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«Un grande affare per il consorzio SIS, che riceverà 12 miliardi di soldi pubblici. Un pessimo affare per i cittadini veneti, che pagheranno l’opera due volte: prima con le tasse, poi con i pedaggi che saranno tra i più alti d’Italia, per una superstrada col limite dei 110 km/h». Così il consigliere regionale Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) commenta la nota con cui la Sezione centrale della Corte dei Conti ha richiesto alla Regione del Veneto ulteriori chiarimenti con riferimento all’indagine su Pedemontana veneta.

 

Nella giornata di ieri l’esponente di Liberi e Uguali ha depositato un’interrogazione alla Giunta regionale chiedendo:

1) quali sono nel concreto le iniziative poste in essere dalla Giunta regionale nei confronti dei responsabili del precedente assetto contrattuale?

2) rispetto alle opere complementari da realizzare con riferimento al traffico pesante perché non è ritenuto di dover procedere sin d’ora alla programmazione delle stesse all’individuazione dei mezzi di finanziamento?”

 

«I rilievi della Corte dei Conti toccano alcuni punti che avevamo già sollevato, in Consiglio regionale – Ruzzante fa riferimento all’interrogazione presentata il 1° agosto, in cui si chiedeva alla Giunta di rendere conto dello stato dei monitoraggi ambientali – e con la conferenza stampa di due settimane fa presso la sede di Italia Nostra a Treviso, dove assieme a Fausto Pozzobon di Legambiente Veneto, Michele Seno e Renato Zanivan di Liberi e Uguali avevamo fatto il punto sulla questione Pedemontana dopo l’interrogazione parlamentare presentata da Rossella Muroni».

 

«I nodi vengono al pettine. La possibile violazione delle regole europee sulla concorrenza – prosegue l’esponente di Liberi e Uguali –, lo straordinario esborso nei confronti del privato e dunque l’aggravio economico a carico delle finanze pubbliche, la realizzazione delle opere complementari, le attività di controllo compresi i monitoraggi ambientali: le risposte che la Giunta Zaia ha pubblicato ieri non sono affatto esaustive. Per questo ho presentato un’interrogazione alla Giunta Zaia, chiedendo di fare chiarezza in particolare sul nodo delle opere complementari e su quali siano le azioni intraprese nei confronti dei responsabili del precedente assetto».

 

«I problemi restano – conclude Ruzzante –, bene che questo venga riconosciuto anche da chi oggi è al governo nazionale. Ora mi aspetto che il Movimento 5 stelle, che dice che la Pedemontana va rivista da zero, sia conseguente: noi continuiamo a lavorare in questa direzione e siamo pronti a collaborare nell’interesse dei cittadini veneti. È il momento che tutti coloro che si oppongono alla scandalosa gestione leghista si mettano a lavorare pancia a terra nella stessa direzione, con un obiettivo comune: ripensare completamente il progetto, partendo dalle proposte alternative che sono note da anni, per evitare lo sperpero di risorse pubbliche».

Il 2019 è anno di elezioni amministrative a Mogliano, lo scontro tra i contendenti si prevede che sarà duro e senza esclusione di colpi. Il Centro Sinistra, attualmente al governo della città, ha già affilato le armi e si è presentato compatto.

 

Lasciava perplessi il silenzio del Centro Destra e in molti si aspettavano che almeno la Lega si facesse sentire, ed ecco che il Segretario della Lega di Mogliano, Alberto Gherardi, si presenta pronto alla battaglia dando una prima, ma concreta visione della situazione attuale e delle direttive per l’imminente campagna elettorale.

 

“La politica, quella che mi piace, – precisa Alberto Ghrerardi – dovrebbe rappresentare interessi, interpretare ideali (ora con un raggio più ampio della cornice novecentesca), colmare, per quanto possibile, il divario tra programmi e risultati; non può essere fatta solo sottolineando i vizi del proprio avversario.”

