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L’analisi dell’economia italiana post-lockdown impone di vagliare in primo luogo la situazione debitoria della popolazione, tenendo anche conto delle restrizioni imposte dal Governo e del conseguente aggravamento della crisi economica già in atto da alcuni anni.

 

Infatti, per contingentare il più possibile il rischio di contagio da Coronavirus, nel periodo intercorrente da marzo a maggio, le competenti autorità hanno adottato una serie di provvedimenti destinati a ridurre drasticamente gli spostamenti delle persone per evitare il verificarsi di rischiosi assembramenti.

Inoltre la chiusura delle attività produttive non ritenute indispensabili a livello nazionale ha influito negativamente sulle condizioni reddituali dei nuclei familiari direttamente o indirettamente destinatari delle suddette misure.

 

Tuttavia, contrariamente ad ogni aspettativa in merito, le famiglie italiane hanno continuato ad accendere nuovi prestiti o finanziamenti per sopperire a spese di varia natura e di diversa rilevanza.

 

A tale riguardo, ponendo l’attenzione sull’incidenza delle nuove linee di credito sui redditi dei cittadini, da recenti statistiche emerge che nei primi sei mesi del 2020 si è verificato un incremento pari al 4,8%, rispetto a quanto registrato lo scorso anno.

La ragione di tale andamento è probabilmente da ascrivere anche alla convenienza delle operazioni finanziarie in seguito al progressivo ribasso del costo del denaro.

 

Dalla medesima indagine si evince anche che nell’ultimo periodo sono in costante aumento i finanziamenti finalizzati, come ad esempio quelli per l’acquisto di elementi di arredo o elettrodomestici oppure quelli stipulati per comprare vetture e motocicli, a scapito dei prestiti personali.

 

Per quanto invece riguarda il peso delle rate mensili subito dalle famiglie italiane, la somma media impiegata dalla platea dei debitori per restituire il capitale ricevuto ammonta a 333 euro (contro i 364 euro del 2016), a fronte di una esposizione di debiti che generalmente ruota sui 30 mila euro.

Si nota quindi una particolare attenzione dei richiedenti alla comodità della rateizzazione rispetto alle proprie capacità effettive di rimborso, che spesso li induce ad optare per l’allungamento della durata del finanziamento con consequenziale diminuzione dell’importo impegnato ciascun mese.

 

Tra i finanziamenti più diffusi sul mercato finanziario vi sono i prestiti destinati ai dipendenti statali, che in virtù della solidità del loro contratto lavorativo e del loro datore di lavoro possono usufruire di condizioni agevolate sia nei tassi che nelle modalità di richiesta.

Nel dettaglio hanno la possibilità di accedere ad un Piccolo Prestito ovvero ad un Prestito Pluriennale diretto o garantito, qualora abbiano raggiunto i requisiti richiesti, come l’anzianità di servizio e l’iscrizione alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie (per ulteriori approfondimenti sui prestiti per dipendenti statali: Calcoloprestito.org).

Il percorso di digitalizzazione dei pagamenti è in continuo sviluppo, tanto da aver coinvolto nel tempo numerosi colossi del mercato.
L’obiettivo comune di ogni intervento è sostanzialmente quello di semplificare, accelerare e rendere più pratiche le transazioni economiche, con conseguente beneficio per l’intero settore economico-finanziario.
Da ultimo, il gruppo Enel ha deciso di lanciare dal prossimo ottobre un innovativo prodotto per il saldo delle utenze, che riguarderà in prima battuta soltanto il proprio bacino di utenza e, solo successivamente, si estenderà anche agli altri soggetti.

 

In particolar modo, la società EnelX Finanzial Services (facente parte del Gruppo) si occuperà di strutturare e rendere disponibile l’app EnelX Pay, che ciascun utente potrà scaricare gratuitamente sul proprio smartphone, pc e tablet.
Lo scopo principale di questo prodotto è quello di bypassare l’intermediazione della banca nei pagamenti, da sempre avvenuti tramite bollettino ovvero mediante addebito diretto sul conto corrente del titolare, consentendo così a ciascuno di versare gli importi delle bollette per gas e luce direttamente a mezzo di questa applicazione.
Ad ogni modo, per i soggetti meno “tecnologici” e fidelizzati alle modalità di pagamento tradizionali, resta possibile continuare a sfruttare il canale fisico presso gli appositi punti vendita Enel.

 

Inoltre, EnelX Pay consente altresì agli utenti sia di usufruire di un servizio di aggregazione dei conti attraverso il quale gestire tutti i conti correnti eventualmente posseduti in un’unica schermata, sia di aprire un nuovo conto direttamente su questa nuova app di Enel (anche per l’accredito dello stipendio) che sarà più economico rispetto ai conti bancari.
Secondo quanto emerge dalle indiscrezioni raccolte, resta inteso che i fondi raccolti nei conti correnti Enel aperti dalla clientela saranno custoditi presso la banca Intesa San Paolo, che pertanto indirettamente sarà parte integrante del lancio di tale innovativo prodotto finanziario.

