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Domani, domenica 21 luglio alle ore 11, presso la Elle galleria d’arte di preganziol (in via Saragat, 13/A), verrà presentata l’ultima esposizione prima delle vacanze estive.

 

La galleria propone 3 artisti le cui opere sono distribuite sui due piani della galleria. Potremmo vedere 4 opere dell’artista d’Imperia Florkatia, artista dallo spiccato talento e dalla spiccata varietà. Le sue opere spaziano dalla pittura figurativa, al bianco e nero, al paesaggio, alla natura morta. Di fronte a lei 4 opere di medie dimensioni dell’artista catalana Carmen Selvas, dalla quale se ne possono ammirare paesaggi e ritratti (dal 20 luglio al 6 settembre).

 

Nel piano inferiore si potranno inoltre vedere 15 pezzi dell’artista Antonio Moreno Saivezzo (dal 20 luglio al 28 agosto).

 

Presenta Siro Perin.

Per info 042263374

 

 

 

In foto, un’opera dell’artista Gino Di Prospero

Un percorso espositivo non lineare, che offre allo spettatore la possibilità perdersi, tornare sui propri passi, indugiare, scegliere il proprio itinerario; sta proprio nel carattere imprevedibile e creativo la caratteristica principale del progetto “Né altra Né questa: La sfida al Labirinto”, la mostra del Padiglione Italia inaugurata questa mattina nell’ambito della 58. Esposizione Internazionale d’Arte.

 

All’inaugurazione sono intervenuti: Alberto Bonisoli, il ministro della Cultura; Paolo Baratta, presidente della Biennale; Federica Galloni, commissario del Padiglione Italia; Milovan Farronato, curatore della mostra; Luigi Brugnato, sindaco di Venezia.

 

Il progetto, con le opere degli artisti italiani Chiara Fumai, Liliana Moro e Enrico David, si concretizza in un grande labirinto senza direzioni. È lo spettatore infatti a scegliere il percorso di visita: dove andare, quali sale visitare prima, dentro quali spazi e progetti perdersi, a cosa dedicare più o meno attenzione.

 

“Vi auguro di navigarlo, non di perdervi, perché sarebbe banale, né di ritrovare voi stessi, ma che attraverso il nostro labirinto possiate scoprire qualcos’altro o qualcun altro – ha invitato Ferronato – Spero che siate voi ad avere un’esperienza performativa. Lasciatevi guidare dal vostro intuito e dalla vostra curiosità. Se riuscirete a dimenticarvi della necessità di trovare una via d’uscita forse riuscirete a godere anche di un tempo che si dilata”.

 

“Ringrazio e saluto il ministro e tutto il suo staff e il presidente Baratta per l’opera meritoria, che spero continui a fare – ha dichiarato poi il primo cittadino – Il ringraziamento va anche alla città, perché tutto quello che vedete è del Comune e poi dato alla Biennale per raccontare il meglio che questo Paese può raccontare”.

 

“Ho apprezzato molto la descrizione che ha fatto il curatore, compresa la sua idea di fermezza della mostra e di movimento che mette al centro le persone: scoprirsi, ribaltare i punti di vista, in tanti modi. Questo concetto vale per qualsiasi aspetto: bisogna sapersi mettere anche nelle posizioni degli altri”.

 

“L’arte ci insegna ad ascoltare, a capire e ad arrivare a delle conclusioni. Come ha detto il presidente Baratta è un problema di scelta. Io scelgo ogni anno di essere qua. L’arte non può essere soltanto ammirazione, stupore o un ragionamento avulso dalla vita di tutti i giorni, anzi”.

 

“Si sceglie per tutta la vita e le istituzioni hanno il compito di scegliere e in questo ognuno deve fare la propria parte mettendosi in discussione; com’è nella logica della democrazia. Spero – ha concluso il sindaco – che il presidente Baratta continui a fare del bene per Venezia, come ha sempre fatto; perché chi ama l’arte ama per forza Venezia, e per questo è un veneziano”.

 

Nell’ambito della mostra verrà inoltre realizzato un programma di attività educative rivolto ai giovani studenti delle accademie e delle scuole di ballo; iniziativa promossa dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane del MiBAC. Ciò si articolerà in un ciclo di appuntamenti, curati da Milovan Farronato, Stella Bottai e Lavinia Filippi, ospitati all’interno del padiglione.

L’amministrazione comunale con l’intento di portare alla visione del pubblico le attività creative degli artisti del territorio residenti a Preganziol, mette a disposizione alcuni spazi della Biblioteca comunale per ospitare mostre d’arte temporanee.