 

“A tale riguardo perciò, – puntualizza Gherardi – parlando ovviamente della attuale amministrazione nel suo complesso, non proferirò parola su ciò che ha fatto (poco) e quello che avrebbe dovuto fare, segnalando che anche quel poco che sostengono di aver fatto è frutto anche del lavoro delle amministrazioni precedenti, valga per tutti l’esempio delle opere stradali eseguite grazie all’accordo con Vega stipulato dall’amministrazione Azzolini.”

 

“La campagna elettorale che ci accingiamo ad affrontare, se letta alla luce della situazione politica nazionale, disegna un panorama a cui probabilmente neanche il PD era preparato. Semplificando, da una parte (PD) chi doveva stare con popolo, sta con le banche e gli industriali, dall’altra chi doveva essere percepito come conservatore ( Lega) appare invece ai più il partito del buon senso  e delle promesse che si tramutano in risultati conseguiti.”

 

“A livello locale, le questioni cambiano, vedremo fino a che punto, – continua Gherardi – certo che l’attuale amministrazione, poco fa per perdere il vizio nazionale dell’arroccamento ( provate a chiedere un appuntamento al sindaco e vediamo in che anno ve lo da), e poco fa per perdere il vizio della marchetta modello 80€ di renziana memoria.”

 

“Da parte nostra cercheremo di contrapporre a questa visione della politica, la gestione del buon senso, dapprima in campagna elettorale presentando un candidato equilibrato e determinato a far seguire alle promesse i fatti, poi un sindaco di sicuro affidamento.”

 

“La Lega ovviamente in tutto questo ha la funzione di costituire il polo di attrazione delle altre forze politiche civiche e non, che si riconoscono alternative all’attuale amministrazione; chi saranno i compagni di viaggio lo vedremo tra poco, inutile dire che i contatti già ci sono e che appaiono già improntati alla collaborazione più fattiva, senza personalismi e diktat ultimativi.”

 

Il Segretario della Lega conclude: “Quale sarà la nota più importante del nuovo sindaco? Starà in mezzo alla gente, esattamente il contrario di quello che fa il sindaco attuale, sarà uno di loro, e il palazzo finalmente si riaprirà alla gente e alla partecipazione. Il nuovo Sindaco del buon senso è alle porte.”

Mercoledì sera al K3 si è svolto il congresso provinciale dei Giovani Padani, a cui erano presenti una quarantina di giovani sostenitori, militanti e amministratori della Lega della provincia di Treviso e il Commissario Nazionale MGP Piergiovanni Sorato. All’unanimità c’è stata la proclamazione di Chiara Fraccaro (ventottenne, laureata in Economia e Management aziendale, libero professionista) come coordinatrice provinciale del Movimento dei Giovani Padani. La seconda donna in provincia a ricoprire tale carica da quando esiste il Movimento dei Giovani Padani (la prima quasi vent’anni fa), un messaggio positivo e di speranza per far avvicinare le ragazze alla politica.

 

L’obiettivo di Chiara Fraccaro e del suo Vice Andrea Cogo, Consigliere Comunale di Silea, è quello di far crescere il numero di ragazzi che aderiscono alla Lega e di conseguenza al movimento giovanile in tutto il territorio trevigiano, supportando le sezioni, circoscrizioni e il provinciale. Si darà la possibilità alle nuove leve di essere inseriti e preparati politicamente, civilmente ed umanamente a contribuire anche ai 56 Comuni che nel 2019 andranno al voto.

 

Tra i punti programmatici del prossimo triennio, troviamo l’importanza di fare squadra e i metodi per consolidarla, la crescita, la formazione e il confronto diretto, la sinergia ed il supporto agli organi superiori e alle loro iniziative, la promozione di mozioni ed attività G.A.P. (Giovani Amministratori Padani) e il cavallo di battaglia con la difesa identitaria, della cultura, dei valori, del territorio e delle tradizioni.

 

 

Da sempre roccaforte leghista, i Giovani Padani di Treviso continueranno a portare avanti con orgoglio e determinazione le battaglie politiche e sociali della Lega in primis su tutto l’autonomia del Veneto, la sicurezza e le altre tematiche che riguardano direttamente i giovani, come scuola e lavoro.
Il futuro è nelle mani dei giovani e in particolare di coloro che credono in ciò che fanno e hanno il coraggio di inseguire i propri ideali, i propri sogni.