 

È in porto anche l’idea di lanciare nuove carte di pagamento destinate a coloro i quali non vogliano gestire i propri risparmi esclusivamente a mezzo dei propri device, oltre a quelle dirette ai minori di 18 anni con annesso sistema di parental control e limite di spesa giornaliera ridotto.

 

A breve dunque si amplierà ulteriormente la già eterogenea offerta finanziaria attuale nell’ambito delle carte di pagamento, mercato che consente oramai a chiunque di selezionare il prodotto più in linea con la propria situazione economica e le proprie aspettative operative: infatti, ciascun soggetto può decidere di attivare una carta di credito, una preparata oppure una carta di debito.
A solo titolo esemplificativo, si consideri che le carte prepagate sono maggiormente consigliate per gli acquisti sul web proprio perché riducono al minimo il rischio derivante dall’utilizzo indesiderato ad opera di terzi malfattori; diversamente, le carte di credito e di debito, ciascuna con le proprie specificità tecniche, garantiscono un impiego certamente più esteso a fronte di costi più o meno consistenti (per ulteriori approfondimenti su caratteristiche e costi delle principali carte di pagamento diffuse sul mercato: Cartedipagamento.com).

Vecchie tasse che erano state posticipate quando è scoppiata la pandemia, nuove spese collegate all’apertura delle scuole e rialzo delle bollette sono solo tre dei tanti aspetti che contribuiranno a rendere molto oneroso l’autunno appena iniziato. Secondo una stima elaborata da uno studio di Federconsumatori, infatti, gli italiani si troveranno ad affrontare una spesa media di poco meno di 2500 euro tra settembre e novembre 2020; una vera e propria stangata che graverà sui bilanci di molte famiglie e che obbligherà a fare delle scelte mirate per ridurre i consumi.

 

 

Alcuni modi utili per tagliare le spese

Per riuscire ad alleggerire i costi delle utenze di casa ci sono diverse soluzioni. Prima di tutto sarà indispensabile mantenere bassi gli importi in bolletta, scegliendo delle tariffe adeguate ai propri consumi e convenienti in base alle abitudini d’uso di tutta la famiglia.
Sono molteplici i fattori da considerare nel momento in cui vengono scelte le utenze e che tutti dovrebbero conoscere per poter prendere una decisione economica e funzionale: occorre ad esempio conoscere la differenza tra prezzo indicizzato o bloccato, in quanto il primo varia in base al costo della materia prima (permettendo di risparmiare in caso di ribassi, ma anche esponendo al rischio di pagare di più con eventuali rialzi) e il secondo non viene modificato durante tutta la durata del contratto. Un discorso simile andrà fatto per la tariffa monoraria e quella bioraria: da una parte la componente energetica ha un prezzo costante per 24 ore, dall’altra cambia a seconda dei giorni e delle fasce orarie in cui si utilizzano l’energia e il gas in casa.

Valutati questi fattori andrà considerata la reale convenienza del contratto attuale e, nel caso in cui si decida di passare a un altro operatore per le utenze di casa, è consigliabile approfondire al meglio alcuni aspetti sul cambio gestore di luce e gas su guide apposite presenti online, così da confrontare poi le varie opzioni disponibili sul mercato con maggiore dimestichezza e consapevolezza. La maggior parte dei nuovi gestori offre poi la possibilità di ricevere la bolletta elettronica al posto di quella cartacea, una soluzione ideale in ottica di risparmio e comodità: consentendo di fare tutto online, infatti, la bolletta web evita file per il pagamento ai vari sportelli e i disagi derivanti dalla perdita del cedolino o dai ritardi del servizio postale.

 

 

Bonus bollette: come funziona e chi può accedervi

Un’altra soluzione che si dimostra certamente utile per le famiglie è la possibilità di avvalersi del bonus sulle bollette di luce (che varia tra i 125 e i 173 euro) e gas (da calcolare in base a nucleo familiare e condizioni climatiche); tale agevolazione viene fornita a contribuenti che versano in una situazione di disagio economico.

Per richiederli sarà necessario rientrare in alcuni particolari requisiti: in primo luogo occorre avere un ISEE che non superi gli 8.256 euro (20mila per le famiglie con più di 3 figli a carico). A prescindere da queste cifre, poi, l’aiuto economico viene riconosciuto ai percettori del reddito o della pensione di cittadinanza, così come a chi è in gravi condizioni di salute, affetto da patologie i cui trattamenti necessitano di apparecchi alimentati dall’energia elettrica. Chiunque rientri in queste categorie può presentare domanda per ottenere il bonus al proprio Comune o presso il CAF.

Il Superbonus al 110% è una maxi agevolazione fiscale prevista dal Decreto Rilancio (DL 34/2020) che eleva al 110% la detrazione fiscale relativa alle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per specifici interventi su immobili residenziali, in ambito di:
• efficienza energetica
• adeguamenti antisismici
• installazione di impianti fotovoltaici
• infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici.

