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Stefano Betto, 56 anni, è il nuovo Segretario generale della First Cisl Belluno Treviso, la categoria dei bancari della Cisl. È stato eletto giovedì 11 aprile a Cimadolmo, dal Consiglio Direttivo della categoria. Subentra a Massimiliano Paglini, recentemente eletto Segretario confederale Cisl Belluno Treviso. Si tratta di una scelta largamente condivisa da tutto il gruppo dirigente, nel segno della continuità e nel rispetto del percorso iniziato con il congresso del 2017.

 

Betto, di Castelfranco Veneto, è entrato nel settore bancario nel 1983 come dipendente del Credito Trevigiano Bcc. Ha iniziato a svolgere attività sindacale nel 1988 ed è stato eletto nella Segreteria territoriale della First, dove ha gestito il dipartimento organizzativo, nel 2013.

 

Sono pronto a lavorare e impegnarmi a fondo in continuità e in rispetto al lavoro fatto dalla precedente segreteria – afferma il neo-segretario – per mantenere e sviluppare i principi fondanti della Cisl, per valorizzare il lavoro svolto e portare la First Cisl di Belluno e Treviso a raggiungere ulteriori risultati in termini di tutela dell’occupazione nel nostro settore”.

 

Nella relazione presentata al Consiglio direttivo Betto ha approfondito diversi aspetti, a partire dai punti salienti dalla nuova piattaforma contrattuale Abi 2019, un documento dal forte contenuto sociale con la difesa dei livelli occupazionali, il riequilibrio economico e le perplessità verso le forme contrattuali miste e del lavoro autonomo.

 

Focus anche sul cambiamento in corso nel mondo delle Bcc con l’avvio dei Gruppi Bancari Cooperativi Nazionali, sul contrasto alle politiche commerciali improprie e le relative pressioni sulla clientela e sulla valorizzazione del ruolo dei bancari per rilanciare il settore del credito, quali fattori centrali per lo sviluppo del Paese e a tutela del risparmio e della clientela.

«Oggi abbiamo ottenuto dalla commissaria Vestager le rassicurazioni sperate; a Bruxelles si sta lavorando per consentire ai risparmiatori truffati di ottenere un risarcimento veloce e senza obbligo di fornire ulteriori prove. Sarebbe un grande risultato a favore dei tanti nostri concittadini che hanno perso i loro risparmi». Lo affermano i due deputati europei David Borrelli (Gruppo misto) e Isabella De Monte (S&D), che oggi al Parlamento europeo a Strasburgo hanno incontrato la commissaria europea alla Concorrenza Margrethe Vestager in merito alla questione aperta delle banche venete, del risparmio tradito e del Fondo di indennizzo ai risparmiatori.

 

La situazione

«Abbiamo illustrato a fondo la questione alla commissaria europea partendo innanzitutto dai drammatici aspetti sociali che questa amara vicenda porta con sé, ricordando che nella maggior parte dei casi le vittime non sono certamente degli speculatori; ma cittadini che si sono fidati di quelli che per anni erano stati i loro bancari di fiducia. Tra di loro ci sono persone che hanno perso tutto, inclusi molti anziani, oggi in grande difficoltà, che non hanno tempo da perdere».

 

Le risposte di Vestager

«Da parte di Margrethe Vestager abbiamo ricevuto massima attenzione e disponibilità, oltre alla rassicurazione che a Bruxelles si sta lavorando in modo concreto. La commissaria ci ha spiegato che sta predisponendo uno schema che consenta a specifiche fasce di risparmiatori di ottenere un risarcimento veloce basato su un automatismo; quindi senza obbligo di fornire le prove dell’avvenuta truffa. Tali fasce includono le persone fisiche e le microimprese, non gli investitori professionali».

 

Le richieste

«Abbiamo ribadito l’importanza di accelerare e procedere rapidamente per dare risposta alle tante persone che si battono e attendono giustizia da anni. Abbiamo inoltre chiesto alla commissaria che vengano adottate forme di rimborso semplificate; poiché alcuni risparmiatori non sono più in possesso di tutta la documentazione bancaria, tantomeno sono nelle condizioni di poterla richiedere ora agli istituti di credito falliti. È una vicenda sulla quale il trattamento non può essere iniquo. L’incontro si è concluso con l’impegno reciproco a rimanere in stretto contatto su questa vicenda».

Fumata nera all’incontro di giovedì 21 marzo fra i vertici di Contarina, l’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti nei 49 Comuni aderenti al Consiglio di Bacino Priula, e le organizzazioni sindacali Fit Cisl del Veneto, Fp Cgil Treviso, Fiadel e Rsu aziendali. La Fit ha abbandonato il tavolo a causa dell’atteggiamento di chiusura manifestato dall’azienda di fronte alla richiesta dei sindacati di affrontare il tema delle numerose contestazioni che ricevono i lavoratori e della continua pretesa di lavoro straordinario. La Federazione italiana Trasporti della Cisl ha inviato una richiesta di convocazione al Prefetto per affrontare il problema e, nel caso in cui non si trovi una soluzione, si dichiara pronta a dichiarare lo sciopero.

