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L’annuale raduno fiumano e dei simpatizzanti si è svolto a Padenghe sul Garda, nei giorni del 4, 5 e 6 ottobre 2019.

 

In una cornice bellissima nell’albergo West Garda Hotel addobbato con bandiere di Stati Uniti, Brasile e Argentina e con la bandiera fiumana dall’aquila a due teste.

 

Al raduno erano presenti Moreno Vrancich della comunità italiana di Fiume, Gianna Mazzieri della scuola di italianistica fiumana, il presidente ANVGD Venezia Alessandro Cuk, la presidente del comitato di Roma ANVGD Donatella Schurzel, Marino Micich dell’archivio storico del museo di Fiume e il suo presidente Giovanni Stelli, insieme al nuovo presidente eletto AFIM-LCFE Franco Papetti.

 

  

Nel Centenario dell’Impresa di Fiume, la città di Treviso ospita un evento per ricordare la nobile figura di Riccardo Frassetto di Crocetta del Montello

 

La ricorrenza del Centenario dell’Impresa di Fiume è una appassionante opportunità per conoscere la valorosa figura di Riccardo Frassetto, tenente dei Granatieri di Sardegna, promotore e protagonista della Marcia di Ronchi come “primo dei sette giurati di Ronchi”. A lui si deve il merito di aver convinto il poeta soldato Gabriele D’Annunzio ad assumere il comando dell’Impresa e a marciare su Fiume.

 

Storia, libri, teatro, musica e convivialità

Il capoluogo trevigiano è così lieto di ricordare Riccardo Frassetto con un evento che avrà luogo sabato 28 settembre 2019 all’Auditorio della Provincia di Treviso e che prevede:

• la presentazione di due libri editi da Antiga Edizioni: I Disertori di Ronchi, scritto da Riccardo stesso nel 1926 e ristampato in anastatica, che ripercorre l’Impresa di Fiume in una intrigante narrazione degli eventi, e Zio Riccardo. La vita, la storia, le imprese, curato dai nipoti Franca, Renzo e Giorgio Frassetto, un volume ricco di fotografie e documenti spesso inediti;

• la lettura di alcuni significativi passaggi a cura di due attori di teatro e di fiction Rai;

• il commento dell’Impresa a cura di un giornalista, uno storico e uno scrittore di prestigio;

• concerto di violini con musiche di Chopin e Liszt, care a D’Annunzio.

 

Un brindisi chiuderà l’evento in bellezza, all’insegna della cordialità.

 

Scarica qui il programma.

Questa sera alle 18.30, la nostra collaboratrice Silvia Moscati, giornalista e storica, presenterà nella Sala consiliare del Comune di Mogliano il suo libro “Le cinque giornate di Fiume”, che narra di D’Annunzio e dell’impresa di Fiume a cent’anni dalla partenza da Venezia.

 

Dispiace solo constatare che un anonimo non sia d’accordo, a quanto pare, su quanto il libro racconta, visto che ha scarabocchiato il manifesto esposto nella bacheca comunale.

 

Probabilmente non è d’accordo sulla storia, ma la storia è scritta e ormai condivisa, e appartiene all’umanità.

Settembre andiamo, è tempo di migrare… scriveva il poeta Gabriele d’Annunzio nella sua lirica dedicata a I Pastori d’Abruzzo. Nel settembre del 1919 fu lui a lasciare Venezia e partire, insieme a un folto gruppo di volontari patrioti, per l’impresa di Fiume.

 

Il giovanissimo studente napoletano Giuseppe Moscati corse ad arruolarsi ed ebbe dal Comandante compiti importanti, tra i quali quello di annotare tutto ciò che accadde durante i quindici mesi gloriosi, e ingloriosi, dell’impresa di Fiume.

 

Dieci anni dopo quel Natale di sangue del 1920 scrisse il libro Le cinque giornate di Fiume con dedica e avvallo del Comandante D’Annunzio.

 

La nipote Silvia Moscati, oggi cittadina moglianese, ha riscritto quella storia di una parte d’Italia dimenticata e sconosciuta ai più.