 

Il Decreto, successivamente convertito in Legge, ha introdotto due importanti novità per gli interventi di riqualificazione energetica ed antisismica: lo sconto in fattura e la cessione del credito di imposta agli Istituti di Credito come CentroMarca Banca.

Un provvedimento, senza precedenti, che ha ottenuto il consenso degli imprenditori, dei sindacati, dei movimenti dei consumatori e anche degli ambientalisti.

 

In Veneto con l’EcoBonus verrebbero mobilitate risorse per oltre 2 miliardi di euro anche se le stime degli addetti ai lavori sono molto superiori.

A beneficiarne l’83,2% degli edifici residenziali, di ogni tipologia, costruiti prima del 1990.

 

 

CentroMarca Banca acquisirà il credito di imposta e offrirà la consulenza per le pratiche

Si tratta di una occasione irripetibile per famiglie ed imprese che necessitano di ristrutturare casa o renderla più efficiente, con la possibilità, ora, di cedere il credito direttamente alla Banca, che può anche anticipare il denaro nell’immediato.

 

Per questo motivo, in questa fase fondamentale di ripartenza, CentroMarca Banca Credito Cooperativo di TV e VE si fa carico, attraverso la cessione del credito, degli importi relativi ai lavori di riqualificazione energetica e antisismica, offrendo, a chi decide di usufruire del Superbonus, l’opportunità di poter procedere con gli interventi, senza che questi gravino sui risparmi.

 

 

Per semplificare le pratiche: consulenza a 360°, web app ECO-BOOK e numero di WhatsApp dedicato

CentroMarca Banca Credito Cooperativo ha ideato la soluzione “chiavi in mano“. Si mette a disposizione non solo finanziando i lavori e acquistando il credito d’imposta ma fornendo anche consulenza a 360°, a partire dal progetto fino alla sua realizzazione. Agevolando quindi il cliente sia nella presentazione delle pratiche sia in merito all’assistenza di tecnici professionisti grazie all’accordo sottoscritto con la società “Easystima”, leader nel settore delle valutazioni immobiliari.

Presso alcune Filiali dedicate, dislocate tra le province di Treviso e Venezia, sarà possibile avere tutte le informazioni e le soluzioni. Un consulente CMB dotato di un particolare software, la web app ECO-BOOK studiata ad hoc da Easystima, fornirà tutte le indicazioni necessarie per ristrutturare casa e di quali tipologie di detrazioni poter usufruire.

 

La Banca gestirà la cessione del credito e l’eventuale finanziamento ponte; inoltre farà da collegamento tra famiglie, professionisti e aziende. Per il cittadino, proprietario dell’abitazione, dunque nessun esborso di denaro e nessuna incombenza burocratica, solo la casa ristrutturata, chiavi in mano, con il conseguente aumento di valore della stessa.

 

Prevista inoltre l’attivazione di un numero di WhatsApp, il 335.7575240, al quale si potrà inviare un messaggio gratuitamente per essere richiamati e fissare un appuntamento di consulenza.

 

“Quella di oggi è un’ulteriore scelta, presa con rigore, che attesta la nostra ferma volontà di provvedere alle famiglie e alle imprese, essere al loro fianco per aiutarli a beneficiare delle agevolazioni del Decreto Rilancio. Le persone e l’ambiente sono due valori imprescindibili e definiscono ciò che siamo. Lavorare in questa direzione è quello che vogliamo e dobbiamo fare per ripagare la fiducia che i nostri Soci e Clienti ripongono in noi come Banca” sottolinea il Direttore Generale Claudio Alessandrini.

 

Nello specifico la sostenibilità e l’attenzione all’ambiente sono tra i fattori che fanno di CMB una realtà unica nel suo genere. Da anni CentroMarca Banca abbraccia un determinato tipo di finanza, quella sostenibile, capace di sviluppare un doppio vantaggio, sia sotto il profilo ambientale, sia sotto quello dei rendimenti.

 

L’aspetto ambientale, in tutte le sue declinazioni, corre sempre su un binario parallelo e di altrettanta fondamentale importanza: l’aspetto sociale. CMB ha riconosciuto nel Superbonus 110% un’ottima opportunità, un incentivo per le famiglie e per chi decide di riqualificare la propria casa ed anche un contributo fondamentale per tutte quelle imprese che gravitano nel mondo dell’edilizia, tutta la filiera che durante il periodo di lockdown ha subito una brusca battuta d’arresto.

 

Si tratta, quindi, di un modo concreto per aiutare l’Italia intera a ripartire, ed è per questo che CentroMarca Banca si è attivata sin da subito per rendere l’acquisizione del bonus più semplice. Si potrà rendere migliore la propria casa, contribuendo a rendere migliore l’ambiente beneficiando delle nuove tecnologie per il risparmio energetico.

