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La notte scorsa, all’una, i Vigili del fuoco sono intervenuti in via Livenza a Noale per l’incendio di un furgone con all’interno delle bombole.

 

I pompieri arrivati da Mestre e i volontari di Mirano con due autopompe, un’autobotte e 12 operatori, hanno spento il furgone completamente avvolto dalle fiamme, parcheggiato sotto una pompeiana andata distrutta.

 

Il furgone utilizzato dal proprietario per il trasporto di attrezzature da lavoro conteneva all’interno bombole di ossigeno e propano, utilizzate per eseguire delle saldature. Le cause dell’incendio sono al vaglio dei tecnici dei Vigili del fuoco e dei Carabinieri.

 

Le operazioni di completo spegnimento, raffreddamento e bonifica sono terminate alle ore 4.

Martedì 28 maggio nemmeno la città di Noale (VE) è stata risparmiata dalla bomba d’acqua che ha colpito il Veneto Orientale; la pioggia, nel giro di pochi minuti, ha sconvolto il territorio tanto che i fiumi non sono riusciti a reggere il forte flusso dell’acqua.

Questo ha comportato in diverse strade un forte allagamento in: Via dei Tigli, Via Sant’Andrea, Via Cerva, Via Ongari, Via Brugnole e Via Calvi; colpendo anche le zone limitrofi.

Per fronteggiare l’emergenza è stato decisivo il supporto della Protezione Civile di Noale e di Martellago, oltre ai vigili del fuoco, agli agenti polizia locale, al gruppo dei Carabinieri volontari in congedo e i tecnici del Consorzio Acque Risorgive.

Il supporto di questi ha permesso di scongiurare un peggioramento della situazione, già di suo critica. Passata l’emergenza il Comune ha da subito disposto la procedura per comunicare i danni subiti al patrimonio privato e alle attività economiche e produttive derivanti da tale evento.

 

 

Foto di Giovanna Busolin, pubblicata nel gruppo Facebook SEI DI NOALE SE…

È stata inaugurata sabato 18 maggio presso il Palazzo comunale della Loggia di Noale (VE), in Sala Lancerotto, la mostra Women&Blades, a cura dell’artista Paola Volpato.

 

Questa mostra – dice l’artista – esplora la doppia linea della normalità della vita femminile e la minaccia nascosta e persistente a questa normalità. Un doppio binario su cui corrono le guerre, i valori ed i modi di vita che le donne abitano senza averle decise, ospiti di un mondo di valori capovolti.

 

Le opere

 

Opere di grande formato dove lo sguardo dell’artista si alterna in una narrativa a tratti ironica; ma su cui incombe il dramma e si nasconde la tragedia di vite spezzate dalla cieca violenza della sopraffazione.
Tutto questo avviene senza cedere alla facile volgarità della rappresentazione urlata, esasperata da un linguaggio che troppo spesso procede per semplificazioni e schematismi preconcetti.

 

 

 

Lo stile

Volpato – ai toni sopra le righe – preferisce mostrare le cose di ogni giorno, del lavoro, del divertimento, dello stare in compagnia, dell’abbandono al mondo dei sogni. Ma queste azioni che contengono una grazia senza tempo,
si scontrano silenziosamente con i campi minati, la violenza alle donne, la minaccia della sopraffazione, la distruzione della natura.

 

Info

Orari di apertura: martedì, giovedì e sabato: 16-19,30 – domenica: 9,30-12,30, 16-19.30.

Ingresso libero

Le cose più semplici sono spesso le più efficaci… Sai che cosa scatena in te e nel mondo un semplice sorriso? Hai mai sperimentato il potere rivelatore di Madre Natura? Lo scoprirai a Noale!

 

All’interno dello splendido festival IN ME MAGO AGERE (località: via Briana Centro, 16, Noale), la giornalista e facilitatrice Roberta Marzola inserisce un appuntamento per scoprire il potere alchemico del sorriso.

 

La camminata alchemica del sorriso – fissata per domenica 23 giugno, dalle 18 alle 19.30 – darà la consapevolezza di come un atteggiamento aperto e solare, richiamato dal sorriso, apra alle infinite opportunità che la Vita presenta.

