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Si è tenuto lo scorso dicembre il webinar organizzato dalla Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, per parlare di clima, prospettive del Recovery Fund (o Next Generation EU) e infrastrutture per la capitale.

 

Il dibattito si è rivelato un’interessante occasione di scambio sociale, economico e culturale su idee e progetti inerenti il piano infrastrutturale della città di Roma, con un’attenta analisi nell’ottica della sostenibilità. Di seguito alcuni spunti salienti sul nuovo assetto infrastrutturale della mobilità romana, nello spirito delle due ultime encicliche di Papa Francesco.

 

 

Uno sguardo su Roma

Roma è la città metropolitana italiana più popolosa, contando 121 comuni e 4.320.088 abitanti. Ogni giorno si calcolano circa 6.100.000 spostamenti, con un elevatissimo costo di congestione urbana.

Dal punto di vista tecnico-trasportistico, quali possono essere allora le soluzioni più adeguate per risolvere i problemi di mobilità e ambientali, che ormai da troppo tempo affliggono una delle città più belle e amate al mondo? Lasciando da parte ogni valutazione appartenente alla sfera politica, ci concentreremo piuttosto sull’accordo con la UE sul Next Generation UE.

 

 

In quanto Capitale della Repubblica, che ospita le Ambasciate di tanti Paesi e che comprende al suo interno uno Stato come la Città del Vaticano, Roma assume una caratteristica amministrativa e religiosa diversa da qualsiasi altra città d’Italia.
Per questo motivo può (e deve) rappresentare un esempio in termini di inclusione sociale e di rispetto dell’ambiente. L’occasione irripetibile è dettata dai fondi Next Generation EU, tenendo conto che – come ha ammonito il Consiglio Europeo – le due condizioni chiave per accedere alle sue risorse siano l’avvio concreto delle riforme e la reale capacità della spesa.

 

Quanto segue è una raccolta di dati e informazioni sull’assetto urbano, sui comportamenti dei cittadini di Roma Capitale e sulle conseguenze sul sistema trasportistico attuale, ripresa dallo studio condotto dalla Prometeo Engineering – realtà romana che svolge una consistente attività nel campo dell’ingegneria delle infrastrutture, con particolare attenzione alle opere geotecniche e in sotterraneo – al fine di comprendere il quale potrebbe essere l’effetto di possibili interventi migliorabili.

 

 

La popolazione di Roma Capitale

Roma Capitale è un territorio grande come quello di Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Bari, Catania e Palermo messi insieme. Per comprendere la genesi e la natura delle problematiche attuali a livello di mobilità, è fondamentale analizzare la distribuzione della popolazione sul territorio e la presenza di stranieri e del rispettivo reddito*.
I municipi più popolosi sono quelli dell’area Est. Questi hanno una popolazione che si aggira al di sopra dei 150.000 abitanti per municipio. Gli stranieri si collocano in percentuale abbastanza elevata (fino al 20% nell’area centrale e nell’area Nord di Roma) e sono coloro che vivono nelle famiglie particolarmente agiate presso cui lavorano. Vi è poi un alto numero di stranieri che vive autonomamente in alloggi nei municipi, con percentuali al di sopra del 15%.
I redditi più alti sono presenti nel primo e secondo municipio e anche nella zona Nord. C’è da notare che il reddito pro-capite dei Romani è di circa 31.000 Euro contro i 44.000 Euro dei Milanesi.

Il reddito degli stranieri per municipio è più basso nella zona Est e Ovest. In particolare la zona Est è popolata da stranieri con reddito molto basso.

 

 

Mobilità e infrastrutture urbane

La crisi economica degli ultimi cinque anni ha inciso profondamente sulla qualità della mobilità. Inoltre, il rafforzamento delle tendenze centrifughe ha spostato il baricentro verso l’esterno, mutando le caratteristiche distributive della mobilità.

