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Gli enormi e prolungati incendi in Siberia e nella Foresta Amazzonica sono eventi talmente grandi e sconvolgenti, le cui conseguenze non si può pensare ricadano solamente in quei territori perché, invece, coinvolgeranno tutto il Pianeta. 

 

Proprio per questo, il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli, il 24.08.2019, a fronte di questi disastri ecologici in Amazzonia e Siberia, ha rivolto una lettera a tutti i Sindaci delle città europee affermando che “Avere cura del pianeta, è avere cura degli uomini. Di fronte ai disastri che oggi devastano Siberia e Amazzonia, gli europei lancino un segno, una campagna simbolica. Ogni sindaco di città grande o piccola d’Europa sia il motore di una nuova speranza e con un piccolo gesto, ma di grande impatto, pianti un albero sotto lo slogan: Tu sei il mio respiro, You are my breath”. 

 

La mozione, presentata dai gruppi consiliari delle opposizioni del Comune di Spinea a prima firma del consigliere Giovanni Litt e da discutersi al prossimo consiglio, impegna proprio l’amministrazione comunale a piantare un albero in un luogo simbolico della Città sotto lo slogan “Tu sei il mio respiro, You are my breath”. 

 

A fronte, poi, dell’annunciato taglio di oltre 100 alberi nel territorio comunale per motivi di sicurezza, con questa iniziativa speriamo che questa prima simbolica piantumazione possa essere d’esempio per la sostituzione di tutte le altre piante che saranno abbattute, così come prevede anche il Regolamento del Verde Pubblico e Privato di Spinea. 

 

Ricordiamo, infatti, che per esempio il Comune di Spinea aderisce già alla Giornata Nazionale degli Alberi, riconosciuta dalla Legge n.10 del 14 gennaio 2013, che rappresenta l’occasione privilegiata per porre l’attenzione sull’importanza degli alberi per la vita dell’uomo e per l’ambiente e che negli anni ha visto diverse attività volte a coinvolgere soprattutto gli studenti per diffondere la coscienza dell’importanza degli alberi in città. Negli ultimi 10 anni durante le giunte Checchin, poi, con interventi del Comune o con Accordi di programma, sono stati piantumati 12.269 alberi allo scopo di migliorare l’ambiente urbano, mitigare i cambiamenti climatici secondo quanto definito nel PAES – Patto d’Azione per l’Energia Sostenibile, abbattere le polveri sottili e contribuire al progetto “Bosco in Città”.

Radio Radicale svolge un servizio pubblico a tutti gli effetti, perciò il Governo rinnovi la convenzione evitando la chiusura. E anche la Regione intervenga nei confronti del ministero per lo Sviluppo economico affinché sia garantito il finanziamento previsto dalla legge 230/1990”. È quanto chiede Andrea Zanoni, consigliere del Pd, tra i firmatari di una mozione trasversale depositata nei giorni scorsi.

 

“Il fatto che il sostegno arrivi da più partiti è la conferma di come la questione sia sentita. Se non ci saranno novità, a fine giugno è assai probabile che le trasmissioni cessino. L’ultima legge di bilancio, infatti, ha prorogato solo per sei mesi la convenzione con lo Stato per trasmettere tutte le sedute del Parlamento senza la presenza di pubblicità, dimezzando il contributo da dieci a cinque milioni. Inoltre Radio Radicale riceve altri quattro milioni in base alla legge 230/1990 che però verrà abrogata dal primo gennaio. Il dado, insomma, sembrerebbe tratto. È un’ipotesi che va scongiurata – sottolinea il consigliere democratico – Da oltre 40 anni Radio Radicale svolge un ruolo fondamentale, garantendo un’ampia, e unica nel suo genere, copertura informativa sulle attività istituzionali e politiche. Sarebbe una perdita gravissima, l’ennesima per un settore che già adesso in Italia vive un momento delicato. Il Governo ha delle responsabilità precise e non può lavarsene le mani come Ponzio Pilato. A meno che Lega e Cinque Stelle non desiderino un futuro ‘a reti unificate’, dove le uniche notizie sono quelle che appaiono sul blog di Grillo o nelle dirette Facebook di Salvini”.