 

Il sorriso è uno strumento meraviglioso per cogliere la leggerezza anche nei momenti difficili dell’esistenza.

La Natura è Madre che nutre e sostiene i suoi figli. A noi la piacevole sfida di coglierne i suggerimenti, che ci giungono attraverso semplici segnali, che insieme impareremo a cogliere e accogliere.

 

Per info e prenotazioni:

3497264100 – Luana

Domani alle 10, una delegazione della Contrada della Cerva di Noale farà da cornice all’udienza generale di Papa Francesco; animando la cornice romana di piazza San Pietro, nella Città del Vaticano.

 

“Sarà un’occasione per portare fuori dalle mura cittadine il nome della Cerva, di Noale e del Palio ormai prossimo”. Spiega il presidente della Cerva Fabio Barbato.

 

 

Musici, sbandieratori, figuranti e don Stefano Tempesta (membro della parrocchia noalese) accompagneranno il tragitto del pontefice dall’auto alla consueta seduta tra sveltolii di bandiere e ritmi di tamburi, che fanno parte del repertorio del gruppo giallonero. Al termine dell’incontro non mancheranno gli spettacoli del gruppo noalese che intratterranno il pubblico di piazza San Pietro.

 

Fonte: La Nuova di Venezia Mestre

L’associazione Penelope Veneto Onlus, l’amministrazione comunale di Noale, con la collaborazione dell’associazione Gen Nova Onlus, organizzano per domani, martedì 09 aprile 2019 alle ore 18.00, presso il Palazzo della Loggia, un incontro informativo/formativo sul tema della scomparsa.

 

“Abbiamo accettato, e apprezzato, l’invito del sindaco Prof.ssa Patrizia Andreotti e dell’assessore Annamaria Tosatto, Delegata alle Pari Opportunità, che hanno fortemente voluto questo evento – commenta Stefania Bonduan, vice presidente di Penelope Veneto – per rendere omaggio e ricordare, tra le altre, la famiglia Guernieri/Durante, scomparsa negli abissi di Los Roques, che ne avvolgono ancora il mistero”.

 

“Secondo i dati forniti dal Commissario Straordinario per le Persone Scomparse nell’ultima relazione, al 31 dicembre scorso, il numero degli scomparsi in Veneto è pari a 1.642 e 57.713 in Italia– spiega Bonduan – dati allarmanti e sempre in crescita; durante la serata saranno date delle importanti linee guida da attivare dopo la scomparsa di una persona”.

 

 

 

Si alterneranno le testimonianze di alcuni familiari iniziando proprio dai genitori di Guernieri che, con l’occasione, aggiorneranno i presenti sulle ricerche del relitto. Presenti anche i familiari di Marianna Cendron, trevigiana.

 

L’incontro si concluderà con l’intervento dell’Avvocato Stefano Tigani, legale di Penelope Veneto Onlus, che approfondirà la normativa vigente in materia di scomparsa. L’evento ha ottenuto due crediti formativi dall’Ordine degli Avvocati di Venezia, che sarà rappresentato in sala dalla Consigliera Delegata Avv.to Federica Santinon. Apriranno l’evento, dopo i saluti istituzionali, i saluti di Gilda Milani Presidente di Penelope Veneto e dell’avv.to Antonio Maria La Scala, Presidente Nazionale di Penelope Italia Onlus e di Gens Nova Onlus.

 

Riceviamo da Giorgio Sarto, portavoce per la zona di Noale per il gruppo Verdi Metropolitani/e di Venezia, il seguente comunicato:

 

Trascorso ormai l’inverno forse più inquinato di sempre, i Verdi Metropolitani/e di Venezia chiedono in modo trasversale ai candidati sindaci alle prossime elezioni di impegnarsi su tal fronte diventato ormai drammatico.

 

Le centraline di rilevazione della qualità dell’aria piazzate nei comuni limitrofi hanno misurato per tutto l’inverno quotidianamente picchi 4 volte superiori al consentito per legge di polveri sottili PM10 e PM2.5 in particolare nelle ore serali.

