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Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa a commento delle notizie che stanno generando confusione

 

“È presto per dire se la perdita inciderà sulla quotazione delle uve, ma di sicuro le notizie secondo le quali i prezzi della nostra denominazione sarebbero in calo sembrano orientate più a generare confusione che a rispondere a una corretta esigenza di informazione”.

 

Così il presidente del Consorzio di tutela del Prosecco Doc, Stefano Zanette, nel comunicare che sarà AVEPA (Agenzia Veneta per i Pagamenti in Agricoltura) a valutare i danni derivati dagli eventi meteorologici dello scorso 2 agosto.

 

L’area interessata dagli accertamenti sarà quella che si estende in parte dei comuni ad est della città di Treviso fino alla parte più orientale della provincia, con uno sconfinamento in alcune località della vicina provincia di Venezia. Si tratta di un territorio molto ampio con danni disomogenei e localizzati, che andranno valutati con attenzione.

 

“È evidente – prosegue il presidente – che le perdite, vista l’ampiezza del territorio interessato, siano significative, specie in alcune aree, ed è ovvio che un fenomeno del genere non potrà non avere effetti sensibili sui volumi disponibili dell’intera denominazione. Rimaniamo comunque in attesa dei dati ufficiali di AVEPA”.

 

Quello colpito è uno dei territori maggiormente interessati dalla coltivazione della Glera destinata alla produzione di Prosecco DOC, cuore di quella menzione territoriale “Treviso” che, fin dal riconoscimento della DOC, ha costituito uno dei riferimenti dell’intera denominazione.

 

Guardando ai dati della denominazione, gli ultimi sette mesi attestano una crescita dei volumi certificati del 5%, mentre l’export, le cui rilevazioni si fermano ai primi quattro mesi dell’anno, fa registrare performance ancora più positive (+11%), con il Regno Unito che si conferma primo mercato per volume e gli Stati Uniti che diventano il primo mercato per valore.

 

“Mi preme sottolineare – precisa Zanette – che se il dato percentuale può sembrare contenuto, specie se confrontato con le crescite di alcuni anni fa, quello assoluto è davvero notevole. Se l’andamento dei primi sette mesi dovesse essere confermato, infatti, da qui a fine anno la crescita della denominazione, nel solo 2019, sarà pari all’intero volume imbottigliato, in un anno, da alcune delle più importanti denominazioni italiane”.

 

“Che le scelte operate in questi ultimi mesi dal Consorzio indichino una crisi della denominazione – conclude il presidente – non solo è priva di fondamento ma assolutamente smentita dai fatti. Le misure deliberate dall’ultima Assemblea dei nostri soci, infatti, tendono a evitare che eventuali elementi esogeni (come una ”Hard Brexit” o l’introduzione di dazi da parte dell’Amministrazione Trump) possano ingenerare eventuali contrazioni del valore delle nostre produzioni. Dal canto nostro abbiamo solo messo in pratica quanto recita il noto adagio dei nostri ‘vecchi ‘è meglio prevenire che curare’”.

Se qualcuno si domanda se coltivare il proprio orto può essere considerata un’attività sovversiva, beh, la risposta potrebbe essere senz’altro sì. Questo semplice gesto potrebbe potenzialmente modificare gli equilibri del potere, non solo nel nostro Paese, ma in tutto il mondo. Questo “atto di ribellione” sfida il controllo che il sistema politico-industriale ha su di noi. Quali sono i vantaggi di coltivarsi il cibo da soli? Come può un semplice gesto come questo modificare lo status quo del potere politico industriale?

 

Come prima cosa, l’auto-produzione riduce la dipendenza da un sistema industriale inquinato. Migliora la salute e il benessere psico-fisico, facendoci fare movimento e producendo cibo nutriente, liberandoci perfino dalla dipendenza di alcuni tipi di medicinali. Contrasta l’industria agro-chimica che sta inquinando il pianeta, e allo stesso modo ci aiuta a rimediare ai danni che stiamo facendo all’ambiente a causa dello stile di vita consumistico che ci hanno imposto le grandi industrie.

