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Passare un giorno intero al pronto soccorso dell’ospedale dell’Angelo è come transitare per uno dei gironi dell’inferno dantesco.

 

I pazienti, si fa per dire, sono costretti a soggiornare su delle sedie scomode mediamente per otto ore prima di essere visti dal medico di turno.

 

C’è di tutto: dall’extra comunitario che, non parlando la nostra lingua, non sa cosa fare e come spiegarsi, all’anziano signore che gira per il locale con tanto di borsa con il catetere in mano.

 

Gente che protesta, gente che si arrabbia e che finisce per assalire i poveri infermieri che colpa di tutto questo non ne hanno certamente.

 

Il tutto poi deve essere gestito da due soli medici. Nella giornata di ieri, per esempio, in servizio ce ne erano solo due, che pur essendo in gamba, non riescono a gestire la fiumana di pazienti che quotidianamente affluisce al pronto soccorso.

 

È una cosa indecorosa, ma la colpa di tutto non è né dei medici né degli infermieri, ma esclusivamente dell’organizzazione che latita e della ormai cronica mancanza di personale.

 

Un ospedale come quello di Mestre non può e non deve essere lasciato in carenza di personale sanitario, è ora quindi che la Regione e la Direzione dell’ospedale intervengano e pongano riparo a questa indecorosa situazione.

Riceviamo e pubblichiamo una nota di considerazione di Daniele Giordano, Segretario confederale CGIL Venezia, sulla situazione del

 

“Apprendiamo dalla stampa delle elevate temperature percepite all’interno dell’Ospedale dell’Angelo con l’arrivo dei primi caldi. Ancora una volta, il principale presidio della Ulss sale agli onori della cronaca non per esempi virtuosi di assistenza ma per le sue gravi difficoltà e carenze strutturali – dichiara Daniele Giordano, Segretario confederale della Cgil veneziana. – Assistiamo a un continuo correre ai ripari per correggere il progetto fallimentare della costruzione di questo ospedale, accompagnato dagli annunci di nuovi progetti per pensare a come ricondurre questa struttura a misura del cittadino/paziente, non ultimo quello di un sistema di climatizzazione diffusa fermo per via dei costi elevatissimi di realizzazione per via della conformazione dell’Ospedale.
Tutto questo dimostra il fallimento del progetto di finanza e ancora una volta dimostra come l’affare l’hanno fatto i costruttori e i progettatori, che stanno beneficiando di una rendita trentennale senza rischi e senza ripercussioni negative sul piano delle responsabilità. Perché, ovviamente tutte queste misure tampone, vengono scaricate sulle casse pubbliche.
È inoltre preoccupante l’assenza di Azienda Zero che, a detta dei suoi ispiratori, avrebbe vigilato sulle inefficienze dei progetti di finanza e posto un argine all’utilizzo delle risorse pubbliche. Come CGIL ci chiediamo come sia possibile che dopo tutte le numerose denunce del Direttore Generale Dal Ben l’Azienda Zero, non abbia ancora aperto un vero e proprio
contenzioso nei confronti dei responsabili di questa situazione.
Continuano a spendere risorse per adeguare una struttura che ha solo 10 anni – conclude – e non si pensa a provvedimenti definitivi che potrebbero mettere fine a questa emorragia di risorse che potrebbero essere spese meglio”.

I lavoratori del CUP dell’ospedale dell’Angelo, oggi sono scesi in sciopero. Questi lavoratori, che ogni giorno con pazienza e capacità accolgono i cittadini per la programmazione delle loro cure e dei loro esami, sono dei lavoratori in appalto.

 

Questa situazione vuol dire non avere un futuro chiaro e rischiare di perdere il posto di lavoro ad ogni scadenza quinquennale del contratto, e tutto con stipendi inadeguati che sviliscono il lavoro di personale capace e formato.

 

I lavoratori del CUP dell’ospedale dell’Angelo chiedono quindi alla loro azienda ed all’azienda sanitaria di riconoscere il valore e l’importanza di ciò che fanno rivalutando le loro retribuzioni.

 

Chiedono inoltre che nella gara di appalto in dirittura di arrivo vengano inserite le clausole di tutela e garanzia dei livelli occupazionali e della qualità del servizio.

 

Riconoscere tutto ciò significa non solo rispettare i diritti dei lavoratori, ma anche tenere nella giusta considerazione i cittadini ed i pazienti che si rivolgono al CUP  dell’ospedale mestrino.