 

Se hai realizzato, disegni, dipinti, sculture, fotografie, eccetera, non esitare a contattare la Biblioteca comunale!

 

Le opere saranno visibili al pubblico per tre settimane negli orari di apertura della Biblioteca.

 

Per informazioni:

Bozza disciplinare

Domanda

0422.632372

[email protected]it

 

Questa sera, alle ore 18, verrà inaugurata nell’Auditorium di M9 la mostra Mosaicamente: Omaggio a Tamara De Lempicka: interverranno il Presidente Fondazione di Venezia  Giampietro Brunello,  la Presidente Fondazione Bambini e Autismo ONLUS  Cinzia Raffin, il Consigliere Attività Culturali Fondazione di Venezia Amerigo Restucci, l’Amministratore Delegato Polymnia Venezia Valerio Zingarelli, il Direttore di M9 – Museo del ‘900 Marco Biscione.

 

Hanno aderito alla mostra molti enti, club Rotary e associazioni e tra questi l’associazione Spirito Nuovo di Venezia che eseguirà brani musicali dell’epoca di Tamara. Suoneranno composizioni di Paul Hindemith Marco Dolfin, clarinetto e Francesco Di Giorgio, violoncello.

 

L’esposizione sarà ospitata negli spazi al primo e secondo piano dell’ex Convento di M9 dall’8 febbraio al 5 marzo e presenterà mosaici realizzati da persone con autismo presso il centro lavorativo “Officina dell’arte” di Pordenone, parte della rete di servizi della Fondazione Bambini e Autismo ONLUS creata in vent’anni di attività.

 

I mosaici sono ispirati all’opera di Tamara De Lempicka, una celebre artista internazionale, simbolo dell’Art Decò francese degli anni Venti, e rappresentano pienamente la raffinatezza del gusto dell’epoca e l’attenzione all’artigianato artistico più prezioso.

 

I mosaici esposti sono stati realizzati con maestria dai partecipanti al centro “Officina dell’arte” reinterpretando con grande sensibilità le evocazioni delle opere della De Lempicka.

 

A conclusione della mostra si svolgerà un’asta di beneficenza delle opere esposte, curate da Marina Bastianello, Direttore artistico della Galleria Massimodeluca.

 

L’Auditorium di M9 ospiterà inoltre il 5 marzo, alle ore 18, l’incontro TAMARA DE LEMPICKA A MOSAICO, con la partecipazione di esperti dell’arte del mosaico alla luce della mostra.

Domenica 27 gennaio, presso la piazza eventi fronte Unieuro del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, i pittori dell’associazione La Torre allestiranno un’esposizione delle loro opere pittoriche e dipingeranno dal vivo, a partire dalle ore 10.
L’evento rientra nell’ambito del filone “Painting Therapy – l’Atelier del Pittore”, appuntamento a cadenza mensile, per mostrare al pubblico come nasce un quadro e quali siano le tecniche e gli strumenti necessari a creare un’opera d’arte.

 

L’associazione La Torre è un riferimento della cultura in terraferma. Dal 1999, oltre alle tradizionali mostre mensili nella storica via Palazzo in centro a Mestre, i soci partecipano a diverse altre manifestazioni.
Il gruppo si impegna inoltre nel diffondere e mantenere viva l’attenzione e l’interesse per l’arte.

La città di Mogliano Veneto arricchisce finalmente la sua offerta culturale con un’eccezionale patrimonio d’arte.

 

Grazie al generoso comodato a lungo termine di Giuseppe Alessandra, oltre 40 dipinti dal XV al XX secolo della sua prestigiosa collezione saranno esposti in un curato allestimento negli Spazi Brolo.

 

Nasce così il MOGART- ARTE A MOGLIANO.

 

Un percorso permanente tra lavori di Ambrogio da Fossano, detto il Bergognone, Romanino, Pietro della Vecchia, VeroneseTintoretto, fino ai ritratti di Telemaco Signorini o Emile Bernard e una natura morta del ’46 di Arturo Martini, con le caratteristiche sperimentali tipiche, anche in pittura, del suo ultimo periodo.

 

L’incarico gestionale della nuova mostra permanente sarà affidato a Coopculture, importante cooperativa operante nel settore dei beni culturali e operante in tutta Italia.