Dei 6.100.000 spostamenti registrati su Roma, 4.500.000 (il 78%) sono generati dai residenti del Comune, mentre il 22% è costituito dai residenti nei 120 comuni della cintura limitrofa. Mentre i romani si muovono su Roma, questo 22% che vive nella cintura metropolitana penetra su Roma. Il mezzo più usato è l’automobile; in pochissimi usano l’autobus e i mezzi su ferro.
Ciò comporta un serio problema di congestione: si stima infatti che gli abitanti di Roma abbiamo perso 254 ore nel traffico* ponendo la nostra capitale al secondo posto al mondo, dopo Bogotà, per città in cui si trascorrono più ore nel traffico.

 

La congestione a Roma è elevatissima. Se paragonata a Parigi, solo il 16,6% dei suoi abitanti si muove con mezzi privati (contro il 65,5% di Roma). Oltre a ciò, il numero di cittadini che si sposta a Roma spende giornalmente 13 milioni di Euro in carburante, versando all’erario 9 milioni. Il costo annuo arriva pertanto a 3,5 miliardi.

 

Se pensiamo che su Roma sono presenti 2,3 milioni di auto su 3 milioni di abitanti, con una media di 1,3 per autovettura, è facile comprendere che la mobilità romana produca grossi danni ambientali. Roma vanta infatti una tra le più alte concentrazioni di CO2 nell’aria in Italia: attualmente 8,5 t pro-capite, contro le 7,7 della Lombardia e le 8 dell’Emilia. Tale valore solo tre anni fa era di circa 5 t con un trend in crescita che provoca evidenti danni ambientali.

 

 

Quali proposte?

Prima di avanzare una proposta, è necessario capire com’è distribuita la popolazione anche nell’ottica dell’inclusione e del rispetto ambientale e vedere come è attualmente organizzata la rete dei trasporti pubblici e la viabilità ordinaria.

A tal proposito, la Promoteo Engineering di Roma ha ipotizzato una strada da seguire.

 

Bisognerebbe chiudere l’anello ferroviario e realizzare nuove linee di tram di superficie soprattutto nell’area Est e nelle aree dove è presente la popolazione con reddito più basso.
L’area compresa all’interno dell’attuale anello ferroviario copre solo i 5% del territorio comunale e supporta il 50% del traffico urbano. Serve allora mettere a rete il sistema ferroviario, tramviario e delle metropolitane.
Per quanto riguarda la rete in sotterraneo, oggi Roma ha una sorta di X che serve ben poco a risolvere i problemi della mobilità. È necessario un potenziamento con la realizzazione della linea D, il completamento della linea C fino a Grottarossa e il prolunga-mento della linea B, B1 e A nelle due direzioni.

 

Bisogna intervenire inoltre sugli assi stradali che in alcuni casi oggi sono monchi e creano grossi problemi di penetrazione nell’anello ferroviario. Questi assi di penetrazione dovrebbero giungere a dei parcheggi scambiatori, ma anche a dei parcheggi che possano essere utilizzati in tutta l’area metropolitana. Bisogna poi risolvere i punti critici/nevralgici con rotatorie, sottopassi e altri interventi viabilistici, per evitare che i nodi nevralgici della città causino ingorghi e traffico congestionato lungo tutta la rete viaria cittadina.

 

La mobilità su gomma (prediletta dall’80% dei romani) è oggi fortemente penalizzata dalla sosta selvaggia. Per attenuare questo fenomeno, si possono realizzare parcheggi in superficie multipiano che possono essere acquistati dai cittadini che possiedono l’abitazione all’interno di Roma.
In tal caso, l’intervento può non impattare molto dal punto di vista architettonico ed estetico poiché si lascia la facciata originale, gli edifici vengono svuotati, per realizzare una struttura in calcestruzzo armato affidabile soprattutto dal punto di vista antincendio. Dal punto di vista finanziario, Società private e pubbliche possono avviare questo ambizioso progetto, dando la possibilità di accedere a mutui agevolati per chi vuole acquistare un posto auto pertinenziale in superficie.

