre lo sviluppo dell’Italia.

 

Qui sono però destinate a emergere due contraddizioni: può la Lega propugnare il sovranismo nazionale contro l’Europa e insieme realizzare il federalismo tanto atteso dal Nord? Può il M5s conciliare lo statalismo assistenzialista/dirigista delle sue proposte con la battaglia per l’autonomia di territori come il Veneto, che pure ha sostenuto? Contraddizioni che spiegano perché è del tutto assente nel contratto di governo sia ogni riferimento al completamento della riforma federale dello Stato, sostituita da un generico “regionalismo”, sia all’attuazione del federalismo fiscale.

 

Certo, considerato gli oltre 2 milioni e mezzo di Veneti che hanno votato per l’autonomia il 22 ottobre scorso e il cappotto di parlamentari fatto dalla Lega sul nostro territorio, è il minimo sindacale che al punto 19 sia presente l’impegno di portare “a conclusione le trattative tra Governo e Regioni attualmente aperte”, con il “trasferimento delle risorse necessarie” alle ulteriori competenze. Ma è cosa ben diversa dal riconoscere anche al Veneto l’autonomia tributaria necessaria alla competitività del territorio. Come per le Regioni speciali confinanti.

 

Spero di sbagliarmi, ma temo che le posizioni sovraniste/stataliste delle due forze politiche tendano verso politiche fiscali centraliste piuttosto che di decentramento fiscale ispirato ai principi di sussidiarietà e responsabilità, con il rischio di un ulteriore sforamento dei conti pubblici per accontentare le opposte istanze dei rispettivi elettorati, al Nord e al Sud.

 

Solo il federalismo infatti “chiama a giudizio la burocrazia” (efficace espressione del prof. Bertolissi), costringendola all’efficienza e responsabilizzando ogni livello di governo, dai Comuni ai Ministeri. Perché impone a chi ha il potere di decidere la spesa di chiedere le relative risorse ai contribuenti, fornendo un potente strumento di controllo democratico agli elettori.

 

Spero che il Partito Democratico, riflettendo sulle ragioni della propria sconfitta e rammentando che tra gli impegni del decalogo scritto da Veltroni nel 2007 vi era anche quello di“completare la riforma federale dello Stato, attuandone gli aspetti più innovativi, a cominciare dal federalismo fiscale e dalle forme particolari di autonomia che possono avvicinare le regioni a statuto ordinario alle autonomie speciali”, incalzi in questo senso l’eventuale nuovo Governo.

 

on. Simonetta Rubinato

 

“Tutta la mia solidarietà ai familiari e ai colleghi di Dragan Zekic, è inaccettabile, oltre che triste, come si debba quotidianamente aggiornare questo bollettino di guerra”. In una nota il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni esprime il proprio cordoglio per la morte dell’operaio croato, da tempo residente a Postioma di Paese, che ha perso la vita in un cantiere navale a La Spezia.

 

La sicurezza nei luoghi di lavoro deve diventare una priorità dell’agenda politica, coinvolgendo tutti gli attori, dalle imprese ai sindacati. Nei primi mesi del 2018 stiamo registrando due morti al giorno: non può e non deve essere questo il ‘prezzo’ della ripresa. La provincia di Treviso ha già pianto nove vittime, inclusi i residenti che hanno perso la vita altrove, persone che stavano semplicemente svolgendo il proprio dovere. 

 

Occorre fare un lavoro serio per costruire una cultura della prevenzione dei rischi e mettere in campo controlli costanti e sanzioni pesanti. Purtroppo in Veneto le cose non stanno andando così: ricordo l’allarme delle stesse Ulss per la carenza di personale degli Spisal dopo la riforma sanitaria. Da oltre un anno il Consiglio regionale ha approvato una mozione all’unanimità per chiedere alla Giunta il loro potenziamento, ma, al di là dei buoni propositi, non è accaduto ancora niente”.