 

Questo tipo di cultura, quello della consapevolezza, è diventato un’affermazione politica o meglio un movimento idealista chiamato “Propaganda Gardening”, che sta acquisendo sempre più interesse e consensi. Si tratta di una combinazione di “guerrilla gardening” e protesta politica, che consiste nello sviluppare l’autosufficienza facendo una semplice, ma coraggiosa affermazione riguardo al mondo che condividiamo e le scelte di vita che facciamo.

 

Ron Finley, un famoso guerrilla gardener di Los Angeles ha così dichiarato: “Vivo in una prigione alimentare. È stata progettata nei minimi dettagli, come le carceri. Ma sono stanco di essere un detenuto. Così, mi sono detto, fatemi cambiare questo paradigma, fatemi coltivare il mio cibo. Posso farlo per scappare da questa vita predestinata cui sono stato abbonato contro la mia volontà.”  

 

Roger Doiron, fondatore di “Kitchen Gardeners International” (una rete non profit composta da 20.000 persone in 100 Paesi), ha espresso il suo pensiero: “L’orticoltura è un’attività sovversiva. Pensate al cibo come a una forma di energia, ma allo stesso tempo una forma di potere. Quando incoraggiamo le persone a coltivare ciò che mangiano, le stiamo incoraggiando a riprendere il potere nelle proprie mani. Potere sulla propria dieta, salute e portafogli. È sovversivo perché incoraggia a sottrarre quindi il potere a qualcuno che lo detiene.”
Doiron ha però puntualizzato: ”Il mio orto può funzionare solo se lo condivido con più gente possibile. E infatti ora lo condivido con voi, ma mi aspetto che anche voi lo condividiate con altri…”.

 

Fonte: www.dolcevitaonline.it

Secondo quanto risultato da un’indagine, nei primi mesi del 2019 si assiste a una esponenziale crescita delle richieste di finanziamenti finalizzate all’arredo o alla ristrutturazione dell’abitazione, che costituiscono ad oggi addirittura il 7% del totale delle richieste di accesso al credito.

 

Più specificatamente, rispetto al primo trimestre dello scorso anno si parla di un aumento del 3% (dal 29% al 32%) delle richieste destinate al suddetto scopo. D’altronde non pare un dato completamente fuori dalle aspettative, giacché conferma nuovamente lo storico ed indissolubile legame tra gli italiani e la casa, al punto tale da decidere di investire parte del proprio capitale per apportarne migliorie.

 

Analizzando più nello specifico i dati rilevati, con riferimento agli importi medi richiesti dai soggetti interessati, tra le Regioni che registrano somme più elevate, si pone il Veneto con una media di 9.855 euro, al di sotto solo dell’Abruzzo e del Lazio. Inoltre, come nel resto dell’Italia, gran parte delle richieste proviene dalla fetta “giovane” di popolazione, infatti circa il 33% sono soggetti under 35. La ragione probabilmente risiede in primis nella possibilità di fruire delle detrazioni fiscali, chiaramente in relazione alla spesa sostenuta, nonché alle vantaggiose condizioni offerte dagli istituti di credito, proprio per questa peculiare tipologia di finanziamento.

 

Sempre su scala nazionale emerge che le zone dove si fa tendenzialmente più ricorso a questi prestiti (a prescindere quindi dall’analisi delle somme in media erogate dalle banche) sono tutte del Meridione della penisola: difatti, al vertice ci sono Calabria, Sicilia e Campania, ove ben il 29,8% degli abitanti decide di investire il proprio denaro per l’arredamento o la ristrutturazione della casa.

 

Infine, i tassi di interesse applicati dalle banche o finanziarie in questo particolare momento economico del paese risultano particolarmente interessanti e quindi costituiscono un’altra fonte inesauribile di interesse per chiunque sia intenzionato a richiedere anche un prestito online. 