 

“Essere al fianco dei nostri Soci e Clienti, nella ripartenza, e aiutarli nel rendere confortevole la propria casa, o supportare le imprese, desiderose di trasformare capannoni e uffici più ecosostenibili, ci rende orgogliosi.” Conclude il Direttore Generale di CMB Claudio Alessandrini. “Per noi significa essere parte di un cambiamento verso un futuro più consapevole e contribuire alla crescita e alla rigenerazione del territorio in cui viviamo.”

«Grazie all’impegno dell’amico Onorevole europarlamentare Pietro Fiocchi, la delegazione di Fratelli d’Italia ha assunto una società di consulenza per aiutare imprenditori ed enti locali interessati a presentare progetti per l’erogazione di fondi europei». L’annuncio arriva in occasione del convegno tenutosi sabato pomeriggio all’Hotel Maggior Consiglio di Treviso e che ha visto fra i relatori lo stesso Fiocchi, il commercialista veronese Massimo Venturato e l’avvocato Fabio Crea, capolista trevigiano alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre per Fratelli d’Italia, quest’ultimo in veste di moderatore della tavola rotonda.

 

«L’ondata di bonus e sussidi a pioggia regalati da un Governo incapace, pagata con i soldi dei nostri figli, finirà presto e prima o poi inizieremo a pagarne il conto restituendoli con più tasse per tutti», ha premesso Crea, individuando nell’utilizzo dei fondi europei la via maestra per la crescita dell’economia nazionale.

 

«Pochi sanno che l’Italia è tra i maggiori contribuenti dell’Unione Europea e versa ogni anno al bilancio comunitario miliardi di euro che tornano indietro solo in minima parte. Paesi come la Polonia assistono i cittadini perché presentino progetti completi e credibili per l’erogazione dei fondi UE a differenza dell’Italia, dove molte Pubbliche Amministrazioni contano su tecnici spesso incapaci di redigere progetti o consigliare nella gestione delle risorse economiche necessarie per consentire investimenti e nuove opportunità di crescita».

 

«Le statistiche ci dicono che il Veneto non fa eccezione in un’Italia fra gli ultimi Paesi per sfruttamento di risorse stanziate, non utilizzate per mancanza di validi progetti e restituite all’Europa. Per queste ragioni», riporta il candidato. «Io mi impegno ad essere il collegamento tra le nostre imprese, le Amministrazioni e l’Europa, lì dove ci sono le risorse: un aiuto concreto per ripartire e non la promessa di un ennesimo bonus».

Il superbonus spinge il mercato immobiliare trevigiano: è merito della misura introdotta dal decreto Rilancio se nelle ultime settimane il 40% dei potenziali compratori si è riscoperto interessato all’acquisto di una casa. Lo dice “impREsa”, network di agenzie immobiliari dislocate tra Veneto e Friuli, che giovedì 16 luglio inaugurerà una nuova sede in Piazza del Quartiere Latino a Treviso con il sindaco Mario Conte.

«Siamo davanti a un incentivo fiscale – l’analisi dell’amministratore delegato di “impREsa” Lucio D’Ambrosi – capace sulla carta di dare nuovo slancio all’economia, permettendo al contempo di riqualificare il patrimonio immobiliare delle nostre città, sia da un punto di vista dell’efficientamento energetico sia lato sicurezza in chiave antisismica. Sebbene fossimo ancora nel pieno della fase di conversione in legge e nonostante mancassero all’appello i decreti attuativi necessari ad entrare nell’operatività, attesi a breve, negli ultimi due mesi abbiamo notato come immobili storicamente poco appetibili abbiano risvegliato la curiosità di chi è a caccia di un nuovo tetto, che sia per farne la prima abitazione oppure spinto dal desiderio di investire i propri risparmi trasformandoli in rendita da locazione. Complice, in quest’ultimo caso, anche una recente inversione di tendenza: da uso turistico, il mattone sta tornando destinazione residenziale, una scelta che sul lungo periodo si rivelerà senz’altro vincente visto il gran numero di richieste di case in affitto che solitamente raccogliamo e che difficilmente si riesce ad evadere.

 

Tra maggio e giugno scorsi, stimiamo che il superbonus al 110% abbia invogliato all’acquisto il 40% dei nostri potenziali clienti. Nel periodo preso in considerazione, abbiamo registrato un +36% di compravendite di immobili da ristrutturare sullo stesso bimestre del 2019. Parliamo di case in classe energetica “E”, “F” o “G” (una fetta pari al 46% di quelle sul mercato da noi gestito, un ulteriore 19% sono invece in classe “C” e in classe “D”), costruite perlopiù attorno agli anni Sessanta.

 

Insomma, la detrazione al 110% sulle spese sostenute per lavori di ristrutturazione – conclude D’Ambrosi – potrebbe rappresentare una bella boccata d’ossigeno per il mercato immobiliare, in forte crescita fino all’esplodere della pandemia, messo a dura prova durante il lockdown, ma fortunatamente di nuovo in corsa».