Zanoni (PD): “Gravissimi disagi per i pendolari, Zaia faccia urgente richiesta ad Autostrade”

 

“Che fine ha fatto Zaia con la sua proposta di liberalizzare l’A27 da Belluno a Mogliano? I trevigiani saranno costretti a rivolgersi a Chi l’ha visto? Ritrovi la parola e si rivolga ad Autostrade”. La domanda è di Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico e primo firmatario di una mozione sottoscritta da tutto il gruppo in cui si chiede, vista l’inagibilità del ponte Bailey lungo la Statale 13 Pontebbana tra Susegana e Nervesa della Battaglia, di togliere il pedaggio sull’A27 nel tratto fra Conegliano e Treviso Sud.

 

“È un mistero il silenzio del governatore: appena un mese e mezzo fa proponeva di liberalizzarla in una situazione di normalità e per un tratto di quasi novanta chilometri con un costo stimato in 200 milioni, adesso che siamo in emergenza non si esprime, neanche per un tragitto lungo appena un terzo e un esborso di conseguenza assai più ridotto, qualche milione. L’appello dei 28 sindaci finora è rimasto inascoltato, visto che la stessa Autostrade ha fatto sapere che non ha ricevuto alcuna richiesta ufficiale. E quindi, se non ci sono domande, è impossibile dare delle risposte. Nel frattempo abbiamo migliaia di pendolari costretti a fare un’ora in più di strada e code interminabili, intasando i ponti di Maserada e Vidor, con una spesa maggiore per il carburante non indifferente. La Giunta si metta a tavolino con Autostrade per trovare una soluzione anche temporanea, almeno fino alla ripristino del ponte Bailey o, ancora meglio, alla riapertura del ponte della Priula, il cui restauro dovrebbe concludersi la prossima primavera. Se la Regione tace, anche il Governo comunque non lascia traccia: il ministro delle Infrastrutture Toninelli è venuto in Veneto ma non ha detto una sola parola sulla Marca trevigiana divisa in due a causa dell’impraticabilità di un ponte”.

Riceviamo e pubblichiamo dal MoVimento Cinque Stelle di Mogliano Veneto il seguente comunicato stampa inerente alla Plastic Free Challenge

 

La nostra mozione è stata approvata all’unanimità: dopo un confronto con l’Assessore di riferimento, il nostro gruppo ha presentato un emendamento che prevede l’impegno a convocare in tempi brevi la Commissione afferente.
“Plastic Free Challenge” si inserisce nella più ampia campagna #IOSONOAMBIENTE, lanciata dal ministro dell’Ambiente Sergio Costa.
Vari enti locali e istituzioni hanno aderito alla iniziativa: Aosta, Sanza (SA), Sutri (Vi), Università di Foggia, Lampedusa, Alcamo, San Sepolcro, Sutri (Vi), Ancona, Reg. Liguria, etc…
Abbiamo rilanciato nel Veneto la campagna promossa dal ministro dell’Ambiente; dopo aver presentato la nostra mozione per aderire alla campagna, ci hanno seguito molti consiglieri del M5S in diversi comuni e nei prossimi giorni altri consiglieri comunali la presenteranno o discuteranno: Santa Maria di Sala, Salzano, Mira, Treviso, Conegliano, Pescantina, Conselve, alcuni comuni della provincia di Rovigo, solo per citarne alcuni.

 

È importante partecipare a questa iniziativa che coinvolge amministrazioni locali e istituzioni per raggiungere gli obiettivi fissati dall’Europa e per prendere contemporaneamente consapevolezza dell’esigenza di una visione d’insieme per il futuro del pianeta.
#IOSONOAMBIENTE significa che ogni nostra azione e scelta nei consumi incide sull’ambiente, a partire dalla scelta dei prodotti nella nostra borsa della spesa.
Ma gli Enti locali hanno un ruolo fondamentale nel veicolare i cittadini verso le buone pratiche, attraverso decisioni che ci porteranno a un nuovo approccio verso l’ambiente, a una riduzione dell’inquinamento, ad una sensibilizzazione verso nuovi stili di vita green e consumi consapevoli. Per questo occorre agire compatti, non procrastinando scelte oramai necessarie. Piccole singole azioni positive per un grande traguardo. Occorre perciò che tutti i Comuni si sentano parte in causa e partecipino in maniera massiccia all’iniziativa.

 

Invitiamo pubblicamente tutti i Comuni del Veneto e di Italia ad aderire in massa a questa chiamata all’azione per incidere insieme e in maniera compatta, sul nostro domani. Per questo mettiamo a disposizione la nostra mozione, come abbiamo già fatto, per chi volesse portarla nel proprio Consiglio Comunale.