 

Risulta che, rispetto alle altre tipologie di finanziamento (aventi pertanto uno scopo diverso o addirittura non specificato dal richiedente), il Tasso Annuo Effettivo Globale in caso di prestiti finalizzati all’arredamento medio è nettamente inferiore al classico prestito personale. Si pensi che per questi ultimi il tasso medio del primo trimestre del 2019 è pari al 7,4%; percentuale che, con riferimento ad un finanziamento destinato di circa 12mila euro con obbligo di restituzione all’istituto erogatore in 72 mesi, mentre in caso di prestito finalizzato può arrivare a ridursi di quasi due punti percentuali.

 

Certamente, il mercato finanziario offre ai soggetti interessati tante interessanti offerte: è necessario quindi valutare e ponderare le condizioni contrattuali previste da ciascun istituto di credito, al fine di scegliere il prestito più aderente alle proprie aspettative. Addirittura, alcune banche e finanziarie consentono l’erogazione di finanziamenti anche in poche ore (per ulteriori approfondimenti: Zonaprestiti.com).

Acquistare una casa costituisce ancora oggi un must per le famiglie italiane, che decidono di investire a tale scopo una parte consistente del proprio capitale. Tuttavia, non sempre si tratta di un’operazione immediata e di pronta soluzione e per tale ragione, gran parte delle volte si decide di ricorrere alla stipula di contratto di mutuo con un istituto di credito. In tal modo il mutuatario dispone in breve tempo degli importi pattuiti nella compravendita immobiliare, impegnandosi per i mesi a seguire alla restituzione della cifra percepita, chiaramente maggiorata degli interessi, nelle forme del mutuo a tasso fisso, del mutuo a tasso variabile o anche del mutuo a tasso misto.

 

Tra l’altro, per chiunque sia interessato ad accendere un mutuo per l’acquisto di un’abitazione, il primo periodo del 2019 ha registrato dei dati certamente positivi, in relazione all’andamento del mercato finanziario.

 

A tal riguardo, secondo quanto risultante da un’indagine recente, i tassi di interesse nei mutui a tasso fisso sono ai minimi storici (grazie anche al calo dell’indice Irs) e il ribasso del Tasso Annuo Globale Medio garantisce ai clienti un risparmio che oscilla dai 15 ai 30 euro al mese rispetto all’anno precedente.

 

Queste condizioni certamente favorevoli a livello di costo globale del mutuo, ha determinato l’incremento sensibile degli importi mediamente richiesti ed erogati dagli istituti di credito, che ad oggi si aggirano sui 132 mila euro, registrando un aumento del 4,2% solo nei primi sei mesi del 2019.

 

Trattandosi di un impegno a medio/lungo termine, potrebbe accadere che il mutuatario non riesca più a gestire il costo della rata mensile originariamente pattuita. Una soluzione in tali circostanze può essere costituita dalla surroga del mutuo , che consente al beneficiario di trasferire il mutuo da una banca o finanziaria ad un’altra, senza sopportare ulteriori spese di gestione della pratica (fonte: Calcoloratamutuo.org).

 

 

Prezzi di affitto o acquisto di immobili a Venezia: dove conviene?

Analizzando i dati attestanti l’andamento del mercato immobiliare sul territorio del capoluogo veneto, aggiornati al mese di giugno 2019, risulta che rispetto allo scorso anno i prezzi di vendita hanno subito un aumento del 2,35%, raggiungendo una media di 2.849 euro al metro quadro. Più nello specifico, ai poli opposti della classifica vi sono, da un lato, le zone di San Marco e Rialto con richieste che si aggirano sui 5 mila euro al mq e, dall’altro, Cipressina ed Asseggiano con una richiesta media di 1736 euro al mq e Mestre con 1791 al mq.

 

Quanto ai prezzi di affitto rilevati sul medesimo territorio, tra le zone più care figura quella dei Giardini della Biennale con una media di 25,53 euro al metro quadro, seguito ad esempio da San Polo e Santa Croce con 17,47 euro/mq e Giudecca con 17,19 euro/mq.