Domani, 16 luglio, alle 19 alla presenza del sindaco Mario Conte ci sarà il taglio del nastro della nuova sede di “impREsa” in Piazza del Quartiere Latino a Treviso, agenzia numero 13 del network. Un investimento che racconta dell’impegno del team per la città e della fiducia nei confronti delle potenzialità del territorio. «Una risposta coraggiosa ai venti di crisi che agitano questo particolare momento storico, ma soprattutto un invito a credere in una delle zone più belle della città, ingiustamente in ombra, su cui vale la pena scommettere» commenta D’Ambrosi.

Il Green Marketing è diventato una delle strategie aziendali più di tendenza e in voga negli ultimi anni per molte aziende: un tentativo di catturare il mercato in crescita dei consumatori attenti all’ambiente a livello globale, implementando una serie di pratiche rispettose per il nostro pianeta.

 

Il Green Marketing comporta essenzialmente la vendita di prodotti e servizi in base ai loro benefici ambientali. Sebbene questi sforzi di marketing coincidano con la responsabilità sociale delle imprese, evidenziano comunque in positivo le sfide che molte aziende ecologiche devono affrontare.

 

Questa tipologia di marketing può essere complicata perché i consumatori possono essere diffidenti nei confronti di alcuni marchi che percepiscono come non autentici. D’altra parte, è più probabile che le persone acquistino il prodotto o servizio se credono che sostenga una causa che supportano.

 

Quanto è Green il tuo businness?

Esistono molti modi in cui le aziende possono impegnarsi nel marketing ecologico. Possono attuare misure di controllo, riduzioni dei rifiuti e delle emissioni, utilizzare imballaggi riutilizzabili, usare materiali biodegradabili e modificare i processi di produzione per renderli più rispettosi dell’ambiente, magari approfittando di Internet e le potenzialità dei Social Network… Queste e altre pratiche attente all’ambiente rafforzano l’impegno di un marchio nel “diventare green”.

 

Come rendere più ecologica la tua strategia marketing

1. Focus sulla cultura

Uno dei modi più efficaci per comunicare l’approccio ecologico del tuo marchio è quello di enfatizzare la tua cultura green.

Ogni aspetto della tua attività dovrebbe riguardare il modo in cui implementi le pratiche ecologiche e il modo in cui ti sforzi di operare in modo più rispettoso per l’ambiente. A questo scopo puoi sfruttare i Social Network, sfruttando la loro capacità di amplificare i messaggi concentrandosi sui valori del segmento ecologico del tuo pubblico.

 

2. Sostieni la community

Una cosa molto utile è quella di essere coinvolti con la comunità locale e coinvolgere le persone chiave e le organizzazioni locali nei propri sforzi ecologici. Potresti sponsorizzare eventi a beneficio di enti ambientalisti o lanciare iniziative rispettose dell’ambiente con l’aiuto della città o del consiglio comunale.

 

3. Mostra le tue azioni

Ricorda di promuovere il coinvolgimento della tua azienda nelle campagne ecologiche locali documentando eventi con foto e video. Pubblicando questi sui tuoi canali Social e sul Blog del tuo sito web, questo rinforzerà la tua immagine aziendale come una società coinvolta creando un efficace booster di credibilità. Le organizzazioni della comunità inoltre apprezzeranno l’esposizione aggiuntiva che fornirai tramite il web.

Brevi video esplicativi possono essere molto utili per mostrare i tuoi sforzi a sostegno della sostenibilità ambientale. Puoi condensare argomenti abbastanza complessi in termini semplici e comprensibili, trasmettendo il tuo messaggio tramite un video facile da comprendere che il pubblico troverà coinvolgente e avvincente. Ricorda che il 95% degli spettatori conserva le informazioni dei video in modo più efficace rispetto ai messaggi di testo, con questo metodo quindi hai maggiori possibilità di connetterti con il tuo pubblico di destinazione.

 

4. Dare priorità alla trasparenza e alla comunicazione

Immagine e reputazione sono tra i maggiori punti di forza di un’azienda.

È sempre importante stabilire e conservare una buona reputazione, ma è particolarmente cruciale quando ci si impegna nel Green Marketing. Dato che l’impegno ecologico è intrinsecamente legato ai valori, vorrai che il tuo marchio rimanga coerente a questi valori.

È altrettanto importante essere trasparenti sulle tue operazioni per creare fiducia con il tuo pubblico. Le persone rispondono ai marchi che percepiscono come autentici, quindi costruire un’immagine di trasparenza e comunicazione aperta sono fondamentali.

Troverai utile comunicare con le persone tramite i Social Network in modo che il pubblico disponga di una piattaforma comoda e accessibile su cui tenere traccia dei tuoi sforzi in ambito ambientale.

 

Esempi di aziende rispettose dell’ambiente

Tre società che hanno fatto progressi significativi nel Green Marketing: sono Patagonia, Ikea e Seventh Generation.

