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Se qualcuno si domanda se coltivare il proprio orto può essere considerata un’attività sovversiva, beh, la risposta potrebbe essere senz’altro sì. Questo semplice gesto potrebbe potenzialmente modificare gli equilibri del potere, non solo nel nostro Paese, ma in tutto il mondo. Questo “atto di ribellione” sfida il controllo che il sistema politico-industriale ha su di noi. Quali sono i vantaggi di coltivarsi il cibo da soli? Come può un semplice gesto come questo modificare lo status quo del potere politico industriale?

 

Come prima cosa, l’auto-produzione riduce la dipendenza da un sistema industriale inquinato. Migliora la salute e il benessere psico-fisico, facendoci fare movimento e producendo cibo nutriente, liberandoci perfino dalla dipendenza di alcuni tipi di medicinali. Contrasta l’industria agro-chimica che sta inquinando il pianeta, e allo stesso modo ci aiuta a rimediare ai danni che stiamo facendo all’ambiente a causa dello stile di vita consumistico che ci hanno imposto le grandi industrie.

 

Questo tipo di cultura, quello della consapevolezza, è diventato un’affermazione politica o meglio un movimento idealista chiamato “Propaganda Gardening”, che sta acquisendo sempre più interesse e consensi. Si tratta di una combinazione di “guerrilla gardening” e protesta politica, che consiste nello sviluppare l’autosufficienza facendo una semplice, ma coraggiosa affermazione riguardo al mondo che condividiamo e le scelte di vita che facciamo.

 

Ron Finley, un famoso guerrilla gardener di Los Angeles ha così dichiarato: “Vivo in una prigione alimentare. È stata progettata nei minimi dettagli, come le carceri. Ma sono stanco di essere un detenuto. Così, mi sono detto, fatemi cambiare questo paradigma, fatemi coltivare il mio cibo. Posso farlo per scappare da questa vita predestinata cui sono stato abbonato contro la mia volontà.”  

 

Roger Doiron, fondatore di “Kitchen Gardeners International” (una rete non profit composta da 20.000 persone in 100 Paesi), ha espresso il suo pensiero: “L’orticoltura è un’attività sovversiva. Pensate al cibo come a una forma di energia, ma allo stesso tempo una forma di potere. Quando incoraggiamo le persone a coltivare ciò che mangiano, le stiamo incoraggiando a riprendere il potere nelle proprie mani. Potere sulla propria dieta, salute e portafogli. È sovversivo perché incoraggia a sottrarre quindi il potere a qualcuno che lo detiene.”
Doiron ha però puntualizzato: ”Il mio orto può funzionare solo se lo condivido con più gente possibile. E infatti ora lo condivido con voi, ma mi aspetto che anche voi lo condividiate con altri…”.

 

Fonte: www.dolcevitaonline.it

Babylon vince la Treviso Creativity Week

Assegnati i premi nella gran serata finale al Sant’Artemio. Riconoscimenti anche ai vicentini che vogliono rivoluzionare il mondo dei biglietti da visita e ai padovani che lavoreranno per prevenire le catastrofi ambientali

 

La sua visione del futuro è fatta di supermercati che al posto del tetto hanno degli orti che producono frutta e verdura di qualità. Un business fatto della gestione delle serre e della vendita di prodotti, è stata la start up Babylon a vincere la Treviso Creativity Week che tra i circa cento progetti che si sono candidati ha messo in palio 2.500 euro in denaro al vincitore e 10.000 euro in servizi e benefit. “I riconoscimenti intendono premiare e dare visibilità a tutti i giovani creativi e innovatori veneti che vogliono investire su sé stessi e sul territorio”, spiega l’organizzatore, Gianpaolo Pezzato.

 

La premiazione è stata fatta ieri sera all’auditorium della Provincia di Treviso, al Sant’Artemio, alla fine di una giornata nella quale i trenta giudici hanno valutato le dieci start up finaliste con domande e interviste face to face nell’atrio della sede della Provincia, dove ai singoli desk centinaia di curiosi hanno chiesto informazioni. Tra di loro, ne erano state scelte tre: oltre a Babylon, in finale sono arrivati la B&P Card e la Flood Hydrone. Una giuria di super esperti tecnici, capaci di valutare la possibilità di business celata dietro l’azienda, ha poi valutato le presentazioni finali dei tre e fatto vincere l’idea di Romano Selva e della moglie Immacolata Caputo, entrambi di Mogliano Veneto, che hanno lavorato al progetto assieme a Alessandro Vezzil che vive a Udine.