 

 

Il disagio vissuto dai dipendenti

Da mesi la Fit Cisl denuncia lo stato di disagio vissuto dai lavoratori di Contarina. “Gli addetti alla raccolta porta a porta – spiega il responsabile regionale della Fit Cisl Maurizio Fonti – continuano ad essere oggetto di lettere di contestazione da parte dell’azienda ogni qualvolta non riescono a completare il percorso a loro assegnato, a prescindere dai motivi che hanno generato l’inconveniente o per qualsiasi altro banale motivo. L’atteggiamento dell’azienda all’incontro di giovedì, avvenuto dopo 10 mesi di assoluto silenzio da parte di Contarina nonostante i nostri numerosi solleciti, è stato di chiusura totale. Per questo abbiamo deciso di abbandonare il vertice. I lavoratori sono stanchi di questa situazione e l’azienda continua a dimostrare di non avere alcun rispetto per la sua risorsa principale, i dipendenti”.

 

 

“Basti pensare – prosegue Fonti – che Contarina ha il premio di risultato più basso in tutto il Veneto, con un importo fermo da 4 anni e un contratto di secondo livello scaduto il 31 dicembre 2017 e prorogato per il 2018 ma senza la sottoscrizione della Fit, in quanto palesemente non in linea con la realtà di Contarina che, pur con un bilancio positivo, lascia le briciole ai dipendenti che dimostrano un impegno sopra la norma per la riorganizzazione dei servizi messi in atto. Alla luce di tali comportamenti, non ci si deve stupire se Contarina non riesce a trovare autisti, come dichiarato poco tempo fa dalla stessa azienda. I lavoratori vanno prima di tutto rispettati per quello che sono: persone. Non è possibile pensare di andare a lavorare con la paura di subire un provvedimento disciplinare per qualsiasi motivo. Va ricordato che si tratta di un lavoro particolarmente faticoso e svolgerlo in condizioni di stress aumenta il rischio di infortuni o incidenti”.

“Nel diario di Giancarlo Zanatta c’è una favola divenuta realtà. Siamo orgogliosi di lui, del suo genio, della sua inventiva, della sua capacità di fare impresa partendo da un’intuizione. Ha reso brevissima la distanza dalla luna ai piedi di milioni di sciatori”.

 

Con queste parole, il Presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, si congratula con l’inventore dei Moon Boot, il doposci che ha attraversato intere generazioni di sportivi, che ha raccontato in un diario i suoi 80 anni da imprenditore, cominciati come raddrizzachiodi, per diventare il patron di un colosso come Tecnica Group di Giavera del Montello.

 

“Mi congratulo – aggiunge Zaia – con un imprenditore straordinario. Da nulla ha dato vita a un impero, ha creato un’economia e migliaia di posti di lavoro, ha portato novità uniche nel mondo dello sportsystem. I suoi Moon Boot hanno dato una svolta alla calzatura da montagna. Erano, sono e saranno un prodotto bello, innovativo, di qualità, capace anche di portare allegria con i suoi colori sgargianti in contrasto con il bianco della neve. A Zanatta noi tutti, tutto il Veneto e tutti i Veneti dobbiamo un grande grazie, con orgoglio e ammirazione”.

Amazon e-commerce: i vantaggi per l’impresa: iniziativa a ingresso libero e gratuito domani, martedì 19 marzo a Treviso

 

Parecchi è la risposta. Come dimostrano le tante esperienze di successo di chi ci ha provato e gli è andata bene.

 

Per scoprire il mondo dell’e-commerce, in particolare di Amazon, CNA in collaborazione con Fab Lab Castelfranco Veneto, nell’ambito del progetto camerale Connessi al Cambiamento 2019, ha organizzato un incontro sul tema domani, martedì 19 marzo alle ore 20.30, presso la sede di CNA Treviso (viale della Repubblica 154).

 

Relatore della serata sarà Stefano Grigoletti, consulente e formatore in Marketing e dal 2009 di Economia e Gestione delle Imprese alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Padova, che spiegherà la differenza tra e-commerce e marketplace, i criteri di scelta per orientarsi su uno o sull’altro, come si può promuovere e vendere on-line un prodotto o un servizio e, soprattutto, quali margini di guadagno ci sono.

 

A partire dalle 21.30, porteranno la loro testimonianza imprenditori che si sono addentrati con successo nel mondo del commercio online.