 

Infine, l’utilizzo del sottosuolo. Benché sia una risorsa immensa dal punto di vista archeologico, deve essere considerata anche una risorsa per la realizzazione di infrastrutture che possono essere costruite all’interno di cameroni raggiungibili attraverso le consolari (per alcune di esse con l’interramento mediante gallerie per sole auto, all’interno di sezioni con altezza limitata che terminano in parcheggi).

 

 

Le piste ciclabili

Una volta che saranno risolti tutti i gravosi problemi di mobilità e di inquinamento finora evidenziati, ci si potrà dedicare a trascorrere del tempo in movimento, per esempio in bicicletta. Certo è che le piste ciclabili non possono essere la soluzione ai problemi evidenziati.
Il cittadino medio non è disposto a rinunciare alla propria comodità e all’agio offerto dal veicolo personale: per età, abitudini, obblighi lavorativi di abbigliamento, è impensabile per alcuni lavoratori passare alla bici come mezzo per recarsi al lavoro.

 

 

In conclusione

In attesa che a livello nazionale si capisca che l’alta velocità deve arrivare a Palermo se vogliamo un “Sud” a livello europeo, che il ponte di Messina in pochi mesi può aprire i cantieri, che senza le infrastrutture di supporto alle attività industriali, al terziario, al turismo, un Paese non cresce, Roma Capitale può attuare riforme e realizzare progetti come spesso in passato è stato fatto da menti illuminate, creando quella che conosciamo oggi: una città unica al mondo!

 

Seguendo i precetti della Dottrina Sociale della Chiesa e le Encicliche di Papa Francesco, è possibile donare a Roma un nuova occasione di rinascita.
Grazie all’art. 118 c2 della Costituzione Italiana e a una adeguata capacità progettuale di cui l’Italia è leader nel mondo, Roma Capitale potrebbe altresì attingere ai fondi del Next Generation EU per risolvere i problemi che l’attanagliano.

 

 


*Fonte dati: PUMS 2019, pubblicato da Roma Capitale

**Fonte: indice INRIX 2018

Il Coordinamento nazionale docenti della disciplina dei diritti umani vuole evidenziare i dati negativi che attualmente si registrano in Italia inerenti all’andamento demografico:

• calo delle nascite;

• aumento dell’indice di vecchiaia;

• trasferimenti verso il Nord (previsione di 1,1 milioni di individui in meno che si sposteranno verso il Nord nel periodo 2020 – 2065).

 

 

L’ISTAT ha segnalato che “nel Mezzogiorno ci sarà la riduzione più rilevante della quota di giovani fino a 14 anni di età: da circa il 14% nel 2017 all’11% nel 2065, con la possibilità di scendere anche sotto il 9 per cento. Mentre al Centro e al Nord si dovrebbe restare comunque intorno al 10-15 per cento”.

 

Attualmente, dalle previsioni sui trasferimenti, scarse saranno le possibilità per un docente di poter rientrare nella sua città di residenza (alcune classi di concorso come l’A046 – discipline giuridiche ed economiche continueranno a far registrare tassi nulli). Tale situazione è dovuta da un lato alle basse quote fissate a tale tipologia di mobilità, dal momento che solo il 50% dei posti vacanti e disponibili sono assegnati ai trasferimenti, con una ripartizione del triennio così suddivisa: 2019-20: 40 % ai trasferimenti interprovinciali e 10% ai passaggi; 2020-21: 30% ai trasferimenti interprovinciali e 20% ai passaggi; 2021/22: 25% ai trasferimenti interprovinciali e 25% ai passaggi; dall’altra alla riduzione delle fasce giovani e del trasferimento delle famiglie nelle città del Settentrione.