 

L’inaugurazione avrà luogo domenica 2 dicembre alle ore 12.00 presso gli Spazi Culturali Brolo di Via Rozone e Vitale alla presenza di Ettore Merkel, curatore del percorso espositivo, del collezionista Giuseppe Alessandra, della vice Presidente di CoopCulture Cristiana Del Monaco e di Maurizio Cecconi di Villaggio Globale International. Una conferenza stampa di presentazione si terrà giovedì 29 novembre, sempre presso gli Spazi Culturali Brolo alle ore 11.30, alla presenza degli stessi curatori e organizzatori.

 

Domenica 21 ottobre, alle ore 17, presso la piazza eventi fronte Unieuro del centro commerciale Auchan Porte di Mestre, verrà inaugurata la mostra “I zoghi de ‘na volta” a cura del Museo Etnografico di Treviso

 

Al centro commerciale Auchan Porte di Mestre verrà allestita un’esposizione di giochi della tradizione veneta, visitabile gratuitamente fino a mercoledì 7 novembre. In questo spazio verranno esposti alcuni giochi degli anni quaranta e cinquanta: a quell’epoca, i bambini si costruivano da soli i loro giochi con i materiali che c’erano a disposizione e la fantasia diventava la materia primaria. Il recupero dei giochi tradizionali rappresenta la riscoperta della propria storia, delle proprie origini e del senso di appartenenza.

 

Il Museo Etnografico è allestito nelle seicentesche Case Piavone e co-gestito con il Gruppo Folkloristico Trevigiano. Ospita la mostra “Arti e Tradizioni popolari ” dedicata alle tematiche relative agli arnesi e ai metodi di vita umile, di fatica e di lavoro. Offre inoltre la possibilità di effettuare dei laboratori didattici rivolti alle scolaresche con programmi diversificati per obiettivi e contenuti.

 

 

Abbraccerà la città metropolitana di Venezia in una due giorni che interesserà prima le vie cittadine di Mestre, poi il Lido e infine Venezia: sabato 23 e domenica 24 giugno torna Historic Car Venice, raduno ed esposizione di auto storiche organizzato dall’Automobile Club Venezia e giunto alla terza edizione.

 

Saranno più di un centinaio gli autoveicoli storici esposti in piazza Ferretto e nelle aree limitrofe tra auto sportive, vetture che hanno fatto la storia dell’automobilismo italiano, automezzi utilizzati dalle forze di polizia e mezzi di soccorso sanitari. L’appuntamento prenderà il via sabato alle ore 10: le auto esposte in appositi stalli saranno a disposizione del pubblico per essere ammirate. Spazio anche alle prove a cronometro e alla sfilata nelle vie cittadine. A condurre la manifestazione sarà Ezio Zermiani, una delle voci storiche dello sport motoristico italiano, insieme al giornalista Beppe Gioia. Domenica mattina al Lido di Venezia si svolgerà invece la rievocazione degli Assi del Lido di Venezia. Le vetture finaliste s’imbarcheranno poi su chiatte per sfilare nel Bacino di san Marco.

 

“Appuntamento imperdibile dell’estate veneziana – ha commentato l’assessore al Turismo Paola Mar – sarà una due giorni che vedrà le tre anime della Città (terraferma, isola e Laguna) accogliere veri e propri gioielli dell’ingegneria automobilistica. Ancora una volta il nostro territorio sarà protagonista e palcoscenico per automobili di estrema bellezza che sapranno donare ulteriore fascino e suggestione, grazie a un prezioso lavoro di sinergia tra gli ufficio comunali, Aci Venezia, commercianti, e il gruppo Avm con Vela in particolare, braccio operativo per la promozione di eventi.

Inoltre, in questa edizione, anche le meravigliose auto da collezione aderiranno alla campagna di sensibilizzazione per un turismo sostenibile #EnjoyRespectVenezia”.

 

Madrine di Historic Car Venice saranno oltre alla vincitrice della festa delle Marie 2018 Erika Chia e alla collega finalista Chiara Trincanato, la pluricampionessa di atletica dell’Aeronautica militare Manuela Levorato e Francesca Bettrone, campionessa italiana di pattinaggio di velocità. Tra gli ospiti attesi il pilota Eros Crivellari, Manuel Giuggia, il giovane veneziano affetto da distrofia muscolare dei cingoli che a bordo della sua auto ha raggiunto Capo Nord in 22 giorni e il pilota di Karting Andrea Bertuzzi.

 

“La passione dei nostri collezionisti – ha sottolineato Capuis – torna in piazza. Sarà un’occasione di festa bella in varie declinazioni, un’opportunità per parlare di trasporto, chiave di volta della storia veneziana, ma anche di educazione civica, vivendo la città”.