 

“L’idea di Babylon è quella di sfruttare la tecnologia dell’idroponica per poter costruire delle serre sopra i supermercati”, ha spiegato Selva ai giurati. “Così creiamo un’integrazione totale con i negozi sottostanti e ridurre i rifiuti alimentari in quanto la produzione viene basata sulla previsione della domanda di mercato. Queste serre sfruttano l’energia derivata dai gruppi frigo, e non solo, come risorsa rinnovabile. Il progetto di Babylon vuole mantenere la proprietà delle serre in modo da poter trarne il maggior rendimento”. Nel suo modello di business, nella fase iniziale c’è l’inserimento della serra presso centro logistico e vendita diretta della merce. Una volta consolidato il modello di business ci saranno supermercati che potranno acquistare direttamente la serra automatizzata e in questo caso si venderà il pacchetto completo: serra, macchinari, formazione personale.

 

Seconda classificata l’idea B&P Buisness and personal card che ha proposto “B&P card”, una soluzione interattiva che crea biglietti da visita digitali. Spiega il team originario da Bassano del Grappa, nel Vicentino, e formato da Daniele Artico, Andrea Gobbo e Michele Mattiuzzo: “È una soluzione che non solo va a tutelare l’ambiente, salvando alberi da tutto il mondo, ma anche che abbatte i costi di produzione e stampa dei biglietti cartacei, offrendo inoltre soluzioni semplici e immediate che, gratuitamente, permettono di modificare i propri biglietti ogni qualvolta ve ne sia la necessità.”. I biglietti sono anche interrativi e permettono collegamenti diretti alle chiamate, attraverso il numero di telefono, ai social e alle mail attraverso i vari loghi.

 

Terzo posto per “Flood HyDrone”, società originaria di Due Carrare, in provincia di Padova, che si occupa di prevenire catastrofi alluvionali effettuando accurati studi attraverso tecniche innovative, come l’utilizzo dei droni, per studiare le caratteristiche dei corsi fluviali e le modifiche che hanno subito nel corso degli anni. I componenti del team sono Damiano Costa, Andrea Sinigaglia e Marco Zamborlin: “Gli obiettivi sono quelli di garantire sicurezza e serenità per la popolazione – spiegano – e in Flood  HyDrone abbiamo sviluppato un software che integra le tecnologie di Big Data, Machine Learning e  droni in grado di elaborare grandi quantità di dati e prevenire i vari danni”.

 

Tra i premi aggiunti al concorso, il riconoscimento speciale di Confcommercio: un pacchetto di servizi erogato dalla società di servizi Ascom Servizi Spa che prevede consulenza fiscale, contabile, contrattualistica e societaria, del lavoro e servizi digitali gratuiti per un anno e scontati del 50% rispetto ai prezzi di listino per il secondo anno. Lo ha vinto l’idea di “Beautic”, la creazione di una community con la passione della cosmetica. Il gruppo di vicentini composto da Martina Mantoan, Giuseppe Vinchesi, Carlo Moretti, Massimo Giordan e Alberto Simonato, si è posto l’obiettivo di offrire agli utenti registrati la possibilità di trasformare la propria passione in un’opportunità di guadagno, potendo taggare direttamente i prodotti utilizzati all’interno dell’e-commerce di competenza e grazie a un sistema di commissione. “Permette inoltre di mostrarsi ai vari brand – spiegano –  che avranno la possibilità di analizzare i dati, attraverso il numero di altri utenti che convertono e influenzano attraverso la condivisione dei loro make-up realizzati. Questa piattaforma risulterà molto utile anche per i vari brand in quanto, al momento, non hanno strumenti per individuare chi veramente riesce a influenzare l’acquisto dei loro prodotti”.

 

Ma non basta: sul piatto anche sei mesi presso l’incubatore certificato T2i in memoria dell’imprenditore Luciano Miotto. Lo hanno vinto tre bellunesi, Mattia Stevanin, Marco Feltrin, Ottorino De Bona, Dario De Leonardis con la loro Karryco, startup innovativa che rivoluziona la fruibilità del servizio di trasporto merci su strada offrendo la possibilità al cliente e al trasportatore di mettersi in contatto e di confrontarsi in un ambiente neutro per raggiungere un accordo. “Questo servizio permette di risparmiare sui prezzi di trasporto – hanno spiegato – andando a colmare gli spazi vuoti presenti nei camion e adempiendo all’inefficienza nel processo, tutti servizi che hanno anche un buon impatto dal punto di vista ambientale”.

 

Questa mattina, nella biblioteca della Villa Torni di Mogliano, i coordinatori delle 40 associazioni che operano all’interno degli spazzi messi a disposizione dal Direttore dell’Istituto C, Gris, Annalisa Basso, hanno spiegato le attività previste per i prossimi mesi estivi.

 

L’architetto Luigi de Marchi del Coordinamento Eventi di Villa Torni coadiuvato dalla Presidente dell’Associazione di quartiere Mazzocco Torni, Wally Zorzi, ha ricordato che queste attività stanno dando un aspetto nuovo al Gris.

