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I controlli della Polizia contro la criminalità si limitano a via Piave e strade limitrofe, ma è tutta la città di Mestre nel mirino dei banditi.

 

In particolare, i furti in appartamento si moltiplicano in tutti i rioni di Mestre, senza possibilità di contrastarli. Ultimo in ordine di tempo quello tentato questa notte.

 

Due ignoti sono entrati nell’abitazione di Mario Spessotto, che vive in zona Carpenedo, ritenuta abbastanza tranquilla. La previdenza di Spessotto è stata premiata, infatti l’allarme era inserito, ha funzionato e i ladri sono fuggiti in bicicletta.

 

“La cosa incredibile è che hanno aperto la porta blindata, senza forzarla, come se avessero le chiavi – racconta Spessotto – Non c’è alcun segno di effrazione.”

 

“Erano le quattro di mattina quando nel dormiveglia ho sentito aprire la porta, che ha subito messo in funzione l’allarme. Mi sono svegliato di colpo, ho cominciato a urlare e i due individui sono subito fuggiti.”

 

“Abito al quinto piano in zona Carpenedo, località ritenuta abbastanza tranquilla, ma ormai non c’è più nulla di tranquillo a Mestre. La paura è stata tanta, ma la rabbia maggiore nel constatare che non si è tranquilli e sicuri neppure in casa propria.”

 

“Mia moglie e io – conclude Spessotto, ancora scosso – abbiamo chiamato immediatamente i Carabinieri che sono venuti subito, ma naturalmente dei due nessuna traccia. Ora non posso far altro che cambiare la serratura della porta blindata e sperare che il fatto non si ripeta. Certo è che purtroppo non dormiremo più con tranquillità.”

Continua con grande intensità l’azione anticrimine e antidegrado della Polizia locale nel Rione Piave, a Mestre. Questa mattina, verso le ore 9.30, agli operatori di Polizia locale presenti in zona, sia in uniforme sia in abiti civili, non sono sfuggite due ragazze che, nel passeggiare per il Rione, dimostravano un eccessivo interesse per i portoni dei palazzi.
Le giovani sono state seguite lungo le via Piave, Cavallotti, Felisati. I sospetti sulle due ragazze hanno trovato parziale conferma quando le stesse, giunte presso il portone d’ingresso di un condominio signorile in via Premuda, hanno suonato ben quattro campanelli, trovando qualcuno disposto ad aprire loro il portone.

 

Dopo cinquanta minuti di attesa le due ragazze sono uscite in strada e, fermate per un controllo identificativo dagli operatori della Polizia locale, hanno dichiarato di essere serbe e prive di documenti di identificazione.

 

La perquisizione delle giovani ha consentito di rinvenire diversi strumenti da effrazione: due cacciavite, una chiave inglese multipla ed una plastica rigida.

L’ispezione di tutte le porte del palazzo ha rivelato segni di almeno due chiari tentativi di effrazione.

 

A carico di R.M., serba di 24 anni, figurano quattordici precedenti per furto e tentato furto, un precedente per rapina, tre ordinanze di custodia cautelare eseguite ed un ordine di cattura ancora pendente; l’altra ragazza, minorenne, serba di 13 anni, non risulta avere precedenti a carico ma è stata comunque sottoposta a raggi x per una verifica dell’età ossea.

 

La maggiorenne è stata quindi fermata e trasferita presso il carcere femminile della Giudecca, nonché denunciata per tentato furto in appartamento con violenza sulle cose.

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