“Se deve ricorrere a fake news per fare propaganda elettorale, allora la Lega è proprio malmessa a Mogliano, ma le bugie hanno le gambe corte e quindi si possono in breve smascherare. Del resto bastava leggere bene il bilancio del comune, se ne fossero stati capaci, per non dire e scrivere le stupidaggini che la Lega, ex sindaco compreso, hanno utilizzato nel ricorso contro l’utilizzo delle entrate per la tassa di soggiorno”.

 

Il sindaco Carola Arena commenta così le motivazioni addotte a sostegno della falsa tesi dell’utilizzo fuori dalle norme delle somme incassate da ogni turista che è passato da Mogliano negli ultimi anni.

 

Perché innanzitutto è falso che sono stati utilizzati per finanziare la festa dello sport, 8.500 euro coperti attingendo a un capitolo di spesa di contributi per attività sportive, poi perché tutte le altre iniziative i cui costi sono stati coperti con la tassa di soggiorno sono di promozione del territorio ai fini turistici e hanno attratto a Mogliano, nel corso dell’anno, decine di migliaia di persone.

 

Esattamente le entrate da tassa soggiorno sono state così destinate: 22 mila euro per contributo funzionamento sportelli IAT, ufficio turismo provinciale, 9 mila per Carnevale, 1.500 per Notte dei Musei Villa Benetton, 8.500 per rassegna spumanti Bollicine, 44 mila per apertura della pinacoteca al Brolo e 2 mila per impianto di sorveglianza, 15 mila per Premio letterario Giuseppe Berto, 82 mila per rassegna estiva Metropolis (teatro, cinema, danza e musica), 15 mila per la rassegna Metropolis Natale, 5.500 per Serial Grillers, 20 mila per Festival delle Regioni, 2 mila per gemellaggio con Lisieux, 7.500 per rassegna Leguminosa, 6 mila per convenzione con Slow Food per iniziative enogastronomiche nel territorio.

 

A queste somme si aggiungono 85 mila euro che sono stati destinati a interventi per il decoro urbano, a miglioramento dell’immagine, della fruibilità e del gradimento della città per i turisti che decidono di pernottarvi e di visitarla.

 

“Tutte queste iniziative hanno lo scopo di attrarre a Mogliano nuovi visitatori, a vantaggio degli esercizi, delle strutture ricettive e delle attività commerciali, e stando ai numeri ci sono riuscite. Se avessimo girato tutte le somme spese all’OGD (organismo di gestione della destinazione) Ville Venete del Trevigiano, non ne avremmo realizzata nemmeno una, visto che ad oggi l’organismo non è ancora operativo”, commenta il Sindaco Carola Arena.

 

Il turismo a Mogliano gravita per lo più su Venezia, per cui l’Amministrazione moglianese ha anche deciso di lavorare per legarsi ai Comuni che come quello di Mogliano lavorano in sinergia col capoluogo lagunare, in modo da poter mettere in campo misure davvero utili, e non disperdere i proventi della tassa di soggiorno, per la quale Mogliano è il primo comune della provincia di Treviso, capoluogo compreso, in iniziative che non avvantaggerebbero in alcun modo il tessuto imprenditoriale locale.

 

Siamo convinti che la magistratura contabile dimostrerà l’inconsistenza delle argomentazioni leghiste, e che anche i cittadini moglianesi non cadranno nell’inganno di argomentazioni false e pretestuose che i leghisti usano senza pudore e senza vergognarsi di dimostrare quanto poco ne sanno dell’amministrazione. Del resto in questi quattro anni non hanno fatto nessuna proposta concreta, solo hanno sparato a caso. Noi, invece, abbiamo pensato alla città e ai moglianesi ed è sotto gli occhi di tutti quello che siamo stati capaci di fare, nonostante il pesante fardello lasciato dalla precedente amministrazione e costato alla città molti milioni di euro”, conclude il sindaco Arena.

