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Ventuno esercizi (pubblici e commerciali) controllati, un esercizio di cui è stata decisa la sospensione dell’attività (per massiccio utilizzo di lavoratori in nero), 20 sanzioni (di natura amministrativa o penale) già erogate, 17 diffide ad adempiere (per regolarizzare situazioni sanzionabili), 2 sequestri di merce (200 kg di carne e pesce di ignota provenienza), 3 situazioni ancora in corso di accertamento.

 

Questo il bilancio complessivo dell’operazione di polizia amministrativa interdisciplinare compiuta nei giorni scorsi nella zona di via Piave a Mestre, in maniera coordinata da Questura di Venezia, Polizia locale, Ispettorato del lavoro, Vigili del Fuoco, e il Dipartimento di Prevenzione (Spisal, Sian e Sisp) dell’Ulss 3, reso noto questa mattina, nel corso di una conferenza stampa svoltasi alla Questura di Marghera.

 

L’intervento, è stato spiegato dalla dirigente della Polizia Amministrativa della Questura, Barbara Rigo, è stato deciso per dare continuità all’operazione “San Michele” che aveva portato il 10 luglio scorso, sempre in quest’area, all’arresto e al deferimento di decine di persone per traffico e spaccio di sostanze stupefacenti e alla sospensione di attività di tre minimarket frequentati dagli stessi spacciatori.

 

La Polizia locale, come ha sottolineato il commissario capo Flavio Gastaldi, ha partecipato a questa operazione di Polizia amministrativa con una task force di 5 agenti, coordinati da un funzionario, che hanno compiuto 11 controlli, elevando 4 verbali per violazioni ai codici del commercio e del Consumatore, oltre a 9 diffide a adempiere. Le sanzioni, che hanno un ammontare complessivo di qualche migliaio di euro, riguardano irregolarità come la mancata esposizione della Scia, del cartello del listino prezzi o del divieto di fumo, l’occupazione abusiva di suolo pubblico, nonché affissioni e pubblicità non in regola.

 

I controlli proseguiranno nel corso dei prossimi giorni e delle prossime settimane.

Sempre più controlli a Mestre e Marghera: attività commerciali e esercizi di somministrazione di alimenti e bevande sono sotto continua osservazione da parte della Polizia Locale, Nucleo Polizia Commercio Città di Terraferma, e dell’Azienda ULSS 3 Serenissima, che durante la scorsa notte hanno controllato 4 attività riscontrando violazioni sia amministrative che sanitarie.

 

Nello specifico si è intervenuti nell’attività artigiana di pizzeria per asporto di via Stefani, a Marghera, dove è stata riscontrata una grave carenza igienico – sanitaria. Inoltre sono state accertate la mancata esposizione al pubblico degli orari di apertura e chiusura dell’esercizio (sanzione da 1.032 euro) e la vendita di prodotti del settore alimentare non di produzione propria (bibite confezionate), senza aver presentato la prescritta SCIA al Comune di Venezia (sanzione € 5.000 euro). Situazione ancor più grave quella invece riscontrata in un’altra attività artigiana di pizzeria per asporto sempre in via Stefani a Marghera dove le gravi carenze igienico – sanitarie hanno portato alla chiusura del locale fino al ripristino delle condizioni idonee per lo svolgimento regolare dell’attività. Anche in questo caso è stata accertata la mancata esposizione al pubblico degli orari di apertura e chiusura dell’esercizio. Entrambe le attività sono gestite da cittadini di nazionalità bengalese.

 

Per quanto riguarda Mestre, la Polizia Locale, assieme agli operatori dell’ULSS 3, è intervenuta nel pubblico esercizio di via Piave, gestito da un italiano, dove non sono state riscontrate carenze igienico – sanitarie, ma dove mancava l’esposizione dei prezzi delle consumazioni in modo chiaro ben leggibile e visibile al pubblico anche dall’esterno (diffida per violazione della LR 29/2007) e dove è stata riscontrata l’occupazione di suolo pubblico (marciapiede) con tavolo e sedie priva di autorizzazione (sanzione che sarà erogata dal Servizio tributi). Nel pubblico esercizio di via Gagliardi, a gestione cinese, oltre a carenze igienico – sanitarie, sono state accertate la mancata esposizione nel locale un cartello indicante il divieto di fumare; il locale è stato sottoposto a diffida per violazione della Legge 584/75 e, anche in questo caso, la mancata esposizione dei prezzi delle consumazioni (diffida per violazione LR 29/2007).

 

Quattro sopralluoghi si sono andati a sommare ad altri tre compiuti la settimana scorsa sempre dal Nucleo Polizia Commercio Città di terraferma, unitamente a personale dell’Azienda ULSS 3 Serenissima. Nello specifico sono stati controllati in via Verdi a Mestre il pubblico esercizio, a gestione italiana, dove sono state rilevate carenze igienico – sanitarie ed è stata accertata la mancata esposizione dei prezzi delle consumazioni, venendo quindi quindi sottoposto a diffida. In seguito si è passati al ristorante indiano dove, oltre ad essere state riscontrate carenze igienico – sanitarie ed essere stata accertata la mancata esposizione dei prezzi delle consumazioni (diffida per violazione LR 29/2007), non era ben visibile all’utenza l’orario di apertura e chiusura (diffida per violazione LR 29/2007). Infine ci si è spostati alla pizzeria d’asporto gestita da italiani dove  sono state riscontrate carenze igienico – sanitarie sanabili e non sono state accertate violazioni amministrative.

 

Secondo la norma voluta espressamente dal Consiglio comunale, nei casi in cui gli esercizi o attività siano state diffidate, non vi è alcuna sanzione pecuniaria immediata. Questo perché, se si tratta della prima volta, l’Amministrazione non vuole apparire vessatoria ma viene data al gestore dell’esercizio la facoltà di mettersi in regola, con l’impegno a non trasgredire ulteriormente.

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