“Nessuno gioisce per questa bocciatura, sia chiaro, sebbene fosse prevedibile. Però è anche ora di finirla di accusare chiunque abbia un approccio critico o ponga dei problemi come ‘nemico’ del territorio e dei suoi interessi. Le questioni vanno affrontate nel merito e non in chiave propagandistica come ama invece fare spesso Zaia sulle cui promesse tanti continuano a illudersi”. È quanto afferma Graziano Azzalin, consigliere regionale del Partito Democratico, dopo l’esito negativo della valutazione tecnica sul dossier di candidatura a Patrimonio Unesco delle Colline del Prosecco.

 

 

“Ci sarà tempo per fare chiarezza su una vicenda costata dieci anni di lavoro e parecchi soldi pubblici. Ho presentato un’interrogazione sulle risorse stanziate a sostegno della candidatura, ma la risposta è stata tutt’altro che esauriente. Basta andare a vedere le delibere e si può notare che la cifra spesa va ben oltre i 113mila euro dichiarati a cui vanno poi aggiunti i 150mila nel ‘pacchetto’ Grandi Eventi. Solo la Regione arriva a circa 500mila euro, senza dimenticare i finanziamenti indiretti tramite altri enti pubblici. Ma non è soltanto una questione economica. Adesso non ci deve essere una smobilitazione, bisogna evitare che ognuno vada per la propria strada. Occorre prendere atto dei rilievi tecnici mossi e sedersi tutti attorno a un tavolo per capire cosa fare per valorizzare un territorio con un patrimonio inestimabile. Una valorizzazione che non può prescindere dalla sostenibilità e della compatibilità ambientale, aiutando i piccoli produttori che caratterizzano un Prosecco di qualità. Questo territorio possiede un tesoro che va preservato con attenzione ed equilibrio. E le sue prospettive future non passano necessariamente da un riconoscimento dell’Unesco”.

“Nessuno sembra essere al riparo dai pesticidi. L’episodio accaduto a Colle Umberto dovrebbe far riflettere: una mamma che porta via il figlio dall’allenamento perché accanto al campo sportivo era in corso l’irroramento di un vigneto. Nonostante le promesse di Zaia stiamo assistendo a una vera e propria deriva, con l’impiego di queste sostanze tossiche anche a ridosso delle abitazioni. Quando si deciderà la Regione a fare una vera azione preventiva?”

 

A chiederlo è Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata prendendo spunto dalla ‘protesta’ di una mamma che, anche con altri genitori,  ha deciso di non far allenare il figlio dopo che già in mattinata era stata costretta a ‘barricarsi’ in casa, a Cappella Maggiore, proprio a causa del trattamento di alcuni vigneti coi cosiddetti fitofarmaci.

 

“Non si tratta di episodi isolati, ma sempre più frequenti e i residenti sono esasperati. Non è un caso che domenica 13 maggio si terranno ben due manifestazioni ‘Marcia Stop Pesticidi’, una in provincia di Treviso, a Cison di Valmarino, a cui parteciperò e a cui hanno aderito oltre 100 associazioni, l’altra a San Pietro in Cariano, nel Veronese. È un problema molto sentito, a cui è doveroso dare risposte. Zaia farebbe bene a parteciparvi: dovrebbe essere il presidente di tutti, cosa che troppo spesso dimentica.”

 

“Il mondo della viticoltura con un occhio di riguardo al Prosecco, è generosamente finanziato: 55,9 milioni di euro tra il 2007 e il 2015 e 17,2 milioni di euro dal 2016 ad oggi attraverso il Piano di sviluppo rurale (Psr), 24,9 milioni con il Programma nazionale di sostegno del vino (Pns) dal 2009 al 2017 più altri 5,1 con i bandi di sviluppo locale. Sono ben 103 milioni di euro. A fronte di tanta generosità, pretendere il rispetto della salute dei residenti, evitando violazioni di legge ed abusi, è il minimo sindacale. La speranza – conclude Zanoni –  è che presto questi fondi, provenienti dalle tasse dei cittadini, possano essere vincolati, destinati esclusivamente alla viticoltura biologica libera da sostanze chimiche di sintesi dannose alla salute dei cittadini, all’ecosistema e all’acqua”.

