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I Pescatori di Pace saranno presenti all’iniziativa di riparazione del gay pride che prenderà il via la settimana dopo.

 

Lorenzo Damiano, presidente dei Pescatori di Pace e già candidato per Forza Nuova, ribadisce la sua presenza: “Ritorniamo a fare quello che facevano gli apostoli: andiamo ad evangelizzare nelle vie nelle strade. Per fortuna che l’apostolo Paolo ci ha insegnato che il tempio di Cristo è il nostro corpo: se siamo degni delle membra di Cristo allora usciamo nelle piazze, a  costo di farci insultare. Del resto nel Vangelo si dice: beati voi quando vi insulteranno e vi condanneranno a causa del mio nome. Questo è il cristiano, non quello che, pur scelto da Dio, se ne sta in poltrona e non prende posizione, oppure va contro la stessa sua missione. Mi domando: se il gay pride lo proponessero sul piazzale del Duomo o in qualche luogo parrocchiale, cosa farebbe il vescovo?”.

 

Gloria Callarelli, candidata per Forza Nuova e nel direttivo di Pescatori di Pace, chiude: “Mi è stato riferito di questo stop della chiesa. È un peccato oltre che un qualcosa di profondamente doloroso che il vicario abbia dato la disdetta ad un’iniziativa cattolica come una messa di riparazione. Cosa può esserci di scandaloso in una messa? Purtroppo il mondo è diventato pavido oltre che sordo e non difende più i valori fondamentali. E quel che è peggio è che la chiesa si è voltata dall’altra parte: la confusione regna sovrana, le pecorelle sono smarrite e i pastori dovrebbero guidarle nella giusta via. Nel frattempo che questo accada, i fedeli, che sono la vera chiesa, faranno sentire la propria voce”.

Sua Eccellenza Reverendissima, Gianfranco Agostino Gardin, Vescovo di Treviso,

 

Siamo Lorenzo Damiano e Gloria Callarelli, candidati alle Europee 2019 con il movimento politico Forza Nuova.

 

Ci uniamo al coro di altre associazioni ed entità cattoliche che ci supportano. Siamo a scriverLe da cattolici e da padri e madri di famiglia. Come Lei ben saprà da molto tempo già con il movimento cattolico dei Pescatori di Pace, nato nel 2010, abbiamo da sempre manifestato la nostra contrarietà ad eventi drammatici e moralmente discutibili contro la famiglia naturale e contro la vita.

 

Siamo venuti a conoscenza del fatto che a Treviso il 29 giugno si terrà il gay pride. Un evento che non rispetta la cultura cristiana e la morale della società; ma soprattutto che rischia di scandalizzare e mettere confusione in famiglie e bambini che inevitabilmente potrebbero assistere alla manifestazione. Chiediamo a Lei quale primo cittadino della Chiesa Cattolica della provincia di Treviso, di sostenerci affinchè manifestazioni, che già altrove sono state condite da atti osceni e blasfemie, siano vietate nel nostro territorio pubblico.

 

Eccellenza Reverendissima: siamo cristiani, annunciatori della parola di Dio e non dormienti. Il silenzio contamina l’innocenza dei bambini, che visti i tempi assorbono qualsiasi tipo di crudeltà mediatica e sociale, probabilmente anche a causa di una mancanza di noi genitori.

 

Ma proprio da genitori, e da fedeli, riteniamo che la chiesa di Dio debba prendere posizione non solo dunque per difendere i più deboli, in questo caso i bambini, ma anche per difendere la parola di Dio e per guidare il proprio gregge. Perchè del silenzio risponderemo davanti a Gesù. Dobbiamo quindi rimboccarci le maniche: con il battesimo diventiamo sacerdoti, re e profeti. In altre parole soldati di Cristo che è Risurrezione e vittoria sul male.

 

Siamo qui a chiedere con un accorato appello che il rappresentante della Chiesa della Diocesi trevigiana non solo annunci la parola di Dio per le strade ma intervenga in prima persona con tutta la Diocesi per dire no a questi eventi scadenti nelle oscenità e conditi di blasfemia.

 

Confidiamo in una Sua risposta e in un Suo intervento.

 

Con ogni migliore augurio a Sua Eccellenza Reverendissima, cordialmente.

 

Lorenzo Damiano
Gloria Callarelli

Pescatori di Pace-Forza Nuova

 

1 Corinzi Cap.6, 9-10

Non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri, né depravati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né calunniatori, né rapinatori erediteranno il regno di Dio”.

L’esponente del Popolo della Famiglia e già fondatore dei Pescatori di Pace Lorenzo Damiano ha parlato all’indomani della sfilate del Gay Pride, avvenute in tutta Italia.

 

Lorenzo Damiano, esponente del Popolo della Famiglia e già fondatore dei Pescatori di Pace, ha commentato così le sfilate del Gay Pride che lo scorso weekend hanno invaso numerose piazze d’Italia: “Abbiamo sentito parlare di diritti, abbiamo sentito parlare di orgoglio. Eppure abbiamo assistito a spettacoli indecenti in tutta Italia che nulla hanno a che vedere con l’omofobia e con la rivendicazione di chissà che cosa: personalmente mi è sembrato più l’ennesimo sdoganamento di spettacoli osceni in luogo pubblico che altro. E questo è inaccettabile come è inaccettabile che si conceda la possibilità di vedere sfilare persone nude, con scritte oscene nel bel mezzo della piazza pubblica senza proteggere i bambini e le famiglie da certi scempi che si sono visti e letti. Cose vergognose”.

 

Damiano, candidato in Veneto per le politiche, ha quindi ringraziato il presidente della sua Regione Luca Zaia che ha negato il patrocinio alla manifestazione e ha chiuso: “Senza vergogna, alcuni partecipanti di questa manifestazione hanno preso in giro e offeso milioni di cristiani nel mondo, approfittando di questa manifestazione per vomitare il loro odio contro la religione cristiana e Gesù. Non a caso, forse, si sono scelte certe città d’Italia a partire da Pompei, dove è nota la fede nella Madonna, o Padova, conosciuta nel mondo per essere la città del Santo. I poteri forti che muovono le fila di queste oscenità non lasciano nulla al caso. Se avete notato, infatti, molti dei partecipanti si sono presentati con croci rovesciate, sbeffeggiando immagini o simboli sacri, o addirittura inneggiando a satana. Ditemi voi cosa c’entrano i diritti. Il mondo gay prenda le distanze da certe oscenità e mancanze di rispetto. La Chiesa si faccia sentire e difenda i suoi valori”.

 

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