 

MoVimento Cinque Stelle Mogliano Veneto

Passano due proposte del Movimento Cinque Stelle

 

“Avevamo depositato le due proposte in marzo, siamo molto soddisfatti dell’esito positivo ottenuto in Consiglio comunale, anche se lamentiamo il ritardo con cui sono state calendarizzate”.

 

WIFI4EU è un’iniziativa della Commissione Europea che prevede il diritto di tutti i cittadini dell’Unione Europea di connettersi gratis ad Internet da qualsiasi luogo pubblico. Favorirà l’installazione di dispositivi per il wi-fi all’avanguardia nei centri della vita comunitaria. Molte zone del nostro comune risultano ancora scoperte e aspettano da anni il collegamento Adsl, impedendo l’accesso ai servizi, come nel caso delle frazioni, delle scuole e degli ambulatori medici. A Bonisiolo ad esempio il comitato di quartiere ha dovuto impegnare fondi propri sia per l’acquisto della parabola wi-fi che per il pagamento del canone, vista l’indifferenza del Comune. Il medico di base con l’ambulatorio nei locali dell’ex scuola elementare, adibita a centro servizi per la comunità, non poteva rilasciare le ricette per i propri assistiti via internet come prevede la legge; ma anche nello stesso Municipio, il wi-fi è assente e i Consiglieri durante le sedute del Consiglio comunale non possono collegarsi ad internet se non con mezzi propri.

 

Impegnavamo con la nostra mozione di marzo, Sindaco e Giunta a partecipare con solerzia al bando, trattandosi di un bando a chiamata, con un valido progetto.

 

Il bando che scadeva in maggio, è stato rinviato in autunno per problemi dovuti alla massiccia adesione dei comuni, questo darà modo al Comune di perfezionare un progetto e di presentarlo per tempo. L’Assessore di riferimento ha assicurato che il Comune parteciperà al bando.

 

Anche la seconda mozione per l’adesione del Comune alla “Rete Città Sane- OMS” ha trovato l’approvazione all’unanimità di tutto il Consiglio e dell’assessore all’Ambiente a nome della Giunta.

 

La Rete Italiana Città Sane – OMS è una associazione di Comuni italiani, nata nel 1995 come movimento di Comuni e divenuta nel 2001 associazione senza scopo di lucro. La Rete promuove il ruolo e l’impegno dei Comuni italiani nelle politiche di promozione della salute a livello locale. Diffonde e sviluppa il movimento Città Sane a livello nazionale: i Comuni associati mirano a costruire un percorso condiviso di raccolta, analisi e diffusione degli elementi migliori e replicabili delle buone pratiche di promozione della salute, ad esempio in materia di inquinamento delle città, prevenzione di tumori, trapianti, risorse sanitarie.

 

Secondo questa prospettiva, la Salute non è solo assenza di malattia, ma è un completo stato di benessere fisico, mentale e sociale. La Salute è una risorsa della vita quotidiana.

 

La Città Sana non è quella che ha raggiunto un particolare livello di salute, ma quella che sceglie con energia di migliorarla.

 

Una buona salute è una risorsa capitale per lo sviluppo sociale, economico e personale.

 

Il Progetto Città Sane nasce per aiutare le città a perseguire concretamente questi obiettivi. Le parole chiave sono: salute a tutto campo, benessere del singolo come benessere della comunità e ruolo delle città come promotrici di salute.

 

“Crediamo in questi valori e riteniamo che gli amministratori con le loro azioni debbano tutelare innanzitutto la Salute e l’Ambiente, al di là degli schieramenti politici.

La nostra proposta è stata accolta con ampio consenso da maggioranza, opposizione e Giunta. Siamo soddisfatti perché pur da opposizione la nostra attività ha trovato ancora una volta condivisione unanime su temi importanti.”

Zanoni (PD): “La Regione adegui la normativa a quella nazionale ed europea. La legge sui parchi è incompleta e a rischio incostituzionalità”

 

“Prima della ‘governance’ delle aree protette, è necessaria una normativa che permetta di tutelarle sul serio, insieme alla loro biodiversità. La Regione si adegui alla legislazione europea e alla legge nazionale 394/91”. La richiesta è contenuta nella mozione presentata dal consigliere del Partito Democratico Andrea Zanoni, sottoscritta dai colleghi Graziano Azzalin, Bruno Pigozzo, Orietta Salemi, Claudio Sinigaglia e Francesca Zottis, Cristina Guarda (AMP), Piero Ruzzante (Leu), Patrizia Bartelle, Manuel Brusco e Simone Scarabel (M5S).