 

Quindi la causa di questo non è solo l’inquinamento prodotto dai mezzi di trasporto ma in gran parte dal riscaldamento domestico di impianti a pellets e legna. L’inquinamento da riscaldamento domestico incide per il 35% rispetto ai mezzi di trasporto del 15% sui gas ad effetto serra.

 

Inoltre, l’inquinamento dell’aria in particolare da particolato, procura svariate malattie alle vie respiratorie e colpisce chi è più debole, come bambini e anziani. È provato anche che riduce la fertilità nelle donne.

 

L’errore fatto non molti anni or sono di incentivare l’uso di combustibile ottenuto da fonti rinnovabili ha indotto molte famiglie del nostro territorio a munirsi di stufe e caminetti con l’intento di ridurre i costi da riscaldamento domestico.

 

La così detta legge anti-inquinamento entrata in vigore il 1° ottobre 2018 cerca di regolare tale situazione, ma noi riteniamo non sia sufficiente con il rischio di avere anche nei prossimi anni valori di inquinamento dell’aria drammatici.
Chiediamo in sintesi ai candidati sindaci di impegnarsi sui seguenti punti:
⦁ completare la metanizzazione del comune, vedi ad esempio Via Bigolo, strada del Parauro e altre
⦁ promuovere (anche attraverso incentivi) la dismissione di stufe e caminetti a favore di soluzioni a basso inquinamento ad esempio per abitazioni non nuove attraverso l’uso ibrido di pompe di calore e gas metano
⦁ intraprendere una campagna di piantumazione di alberi mangia smog in più aree della città (zona cimitero e altre da individuare)
⦁ patrocinare compagne informative sulla questione inquinamento durante tutto il mandato
⦁ instaurare una commissione permanente sull’ambiente coinvolgendo le associazioni ambientaliste del territorio.

In relazione ad articoli di stampa relativi al rilascio dei provvedimenti autorizzativi dell’impianto Cosmo di Noale e il deposito di ingenti volumi di materiale prodotto e depositato in detto impianto nella Cava Campagnole in comune di Paese, appurato che è stata effettuata una maldestra e falsa rappresentazione e ricostruzione delle procedure amministrative succedutesi nel tempo, e che l’informazione che ne risulta – anche per la totale assenza di verifiche – non è soltanto gravemente errata ma si riverbera ingiustamente a danno dell’Amministrazione regionale, l’Ufficio stampa della Giunta regionale puntualizza che:

 

1)    Il Comitato regionale VIA è un organismo eminentemente tecnico di cui non fa parte alcun membro appartenente alla Giunta regionale, ragione per la quale non si vede come possa essere coinvolto l’Assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin.

 

2)    Il comitato regionale VIA si esprime sulla compatibilità ambientale di opere o progetti (procedura di VIA ordinaria) e, come nel caso citato da alcuni giornali trevigiani, verifica se la modifica a un impianto, già in possesso delle autorizzazioni  debba, a sua volta, essere assoggettata a nuova procedura ordinaria di VIA, in ragione di effetti ambientali eventualmente correlati alla stessa modifica proposta.

 

3)    La recente procedura di verifica di assoggettabilità a VIA, esauritasi con un parere di non assoggettamento espresso a maggioranza dei componenti del Comitato VIA, riguarda la richiesta di selezione di 5.000 mc di rifiuti (tre cumuli), contenenti particelle di amianto da tempo oggetto di sequestro preventivo dell’autorità giudiziaria nella cava in parola (attività di selezione da effettuarsi nell’impianto autorizzato della ditta in Comune di Noale). Si sottolinea che la richiesta è stata presentata dalla ditta a seguito dell’ordinanza di rimozione dei cumuli in questione (in numero di tre) ordinata dal sindaco di Paese, a valle di una conferenza di servizi indetta nel gennaio scorso dallo stesso Sindaco, per la soluzione del problema, e in forza del diniego del medesimo sindaco di far operare la selezione dei rifiuti in loco al fine di eliminare le particelle di amianto dai cumuli.