 

Fino al 5 agosto, Museo Bailo, Museo Civico Ca’ Robegan e Fondazione Gianni Ambrogio di Mareno di Piave ospitano l’antologica del maestro Gianni Ambrogio, recentemente scomparso. Centoquaranta opere dell’artista, in un percorso di vita dagli anni Cinquanta ai lavori più recenti, compresi i bianco e nero e le sculture

 

È stato un grande artista del Novecento. Pittore, scultore, ceramista, critico, promotore culturale, docente instancabile. A quasi due anni dalla morte, Treviso e Mareno di Piave scelgono doverosamente di dedicare a Gianni Ambrogio una mostra. Un’antologica in più luoghi. Il Bailo, ma anche il Museo Civico Ca’ Robegan e la Fondazione Gianni Ambrogio di Mareno di Piave, dal 9 giugno al 5 agosto, ospiteranno le opere dell’artista trevigiano.

 

L’iniziativa, curata dalla Fondazione Gianni Ambrogio, è patrocinata dalla Regione del Veneto, dalla Provincia di Treviso, dall’assessorato ai Beni culturali e ambientali e al Sistema Museale del Comune di Treviso, dai Musei Civici di Treviso e dal Comune di Mareno di Piave.

 

Sono 140 le opere scelte per l’antologica, in una costruzione espositiva che è una sorta di percorso guidato.
Al Museo Civico Bailo sarà in mostra la maggior parte del periodo artistico di Ambrogio, dagli anni Cinquanta alla fine dei Novanta: una quarantina di opere, fra le quali anche due sculture. Ca’ Robegan invece ospiterà gli ultimi anni di creazione, dal 2000 al 2016. Esclusivamente al bianco e nero, con 28 opere, sarà infine riservata la mostra allestita alla Fondazione di Mareno di Piave.

 

Un comitato scientifico di spessore ha lavorato in questi mesi sia all’organizzazione dell’evento che alla cura del catalogo: Gianpietro Cattai, Alberto Ceschel, Luisa Cogo Ambrogio, Giorgio Di Genova, Luciano Franchin, Sandro Gazzola, Emilio Lippi, Eugenio Manzato, Stefano Marcon, Gian Domenico Mazzocato, Giuseppe Munari, Maurizio Pradella e Giorgio Rossi.

 

Un’esposizione che – a partire dalla scelta delle due prestigiosissime sedi museali della città di Treviso – rappresenta un significativo segno di amicizia e di devozione verso uno dei maestri della Marca che, come sottolinea Maurizio Pradella, curatore dell’evento e presidente onorario della Fondazione Gianni Ambrogio, “ha lasciato una traccia di creatività indelebile ma anche un’eredità morale, donata a coloro che hanno goduto delle sue opinioni e aperture sull’arte e che oggi si trovano colmi di insegnamenti e di un modo sempre innovativo di vivere l’estetica e il contenuto delle cose”. E per un uomo che non ha mai rincorso la fama ecco arrivare il tributo dei tanti amici con un’antologica di grande respiro per far conoscere, anche a chi non ha avuto la fortuna di apprezzarlo in vita, chi fosse Ambrogio.

 

 

 

Cenni biografici

 

Gianni AMBROGIO, all’anagrafe Giovanni Battista Ambroggio, nasce a Treviso il 16 maggio 1928 in una famiglia di origini calabresi e muore a Carità di Villorba il 24 ottobre 2016 all’età di 88 anni dopo anni di sofferenze.

 

La sua fama di grande artista del ‘900 è dettata non solo dal ruolo di pittore, ma anche da quella di incisore, scultore, fumettista, promotore culturale e docente instancabile.
Fin da bambino dimostra una forte predisposizione alla creatività (a soli 7 anni stupisce la maestra eseguendo il suo primo quadro ad olio su lastra di vetro), che anni dopo si concretizza negli studi superiori presso il Liceo artistico di Venezia.

 

Sceglie poi di non iscriversi all’Accademia, perché la ritiene ancora troppo legata alle tradizioni. Nel 1947, a diciannove anni, è stata presentata dallo scrittore Comisso la sua prima mostra. Due anni più tardi viene invitato ad esporre alla prima edizione del Premio Taranto, risultandone l’artista più giovane. Le sue opere collocate insieme a quelle dei più grandi artisti dell’arte italiana, come Carrà, Sironi, De Pisis e De Chirico, colpiscono quest’ultimo dal quale ha avuto il privilegio di essere stato invitato, anni dopo, nella sua casa romana, in occasione della personale di Ambrogio alla galleria “i Volsci”.