 

Lunedì 9 settembre, alle 18.30, presso la sala consiliare del Comune di Mogliano Veneto in Piazza Caduti, 8, Silvia Moscati (giornalista e scrittrice) presenterà il suo libro Le cinque giornate di Fiume.

 

L’evento vedrà la presentazione e introduzione del vicesindaco e assessore alla Cultura Giorgio Copparoni.

 

 

 

Alle 6.15, i Vigili del fuoco sono stati chiamati per soccorrere un automobilista finito nel fiume Brenta nei pressi di Piazza Mercato a Mira: deceduto un anziano. Le squadre dei pompieri, arrivate dal locale distaccamento e da Mestre con il nucleo sommozzatori, hanno raggiunto l’auto intanto inabissatesi, riuscendo a tirare fuori la persona. Purtroppo nonostante i tentativi di rianimazione il personale del Suem 118 ha dovuto dichiarare la morte del 83 enne del posto.

 

 

I Vigili del fuoco hanno successivamente recuperato l’auto, issandola con l’autogrù liberando così il corso del fiume. Le cause del sinistro sono al vaglio dei Carabinieri. Le operazioni di soccorso degli operatori sono terminate dopo circa due ore.

Il nostro lettore Giuseppe Budicin ha condiviso con noi alcune note sull’Impresa di Fiume, comandata dal poeta soldato Gabriele D’Annunzio

 

Quest’anno ricorre il Centenario della Marcia di Ronchi e dell’Impresa di Fiume, comandata dal poeta soldato Gabriele D’Annunzio.

 

È risaputo che, il nucleo originario dei militari partecipanti all’azione fu un battaglione di Granatieri di Sardegna, in quel momento di stanza a Ronchi, vicino a Monfalcone.

 

Lì, il 31 agosto 1919, sette ufficiali dei Granatieri (i sette giurati di Ronchi) si riunirono in una stanzetta e prestarono solenne giuramento di liberare Fiume e di annetterla all’Italia.

 

La formula originale è la seguente:

In nome di tutti morti per l’Unità d’Italia, giuro di essere fedele alla causa santa di Fiume e di non permettere mai, con tutti i mezzi, che si neghi a Fiume l’annessione completa e incondizionata all’Italia. Giuro di essere fedele al motto: Fiume o Morte.

 

Da quel giorno, i sette furono chiamati “giurati”, i militari “legionari” e al nome Ronchi fu aggiunto “dei legionari”, come è l’attuale toponimo.

 

Primario protagonista e promotore dell’iniziativa fu il trevigiano Tenente dei Granatieri Riccardo Frassetto di Crocetta del Montello (Treviso). 

 

Fu lui ad andare a Venezia, alla Casa Rossa, a proporre e convincere D’Annunzio ad assumere il comando dell’Impresa e marciare su Fiume.

 

Fra D’Annunzio e il Frassetto si instaurò un rapporto fiduciario che andò oltre i 16 mesi della tragica avventura Fiumana e che durò fino alla morte del Vate, nel 1938. Molti e importanti gli incarichi che il Comandante affidò all’allora tenente Frassetto fra cui “Ufficiale addetto alla sua persona, per incarichi speciali” e “Primo e unico comandante della Legione di Ronchi.

 

È di Riccardo Frassetto il libro I Disertori di Ronchi del 1926, che D’annunzio approvò, e scrisse: Grazie per il tuo bel libro. Caro Riccardo, ora sei autore fra gli autori.

 

Ancora oggi, il testo de I Disertori di Ronchi è considerato il più attendibile sull’Impresa di Fiume ed è consuetudine degli storici e degli scrittori di consultarlo per la sua affidabilità nella descrizione dei fatti e antefatti della sofferta fase preparatoria. 

 

Le due opere saranno presentate a Treviso il prossimo settembre

Il volume è in corso di ripubblicazione anastatica da parte di Antiga Edizioni e sarà disponibile a partire dai primi giorni di settembre insieme a un libretto scritto dai nipoti titolato Zio Riccardo. La vita, la storia, le imprese.

 

 

Nel pomeriggio di sabato 28 settembre, presso l’Auditorio della Provincia di Treviso, ci sarà la presentazione ufficiale delle due opere, con un importante evento e con un relatore, scrittore e storico, di chiara fama. 