 

È una vera e propria emergenza sociale che cresce anno dopo anno, causando la disgregazione delle famiglie oltre a una emorragia di risorse economiche e umane di gravissima entità. Finora al di là dei proclami e parole di circostanze non stiamo assistendo a niente di concreto: alcuni cittadini continuano a vedere ignorate le proprie istanze.  

 

Il Coordinamento chiede a tutti i soggetti che hanno siglato l’accordo di mobilità di essere chiari nei confronti degli insegnanti in questione e di farsi carico realmente delle speranze, delle aspettative, di tutti coloro che credono nel proprio lavoro con profonda abnegazione e sentono di essere stati dimenticati. Il Coordinamento invita . altresì il MIUR a avviare un monitoraggio atto a programmare i tempi di rientro per le classi di concorso al più presto possibile, in modo da definire con certezza le soluzioni più adeguate.       

Con il progetto Sollievo, l’associazione Il Pesco di Giuliana Tochet assiste 15 persone colpite dal morbo di Alzheimer tutte le mattine e i pomeriggi di lunedì, mercoledì e venerdì, e 17 persone colpite da demenza senile nei pomeriggi di lunedì, mercoledì e venerdì. Tra queste, vi sono alcuni soggetti mentalmente sani ma di età avanzata.

 

Finora l’attività assistenziale dell’associazione si svolgeva in un solo locale, ora diventato troppo piccolo vista la crescita del numero degli assistiti. Finalmente, grazie al prezioso intervento di Walter Trabucco, consigliere dell’UNCI, l’associazione ha ottenuto dal Commissario del Gris, Stefano Guerra, la possibilità di spostarsi in due locali spaziosi. In questo modo, il progetto Sollievo ha ora un posto adatto alle sue necessità.

 

 

Il problema della mobilità

 

Tutte queste persone vengono prese e riaccompagnate a casa con il vecchio e malandato pulmino dell’associazione, che a breve dovrà fermarsi perché soggetto a revisione.

 

Il nuovo pulmino – quello per cui l’amministrazione comunale ha deliberato un contributo di 18.000 euro – è tuttora ostaggio del concessionario, poiché il contributo non è stato ancora erogato e l’associazione non ha le possibilità economiche per anticipare una somma  così ingente.

 

Il problema della mobilità degli ammalati sta quindi per diventare un grosso problema, a meno che il contributo promesso non venga al più presto erogato.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende avviare un monitoraggio sul tema della mobilità, in modo da reperire informazioni circa la condizione, le caratteristiche e i disagi propri del docente fuori sede. Il fine ultimo dell’operazione consiste, dopo aver analizzato i dati pervenuti, nell’elaborare strategie atte alla risoluzione della drammatica questione in oggetto.

 

Il questionario, strumento attraverso il quale si intende procedere, elaborato dal prof. Alessio Parente, Segretario generale del CNDDU, consiste in una serie di domande di carattere generale e di contenuto più specifico. Per chi volesse aderire all’iniziativa, è possibile scaricare il questionario e inviarlo all’indirizzo email: [email protected] entro il 16 di agosto.

 

Riteniamo che i docenti in questione durante il servizio, prestato in buona parte nelle scuole del Sud, abbiano svolto un ruolo assai utile alle comunità educative ospitanti e che l’esodo di tanti insegnanti abbia impoverito ulteriormente le risorse materiali e intellettuali di un territorio assai soggetto alla criminalità organizzata e fortemente degradato.
Ricordiamo che molto significativi risultano essere i dati sullo spopolamento e sul “malessere demografico”; sulla disoccupazione; sul disagio e sulla mancata crescita del Meridione.

 

Non ci stancheremo mai di ripetere che è possibile avviare una controtendenza, partendo proprio dal rientro dei professori “esiliati dalla legge 107/2015” presso le loro città di residenza, per contrastare tutta una serie di fenomeni, che sembrerebbero occupare ampio spazio nelle dichiarazioni degli esponenti politici.
Si auspica che si possa trovare una soluzione strutturale per il personale scolastico in oggetto, attraverso un piano di rientro da realizzare al più presto.