Negli ultimi anni si è registrata una crescita esponenziale, destinata tra l’altro a proseguire, di persone che decidono di gestire i propri risparmi mediante un conto corrente online, sostituendo progressivamente quello tradizionale. Questo dato non è casuale, né inaspettato, giacché si tratta di sistemi solitamente più economici dei conti tradizionali, oltre che più pratici e rapidi nella loro consultazione e fruizione.

 

In primo luogo, essere titolari di un conto corrente online consente al cliente di eseguire un’operazione finanziaria senza dover necessariamente raggiungere la filiale più vicina ed essere soggetti ai relativi orari di apertura. 

 

Sarà sufficiente connettersi da pc o da smartphone (il più delle volte sono disponibili infatti app Android e iOS dedicate) e seguire le indicazioni, sia per eseguire un bonifico o un pagamento, sia per avere contezza del saldo o delle ultime movimentazioni. Il correntista ha quindi maggiore autonomia ed indipendenza nella gestione del denaro.

 

A ciò si aggiunga un altro dato, certamente non trascurabile, attinente ai costi di apertura e di gestione. I conti correnti online sono il più delle volte più economici dei tradizionali, sebbene le spese a carico del correntista varino a seconda del prodotto e della banca scelta. Solitamente maggiore sarà l’operatività (e quindi i servizi disponibili) e più elevati saranno i costi: se da un lato vi sono le operazioni per così dire comuni, come bonifici, pagamenti online, domiciliazione delle utenze, accredito di stipendio o pensione, dall’altro ci sono degli istituti di credito che consentono alla propria clientela pure di attivare conti deposito personalizzati, ovvero di investire il proprio capitale mediante accesso ad apposite piattaforme on line.

 

Il tutto inoltre tutelato con innovativi sistemi di protezione dei dati personali e sensibili dell’utenza, come quelli di riconoscimento facciale o di password che variano in tempo reale per l’accesso all’internet banking.

 

Per chiunque sia interessato ad accedere a queste tipologie di conti è possibile informarsi direttamente online: tutte le condizioni sono il più delle volte consultabili online sul sito ufficiale della banca, così come i prospetti delle offerte (per approfondimenti sui costi dei conti correnti online: http://www.migliorcontocorrente.org/zero-spese.htm).

 

Ormai anche le banche tradizionali offrono il più delle volte dei conti correnti online a costo ridotto e gestibili a distanza: quindi da un lato c’è la possibilità di risparmiare sui costi di gestione del conto e dall’altro il vantaggio di avere la sicurezza aggiuntiva di potersi rivolgere per l’assistenza  anche presso le filiali presenti sul proprio territorio. A Venezia ad esempio possiamo trovare filiali delle seguenti banche che offrono conti online: CheBanca!, Intesa Sanpaolo, Unicredit e Credem.

 

In particolare tra i conti correnti online più gettonati possiamo elencare Conto Digital e il Conto Yellow di CheBanca! del Gruppo Mediobanca oppure il conto modulare My Genius di UniCredit.

Arriva una boccata d’ossigeno per i veneti che percepiscono una pensione molto bassa, fino a due volte il trattamento minimo pari a 1.026 euro/mese lordi. Il 1° luglio verrà infatti erogata la quattordicesima: una mensilità aggiuntiva che andrà a beneficiare circa 230mila veneti (parametro ricavato dal casellario Inps 2017). «Ricevere la quattordicesima è sempre un momento molto importante per i pensionati con un assegno basso – commenta Vanna Giantin, segretaria generale Fnp Cisl Veneto -, ma noi continueremo a chiedere in tutte le sedi opportune che la platea dei beneficiari sia allargata».

Condizioni

Dal 2017 la quattordicesima è erogata ai pensionati con un reddito fino 2 volte il trattamento minimo (prima era fino a 1,5 volte). Il TM per il 2019 è 513 euro, quindi 2TM corrisponde a un reddito annuo di 13.338 euro. Ai fini della quattordicesima bisogna aver compiuto 64 anni. Inoltre è considerato il reddito delle sole pensioni da lavoro, le cosiddette IVS (invalidità, vecchiaia, superstiti), non quelle di indennità o assistenziali: per questo non tutti i pensionati con reddito basso percepiscono la quattordicesima. Chi ha già 64 anni compiuti nel primo semestre 2019 vedrà la quattordicesima accreditata il 1° luglio, chi li compie nel secondo semestre la vedrà il 1° dicembre.