Patagonia è un marchio di abbigliamento sportivo e di avventura con una Mission che si concentra sulla produzione dei migliori prodotti per l’outdoor, non causando danni inutili all’ambiente e utilizzando le imprese per ispirare e implementare soluzioni alla crisi ambientale. Per raggiungere questi obiettivi, l’azienda utilizza solo cotone organico che soddisfa lo standard biologico globale. Oltre il 56% dei suoi tessuti è certificato e la maggior parte sono realizzati con tessuti riciclati.

Contrariamente alla maggior parte delle altre aziende di abbigliamento, Patagonia incoraggia i suoi clienti a riparare e riutilizzare i loro prodotti invece di fare nuovi acquisti.

Ikea è il più grande rivenditore di mobili al mondo, con oltre 400 negozi in diversi paesi, una forza lavoro di oltre 170.000 dipendenti e oltre 915 milioni di clienti ogni anno. La società sta attualmente operando secondo il piano “People & Planet Positive”, tra gli obiettivi ci sono l’ottenimento di tutti i materiali in legno, carta e cartone da fonti più sostenibili, l’utilizzo del cotone solo da altre fonti ugualmente sostenibili e il miglioramento della sostenibilità del 90% dei propri prodotti.

Seventh Generation Inc. è un produttore con sede negli Stati Uniti di prodotti per la pulizia, la carta e la cura della persona, è la più grande azienda di forniture per la pulizia ecocompatibile del mondo. Utilizzando trasparenza e realizzando prodotti ecologici di alta qualità, l’azienda è tra le prime al mondo nell’aiutare ad innalzare gli standard di sostenibilità dell’industria manifatturiera.

 

Sei un imprenditore? Inizia anche tu a fare un gesto buono per l’ambiente, le strategie di Green Marketing possono iniziare in qualsiasi momento: dall’uso di energie rinnovabili alla scelta responsabile dei materiali, fino allo sviluppo di un piano di comunicazione online che promuova la tua nuova Mission colorata di verde!

L’ultima indagine SOStariffe.it ha stimato l’andamento dell’uso del comparatore conti correnti nell’ultimo anno in nove diverse città italiane

 

Aumenta, rispetto al 2019, il ricorso ai tool di comparazione tariffe per risparmiare sui costi bancari: a servirsi della comparazione per sottoscrivere un nuovo conto corrente online sono soprattutto giovani uomini di età 25-34 anni che vivono in grandi città come Bologna e Napoli.

 

Sono sempre di più coloro che, dopo essersi avvalsi di un comparatore per confrontare i conti correnti, procedono a sottoscrivere un conto online più conveniente (+51,34% rispetto allo scorso anno). Volendo tracciare un identikit dell’utente tipo che sceglie di farlo, potremmo dire che è un giovane uomo, di età compresa tra i 25 e i 34 anni. In realtà anche le donne, anche se in misura minore, usano i tool di comparazione sul web che restano ad ogni modo più gettonati nella fascia d’età tra i 25 e i 44 anni. A rilevarlo è l’ultima indagine SOStariffe.it che ha analizzato come è cambiata la propensione ad aprire un nuovo conto in seguito alla comparazione delle tariffe, nel corso degli ultimi 12 mesi.

 

 

La comparazione bancaria funziona: +51,34% coloro che dopo acquistano

Il report pone a confronto le rilevazioni condotte a maggio 2019 con quelle poste in essere il mese scorso da SOStariffe.it tramite il proprio comparatore di offerte conti correnti. Lo studio si è focalizzato su tre parametri: la località di provenienza dei correntisti insoddisfatti, il sesso e l’età. Le città prese in esame sono nove e sono distribuite lungo tutto lo stivale e le Isole: Milano, Roma, Napoli, Torino, Bologna, Firenze, Catania, Bari e Palermo. La media italiana di coloro che, subito dopo aver comparato i conti correnti, decidono di procedere con la sottoscrizione di nuovo acquisto sul sito di una banca è del 51,34%. Un incremento significativo rispetto al 2019, segnale che la comparazione nel settore bancario risulta efficace per chi la utilizza.

 

 

 

 

Nelle grandi città si prova a risparmiare di più

Se esaminiamo la provenienza di coloro che decidono di optare per un altro conto subito dopo aver effettuato la comparazione, ci accorgiamo che è soprattutto nelle grandi città che si va a caccia di offerte più convenienti. Nord, Centro o Sud non fa differenza. E così, a guidare la classifica delle località che più ricorrono al confronto tariffe, troviamo Bologna (+76,33% di sottoscrizione online), seguita da Napoli (+ 65,57%) e da Milano (+ 64,75%).

 

C’è un gruppo di città poi che hanno incrementato l’utilizzo rispetto al 2019, ma in misura minore. Parliamo di Roma, la Capitale è in linea grossomodo con la media nazionale (+50,92%), ma anche di Torino (+ 44,17%), Bari (+ 41,40%) e Catania (+ 39,77%).