Torniamo sull’attacco che la settimana scorsa ha colpito il K3, la sede provinciale delle Lega di Treviso, dove l’esplosione di un ordigno e il ritrovamento di un secondo esplosivo hanno scatenato il panico

 

È sconvolgente quanto accaduto nei giorni scorsi, il movimento giovanile della Lega di Treviso esprime tutta la solidarietà alla Segreteria Provinciale e condanna l’attacco terroristico subito. È ineccepibile il pensiero di fare del male alle forze dell’ordine, le quali quotidianamente sono a servizio e a fianco la gente per proteggerli e aiutarli, di mettere una bomba per ferire o uccidere queste persone e chi come loro fa del bene, con lo scopo di infondere terrore tra la gente. Questo è il governo rivoluzionario, caratterizzato dal buon senso, da regole, dai fatti e dall’essere concretamente dalla parte dei cittadini; probabilmente questo modus operandi spaventa chi non è in linea con la democrazia e quando chi non è nel giusto si sente minacciato, risponde con la violenza. Un attentato alla democrazia, una violazione della libertà di migliaia di persone che credono in un ideale e appartengono orgogliosamente a un partito politico, devono essere seriamente puniti, perché i delinquenti e i violenti nel nostro Paese non potranno avere margini e ragione! Da sempre, la Lega guida i loro giovani con percorsi formativi e politici, esperienze di gruppo dove il dialogo e il confronto sono alla base di ogni cosa, per dare la possibilità ai ragazzi di capire come funziona il mondo che li circonda, le macchine amministrative, le scelte politiche e molto altro ancora, con il rispetto delle regole e delle gerarchie.

 

Sono elementi essenziali per far funzionare bene una società, provate solo a pensare che tragedia sarebbe un mondo ‘anarchico’ senza regole quindi, senza qualcuno che ti protegge, senza uno stato e tutti i servizi erogati; regnerebbe solo il caos, la distruzione, la violenza e probabilmente la follia. Non possiamo pensare che questo sia il nostro futuro, e che una società evoluta come la nostra si basi su questi pessimi principi, il Movimento dei Giovani Padani di Treviso combatterà questo scempio a fianco della Segreteria Provinciale della Lega con tutte le forze in essere. Sempre in maniera pacifica, ordinata, costruttiva, d’informazione e coinvolgimento e soprattutto con il concetto di Squadra, solo così si potranno continuare a fare grandi cose e deviare ogni malsana e pericolosa azione.

 

Ci auspichiamo inoltre maggiori controlli e pene più severe per coloro che non rispettano le regole e mettono a rischio la vita delle persone; per dimostrare che non ci fanno paura e non ci fermeranno, nei prossimi giorni faremo un direttivo provinciale dei giovani proprio al K3.
Unitamente, ai Senior della Liga Veneta, ci troveremo per discutere dei progetti della nuova stagione, delle azioni da intraprendere, della crescita del movimento e del coinvolgimento di nuovi giovani che hanno ideali, passione, idee, cuore e coraggio per migliorare continuamente il nostro Paese e far sì che fatti così ignobili non accadono più.

W la Democrazia, W la Libertà, W la Lega, W San Marco.

 

Movimento Giovani Padani di Treviso
Chiara Fraccaro Resp. Org. Veneto

“Esprimo la più ferma condanna ai vili aggressori di Firenze e la mia solidarietà ai militanti della Lega. Quando gesti come questi, degni della prepotenza squadristica di vecchia memoria, prevalgono sul diritto alla libera espressione del pensiero e alla manifestazione pubblica delle convinzioni politiche, significa che la democrazia è in pericolo”. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, biasima con fermezza l’aggressione subita da alcuni militanti della Lega nella città dell’Arno, assaliti e insultati da tre estremisti al gazebo dove stavano distribuendo volantini.