Contributo

Il quanto viene erogato dipende dal reddito, dagli anni di contribuzione e da si è stati lavoratori dipendenti o autonomi: si va comunque da un minimo di 336 euro a un massimo di 655. Da considerare che secondo l’Inps il pensionato che ha versato anche un solo mese di contributi come lavoratore autonomo, e magari tutto il resto della vita come dipendente, ai fini del calcolo della quattordicesima è considerato un autonomo.

 

La quattordicesima è erogata automaticamente dall’Inps. Tuttavia per mantenere il beneficio è obbligatorio presentare annualmente nei tempi (quest’anno la scadenza era il 30 aprile) il modello RED, cioè la dichiarazione di prestazioni previdenziali e assistenziali integrative collegate al reddito (proprio come la quattordicesima). Il problema per molti pensionati è che l’Inps dal 2010 non manda più l’avviso cartaceo e la procedura per il RED è solo telematica: ogni anno in molti se lo dimenticano e rischiano di perdere questo diritto. Se un pensionato si ritrova senza quattordicesima può provvedere al recupero rivolgendosi a un patronato, come l’Inas della Cisl, che attiverà la procedura di “ricostituzione della pensione”. Il numero verde per trovare la sede Inas più vicina è 800 249 307.

L’assessore regionale Elena Donazzan, assistita dall’unità regionale di crisi e dalla Direzione Lavoro della Regione Veneto, ha incontrato nella sede del Palazzo Grandi Stazioni i vertici aziendali di Stefanel e le organizzazioni sindacali del comparto tessile e moda e del commercio.

 

L’incontro era stato convocato per fornire un aggiornamento alle parti sulla situazione aziendale del gruppo della moda, che occupa 253 dipendenti tra la ‘casa-madre’ di Ponte di Piave (circa 80 dipendenti) e la rete retail nel territorio, in considerazione dell’appuntamento del prossimo 2 luglio, quando nel Tribunale di Venezia verrà discussa la richiesta di ammissione all’amministrazione straordinaria presentata dall’azienda lo scorso 12 giugno.

 

L’azienda ha ribadito che l’istanza è stata presentata  con l’obiettivo di perseguire la conservazione e il risanamento dell’impresa. E ha confermato di ritenere fondamentale il mantenimento della continuità aziendale e che, a tal fine, favorirà il puntuale pagamento dei corrispettivi per le prestazioni effettuate dai dipendenti.

 

L’azienda ha altresì confermato che, nelle interlocuzioni con il Tribunale competente e con il Ministero dello sviluppo economico, farà quanto in proprio potere affinché i Commissari Straordinari che saranno auspicabilmente nominati all’esito della prima fase della procedura di amministrazione straordinaria, rinnovino la cassa integrazione straordinaria attualmente in essere, così come gli accordi già sottoscritti con le organizzazioni sindacali e le rappresentanze dei lavoratori, con particolare riferimento al “piano sociale” del 18 febbraio scorso.

 

Le parti sindacali, dal canto loro, preso atto di quanto dichiarato dall’azienda, hanno auspicato che possa essere intrapresa ogni iniziativa utile per il rilancio aziendale di Stefanel.  

 

La Regione Veneto, in raccordo anche con il Mise e con le parti,  ha assicurato che continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione aziendale.

“Vi aspettiamo domani quando verrete a fare la spesa, abbiamo bisogno della vostra conferma sul fatto che abbiamo lavorato bene”. È l’espressione conclusiva dell’intervento di Cesare Bovolato, presidente di Cadoro, nel suo intervento di apertura della cerimonia di inaugurazione che si è svolta ieri, a Mogliano Veneto, del nuovo superstore della sua catena, ora a quota 24 punti vendita. Un taglio di nastro, soprattutto, che ha aperto uno spazio urbano rigenerato e che più di ogni altra possibile soluzione rappresenta un grande esempio di collaborazione fra imprenditoria privata e amministrazione pubblica. Iconica la grande “chiave rigenerata” consegnata dalla famiglia Bovolato al Sindaco Bortolato, con la quale aprire idealmente il parco alla comunità moglianese “che sarà per sempre vostro” come ha sottolineato il presidente Cadoro rivolgendosi ai cittadini.