 

“La legge sui Parchi approvata lo scorso giugno riguarda soltanto la governance, ma non le misure di tutela degli habitat e dei territori a parco. Una mancanza ancor più grave se consideriamo che anche la legge sul consumo di suolo, nei principi informatori, parla di ‘tutela del paesaggio, delle reti ecologiche, delle superfici agricole e forestali’. La Giunta faccia in modo che non rimangano solo parole e si attivi, entro fine anno, ad approvare un Disegno di legge per adeguare la normativa. Ne abbiamo bisogno: il Veneto non è solo una delle regioni più cementificate d’Europa ma ha appena il 6% del territorio tutelato a parco, contro una media nazionale del 10%. Nel 2011 è stata approvata la ‘Strategia europea per la biodiversità fino al 2020’ che prevede sei obiettivi prioritari e le azioni conseguenti, tra cui la piena attuazione delle norme riguardanti la protezione Rete di aree naturali protette (Natura 2000), per migliorare lo stato di conservazione di habitat e specie; migliorare e ripristinare gli ecosistemi in particolare aumentando l’uso delle infrastrutture verdi, garantire la sostenibilità delle attività agricole e forestali, salvaguardare e proteggere gli stock ittici dell’Unione Europea”.

 

Infine Zanoni torna sulla legge 23 ‘Norme per la riorganizzazione e la razionalizzazione dei Parchi regionali’, pubblicata venerdì 6 luglio sul Bur della Regione Veneto e aspramente criticata dal Partito Democratico in aula: “Mi attiverò per far arrivare al Governo delle note in merito a possibili contenuti incostituzionali come l’autorizzazione paesaggistica in capo ai Comuni anziché all’Ente parco e l’inserimento di una sola categoria a discapito di tutte le altre nel Consiglio direttivo, in particolare dei proprietari terrieri a discapito di associazioni del turismo e ambientaliste”.

Il Movimento 5 Stelle propone all’amministrazione di sottoscrivere la Carta Metropolitana sulla Elettromobilità, che grandi città metropolitane hanno promosso e già sottoscritto in occasione delle giornate sulla mobilità di Milano dal 18 al 20 maggio dello scorso anno ( 2017).

 

La consigliera Sara Visman ha presentato il documento durante la IV commissione svoltasi martedì 24 c.m. nel municipio di Mestre dove si sono discusse due interpellanze della stessa consigliera.

 

Appurato che l’Amministrazione non era a conoscenza di questa Carta Metropolitana sulla Elettromobilità” – dichiara Visman – “ho ritenuto opportuno proporne la sottoscrizione allo scopo di includere Venezia nel tavolo per condividere intenti e sviluppo di strategie sulla mobilità del futuro con altre grandi realtà metropolitane come Milano, Torino e Firenze. Riteniamo riduttivo determinare le azioni riguardanti lo sviluppo della rete per la mobilità elettrica con la sola Regione Veneto visti i pessimi risultati della Giunta Zaia sui temi della mobilità, cito ad esempio la gestione dei lavori della pedemontana e la storia infinita della metropolitana di superficie, ma di allargare la visione ad altre realtà con l’obiettivo di un coordinamento più ampio e condiviso”.

 

Oramai le richieste, anche di utenti oltre confine, sono di avere servizi appropriati per i viaggiatori con auto elettriche ma anzitutto, dobbiamo puntare alla diminuzione dell’inquinamento urbano (di settembre la notizia che a Tirno hanno acquistato 20 autobus elettrici) a tutto vantaggio dell’ambiente e della salute pubblica.

 

Con questa mozione vogliamo dare un contributo all’amministrazione, che ha cominciato un percorso di implementazione e ammodernamento delle reti di ricarica nel territorio comunale, e con l’assegnazione alla Toyota del servizio di car sharing che sostituirà il parco macchine con veicoli ibridi come ha illustrato l’assessore Renato Boraso in commissione:

 

Oggetto “adesione alla Carta Metropolitana sulla Elettromobilità”