 

“Purtroppo sono episodi che si ripetono in giro per l’Italia – sottolinea Zaia – sintomo di un clima di intolleranza civile e ideologica che alberga in una certa parte politica, indifferente ai principi del rispetto umano e allergica alle regole del confronto
democratico”.

 

Ringrazio – aggiunge il presidente del Veneto – le forze dell’ordine che, ancora una volta, hanno fatto argine al vandalismo più bieco, identificando gli aggressori”.

 

“Per quanto ci riguarda, non ci fermo intimorire – prosegue Zaia – e continueremo, dentro e fuori le istituzioni, ad applicare la regola del ‘buon senso’, ad affrontare i problemi dei comuni cittadini e a dire la nostra sui temi importanti della società e del
Paese”.

Sabato 2 giugno, il vice Premier Matteo Salvini e il ministro degli Affari regionali Erika Stefani sono stati in visita a Vicenza e poi a Treviso, a sostegno della Lega, impegnata nelle elezioni amministrative delle due città.

 

 

Interrogato sui suoi progetti in merito all’immigrazione, Salvini ha dichiarato: “Gli immigrati regolari non hanno nulla da temere. Per i clandestini è finita la pacchia, preparatevi a fare le valigie”.

In tutta Italia, nei gazebi della Lega, messi nelle piazze di tutte le città italiane e sulla piattaforma Rousseau per i 5 Stelle, si è votato il gradimento degli iscritti al Contratto per il Governo del Cambiamento.

 

Grande partecipazione sulla piattaforma Rousseau, dove 44.796 persone, pari al 94% degli iscritti, hanno votato come segue: 42.274 per il SÌ e 2.522 per il NO. Il Movimento 5 Stelle approva il contratto per il governo del cambiamento.

 

I gazebi della Lega, aperti in tutte le piazze d’Italia, hanno visto una forte affluenza di votanti e i risultati, per il momento ancora parziali, vedono una forte prevalenza dei SÌ, che al momento sono circa il 95%.

 

Questo trend sembra confermato anche in tutti i comuni della Marca trevigiana e nella Provincia di Venezia.

 

I dati, non verificati, della piattaforma Rousseau dei 5 Stelle per la Provincia di Venezia danno 1.836 votanti, di cui 1.720 SÌ, 115 NO e 1 scheda nulla.

 

Questo trend sembra confermato anche nel comune di Mogliano e nei capoluoghi Venezia e Treviso.

Il sentiero per un governo M5s-Lega è stretto, com’era prevedibile, sia per le contraddizioni programmatiche delle due forze politiche, sia per i vincoli finanziari e normativi esterni con cui anche loro devono fare i conti per non caricare ulteriore debito sulle future generazioni.

 

Anche se non è questo il governo che vorrei per l’Italia, non sono tuttavia tra coloro che tifano per l’insuccesso di questo tentativo. Perché il relativo fallimento costituirebbe comunque un danno per la nostra democrazia rappresentativa. Invece, se il consenso che hanno ricevuto dalla maggioranza degli elettori, in nome del cambiamento, fosse ben indirizzato potrebbe dare una spallata a quel centralismo burocratico e fiscale che frena da sempre lo sviluppo dell’Italia.

 

Qui sono però destinate a emergere due contraddizioni: può la Lega propugnare il sovranismo nazionale contro l’Europa e insieme realizzare il federalismo tanto atteso dal Nord? Può il M5s conciliare lo statalismo assistenzialista/dirigista delle sue proposte con la battaglia per l’autonomia di territori come il Veneto, che pure ha sostenuto? Contraddizioni che spiegano perché è del tutto assente nel contratto di governo sia ogni riferimento al completamento della riforma federale dello Stato, sostituita da un generico “regionalismo”, sia all’attuazione del federalismo fiscale.

 

Certo, considerato gli oltre 2 milioni e mezzo di Veneti che hanno votato per l’autonomia il 22 ottobre scorso e il cappotto di parlamentari fatto dalla Lega sul nostro territorio, è il minimo sindacale che al punto 19 sia presente l’impegno di portare “a conclusione le trattative tra Governo e Regioni attualmente aperte”, con il “trasferimento delle risorse necessarie” alle ulteriori competenze. Ma è cosa ben diversa dal riconoscere anche al Veneto l’autonomia tributaria necessaria alla competitività del territorio. Come per le Regioni speciali confinanti.