 

4)    Il comitato VIA non ha autorizzato alcunché, né avrebbe avuto la competenza per farlo; ha emesso invece, a seguito di approfondito esame che ha coinvolto, per gli aspetti ambientali ed igienico sanitari, sia ARPAV che l’Asl competente per territorio, un parere di non assoggettamento a VIA dell’istanza, con numerose e pesantissime prescrizioni da osservarsi obbligatoriamente dalla ditta nel caso in cui intendesse chiedere l’autorizzazione a selezionare provvisoriamente (cioè soltanto per un periodo limitato) i 5.000 mc di rifiuti, già oggetto di sequestro preventivo e gravati da ordine sindacale di rimozione. Si ripete e si sottolinea: nessuna legittimazione o autorizzazione alla ditta di selezionare rifiuti contenenti amianto nell’impianto di Noale consegue al parere di non assoggettamento a VIA pronunciato dal Comitato regionale VIA. Le prescrizioni contenute nel parere del Comitato VIA sono state impartite per la massima tutela e salvaguardia dell’ambiente e della salute pubblica e a garanzia della provvisorietà delle lavorazioni che potranno essere autorizzate solo ed esclusivamente per un tempo definito e limitato.

 

5)    In modo strumentale e privo di nesso causale, gli articoli mettono in relazione la predetta procedura di verifica di assoggettamento a VIA con l’ingente volume depositato nel tempo dalla ditta Cosmo ed oggetto di recentissimo sequestro dalla autorità giudiziaria (martedì scorso). Ebbene le oltre 200.000 tonnellate di materiale appena sequestrato, risultano essere state depositate indebitamente dalla ditta nel corso degli ultimi anni in una cava tuttora in esercizio la cui autorizzazione regionale alla coltivazione è rilasciata in capo a soggetto terzo. Detto deposito, fin dal 2016 è stato oggetto di diffide alla rimozione da parte della Regione, diffide risultate inottemperate. Si fa presente che non solo i rifiuti, ma anche il materiale in questione (all’epoca prodotto dall’impianto di recupero rifiuti della ditta Cosmo e considerato come materiale nelle forme usualmente commercializzate, o materia prima secondaria – (MPS) non avrebbe potuto essere depositato nella cava ancora in esercizio.

 

6)    I cronisti nulla riferiscono in ordine alla richiesta di variante allo strumento urbanistico comunale proposta mesi fa dal Sindaco del Comune di Paese che, tra l’altro, riguarda anche l’area in questione. La procedura di variante urbanistica, come è noto, richiede l’esperimento della preventiva procedura di VAS (valutazione ambientale strategica) obbligatoria per l’approvazione di Piani (e loro varianti) e programmi.

 

7)    Importante sottolineare che detta procedura di verifica di assoggettabilità a VAS della variante in questione, che mirerebbe ad una completa trasformazione territoriale, è stata formalmente sospesa dalla Regione nel marzo 2018 in attesa di chiarimenti e precisazioni  da parte del Comune, alla luce delle perplessità legate alla sostenibilità ambientale della richiesta stessa ed in ragione di una serie di dubbi appalesati dall’Arpav non tanto sui tre cumuli contenenti amianto, di cui si è detto, ma sulla probabile cessione di sostanze inquinanti nelle matrici ambientali, sottostanti il deposito, dell’ingente materiale da tempo indebitamente depositato nella cava dalla ditta Cosmo.

 

8) Ad ogni buon conto, tutta la documentazione sarà presentata all’autorità giudiziaria competente per territorio per le valutazioni del caso.

 

Sarebbe stata sufficiente una telefonata ai competenti uffici regionali per ottenere chiarimenti tecnici.

Martedì mattina sono state sequestrate oltre 280.000 tonnellate di rifiuti inquinati e contaminati, stoccati in una cava di Paese e in una cava di Noale.