 

“L’impugnazione da parte del Governo della Legge sulle cave è più grave di quanto pensavamo ieri. Vengono infatti contestati ben cinque motivi di incostituzionalità riguardanti sei articoli in un dispositivo di altrettante pagine. Una bocciatura che coinvolge anche i pilastri di questo provvedimento”. A dirlo è il consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, relatore di minoranza della legge,  commentando le motivazioni della decisione del Consiglio dei ministri di impugnare davanti alla Consulta la Legge regionale n. 13 del 16 marzo scorso, ‘Norme per la disciplina dell’attività di cava’.

 

“È censurabile – si legge – relativamente a diverse disposizioni che eccedono dalle competenze regionali risultando invasive della  competenza esclusiva dello Stato in materia di tutela dell’ambiente. In particolare – continua il consigliere del PD entrando nel dettaglio – il primo motivo riguarda gli articoli 2 e 3. Per l’articolo 2 si contesta l’aver equiparato le lavorazioni relative ai materiali industrialmente utilizzabili ai materiali estratti dalla cava. Questa disposizione mira a sottrarre la gestione di tali materiali dalla disciplina dei rifiuti senza che ne sussistano le condizioni. Ragionamento praticamente identico per i contenuti dell’articolo 3 dove si consente di impiegare i questi materiali per i miglioramenti fondiari. Il secondo punto invece mette nel mirino l’articolo 8, al cui interno c’è una disposizione che consente di semplificare oltre il consentito la procedura di Valutazione di impatto ambientale (VIA) nell’atto autorizzativo. Ancora, poi, viene contestato l’articolo 11 per il fatto che l’autorizzazione costituisca titolo unico per l’attività di cava andando ancora a scavalcare le procedure di VIA”.

 

Ma le criticità non finiscono qua: “L’articolo 12 prevede per legge la proroga dei termini stabiliti dall’autorizzazione, cioè una ‘proroga di diritto’ che si sostituisce a un provvedimento amministrativo di rinnovo. Si va quindi a eludere la procedura normativa prevista e soprattutto le garanzie sostanziali che il procedimento autorizzativo di proroga assicura. La disposizione è messa sotto accusa dal Governo, in particolare, poiché consente in particolare di evitare l’effettuazione di una nuova verifica di assoggettabilità della VIA. Infine, ma qui eravamo stati facili profeti, il quinto punto riguarda l’articolo 32, relativo alle estrazione di trachite nel Parco dei Colli Euganei. Qui viene sottolineato come la disposizione vada contro un decreto ministeriale del 2007 che recepisce la Direttiva Habitat e Direttiva Uccelli ed è relativo alle zone speciali di conservazione (ZCS) e Zone di protezione speciale (ZPS) che vieta apertura di nuove cave e l’ampliamento di quelle esistenti”.

 

“Sorprende l’indignazione dell’assessore Bottacin che accusa il Governo di avercela col Veneto e parla di scelta ‘politica’. Lo invito a leggere il dispositivo: sei pagine con ben cinque motivazioni chiare e dettagliate, in cui viene citata una serie sentenze che fanno giurisprudenza che vanno dalla Corte di Giustizia europea alla Corte Costituzionale, a dimostrazione della gravità della situazione. Sia in Commissione che in aula – dice in chiusura Zanoni – avevamo sollevato il problema e contestato fortemente questi provvedimenti, con particolare riferimento alla procedura Via e alle cave nel Parco Colli. Purtroppo la maggioranza è voluta andare avanti come un treno senza ascoltare i nostri consigli e approvare i nostri emendamenti. Adesso il treno è deragliato e dovremo aspettare la sentenza della Consulta. Andrà perso oltre un anno a causa dell’incapacità della maggioranza di fare leggi che sappiano tutelare i privati ma anche, e soprattutto, l’ambiente”.

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