Anche a Mogliano, saranno installate a breve diverse colonnine di ricarica per veicoli a trazione elettrica. L’amministrazione comunale ha infatti sottoscritto un protocollo d’intesa con Enel x Mobility.

Enel si impegna a realizzare la rete di ricarica per veicoli elettrici, facendosi carico di tutti quanti i costi relativi al progetto, senza oneri per il comune. In particolare, Enel provvederà all’allacciamento alla rete elettrica delle colonnine, alla loro installazione, gestione e manutenzione per un periodo di 8 anni, mentre il Comune s’impegna a promuovere la mobilità elettrica all’interno del proprio territorio comunale, mettendo a disposizione gratuitamente dei posti auto per la ricarica dei veicoli elettrici, vigilando che siano utilizzati esclusivamente a questo scopo.

 

“Non ci basta aver raggiunto con largo anticipo i risultati previsti dal nostro PAES. Vogliamo fare di più per incentivare l’utilizzo di veicoli che permettano un ulteriore abbattimento dell’inquinamento sia atmosferico sia acustico e la presenza delle colonnine di ricarica nel nostro territorio sarà utile a chi dispone già di un’auto elettrica, ma sicuramente di incentivo per altri che la vorranno acquistare. Ormai la strada è tracciata, le vetture alimentate da gasolio spariranno dalla circolazione ed Enel ha in previsione di realizzare, entro i prossimi 3 anni, 14 mila colonnine di ricarica in tutta Italia”, dichiarano il sindaco Carola Arena e l’assessore alle Politiche ambientali, Oscar Mancini.

 

Ma aspettando le colonnine, l’amministrazione punta decisa sulla sensibilizzazione dei cittadini e anche quest’anno proporrà gli “Energy days”, nel prossimo fine settimana. Il 23 giugno, dalle 9 alle 19, e il 24 giugno, dalle 9 alle 13, in Piazza Caduti saranno protagoniste tutte le soluzioni sostenibili, in materia di energia, che caratterizzeranno il prossimo futuro e che il PAES di Mogliano, Piano di azione per l’energia sostenibile, già prevede.

 

Aziende specializzate presenteranno impianti fotovoltaici fissi o a inseguimento del sole, accumulatori dell’energia prodotta dai pannelli, le wall-box per la ricarica casalinga di auto, moto e biciclette elettriche. Particolare attenzione sarà dedicata, infatti, alla mobilità con auto a batteria elettrica. Non mancheranno i materiali da costruzione, gli isolanti, gli infissi con basse trasmittenze, ma anche la tecnologia per l’alimentazione dei veicoli industriali col biogas prodotto dai rifiuti organici.

 

Puntiamo a ridurre le nostre emissioni di ben oltre il 40% entro il 2030, continuando a incentivare la sostituzione delle caldaie domestiche, oltre alle 230 già sostituite, e chiamando a collaborare i cittadini, le aziende e le organizzazioni del terziario. Abbiamo inoltre allo studio provvedimenti per la realizzazione di boschi e la riduzione dell’uso delle fonti energetiche fossili, prevedendo ulteriori incentivi per favorire l’efficientamento energetico e la diffusione delle tecnologie che impiegano le fonti rinnovabili”, aggiungono il sindaco Arena e l’assessore Mancini.

 

Gli “Energy days” hanno il patrocinio della Commissione europea e del ministero dell’Ambiente e sono promossi assieme a D-Nest, Associazione Nordestsudovest ed Energoclub.