 

Spero di sbagliarmi, ma temo che le posizioni sovraniste/stataliste delle due forze politiche tendano verso politiche fiscali centraliste piuttosto che di decentramento fiscale ispirato ai principi di sussidiarietà e responsabilità, con il rischio di un ulteriore sforamento dei conti pubblici per accontentare le opposte istanze dei rispettivi elettorati, al Nord e al Sud.

 

Solo il federalismo infatti “chiama a giudizio la burocrazia” (efficace espressione del prof. Bertolissi), costringendola all’efficienza e responsabilizzando ogni livello di governo, dai Comuni ai Ministeri. Perché impone a chi ha il potere di decidere la spesa di chiedere le relative risorse ai contribuenti, fornendo un potente strumento di controllo democratico agli elettori.

 

Spero che il Partito Democratico, riflettendo sulle ragioni della propria sconfitta e rammentando che tra gli impegni del decalogo scritto da Veltroni nel 2007 vi era anche quello di“completare la riforma federale dello Stato, attuandone gli aspetti più innovativi, a cominciare dal federalismo fiscale e dalle forme particolari di autonomia che possono avvicinare le regioni a statuto ordinario alle autonomie speciali”, incalzi in questo senso l’eventuale nuovo Governo.

 

on. Simonetta Rubinato

Abbiamo incontrato Matteo Marin, candidato al consiglio Comunale a Treviso, anni 37, titolare di una nota agenzia assicurativa del centro, trevigiano doc nato e cresciuto a Treviso da genitori trevigiani, in procinto di convolare a nozze con la compagna Valentina, che ci ha raccontato la sua visione di città.

 

 

Candidato Marin, per lei sarebbe la prima esperienza in Consiglio Comunale a Treviso: come nasce la sua candidatura nella Lega?

 

La mia è una scommessa che parte più di due anni fa, quando mi sono avvicinato alla Lega era un partito che aveva appena il 4% a livello nazionale, che aveva perso le elezioni a Treviso, consegnando la città al PD e alla Amministrazione Manildo. Ho trovato fin da subito un movimento ricco di energia, di idee e coraggio. Mi ricordo che la prima riunione a cui presi parte fu la presentazione del libro di Antonio Selvatici “Il Sistema Prato”, un saggio su come la microimpresa cinese si insinua sommessamente nella nostra economia, in modo sleale e lesivo del nostro tessuto economico e imprenditoriale. Quindi una Lega nuova, più preparata, più ricca di contenuti ed idee. In questi anni ho avuto l’onore di contribuire da militante al raggiungimento dei risultati sul Referendum dell’Autonomia del Veneto e sull’affermazione alle elezioni politiche e da buon Trevigiano, ritengo sia giunto il momento di mettersi a disposizione della mia Città per ridarle un’amministrazione capace, vicina ai cittadini, aperta al dialogo.

 

 

Aspetti positivi e negativi dell’amministrazione uscente: quali elencherebbe e perché?

 

Preferirei approfondire quali sono i nostri programmi per la Città più che denigrare l’avversario: abbiamo deciso di impostare tutta la nostra Campagna Elettorale sul desiderio di proporre idee, di far conoscere ai Cittadini la nostra visione della Treviso presente e futura, guardando avanti. Sicuramente il Sindaco Manildo è stata una delusione per molti, non ha scelto persone competenti nei rispettivi referati, tanto è vero che, ad esempio, ha dovuto assumere in corsa (e di corsa) l’Assessore Marina Tazzer per raddrizzare le scelte fatte in tema di lavori pubblici ed urbanistica. Direi che un merito dell’Amministrazione uscente è quello, visti i deludenti risultati, di aver fatto riavvicinare e riappassionare molti trevigiani alla politica comunale, considerato il numero dei candidati concorrenti al Consiglio Comunale.