 

L’esponente del PD e vicepresidente della commissione Ambiente Andrea Zanoni esprime il proprio disappunto a riguardo, lamentando: “Avevo denunciato attraverso due interrogazioni, il 2 agosto e il 30 ottobre del 2017, la grave situazione di Cava Campagnole e il famigerato accordo pubblico-privato tra il Comune di Paese, Cosmo Ambiente e ditta Canzian. Se il sindaco avesse ascoltato il sottoscritto e i consiglieri comunali del Partito Democratico anziché trattare tutti con sufficienza e arroganza non si troverebbe in questa grave e imbarazzante situazione”.

 

“Esprimo estrema soddisfazione e mi complimento con i Carabinieri forestali, nonché con tutti gli inquirenti per l’operazione effettuata che fa finalmente luce sull’ennesimo traffico illegale di rifiuti, contenenti anche rame, nichel, piombo, selenio e addirittura amianto che arrivavano a Noale e poi a Paese anche da fuori Veneto e successivamente venivano miscelati con l’aggiunta di calce, leganti e cemento per ottenere l’effetto diluizione ed essere così venduti e utilizzati come materiali inerti nei vari cantieri. Tutto ciò, ovviamente, con gravi rischi per l’ambiente a causa del rischio di rilascio di inquinanti nel suolo e nell’acqua con le relative contaminazioni. Un’operazione imponente – sottolinea Zanoni – a cui hanno partecipato, su delega della Procura della Repubblica di Venezia i Carabinieri forestali del comando di Mestre e del comando di Venezia, i Carabinieri di Treviso, Paese e Venezia, del 14° Gruppo elicotteri di Belluno, in seguito alle indagini durate più di tre anni coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Venezia e svolte dal comando dei Carabinieri forestali di Mestre in collaborazione con l’Arpav del capoluogo”.

 

L’esponente democratico trevigiano va poi all’attacco dell’amministrazione di Paese: “Avevo denunciato la gravità dell’accordo del 25 maggio 2017 approvato in fretta e furia dalla maggioranza Lega-Forza Italia in Consiglio comunale su cava Campagnole, impedendo ai cittadini e alle associazioni di categoria e sociali di conoscere in modo approfondito i contenuti così come prevede la legge. La cosa ancora più grave è che il Comune aveva sottoscritto l’intesa senza fare mai il benché minimo riferimento al fatto che questo sito fosse già allora interessato da un sequestro penale di tre lotti di rifiuti addirittura pericolosi contenenti persino amianto da parte della Procura della Repubblica di Venezia, circa 5.000 metri cubi per capirci. Inoltre era oggetto di un contenzioso con la Regione Veneto per stoccaggio illegale di materiali non conformi e incompatibili con l’attività di cava, circa 45.000 metri cubi, con ripetute diffide per il loro asporto. La Giunta Pietrobon – continua – aveva presentato l’accordo ai cittadini, riconoscendone addirittura un rilevante interesse pubblico, con toni trionfali parlando di realizzazione di un polmone verde, un’area giochi per bambini, zona recintata per sgambatura per cani’ mettendo però le basi per attività future che nulla hanno a che vedere con il green grazie ad un cambio di destinazione d’uso dell’area”. 

 

Se il sindaco avesse ascoltato il sottoscritto e i consiglieri comunali del Pd – prosegue – ora non si ritroverebbe con un accordo pubblico-privato scritto sopra una montagna colossale di rifiuti. Avevo dichiarato già allora che l’intesa puzzava di bruciato, ora alla luce di questa operazione, dico che è stato scritto sul marcio di una montagna di rifiuti contenenti metalli e materiali pericolosi! E pensare che all’epoca qualcuno parò di volumi pari ad un pacchetto di sigarette. Chissà quanti se ne possono riempire con 200mila tonnellate! A Pietrobon dico che chi è causa del suo mal pianga se stesso e aggiungo che adesso non gli resta che fare, di corsa, l’unica cosa logica e saggia, anche per mettere il Comune al riparo di gravi conseguenze, ovvero l’immediata recessione di quell’irrazionale e grave accordo, fatto con soggetti inquisiti, che allora vide delle crepe anche in maggioranza”.

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