 

Ora Villa Troni e il suo parco, grazie all’attività delle quaranta associazioni ospitate, sono aperti al pubblico e i cittadini di Mogliano e dei comuni limitrofi potranno vivere questi spazi.

E non solo. Perché tutto questo ha attirato l’interesse di benefattori privati. Il prossimo 29 giugno, grazie alla donazione di 15 mila euro offerti da una benefattrice, saranno inaugurati l’orto botanico e il giardino della Casa di Riposo del Gris.

 

Sempre grazie al contributo di un benefattore, l’Istituto Gris sta predisponendo la realizzazione di 24 posti letto per l’assistenza diurna di malati non autosufficienti.

 

Fra le associazione presenti, è stata notata l’assenza dell’associazione “Il Pesco” di Giuliana Tochet, che è stata l’apripista per tutte le altre associazioni arrivate in un secondo momento.

 

 

Qui di seguito le attività programmate a Villa Torni nei mesi di giugno, luglio e settembre:

 

11 giugno – 2 settembre: centri estivi My Energy, per i bambini dai 4 ai 10 anni. In collaborazione con la “Piscina My Energy”

21 giugno – 28 ottobre: spazio eventi “Casetta riCREAtiva”, dove per tutta l’estate si condurranno i laboratori, i corsi e gli incontri culturali aperti a tutta la cittadinanza

29 giugno: inaugurazione del nuovo Giardino, alla presenza delle autorità locali

29 giugno – 8 luglio: circo teatrale Patuf, con spettacoli diurni per i bambini dei centri estivi e spettacoli serali aperti alla cittadinanza. Il tendone del circo sarà montato nell’area vicino alla Villa.

 

15 luglio: riTorni in Villa d’Estate, una giornata in Villa con mercatini, eccellenza dello Street Food, spettacoli musicali e teatrali dedicati alle famiglie. Previsti i gonfiabili per i più piccoli.

6 – 7 luglio: corso professionale su “Le funzioni scolastiche e le prassi. Lo sviluppo della competenza grafo-motoria”, realizzata del Centro Studi Itard (ente formatore accreditato dal MIUR e membro della British Dyslexia Association).

 

20 – 21 – 22 – 23 settembre: “Festa dei Torni”, una fiera storica che proporrà rievocazioni, mercatini, eccellenze dello Street Food legate alla pizza, con il coinvolgimento delle confraternite nazionali delle eccellenze locali, moltissimi spettacoli di musica e teatro dedicati alle famiglie, dove si potranno anche ballare le danze tradizionali. Per i ragazzi saranno organizzati dei raduni di street-art con DJ e pista da skateboard, mentre per i più piccoli ci saranno le “giostre di una volta”.

Da oggi ci sono due nuove gombine nell’orto di via Cardinal Agostini alla Gazzera

 

Pomodori, zucchine, melanzane, carote: l’orto di via Cardinal Agostini alla Gazzera da oggi ha due nuove gombine grazie al lavoro dei piccoli giardinieri delle sezioni Bolle rosse e Bolle blu della Scuola materna San Giovanni Bosco,  di 7 ospiti del centro diurno della Cooperativa sociale “La Rosa Blu, e dei volontari dell’associazione ricreativo-culturale Arci Nova Q16. A portare un saluto ai protagonisti del progetto “Un seme per crescere” è stato questa mattina l’assessore alla Coesione sociale Simone Venturini.

 

“Quando nasce qualcosa dalla cura di un bambino – ha commentato l’assessore Venturini – è sempre un bel segno. Siamo felici di poter collaborare a questa iniziativa, che mette insieme grandi e piccoli, che insegna il rispetto per l’altro e il valore del lavorare insieme. Un modo semplice e bello per prendersi cura della propria città”.

 

 

La mattinata ha visto impegnati i bambini nel trapiantare nel campo dato in gestione dal Comune di Venezia, dove gli utenti della Cooperativa svolgono già da vari anni l’attività di orto-coltura “Orto Mio!”, le piantine fatte crescere in classe negli orti in cassetta.

 

 

“Questo progetto – ha concluso Venturini – lavora per abbattere pregiudizi e stereotipi, facendo conoscere ai bambini delle nostre scuole le persone disabili dei Centri diurni del nostro territorio. Nascono così amicizie straordinarie dall’altissimo valore educativo”.

 

Il Progetto si concluderà a giugno con la Festa del raccolto, quando i bambini e gli utenti raccoglieranno gli ortaggi cresciuti e faranno merenda insieme. Gli ortaggi raccolti verranno poi portati all’asilo per essere condivisi con gli altri bambini.

 

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