 

Il MoVimento Cinque Stelle Mogliano Veneto si esprime in merito all’abbandono del progetto SFMR, per il miglioramento del sistema ferroviario metropolitano regionale. Di seguito diffondiamo il loro comunicato:

 

La Giunta Regionale abbandona il progetto SFMR, che prevedeva l’adeguamento a standard metropolitano delle linee ferroviarie per un efficiente sistema integrato di trasporto pubblico, per l’impossibilità di finanziarlo.

 

Ribadiamo che il trasporto su ferro è fondamentale per soddisfare le esigenze di mobilità del Veneto, ridurre l’inquinamento ambientale, il traffico e l’incidentalità sulla rete stradale; la mobilità sostenibile è una delle nostre stelle. Questa Giunta regionale invece investe in strade e autostrade: per questo scopo i soldi pubblici non mancano mai.

 

All’assemblea pubblica su SFMR, tenutasi ieri in Municipio a Mestre, erano presenti alcuni esponenti del M5S, tra cui la senatrice Orietta Vanin: “Negli ultimi 15 anni, come emerge dal dossier di Legambiente Pendolaria 2017 sui trasporti, i finanziamenti statali hanno premiato per il 60% gli investimenti in strade e autostrade e solo per il 13% le reti metropolitane e le Regioni stanno sulla scia nazionale. Bisogna assolutamente cambiare rotta e noi ci impegniamo a farlo. Occorre un piano della mobilità sostenibile condiviso con i cittadini.

 

Siamo inoltre preoccupati per il blocco dei cantieri per la realizzazione delle stazioni SFMR della Gazzera (sulla linea Mestre-Treviso) e di via Olimpia (sulla Mestre-Trieste) che rischia di trasformare sottopassi e percorsi già realizzati in opere incompiute, senza prospettiva di sviluppo, abbandonate al completo degrado.Registriamo l’assoluto abbandono di quelli che dovevano essere secondo questo progetto i nodi strategici per i servizi alla città”.

 

Presente anche Cristina Manes, portavoce del M5S di Mogliano Veneto che dichiara: “La realizzazione di una mobilità sostenibile appare gravemente compromessa nel Veneto, e Mogliano subisce le dirette conseguenze di queste decisioni della Giunta Zaia, con la cancellazione della stazione a Marocco, prevista dal progetto SFMR. In tutto ciò la Regione ha le sue responsabilità, ma il nostro Comune ne ha altre: è evidente l’assenza di concrete politiche locali che perseguano questo obiettivo: nessuno può sentirsi chiamato fuori dall’attuare azioni per un futuro sostenibile.

 

Si inizi quindi da queste priorità per individuare linee guida e obiettivi chiari e mirati per gli investimenti futuri! Dopodichè gli amministratori, anche quelli dei comuni, mettano in atto loro azioni per i servizi alla cittadinanza, la riduzione dell’inquinamento nei territori e lo stop a nuovo cemento.”

 

Dei 5,9 miliardi di euro previsti dal piano originale degli interventi, per la realizzazione di questa infrastruttura, in venti anni sono stati realizzati soprattutto sottopassi, parcheggi, nuove stazioni (9 sulle 37 previste), acquisto di nuovi treni (24 sui 120 preventivati), adeguamento di fermate (22 su 162), ed eliminati passaggi a livello (66 su 407) per un valore di un miliardo e 20 milioni di euro. Molto cemento e asfalto, un po’ meno binari. Oggi tutto si ferma. Mentre la Corte dei Conti apre un’inchiesta.

 

La Regione, per la realizzazione di SFRM era legata alla Net Engineering spa da un rapporto contrattuale esclusivo e vincolante, oggetto di varie revisioni, che lo hanno reso pesantemente oneroso: si necessitava di consulenze di Net Engineering anche per affidare a RFI la soppressione di un passaggio a livello, e la società stessa prendeva un obolo ogni volta che la Regione ordinava un treno.