Le patologie definite con il termine di “demenza” hanno colpito 66.147 veneti, dei quali 63.458 con più di 65 anni e 2.689 con meno di 65 anni; questo secondo dati elaborati sull’anno 2017. In Italia, il numero sale a un milione 241 mila persone colpite, il 50-60% delle quali dall’Alzheimer.

 

Come supportare al meglio i pazienti e le loro famiglie? Come rendere più efficaci le cure? Come organizzare il sistema assistenziale? A queste domande, la Regione del Veneto sta dando risposte innovative, con il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA), abbinato all’attivazione di una novità a livello nazionale.

 

La Mappa per le Demenze a Supporto del PDTA Regionale, una piattaforma web di facile accessibilità. Dove ciascuna figura che si affaccia al mondo della demenza, professionista o utente che sia; può trovare modo di orientarsi e trovare supporto alle sue necessità.

 

Sono queste le principali novità sulle quali si focalizzerà un Convegno, dal titolo “Un nuovo approccio alla demenza, una mappa a supporto del PDTA regionale”, che si terrà mercoledì prossimo, 22 maggio 2019, con inizio alle ore 9.30, presso l’Auditorium “G.Rama” dell’Ospedale dell’Angelo di Mestre.

 

I lavori saranno aperti dagli interventi dell’Assessore alla Sanità della Regione Veneto, del Direttore Generale della Sanità Veneta Domenico Mantoan, del Dg dell’Ulss 3 Serenissima Giuseppe Dal Ben e del Dg dell’Azienda Zero Patrizia Simionato.

 

Il tema, sul piano tecnico, sarà introdotto dalla dottoressa Cristina Basso, dell’Unità Operativa Complessa Servizio Epidemiologico Regionale e Registri di Azienda Zero; vi sarà inoltre la testimonianza di una persona affetta da demenza, l’irlandese Helen Rochford-Brennan, Presidente del Working Group Europeo per le Demenze. Per tutta la giornata, tecnici e specialisti del settore sia alterneranno nell’affrontare i singoli aspetti delle demenze.

La presidente del consiglio comunale, Ermelinda Damiano, è intervenuta venerdì mattina all’ospedale dell’Angelo di Mestre alla cerimonia di consegna di un nuovo ecografo portatile al reparto di geriatria.

 

Il macchinario, donato al nosocomio mestrino dalla Fondazione Paola Colombera e Giampaolo Pighin, può essere utilizzato nelle diverse stanze di degenza per agevolare le analisi senza richiedere lo spostamento del paziente e permette di effettuare i prelievi rendendoli meno traumatici per gli anziani.

 

“Un grande grazie alla Fondazione Paola Colombera e Giampaolo Pighin – ha esordito la Damiano nel portare i saluti del sindaco Brugnaro e dell’assessore Venturini – non solo per la generosa donazione, ma anche per tutte le attività che promuove a favore degli anziani bisognosi. Il nostro territorio si è sempre dimostrato molto attento e sensibile sui temi sociali e i risultati si vedono. La sinergia tra pubblico e privato, tra mondo del volontariato e istituzioni è sempre preziosa perché permette di migliorare i servizi ai cittadini”.

 

La Fondazione Paola Colombera e Giampaolo Pighin

La Fondazione, nata nel 2011, si occupa della tutela dei soggetti svantaggiati nei settori dell’assistenza sociale, sanitaria e socio sanitaria, dell’istruzione, della formazione e della ricerca scientifica. Promuove e finanzia iniziative di vario genere come ricerche, incontri, seminari, corsi di formazione, manifestazioni e convegni per la prevenzione e la riduzione del disagio di persone sole o anziane in situazione di difficoltà. Tra le attività promosse dalla Fondazione anche un progetto di pet therapy, in collaborazione con l’associazione “La Terra di Hope”, attivo al Centro Nazaret di Mestre e, nel 2019, una borsa di studio di 25mila euro per l’attività di ricerca sul tema “Nutrizione e malattie croniche dell’anziano” nel Dipartimento di Medicina dell’Università degli studi di Padova.

 

La presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano, è intervenuta questa mattina all’Ospedale dell’Angelo di Mestre. L’occasione è stata la presentazione dei nuovi dipinti di Clarice Renier; realizzati nell’ambito del progetto di umanizzazione delle sale del Reparto di Radioterapia del nosocomio mestrino.