 

Dei violini allieteranno il pomeriggio con musiche di Chopin e Liszt, care a D’Annunzio, mentre un attore leggerà alcuni significativi passaggi dei due libri. Un rinfresco e un brindisi chiuderà la giornata.

 

 

Grande festa a Trieste, in Piazza Unità e Municipio

Sono molte le manifestazioni e le cerimonie che si terranno in tante città italiane, in memoria di una Impresa che molti studiosi e storici interpretano come l’ultimo atto del Risorgimento Italiano.

 

La mattina di mercoledì 11 settembre 2019, a Trieste, in Piazza Unità e in Municipio, i Granatieri di Sardegna organizzano una conferenza e una mostra di fotografie e di inediti documenti dei Granatieri.

Il titolo: “D’Annunzio e i Granatieri-Fiume, l’amore per una città”.

Saranno presenti le autorità civili e militari e tutte le armi con labari, gagliardetti e medaglieri.

 

Nel pomeriggio del successivo giovedì 12 settembre, al monumento dedicato all’Impresa di Fiume, a San Polo di Monfalcone, sarà organizzata una cerimonia solenne per celebrare il Centenario della Marcia di Ronchi.

 

Ci sarà una sfilata di militari e di automezzi d’epoca, alla presenza dei sindaci delle città a quel tempo coinvolte e delle massime autorità sia venete che friulane.

È dato sapere che il monumento fu inaugurato nel 1960 e che l’oratore ufficiale fu il Giurato Riccardo Frassetto.

 

Sono brevi premesse che hanno l’intendimento di ricordare con riconoscenza tutti i legionari veneti, trevigiani e non, che parteciparono con il Tenente Frassetto e con gli altri giurati all’Impresa di Fiume e che rischiarono la loro vita in ragione dei propri ideali, per amor di Patria e per alto senso di giustizia.

 

 

Giuseppe Budicin, Fiumano 

 

 

Fotografie gentilmente concesse da Giorgio Frassetto

La Fondazione Benetton Studi Ricerche, nel quadro delle proprie attività di ricerca e sperimentazione sul paesaggio, dedica il workshop annuale internazionale di progettazione 2019 al paesaggio lungo il fiume Muson, da Mirano alla laguna di Venezia.

 

 

Il workshop

 

L’evento si svolgerà da martedì 18 a sabato 22 giugno 2019 a Treviso, nella sede della Fondazione Benetton, e si articolerà in momenti di laboratorio, lezioni, visite al territorio, discussione, disegno, e presentazione del lavoro.

 

 

La domanda di partecipazione deve essere inviata tramite posta elettronica all’indirizzo [email protected] entro le ore 12 di martedì 7 maggio 2019, seguendo le indicazioni contenute nel bando, disponibile nel sito www.fbsr.it e presso la segreteria della Fondazione (via Cornarotta 7, Treviso, aperta dal lunedì al venerdì, ore 9-13 e 14-18).

 

 

Obiettivi

 

Il workshop si pone come momento di riflessione e sensibilizzazione sul ruolo che un fiume può svolgere nel paesaggio contemporaneo, in particolare nel contesto della città, in rapporto con il quadro sociale, culturale e territoriale. L’evento si rivolge a quindici partecipanti in possesso della laurea magistrale (o titolo analogo), che maturato qualche esperienza nel settore delle ricerche e dei progetti di paesaggio, dando loro l’opportunità di lavorare sotto la guida di tre docenti di chiara fama: Thilo Folkerts, 00Landschaftsarchitektur, Berlino; Imma Jansana, Jansana-de la Villa-de Paauw Arquitectes, Barcellona; Luigi Latini, Università Iuav, Venezia.

 

 

A partire dalla natura storica di un corso d’acqua che ben rappresenta la lunga vicenda delle operazioni idrauliche che caratterizzano il territorio della Repubblica Veneta e ne disegnano le forme, la riflessione progettuale che si intende affrontare avrà al suo centro i punti di contatto tra i conflitti e le opportunità che lo sviluppo contemporaneo ci chiama a considerare.

