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Dove si vedranno meglio l’eclissi di luna del 27 luglio o le stelle cadenti della notte di San Lorenzo? In Veneto da oggi si può cercare il luogo più adatto consultando il sito di ARPAV.

 

L’Osservatorio Regionale sull’inquinamento luminoso ha realizzato una rete di centraline per monitorare la “brillanza”, ovvero l’alterazione della luminosità del cielo notturno rispetto al cielo naturale, dovuta all’inquinamento luminoso prodotto dagli impianti di illuminazione artificiale.
Si tratta di nove centraline che coprono gran parte del territorio regionale e raccolgono dati ogni 5 minuti per tutte le notti dell’anno. Tre si trovano sul tetto della sede centrale di ARPAV a Padova, una al Passo Valles (BL), due sono installate negli Osservatori astronomici di Cima Ekar e del Pennar ad Asiago (VI), gestiti dal Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Padova, mentre altre quattro sono state messe a disposizione da VenetoStellato, associazione di tutela del cielo notturno, negli osservatori amatoriali di Nove (VI), Cattignano (VR), Monte Baldo (VR) e Montebello (VI).

 

Nel sito di ARPAV si possono consultare i dati delle ultime tre notti che servono per quantificare l’inquinamento luminoso delle varie zone della regione, dai cieli di città fino alle aree più remote delle zone montuose e verificare l’evoluzione degli impianti di illuminazione. Inoltre serviranno per studi sulle correlazioni con altri inquinanti, come il particolato atmosferico, e con parametri di tipo meteorologico come la nebbia, temperatura, umidità, trasparenza.
L’Osservatorio permanente sull’inquinamento luminoso è stato istituito nel 2009 dalla Regione del Veneto ed è composto da ARPAV, dalle associazioni astrofili, rappresentanti degli osservatori astronomici ed esperti nominati dalla Giunta regionale.

Anche quest’anno la giunta regionale, su proposta dell’assessore all’energia e allo sviluppo economico Roberto Marcato, ha adottato il provvedimento di adesione all’evento internazionale Ora della Terra (Earth Hour), giunto alla sua dodicesima edizione, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulla necessità di mettere in atto comportamenti e politiche di mitigazione dei cambiamenti climatici, risparmio energetico e riduzione dell’inquinamento luminoso.

 

“L’adesione all’iniziativa – fa presente Marcato – si concretizzerà in un gesto semplice ma visibile come quello di spegnere la luce per un’ora, dalle 20.30 alle 21.30, attraverso tutti i fusi orari, dal Pacifico alle coste atlantiche, nel giorno stabilito che è sabato 24 marzo. Il risparmio energetico legato a tale gesto è del tutto simbolico ma ha lo scopo di sollevare l’attenzione sul tema dei cambiamenti climatici e dell’uso razionale dell’energia”.

 

“L’Ora della Terra – sottolinea Marcato – costituisce uno dei principali eventi di sensibilizzazione su scala mondiale: l’iniziativa è cresciuta negli anni fino a coinvolgere circa 180 Paesi in tutto il mondo e nel solo 2016 ha consentito intraprendere quasi 2,5 milioni di azioni individuali per aumentare la maggiore consapevolezza in materia di lotta contro il cambiamento climatico. La stessa attività di sensibilizzazione all’iniziativa realizzata dalla Regione del Veneto nel corso degli ultimi tre anni ha avuto un ottimo riscontro, consentendo l’adesione all’evento di numerose realtà, private e pubbliche”.
“Parteciperemo quindi anche a questa edizione – annuncia l’assessore – con lo spegnimento simbolico delle luci delle sedi della Giunta Regionale del Veneto ubicate nel centro storico di Venezia e in altri immobili di proprietà regionale: Villa Contarini di Piazzola sul Brenta e Mastio Federiciano sul colle della Rocca di Monselice”.

 

L’assessore Marcato ha rivolto anche un invito a aderire all’iniziativa a imprese, enti locali, associazioni ambientaliste, ordini professionali, associazioni di categoria, sottolineando come il successo dell’evento dipenda dalla partecipazione di tutti.

Con una lettera inviata all’assessorato all’Ambiente del Comune di Venezia, la Lega protezione uccelli di Venezia chiede lo spegnimento del proiettore che genera il potente fascio di luce installato per la commemorazione dei cento anni di Porto Marghera. “Il proiettore luminoso da 72mila watt posizionato a Marghera – spiega il delegato Lipu Venezia, Giampaolo Pamio – va a sommarsi a una già compromessa situazione di inquinamento luminoso preesistente, diffuso in tutta la Val Padana. Per quanto riguarda le specie ornitiche stanziali, sussiste una corposa e avvalorata bibliografia scientifica circa le gravi conseguenze comportamentali non solo per gli uccelli ma per tutta la fauna, oltre che per la specie umana”.
Pamio inoltre spiega: “In questo particolare periodo dell’anno il territorio veneziano è interessato da una cospicua fase migratoria dal Sud del Mediterraneo al Centro e Nord Europa. Il fascio di luce potrebbe concretamente disorientare gli stormi di migratori notturni compromettendo il proseguo nella rotta. Al fine di tutelare gli uccelli migratori si richiede pertanto di far oscurare detto faro Ramses II, e in subordine di sospenderne l’accensione sino alla fine della fase migratoria, verso metà aprile”.

 

L’assessore all’Ambiente Massimiliano De Martin, replica alla richiesta spiegando che “Ramses II si spegnerà il 22 marzo come da programma. Escluso il lunedì, che non viene mai acceso, saranno ancora otto i giorni di illuminazione notturna. Questa data resta quella di conclusione dell’esperienza attivata per celebrare i 100 anni dalla fondazione di Porto Marghera”.

Lo hanno chiamato “Ramses II” il fascio di luce più potente del mondo ospitato all’interno dello stabilimento di Cereal Docks che da ieri sera illumina il cielo di Porto Marghera. E’ alto 12mila metri e visibile in tutta la Regione.

 

 

Una potenza di 72mila watt sprigiona il fascino di un bagliore che non si spegne, proprio come il futuro di Porto Marghera che festeggia il suo centenario. In occasione dell’inaugurazione dell’evento, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro ha commentato:

 

“E’ un’altra delle iniziative delle celebrazioni del Centenario di Porto Marghera. Un modo per ricordare a tutti, in tutto il Veneto, che il futuro nostro e dei nostri figli, è legato a questa area. Dobbiamo mettere da parte le polemiche e “fare squadra” per attuare il rilancio definitivo di Porto Marghera: dobbiamo rendere attrattivo per gli imprenditori tornare ad investire qui, come è successo per la Ceral Docks, che ha investito pochi anni fa per il rilancio dello stabilimento oltre 60 milioni di euro. Le nostre parole d’ordine devono essere fiducia e competenza”

 

In precedenza il comune aveva ricevuto una diffida dall’Arpav per inquinamento luminoso ingiustificato, anche in virtù della vicinanza all’aeroporto cittadino. L’Agenzia ha però fatto marcia indietro. Il faro rimarrà acceso fino a fine marzo.

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