 

Viaggia spesso a Parigi e in Bretagna. Lavora anche come restauratore di affreschi per la Sovrintendenza ai monumenti di Venezia.
Apre a Treviso, nell’”antica torre” studio di Arturo Martini, il suo primo atelier e, sempre nella propria città, dirige tre gallerie d’arte: lo spazio espositivo “Circolo Gobetti”, la “Di Barbara” e la celebre “Scaletta”, dove cura le mostre d’importanti artisti quali Morandi, Guidi, Guttuso, Tomea, Saetti, Cassinari, Mascherini, Sassu e tanti altri, portandoli così all’attenzione del pubblico e della critica trevigiana.

 

Dal 1970 al 1982 decide di aprire anche uno studio a Milano al fine di poter captare gli umori e i fermenti culturali della metropoli. Qui, lontano dalla realtà trevigiana, frequenta gli studi di grandi maestri quali Cassinari, Vespignani, Sassu e Migneco.

 

Nel corso del tempo innumerevoli sono stati i riconoscimenti ottenuti dal maestro nel corso della propria vita, come molteplici sono state le esposizioni.
Ricordiamo la mostra antologica nella sede museale di Palazzo Braschi a Roma nel ’92 e tante altre in Italia, in Europa e nelle Americhe in Canada, negli Stati Uniti e in Argentina.
Numerosi sono i premi ricevuti in importanti concorsi nazionali ed internazionali, tra i quali l’Europremio a Londra risultando una delle giovani promesse della pittura europea e i due primi premi a Tuzla – ex Jugoslavia, in occasione della prestigiosa “Biennale internazionale del Disegno originale”.

 

Nel 1998 viene segnalato dal critico Giorgio Di Genova nel Concorso internazionale del Giornale dell’Arte dal titolo “I magnifici cinque”.
Nel 2010 viene costituita la Fondazione Gianni Ambrogio a Mareno di Piave e si avvia con il Comune una collaborazione di successo, che porta alla donazione di 92 significative opere del maestro.
L’anno seguente è invitato alla 54^ Esposizione internazionale d’Arte della Biennale di Venezia curata da Vittorio Sgarbi.

 

Numerose sono le recensioni pubblicate su quotidiani e riviste: il Corriere della Sera, il Giorno, L’Avanti, L’Unità, il Gazzettino, il Resto del Carlino, La Stampa, il Messaggero, il Corriere d’informazione, il Giornale di Pavia, La Tribuna, Bolaf Mese, Arte 2000, Arte in, Arte Mondadori, Patavium, La Vernice, Art Aujourd’hui, Praxis Artistica, Epoca, Cosmopolitan, Grazia, Finnegans.

 

La RAI e numerose emittenti private gli hanno dedicato ampie e innumerevoli trasmissioni con commenti e interviste.
Il suo atelier è ancora meta e ritrovo per amici, artisti e amanti dell’arte.

Il 26 maggio arriva il Festival Sottosopra a Castelfranco Veneto, con un happening dedicato all’universo femminile. In mostra l’opera dell’artista bassanese che riflette sul lato oscuro della femminilità.

 

In occasione del Festival Sottosopra, nel cuore di Castelfranco Veneto, la storica boutique “Via F.M. Preti” di Marica Simioni, dalle ore 16 di sabato 26 maggio si trasforma in atelier delle arti, il cui tema focale è la donna e il suo universo carico di emozioni, bellezza, intimità e, purtroppo, anche di episodi di violenza. Il lato più oscuro lo racconta l’opera “40” dell’artista Ketra, bassanese e castellana d’adozione. Il suo quadro ritrae il volto di una ragazza che scopriamo celare un cruento fatto di cronaca nera. Una giovane sex-worker viene trovata morta sul greto di un canale, sono passati 40 giorni dalla scomparsa al ritrovamento del suo corpo, oramai irriconoscibile. Uccisa e abbandonata.

 

 

Il tempo e gli agenti atmosferici scorrono, consumano e cancellano ma attraverso l’azione artistica Ketra riavvolge il tempo: come una sorta di via crucis, ogni giorno per 40 giorni lei cuce un pezzo del suo volto fino a completarlo. Il quadro in esposizione in boutique riporta a galla quell’identità rubata, donandole la diginità di cui è stata privata: ciò che nella realtà viene distrutto, grazie a questa delicata e lenta operazione viene ricostruito.

 

Durante la giornata, il pubblico sarà anche allietato dalle note di un concerto per arpa che si terrà in vetrina, mentre potrà degustare calici di prosecco e del femminile Rosé, offerti dalla Caneva dei Biasio di Riese Pio X.

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