 

 

La riflessione su questi luoghi è stata sollecitata dal Bel-Vedere Lab, un insieme di associazioni culturali e di cittadini attivamente impegnati a Mirano per la diffusione di una più consapevole relazione delle persone con i propri luoghi di vita nonché per la promozione di forme innovative di conoscenza e progettazione dei luoghi stessi.

 

 

Come partecipare

 

Per la partecipazione al workshop non è previsto alcun costo di iscrizione.

 

I risultati della selezione, a cura della Fondazione, saranno resi noti entro lunedì 21 maggio 2019 mediante pubblicazione nel sito www.fbsr.it e successiva comunicazione via e-mail ai selezionati.

 

 

I presenti

 

Docenti

Thilo Folkerts, 100Landschaftsarchitektur, Berlino

Imma Jansana, Jansana-de la Villa-de Paauw Arquitectes, Barcellona

Luigi Latini, Università Iuav, Venezia

 

Tutor

Giacomo Casentini, architetto, Vicenza

Elena Lorenzetto, dottore di ricerca in semiotica, Vicenza

 

Coordinamento workshop

Simonetta Zanon, Fondazione Benetton Studi Ricerche

 

Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche

Teresa Andresen, Università di Porto; Giuseppe Barbera, Università di Palermo; Hervé Brunon, Centro André Chastel, CNRS, Parigi; Anna Lambertini, Università di Firenze; Luigi Latini (presidente), Università Iuav di Venezia; Monique Mosser, Scuola superiore di architettura di Versailles, CNRS, Parigi; Joan Nogué, Università di Girona; José Tito Rojo, Università di Granada;

 

Referenti interni della Fondazione

Marco Tamaro (direttore), Patrizia Boschiero (edizioni), Francesca Ghersetti (centro documentazione), Massimo Rossi (studi geografici), Simonetta Zanon (ricerche e progetti paesaggio).

 

 

Info

 

Per maggiori informazioni:

Fondazione Benetton Studi Ricerche,

Tel: 0422 5121,

Mail: [email protected],

Sito: www.fbsr.it

Domani, sabato 9 febbraio, dalle ore 10 nell’Atrio M9 – Museo del ’900 sarà possibile assistere alla proiezione di una selezione delle interviste, realizzate nel 2013 su iniziativa del Comune di Venezia, per ricordare l’esperienza dell’esodo giuliano-dalmata nella ricorrenza della firma del trattato di pace, il 10 febbraio 1947, che ha assegnato Istria, Fiume e Dalmazia all’allora Repubblica popolare jugoslava.

 

Il passaggio al regime di stampo comunista comporta ulteriori cambiamenti sul piano economico, sociale, politico, culturale e amministrativo che vedono al contempo il rafforzarsi dell’apparato repressivo poliziesco. Il clima di tensione e sospetto si amplifica, portando alla negazione delle libertà individuali fondamentali che contribuisce a spingere all’esodo oltre 250.000 istriani, fiumani e zaratini. L’esperienza dell’esodo e delle vittime della tragedia delle foibe (il cui numero di vittime è stimato tra le 4 e le 5.000) è ciò attorno cui ruota il Giorno del Ricordo.

Il progetto ha dato origine all’Archivio del ricordo. Memorie giuliano-dalmate a Venezia: un archivio virtuale di documenti e testimonianze in video-interviste, realizzato grazie anche al coordinamento con alcune associazioni e alle indagini storico-culturali di Antonella Scarpa.

In seguito alla firma del trattato di pace del 1947, a Roma viene costituito il Comitato nazionale per i rifugiati italiani, il quale genera poi l’Opera per l’assistenza dei profughi giuliani e dalmati. L’ente avvia da subito, affiancandosi ad altri istituti, un ampio programma edilizio: solo a Venezia vengono realizzati circa 2.000 appartamenti, ma il numero maggiore di alloggi viene raggiunto a Marghera (con oltre 300). Gli esuli iniziano a stabilirsi nel veneziano solo dopo essere passati per i Centri di raccolta profughi: attorno a Venezia ne vengono stabiliti quattro che nel complesso vedono transitare un alto numero di persone. Di queste, oltre 8.000 si fermano nell’area del Comune, tra città storica e terraferma. La raccolta di testimonianze orali cerca di restituire uno spaccato su questa complessa esperienza che ha segnato la storia italiana e del confine orientale.

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