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Pronto soccorso dell’ospedale dell’Angelo, girone dantesco

Passare un giorno intero al pronto soccorso del ospedale dell’Angelo è come transitare per uno dei gironi dell’inferno dantesco.

Passare un giorno intero al pronto soccorso dell’ospedale dell’Angelo è come transitare per uno dei gironi dell’inferno dantesco.

 

I pazienti, si fa per dire, sono costretti a soggiornare su delle sedie scomode mediamente per otto ore prima di essere visti dal medico di turno.

 

C’è di tutto: dall’extra comunitario che, non parlando la nostra lingua, non sa cosa fare e come spiegarsi, all’anziano signore che gira per il locale con tanto di borsa con il catetere in mano.

 

Gente che protesta, gente che si arrabbia e che finisce per assalire i poveri infermieri che colpa di tutto questo non ne hanno certamente.

 

Il tutto poi deve essere gestito da due soli medici. Nella giornata di ieri, per esempio, in servizio ce ne erano solo due, che pur essendo in gamba, non riescono a gestire la fiumana di pazienti che quotidianamente affluisce al pronto soccorso.

 

È una cosa indecorosa, ma la colpa di tutto non è né dei medici né degli infermieri, ma esclusivamente dell’organizzazione che latita e della ormai cronica mancanza di personale.

 

Un ospedale come quello di Mestre non può e non deve essere lasciato in carenza di personale sanitario, è ora quindi che la Regione e la Direzione dell’ospedale intervengano e pongano riparo a questa indecorosa situazione.

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