 

 

 

Si tratta di un nuovo punto vendita che si inserisce nell’area nota come “ex Macevi”, spazio fino a pochi mesi fa degradato e al centro di molte discussioni su varie ipotesi di riqualificazione e che oggi è un ambiente di 41.300 metri quadrati restituito alla città ed alla fruizione dei residenti. Il supermercato ha una superficie di vendita di 2.500 metri quadrati ed è dotato di 400 posti auto, soltanto per la metà riservati ai clienti, contornati da marciapiedi e piste ciclabili immerse nel verde grazie anche alla messa a dimora di 150 piante autoctone ad alto fusto fra cui olmi, carpini, betulle e querce.

 

 

Questo tramite l’impegno di professionisti di tutti i tipi, ha ricordato Bovolato, come ingegneri, architetti e paesaggisti che hanno lavorato su un disegno nato da un concorso di idee. Una “avventura intellettuale”, l’ha definita Bruno Barel, avvocato e professore trevigiano da molti anni concentrato sui temi della riqualificazione di paesaggi alterati da un’urbanizzazione sbagliata o superata, attraverso la quale un’area acquistata all’asta da un precedente fallimento è diventata un “paesaggio urbano di architettura contemporanea. Non, cioè, uno spazio che ospita uno scatolone dentro il quale c’è un supermercato. Il Veneto ha una parola d’ordine, quella della rigenerazione urbana – ha detto Barel – e qui la si è interpretata in modo concreto, al punto che l’intervento inaugurato oggi va considerato un modello per tutta la regione”.

 

 

Tema ripreso anche dall’assessore regionale veneto all’Urbanistica, Cristiano Corazzari. “Fino a pochi anni fa avevamo un modello di sviluppo su base speculativa fondato su previsioni di continuo aumento demografico – ha ricordato – ma così non è stato. Ora il Veneto ha una popolazione con esigenze e fragilità diverse e se vogliamo che questa continui ad essere una regione all’avanguardia occorre tenerne conto ed essere capaci di reinventarsi avendo come base altri schemi di crescita”.

 

 

Il presidente di Unioncamere Veneto, Mario Pozza, da parte sua ha detto di ritenere non sia un caso se grandi catene estere della distribuzione organizzata ora stanno ripiegando, probabilmente non riuscendo ad interpretare il “legame fra territorio e famiglia, fondamentale per imprese e per la nostra gente. Con il Cadoro di Mogliano – ha evidenziato – non si porta la gente fuori dal paese ma si compie un investimento in un centro storico dimostrando di credere in quella socialità che nei poli commerciali non può realizzarsi”.

 

 

La questione di un dialogo possibile fra il commmercio storico moglianese e la nuova area è stata, infine, un tratto centrale nel saluto del nuovo sindaco, Davide Bortolato. “Il commercio tutto deve fare alleanza, e questo investimento di una famiglia moglianese a Mogliano – ha concluso – permette di risolvere, con la sua valenza di rigenerazione, uno dei diversi buchi neri che questa città deve superare”.

Al termine della cerimonia, conclusa con la piantumazione di una quercia, simbolo di longevità, e l’innaffiatura della stessa con l’acqua, simbolo per eccellenza della vita, si è proceduto al taglio della torta e al bridisi di rito con le immancabili bollicine di Prosecco.

 

 

All’apertura delle porte, la ressa per entrare a scoprire anche l’interno del nuovo punto vendita che annunciava importanti novità, non disattese. Tra queste sicuramente la presenza di sei cuochi per la gastronomia, il ‘sushi alla veneta’ pesce crudo marinato aromatizzato con agrumi e spezie, l’avvio di una filiera cerficata di pane bio per il panificio interno e la pasticceria con la possibilita di ordinare torte personalizzate.