Premesso che

– questa amministrazione ha più volte manifestato la volontà di sviluppare il campo delle energie alternative per i mezzi pubblici e privati con lo scopo di offrire, da un lato la possibilità di nuovi investimenti e di diminuzione dell’inquinamento, e dall’altro la diversificazione dell’offerta rispetto alle domande di mobilità sostenibile che stanno via via aumentando;
– recentemente, il Comune di Venezia, si è dotato di tre nuove stazioni di ricarica per auto elettriche;
– da giugno di quest’anno anche il servizio di car-sharing (che passerà in mano a un soggetto privato) sarà caratterizzato dall’introduzione di un parco macchine che punterà su veicoli anche a energia alternativa;

considerato che

– un orientamento di questo tipo debba essere coadiuvato da molteplici azioni correlate tra loro e
possibilmente condivise con le altre grandi realtà metropolitane;
– già grandi città come Milano, Firenze, Torino, hanno sottoscritto la Carta Metropolitana sulla
Elettromobilità, presentata durante la Conferenza nazionale della Mobilità elettrica-emob 2017- svoltasi a
Milano, quale impegno a diffondere la cultura per una mobilità alternativa con lo scopo di ridurre
l’inquinamento sull’area urbana, introducendo cinque linee guida di intervento:
a. offrire al consumatore valide motivazioni per il cambiamento culturale
b. accelerare lo sviluppo di una rete di ricarica accessibile al pubblico
c. ampliare la possibilità di ricarica negli immobili residenziali e aziendali
d. dare un forte impulso allo sharing con mezzi elettrici;
e. stimolare l’introduzione di mezzi elettrici nei segmenti di mobilità con maggior efficacia e praticabilità;

ritenuto che

questo strumento aiuti un’amministrazione attenta alla salute dei suoi cittadini a fare rete con le altre
realtà metropolitane per un confronto costante e per condividere una unitarietà di intenti;

Il Consiglio Comunale chiede al Sindaco di

sottoscrivere la “Carta Metropolitana” della mobilità elettrica, come hanno fatto i Comuni promotori.

 

Sara Visman

 

La maggioranza nega al Movimento 5 Stelle di Venezia di portare in discussione la mozione “Azioni urgenti a tutela dell’attività di guardiania, recupero e valorizzazione svolta presso l’isola del Lazzaretto Nuovo e prospettive”. Di seguito pubblichiamo le dichiarazioni della Capogruppo del Movimento, Sara Visman.

 

 

 

Ennesimo dietrofront dell’amministrazione. Con una giravolta degna di Fred Astaire i consiglieri comunali di maggioranza durante la seduta di consiglio comunale di giovedì, negano alla capogruppo del M5S Sara Visman di portare in discussione una mozione, come deciso durante la capogruppo, avente come oggetto “Azioni urgenti a tutela dell’attività di guardiania, recupero e valorizzazione svolta presso l’isola del Lazzaretto Nuovo e prospettive”.

 

L’atto era scaturito dopo un accordo trovato con i membri delle commissioni VII e VI riunite congiuntamente per discutere l’interpellanza, a firma della stessa Visman, sulle difficoltà e precarietà di gestione in cui versa l’isola del Lazzaretto Nuovo. Durante la commissione alla quale erano intervenuti anche i membri e il presidente, prof. Gerolamo Fazzini, dell’archeoclub d’Italia, l’associazione operante nell’isola, i consiglieri presenti e la vicesindaco Colle si erano ritrovati trasversalmente in sintonia nell’esprimere apprezzamento per le attività seguite dall’associazione riconoscendone il prezioso lavoro svolto da quando, nel 2001 con la firma di un protocollo d’intesa, la Soprintendenza affidava loro le sorti di quell’importante complesso storico.

 

Ma a nulla sono valse le richieste di urgenza da parte della consigliera, che rimarcava la necessità di sbloccare velocemente la situazione e la volontà espressa dai capigruppo di votare la mozione; questa impasse, derivante da motivi formali,  compromette lo svolgimento dei campi archeologici estivi in procinto di partire per i quali, studenti australiani, sono già con il biglietto aereo in mano.

 

Ma la tromba maestra del coprifuoco ha suonato per  la maggioranza e così “tutti a casa a dormire”. il Lazzaretto aspetterà in quarantena sperando che dopo la giravolta non arrivi il casqué e non si balli più.

 

“La volontà di questa amministrazione è palesemente quella di cassare qualsiasi azione parta dal Movimento 5 Stelle, ma questo comportamento non danneggia il nostro gruppo bensì la comunità veneziana e il suo patrimonio storico che viene messo in pericolo da motivi che ritengo squisitamente politici  e non di sostanza” dichiara la Visman.

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