 

Infine, ci sono gli abitanti di alcune località che non hanno mostrato un atteggiamento molto diverso rispetto a quello dello scorso anno, come Firenze (+8,20%) e Palermo che è l’unica città addirittura in controtendenza rispetto all’andamento generale (-8,20%).

 

 

La comparazione online conquista i giovani

Se invece prestiamo attenzione alle fasce d’età degli utenti più inclini a cambiare conto corrente dopo l’uso di un tool di comparazione, scopriamo che si tratta soprattutto di giovani adulti. Il confronto tariffe è molto comune tra chi ha un’età compresa tra i 25 e i 34 anni (+74%). A seguire troviamo i ragazzi tra i 18 e i 24 (+ 52%), quasi ancora adolescenti ma già attenti alle proprie finanze, al pari degli over 35 ma under 44 (+51%). Gli utenti di età superiore fanno registrare invece un’inversione di tendenza, probabilmente allontanandosi dalla tecnologia con l’avanzare degli anni. E così la comparazione online nel settore bancario non fa molti proseliti tra chi ha un’età compresa tra 45 e 54 anni (-6%), va ancora peggio per chi invece si colloca tra i 55 e i 64 anni (- 14 %), e chiaramente per gli over 65 (-36%).

 

Se guardiamo alla variazione in base al sesso, sono soprattutto gli uomini (+59,5%) a passare dal confronto online all’acquisto. Mentre le donne che si preoccupano di risparmiare sui conti (perlomeno avvalendosi di un comparatore) sono molte meno (più 38,7%). Ma entrambi i sessi fanno registrare un incremento rispetto a 2019 nell’adesione a un nuovo conto dopo aver confrontato i prezzi.

 

“Da tempo assistiamo ad un graduale passaggio verso i conti online – dichiara Giordano Gala, Responsabile delle divisioni Finance e Gas&Power di SOSTariffe.it – ma i numeri registrati nell’ultimo periodo indicano un notevole cambio di marcia rispetto al passato. In un contesto di emergenza epidemiologica, con l’obbligo del distanziamento sociale, probabilmente le persone hanno ricevuto una spinta all’apertura dei conti correnti online, non avendo necessità di recarsi fisicamente in una filiale né per l’apertura né per l’operatività. Avere più tempo a propria disposizione ha permesso alle famiglie italiane di riprendere in mano ciò che erano soliti rimandare proprio a causa di impegni eccessivi”.

 

I vantaggi di avere un conto corrente online

Perché preferire un conto corrente online rispetto a uno tradizionale? Nella maggior parte dei casi si tratta di conti a zero spese, privi di canone mensile e di commissioni per svolgere le principali operazioni bancarie. Ciò è possibile perché la gestione del conto in modalità internet banking consente di abbattere i costi necessari a remunerare il personale di sportello e per la gestione delle singole filiali bancarie. Inoltre, questo tipo di conti correnti è ormai assolutamente sicuro, grazie a meccanismi di protezione basati su sistema di autenticazione a due fattori. Per scoprire, tra le offerte delle varie banche, le soluzioni più convenienti rispetto alle nostre esigenze finanziarie, possiamo consultare il comparatore intuitivo e semplice di SOStariffe.it.

Riceviamo da un nostro lettore una propria riflessione sulle riaperture commerciali dell’imprenditoria italiana

 

L’articolo 1 dello statuto di Confindustria (vision e mission) informa che l’Associazione “partecipa al processo di sviluppo della società italiana, contribuendo all’affermazione di un sistema imprenditoriale innovativo, internazionalizzato, sostenibile e capace di promuovere la crescita economica, sociale, civile e culturale del Paese”.

 

Direi che, dopo questa esaustiva informazione, era logico attendersi un’attività associativa capace di interpretare le opportunità e le difficoltà dei mercati, ma l’imprenditoria italiana, nonostante il profondo cambiamento dei suoi orizzonti operativi, ha continuato ad essere più attenta ai vantaggi dei rapporti di relazione (politici compresi), che attrezzarsi per sfidare la concorrenza.

 

E così, nelle elezioni del 2016, gli industriali italiani preferirono per la carica presidenziale di categoria Vincenzo Boccia (imprenditoria assistita) a Alberto Vacchi (imprenditoria di mercato) e dopo quattro anni il mandato confindustriale è terminato non solo con l’invariata fragilità dell’economia italiana, ma anche con l’urgente deposito al tribunale fallimentare di una procedura (182 bis) che permette alla Arti Grafiche Boccia di congelare l’esposizione debitoria nei confronti di banche e creditori senza dover dichiarare l’insolvenza e fallire.

 

Dopo questo ennesimo irridente risultato e in contemporanea con la titanica lotta della politica contro il Coronavirus, Confindustria ha avuto – per termine di mandato – nuove elezioni presidenziali e Carlo Bonomi, già Presidente di Assolombarda e piccolo imprenditore del settore biomedicale, è stato designato alla presidenza con 123 voti contro i 60 della sua rivale (maggioranza schiacciante).