 

Non ci dimentichiamo poi che alcuni protagonisti della storia di S.F.M.R. sono noti alle cronache per diverse vicende giudiziarie, come Angelo Balducci in qualità di Consulente Tecnico d’Ufficio nominato nei primi due arbitrati delle Imprese Astaldi S.p.A.; l’Impresa di costruzioni Ing. E. Mantovani S.p.a., implicata negli scandali Expo 2015 e M.O.SE Venezia; Ing. Renato Chisso e Giancarlo Galan.

 

[email protected]

www.moglianoveneto5stelle.it/

 

Il CEDA (Centro per l’educazione alla disabilità animale) sorgerà a breve a Carbonera.

 

Nel centro, cani e gatti con disabilità motoria potranno essere riabilitati, risiedere, curati, potranno vivere e giocare supportati da appositi carrelli con ruote che sostituiranno i loro arti non più utilizzabili.

 

L’iniziativa è di Alessandro Ortolan che costruisce i carrelli per animali disabili.

 

La struttura sarà inaugurata in maggio prossimo nei locali di una ex pellicceria, come riporta La Tribuna di Treviso.

 

Finalmente qualcuno si sta prodigando per i poveri animali, cani e gatti, sfortunati e vittime nella maggior parte dei casi di incidenti stradali.

Domenica 25 marzo è previsto il passaggio della 15^ Treviso Marathon attraverso il comune di Casale sul Sile, per la prima volta nella storia della manifestazione.

L’evento rappresenterà un momento di grande prestigio per i casalesi, orgogliosi di far ammirare ai maratoneti le bellezze del loro paese, come il centro storico e il fiume Sile.

 

Per permettere lo svolgimento della manifestazione in totale sicurezza e consentire il passaggio degli atleti, è stato necessario pianificare la temporanea chiusura di alcune strade lungo la direttrice che da Silea porta verso Casier, passando attraverso Casale e Lughignano.

 

ORARI DI CHIUSURA STRADE
Verranno chiuse al traffico veicolare le seguenti strade:
– SP64 Via Belvedere: dalle 10.30 alle 13.30
– via Bastia: dalle 10.30 alle 14.30
– via San Nicolò: dalle 10.30 alle 14.30
– SP67 Via Nuova Trevigiana (dal Municipio in direzione Lughignano): dalle 10.30 alle 14.30

In accordo con la Polizia Locale, sarà garantita l’uscita dal parcheggio della chiesa di Casale fino alle 10.30 – a ridosso dei primi atleti – per poter garantire il deflusso dai parcheggi.

 

ORARI DI RIAPERTURA DEGLI SNODI PRINCIPALI
– Riapertura di via Belvedere in direzione Silea/Monastier: dalle 13.05
– Riapertura della rotonda tra via Nuova Trevigiana e via Piave, in direzione Monastier/Casale centro: dalle 13.30
– Riapertura della rotonda di Casier, in direzione Casale: dalle 14.10

 

PUNTI DI PRE-FILTRO E PREAVVISO
Saranno allestiti i seguenti punti di pre-filtro e preavviso con l’ausilio di transenne e personale volontario:
– Rotonda Ponte Stella: dalle 10.30 alle 13.30 (pre-filtro)
– Rotonda tra via Cave e via Vecchia Trevigiana: dalle 10.30 alle 13.30 (pre-filtro)
– Rotonda tra via Nuova Trevigiana e via Piave (da Mogliano): dalle 10.30 alle 14.30 (pre-filtro)
– Incrocia tra via delle Grazie e via Vecchia Trevigiana: dalle 10.30 alle 14.30 (pre-filtro)
– Via Bonisiolo (località Madonetta): dalle 10.30 alle 14.30 (preavviso)
– Via Schiavonia (SP63): dalle 10.30 alle 14.30 (pre-filtro)

 

La sicurezza e l’assistenza allo svolgimento della gara saranno garantiti sul territorio di Casale sul Sile con l’impiego di circa 85 volontari tra Protezione Civile, Associazione Carabinieri in Congedo e Gruppo Alpini.

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