 

 

Al simbolico taglio del nastro erano presenti: il direttore della Funzione ospedaliera dell’Ulss 3 Serenissima, Michele Tessarin, il primario del Reparto di Radioterapia oncologica, Imad Abu Rumeileh, la consigliera della Lilt – Lega italiana per la Lotta contro i tumori della sezione provinciale di Venezia, Paola Toniolo, e la consigliera della Municipalità di Chirignago Zelarino Luisa Rampazzo.

 

 

“È per me un piacere e un onore essere qui oggi per la presentazione della fase finale di un nobile progetto; che ha contribuito a rendere più umano e confortevole un luogo legato alla sofferenza”. Così ha esordito la presidente Damiano; in seguito ha sottolineato l’importanza della sinergia tra istituzioni e associazioni del territorio, per poter offrire ai cittadini servizi sempre migliori.

 

 

“La collaborazione di lunga data con la Lilt e con l’Ulss 3 in particolare ha portato, e sono certa continuerà a portare, molti buoni frutti. Penso, ad esempio, all’ultimo progetto realizzato insieme, al Vaporetto rosa, che con le sue cinque tappe in laguna ha offerto alle donne visite gratuite e informazioni sulla prevenzione del tumore al seno”. Ha concluso Damiano.

 

 

I 28 nuovi pannelli, animati da fiori, stelle e pesci multicolori, completano il ciclo pittorico dell’artista veneziana – la cui prima tranche era stata inaugurata nell’ottobre del 2016 – realizzati con l’obiettivo di rendere più accoglienti gli spazi del reparto radioterapico, accompagnando e sostenendo i pazienti oncologici durante il difficile periodo delle terapie.

Un sessantaseienne di Marghera, Daniele Rizzardini, è morto nel piazzale antistante il pronto soccorso dell’ospedale dell’Angelo di Mestre.

L’anziano si era recato sabato sera alle 19 al pronto soccorso per un trauma alla testa a seguito di una caduta.

Dopo essere stato visitato, è stato dimesso, a mezzanotte, ma verso le 1.30 un vigilante lo ha trovato morto alla fermata del bus.

 

 

Fonte: Venezia Today

La psicosi dell’allarme bomba ha colpito anche l’ospedale dell’Angelo di Mestre.

 

Ieri pomeriggio alle 17 è stato notato un pacco abbandonato all’interno del parcheggio dell’ospedale.

 

Sono intervenuti i Vigili del fuoco di Mestre e gli artificieri che, dopo aver fatto allontanare le persone, hanno fatto brillare il pacco.

 

All’interno solo ferri e arnesi da lavoro, probabilmente dimenticati da qualche operaio. Alle 18.30 tutto è rientrato nella normalità.

L’ospedale dell’Angelo di Mestre è stato ceduto per il 59,4% ai francesi. Ad acquistarlo è stata la Core Infrastructure II.

 

La quota ceduta coinvolgerebbe la gestione dei servizi non sanitari e cioè le pulizie, la ristorazione, la manutenzione, la refertazione, l’area commerciale e la lavanderia.

 

L’operazione finanziaria varrebbe circa 50 milioni di euro.

 

L’ospedale dell’Angelo è operativo dal 2008, ha 680 posti letto ed una superficie di 280mila metri quadrati.

 

 

Fonte: Venezia Today

Il gravissimo episodio è avvenuto attorno alle 16.30 di venerdì 14 settembre, di fronte all’ospedale dell’Angelo di Mestre. Secondo la ricostruzione del fatto, due uomini, uno di nazionalità marocchina e un rumeno, si sono affrontati.
L’aggressione è iniziata all’interno dell’autobus Actv in sosta alla fermata. A un certo punto il marocchino ha estratto un coltello e ha colpito al collo l’altro, ferendolo gravemente. Quest’ultimo è riuscito a trascinarsi fino all’ingresso del nosocomio, dove un chirurgo dell’Angelo l’ha soccorso.
Le condizioni sono apparse da subito molto gravi, tali da dover portare urgentemente il ferito in sala operatoria. Tuttora la prognosi è riservata.
Il sangue rinvenuto all’interno dell’autobus testimonia che probabilmente l’aggressione armata era già iniziata all’interno del mezzo per poi proseguire all’esterno.
Le forze dell’ordine intervenute sul posto, sono riuscite a fermare l’aggressore rimasto nei paraggi.
Sul posto sono giunti anche la polizia scientifica e il nucleo sommozzatori per cercare di recuperare l’arma, presumibilmente buttata nel laghetto a fianco dell’ingresso dell’ospedale.

 

Fonte: VeneziaToday

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