 

Non ho particolari conoscenze sull’attività del Designato, ma per struttura e dimensione aziendale mi sembra che il capitale di rischio impegnato dal neopresidente per la sua attività sia esiguo e frazionato, per cui sarà estremamente difficile aspettarsi anche in questo quadriennio un adeguato cambio strategico a supporto delle nostre necessità industriali.

 

Certo Bonomi gode comunque di stima e consenso ed è ritenuto uomo capace e risoluto, ma nelle sue prime dichiarazioni post elezione ha criticato il governo sottolineando, tra altre cose, l’urgente necessità di “riaprire in sicurezza” e l’importanza di recuperare l’orientamento di una politica troppo affollata di esperti.

 

Non condivido queste tesi perché le decisioni governative, anche se eventualmente errate, non hanno sicuramente privilegiato una o l’altra regione e quindi le profonde disparità evidenziate raffrontando la situazione sanitaria lombarda con la condizione dei territori confinanti (Veneto e Emilia Romagna), ci portano a riflettere non solo sull’efficacia delle rispettive risposte strettamente sanitarie, ma anche, per restare in argomento con l’attività produttiva, sulla risposta lombarda al lockdown governativo, sul numero di autocertificazioni aziendali quanto meno affrettate (12 mila richieste in un solo giorno ai prefetti), sul motivo che ha portato (dati ISTAT) 2 milioni di lavoratori al lavoro senza misure di protezione e con protocolli di sicurezza inadeguati e sulla continuità di trasporti incredibilmente affollati: ma questi comportamenti non hanno forse influito sul moltiplicarsi dei contagi? E di questi fatti Assolombarda e il suo Presidente erano inconsapevoli o attori?

 

Mi sorgono quindi molte perplessità sul concetto “riaprire in sicurezza” espresso dal Bonomi che comunque, se questo fosse il suo concreto obiettivo, avrebbe la possibilità di verificarlo in Emilia Romagna (Ferrari S.p.A. e altri) e trasferire poi le sue nuove esperienze al territorio, verificando e raffrontando i conseguenti risultati.

 

In chiusura devo aggiungere che il moltiplicarsi di esperti può sicuramente essere dispersivo, ma affidarsi alla competenza è l’unica strada che questo Paese può percorrere per cercare di affrancarsi dalle sue storiche insufficienze e inefficienze politiche, sociali, burocratiche e imprenditoriali.

 

Luigi Giovannini

Accesso al credito, se ne parla stasera online con l’esperto di CNA

 

L’attività sindacale e di rappresentanza di CNA si è già da un pezzo spostata completamente online, con il format CNA Restart che, nei sui primi appuntamenti, si è rivelato un successo per la numerosa partecipazione.

 

Oggi, giovedì 16 aprile, si terrà il quarto appuntamento: focus sull’accesso al credito, un tema molto sentito dagli artigiani. Il MISE infatti ha appena reso noto il modulo da presentare per accedere alle garanzie statali per i finanziamenti fino a 25mila euro, garantiti al 100% dallo Stato, secondo quanto prevede il Decreto Liquidità.

 

Il video-incontro di oggi, con la possibilità di porre domande in diretta al relatore, Rudy Bortoluzzi, direttore del confidi CNA Canova, ha per tema “Strumenti per il credito e la gestione dei flussi finanziari aziendali”. Si terrà alle ore 17. Per avere il link di accesso alla piattaforma scrivere a [email protected] o chiamare lo 0422.3155.

 

Date e temi dei prossimi video-incontri

I prossimi video-incontri, tutti a partecipazione gratuita, si terranno martedì 21 aprile (“Formazione e consulenza finanziata per adeguare le imprese alle nuove sfide” con Gloria Spagnolo) e giovedì 23 aprile (“La corretta gestione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori dipendenti” con Valeria Boesso).

 

Il ciclo CNA Restart seguirà quindi per tutto il mese di aprile con altri video-incontri su “Recupero crediti”, “Pagamenti alternativi” e altri temi di interesse per le aziende artigiane, per le piccole imprese e i professionisti.

 

I precedenti video-incontri “Restrizioni in vigore per le attività economiche e le persone fisiche”, “Come lavorare in sicurezza ai tempi di coronavirus” e “Gli strumenti assistenziali per l’emergenza COVID-19 a beneficio delle persone fisiche” sono caricati sul canale Youtube dell’associazione.

 

«I provvedimenti dell’autorità pubblica si susseguono ininterrottamente da settimane, introducendo quasi ogni giorno sempre qualche diversa novità – spiega Mattia Panazzolo, vicedirettore di CNA territoriale di Treviso -. Per un’impresa in questo momento avere informazioni corrette e in tempi rapidi è la materia prima più importante per capire soprattutto come ripartire. Chi si tiene aggiornato e comincia da ora a riorganizzare la propria attività, avrà grandi vantaggi quando ripartirà il mercato».

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