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Le vetrine dei negozi mostrano l’Alfabeto di Marghera, ventuno opere d’arte esposte dal 31 maggio al 5 giugno.

 

Hanno partecipato più di 650 persone di 48 nazionalitàLa Mostra dei quadri dell’Alfabeto per lo Sviluppo Sostenibile sarà inaugurata venerdì 31 maggio alle ore 18:30, a Marghera in Piazzale Municipio, 8. Fino al 5 giugno sarà esposta in sei vetrine dei negozi al centro di Marghera tra Piazzale Municipio e Via Canal. E’ la prima volta che viene realizzato su tele l’Alfabeto di una città del Nordest e che una mostra di quadri viene realizzata utilizzando le vetrine dei negozi.

 

L’evento è nel programma nazionale del Festival Sviluppo Sostenibile 2019. Al progetto, ispirato dagli orientamenti internazionali dell’Agenda 2030 Onu, hanno partecipato più di 650 persone di 48 diverse nazionalità. Sono stati realizzati 21 eventi che hanno prodotto 21 storie con altrettante opere d’arte e videoclip. E’ prevista la pubblicazione di un libro. Sito www.margheraforever.org.

 

Alfabeto di Marghera è un progetto innovativo realizzato assieme a scuole, istituzioni, imprese e media per valorizzare tre aspetti caratteristici di Marghera, simbolo del ‘900, intesa come Città del Lavoro, Giardino e Multiculturale. Il Comitato, presieduto da Simonetta Saiu, con vice presidente Elvio Goldin e coordinatore Vittorio Baroni, è stato ideato dal Comitato Marghera forever e sviluppato assieme all’Istituto Comprensivo Statale Filippo Grimani.

 

Tra i partner il Porto di Venezia e il Gruppo AVM, Edison e il Gruppo PAM, il quotidiano La Nuova. Patrocinio del Comune di Venezia e Confindustria Venezia Metropolitana, Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale e Accademia di Belle Arti di Venezia. Collaborazioni della Municipalità di Marghera, Venezia Heritage Tower, Eni, Fincantieri, Rigato, Farmacie Pizzini, Volta Pagina, Marzaro Abbigliamento, La Gatta Creazioni e Casa 900.

“Ci troviamo al Cubo”. Una frase che in molti hanno pronunciato fin dal 1971, anno dell’installazione della struttura nell’area di servizio Agip Bazzera. È un punto di ritrovo per chi sta per affrontare una gita fuori porta con gli amici o semplicemente per andare a fare colazione dopo una serata in discoteca.

 

Un’installazione architettonica d’impatto e ben visibile a tutti gli automobilisti che da quasi cinquant’anni transitano sulla tangenziale di Mestre.

 

L’Eni ha avviato un progetto di rinnovamento dell’immagine e delle strutture di tutte le stazioni di servizio e, in quest’ottica, sembra che il “Cubo”, provato dall’usura dagli anni, dovrà fare spazio a una nuova costruzione completamente ridisegnata.
L’attuale installazione è il frutto di un concorso che nel 1968 l’Azienda petrolifera aveva introdotto per la realizzazione di una stazione autostradale modello “…come elemento della comunicazione aziendale e per offrire al viaggiatore una gamma di servizi più moderni ed efficienti su scala nazionale”. L’opera, chiamata “Kaaba”, perché ricorda nella forma l’antico monumento che alla Mecca conserva i resti della “Pietra Nera”, fu realizzata dall’architetto friulano Costantino Dardi (1936-1991).

 

Un’alternativa all’abbattimento è possibile. Se ne discuterà il 30 ottobre a Palazzo Badoer in un incontro dal titolo “Un futuro al Cubo” voluto dallo IUAV, la stessa università dove Dardi ha insegnato.

 

A organizzare il convegno è il professor Leonardo Ciacci, docente di Urbanistica, che ha già presentato a Eni un progetto di trasformazione del “Cubo”.

 

Con un bacino di 12 milioni di passeggeri, generati solo dagli aeroporti di Venezia e di Treviso, senza contare gli abitanti della Città metropolitana che usano la tangenziale come principale sistema di smistamento del traffico locale, il “Cubo” potrebbe oggi proporre quelle “immagini, segnali, messaggi ottici e sonori” richiesti dall’Agip. Grandi schermi video da fissare sulle strutture d’acciaio, in sostituzione all’originario rivestimento bianco, potrebbero comunicare una grande quantità d’informazioni locali (eventi in corso in città) che, unite a quelle commerciali della stessa azienda o a comunicazioni pubblicitarie, sarebbero a disposizione di chi viaggia. Anche la purezza dell’architettura potrebbe essere recuperata, nel buio della notte, attraverso gli stessi schermi trasformati nella bianca lanterna originaria.

 

Nonostante il rischio di una reinterpretazione dell’architettura originaria, questo è un modo possibile non solo per sostenerne i costi della conservazione, ma potrebbe persino restituirle le sue intenzioni di segnale ordinatore nello spazio abitato.

 

 

Fonte: Il giornale dell’Architettura

Durante le fasi di avviamento dell’impianto Ecofining della Bioraffineria Eni di Porto Marghera si è verificato ieri pomeriggio, intorno alle 18, un principio di combustione ad uno scambiatore.

 

La Bioraffineria ha stato reso noto che l’evento, per il quale sono suonate le sirene all’interno dello stabilimento, ha prodotto solo fumo. Non si segnalano condizioni di emergenza né danni all’ambiente o alle persone. Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco. La materia prima in lavorazione nell’impianto è deossigenato (paraffina).

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