È stato inaugurato questa mattina il nuovo ipermercato Cadoro alla presenza del sindaco Davide Bortolato, degli assessori Tochet, Albanese e Pavan, nonché della famiglia Bovolato, titolare del marchio.

 

Il nuovo punto vendita copre una superficie di 2.500 metri quadrati ed è ubicato in area ex Macevi, proprio alle spalle del Duomo di Santa Maria Assunta. All’interno è sapientemente ben disposto e presenta una vasta gamma di prodotti, quasi tutti provenienti dal territorio veneto, cosa che rappresenta una priorità per i proprietari della Cadoro.

“La nuova casa della spesa alimentare Cadoro è aperta al pubblico, questo è il nostro capo”, ha sottolineato il Presidente Bovolato.

 

 

La famiglia Bovolato è impegnata da tre generazioni impegnata, partendo dal nulla, a coniugare lavoro e territorio, realizzare il massimo con un’etica dell’impresa esempio per l’imprenditoria.

 

Questo è il Veneto che non molla, come ha detto l’avvocato Barel.

 

Ad accogliere gli ospiti il grande banco verdura fresca con un nuovo sistema d’umidificazione tramite diffusore per mantenere tutta l’area espositiva, fino all’ultima foglia d’insalata, in perfetta conservazione.

 

Fornitissima la cantina vini: tra i bianchi degli ottimi Lugana della riva bresciana del Garda, poi rossi importanti senza dimenticare l’amatissimo Prosecco.

Il Gruppo di Marcon (VE) vince il Premio Unnia 2019 come “Impresa senza confini”

 

Nuovo importante riconoscimento per San Marco Group, leader in Italia nel mondo delle pitture e vernici per l’edilizia professionale, che ieri nella cornice di Palazzo Mezzanotte (sede di Borsa Italiana a Milano), ha ricevuto il Premio Mario Unnia – Talento & Impresa nella categoria Impresa senza confini. Un premio dedicato alle aziende che fanno dell’internazionalizzazione la propria dimensione vincente.

 

 

Una rete distributiva che tocca oltre 100 Paesi in tutto il mondo

Con una rete distributiva che tocca oltre 100 Paesi in tutto il mondo, il Gruppo di Marcon continua a crescere costantemente sui mercati internazionali che rappresentano il 40% del fatturato totale. Grazie a forti investimenti e alla volontà strategica di avvicinarsi ai mercati più significativi con strutture produttive e di servizio, oggi San Marco Group può contare su una rete di 8 siti produttivi, di cui 4 all’estero: in Bosnia, Russia, Norvegia e Slovacchia.

 

“Essere riconosciuti come miglior azienda per l’impegno nell’internazionalizzazione è motivo di orgoglio per tutto il Gruppo San Marco – ha commentato Pietro Geremia, Vice Presidente San Marco Group -. Desidero dedicare questo premio a tutti i nostri collaboratori: è una conferma della qualità del lavoro svolto in questi anni per portare l’eccellenza del Made in Italy in tutto il mondo. I mercati internazionali sono una direzione strategica fondamentale per il nostro piano di sviluppo attraverso una politica che punta sul monomarca. Lo scorso anno, ad esempio, abbiamo inaugurato cinque showroom monomarca in Nepal, mentre nei primi cinque mesi del 2019 sono stati aperti nuovi showroom monomarca del marchio Novacolor, premium brand specializzato sui decorativi, in Sud Africa, Turkmenistan, New Zeland, Macedonia, Tunisia e Algeria”.

 

Il Premio Mario Unnia, promosso da BDO Italia, parte dell’organizzazione internazionale di revisione contabile e consulenza alle imprese, con il supporto del main partner BPER Banca e di Ersel e Quaeryon e con la collaborazione di ELITE – Borsa Italiana, si propone di valorizzare le aziende italiane portatrici di idee innovative, capaci di unire il talento e l’impresa in un connubio vincente.

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