 

 

Quali sono i punti salienti del vostro programma e quali sono i contributi che pensa di portare al rinnovato Consiglio Comunale?

 

I trevigiani ci chiedono più sicurezza, più decoro, più pulizia. La Città è stata sporca per 4 anni e 11 mesi di governo Manildo, oggi come per incanto a 28 giorni dalle elezioni vediamo lavorare Contarina a ritmi serrati. Noi vogliamo una Città pulita sempre, faremo partire un progetto pilota per aree ecologiche interrate come già avviene in tutta Europa, installeremo più telecamere collegate alle forze dell’ordine soprattutto nei quartieri, sia per la prevenzione del crimine, sia per la lotta agli ecovandali. I quartieri sono la grande sfida che ci attende: sono stati dimenticati e necessitiamo di recuperare gli anni perduti. Se vogliamo che la Città cresca e torni bella e pulita, dobbiamo partire dai quartieri. Ripristineremo la figura dei Vigili di Quartiere, faremo un patto sociale con gli extracomunitari e gli stranieri che abitano in Città: favoriremo progetti di integrazione per coloro che accettano di vivere secondo le nostre leggi e le nostre tradizioni e culture viceversa non avremo nessuna tolleranza nei confronti di chi non rispetta la legalità, la Città ed i Trevigiani abbandonandosi all’accattonaggio organizzato, allo spaccio e all’ubriachezza molesta.

 

 

Quale è la sua personale interpretazione dell’ormai famoso hashtag lanciato da Mario Conte #siamotuttitrevigiani?

 

Dobbiamo essere vicini agli ultimi. Abbiamo presentato nei giorni scorsi il nostro progetto di abbattimento delle barriere architettoniche sulle Mura Cittadine. Pensiamo alla figura di un Disability Manager, un funzionario del Comune che si attiva ogni qualvolta ci sia qualche evento, festa di piazza, manifestazione al fine di rendere accessibile a tutti la Città. Come dice Mario Conte: “o si fa festa tutti o non festeggi nessuno”. Nell’ambito del sociale, vogliamo essere vicini prima di tutto ai nostri anziani, ai trevigiani, rivedendo profondamente i meccanismi di assegnazione delle case popolari e delle graduatorie, in asse con i nuovi regolamenti regionali.

 

 

Ha qualche personalissimo progetto nel cassetto da portare all’attenzione delle istituzioni Comunali?

 

Vi posso rivelare in anteprima che se verrò eletto al Consiglio Comunale cercherò di portare avanti, assieme alle questioni più urgenti ed importanti del sociale, decoro, sicurezza, le istanze dei trevigiani… a quattro zampe! Mi piacerebbe in particolare creare Aree di sgambatura per cani in ogni quartiere, intervento questo che potremmo realizzare a costo zero per le casse del Comune, mediante il coinvolgimento delle aziende di pet food e dei privati. Ovviamente, di pari passo, dovremo riscrivere completamente il Regolamento Comunale di tali spazi, che attualmente sono abbandonati a sé stessi, normarne correttamente gli accessi. Serve fare molta educazione: non per i cani, ma per qualche padrone. Sono già in contatto con qualche associazione che si è detta disponibile ad aiutarci. Sul fronte opposto, vorrei intensificare i controlli con multe più salate e mediante l’utilizzo dei vigili urbani in borghese nei confronti degli incivili che non raccolgono le deiezioni. Mi piacerebbe che fra qualche anno le Aree di Sgambatura diventino un’eccellenza della Città per mostre cinofile, eventi, pet terapy e associazioni in difesa degli animali.

 

 

Lei è simpatico, come si fa a non votarla?

 

La ringrazio, anche lei! Vi posso dire come si fa a votarmi: si traccia una croce sul simbolo della Lega e si scrive MARIN affianco al simbolo. In questo modo si esprime la preferenza a me come consigliere comunale e a Mario Conte Sindaco di Treviso. W Treviso, W la Lega!

 

 

 

Valentina Nespolo

 

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