 

L’ingresso è gratuito. Iscrizioni sul sito: www.cnatreviso.it

L’ormai nota rivolta del latte dei pastori sardi ha attirato l’attenzione nazionale sulla situazione del prezzo del latte, degli allevamenti e della concorrenza fatta dal prodotto non italiano

 

Anche in Veneto si è risvegliata l’attenzione sul comparto del latte.
Secondo i dati forniti da Confagricoltura Veneto e Cgia, gli allevamenti di bovini nel Veneto nel 2017 erano 3.636, mentre nel 2018 solo 3.506, con una perdita quindi di ben 130 allevamenti.

 

Nell’ultimo decennio sono state chiuse 1.432 stalle e contemporaneamente il prezzo del latte è sempre disceso, passando dai 40,65 centesimi litro del 2014 ai 36,78 del 2018.

 

Attualmente il prezzo latte per litro è di 40 centesimi, ma i contratti vengono stipulati a breve termine, senza quindi certezze per i produttori.

 

Un dato da considerare è che le piccole stalle stanno via via scomparendo, mentre le grandi si ampliano e aumentano il numero dei capi con una maggiore efficienza degli allevamenti.

“Questo è il nostro 8 marzo. Abbiamo voluto fare qualcosa di concreto per dare un segnale di attenzione al mondo femminile che trova ancora molte difficoltà a fare impresa”. In occasione della Giornata internazionale della Donna, l’assessore veneto allo Sviluppo economico Roberto Marcato ha presentato il nuovo bando, approvato dalla giunta regionale, per l’erogazione di contributi alle imprese a prevalente partecipazione femminile. La dotazione sarà complessivamente di quasi 3,2 milioni di euro da assegnare come finanziamenti a fondo perduto.

 

Le domande potranno essere presentate a sportello dalle ore 10.00 del 10 aprile alle ore 18.00 del 18 aprile.

 

L’assessore Marcato ha evidenziato che le imprenditrici (donne che ricoprono cariche all’interno di un’impresa) in Veneto sono 185.770 su un totale di 679.398 imprenditori, vale a dire il 27,3%. E’ Padova la provincia che ne conta di più con 37.472 donne imprenditrici. Altro dato riguarda le imprese al femminile (società con presenza maggioritaria nella compagine sociale, nel capitale sociale e nel Consiglio di amministrazione) o imprese individuali con titolare di sesso femminile che sono 88.322 pari al 20,4% delle imprese attive in Veneto, mentre la media nazionale è del 22,6%.

 

La Regione – ha ricordato Marcato – aveva già aperto un precedente bando che ha avuto molto successo, andando in overbooking quasi subito: nel biennio 2017-2018 sono stati assegnati contributi per oltre 5 milioni di euro, finanziando le attività di 307 imprenditrici su 345 domande pervenute. “Ho ascoltato il territorio e le dirette interessate per le quali ancora oggi è molto più difficile che per un uomo fare impresa – ha detto l’assessore – e sulla scorta delle indicazioni ricevute abbiamo dedicato una parte delle risorse regionali ad un bando di questa natura che andasse soprattutto nella direzione di ridurre il differenziale che ancora si registra. Sul piano culturale permane una certa diffidenza nei confronti delle donne imprenditrici e si tende, sbagliando, a dare più credibilità all’imprenditore uomo. Dobbiamo dire che per molti versi la nostra è ancora una società maschilista”.

 

I contributi regionali sono rivolti sia all’avvio di nuove imprese femminili, sia al consolidamento e allo sviluppo di quelle esistenti. Il bando prevede la concessione di contributi a fondo perduto, in regime de minimis, in misura pari al 30% della spesa rendicontata ammissibile per interventi di importo non inferiore a 30.000,00 euro e non superiore a 170.000,00 euro. Saranno ammissibili spese in macchinari, impianti produttivi, hardware e attrezzature; arredi; negozi mobili; mezzi di trasporto ad esclusivo uso aziendale; impianti tecnici di servizio agli impianti produttivi e programmi informatici.

Negli ultimi sei anni, cioè dal 2012 al 2018, ci sono stati in Italia ben 937 suicidi per motivi economici e di mancanza di lavoro.

 

La categoria tra le più colpite da questo triste fenomeno è quella degli imprenditori, che ha registrato 381 casi, ovvero pari al 40,7% dei suicidi totali. La causa fondamentale di questi suicidi è il non poter far fronte agli impegni presi con fornitori, clienti e dipendenti.

 

Il fenomeno ha colpito principalmente il Veneto, che risulta la regione con più suicidi di imprenditori negli ultimi sei anni, con una percentuale del 30,8 %, ovvero pari a 118 casi.

 

I numeri sono impressionanti, specialmente per quanto riguarda la nostra regione, dove impera la piccola impresa che maggiormente ha sofferto della crisi economica.

 

Molti casi di suicidi di imprenditori veneti sono stati causati da problemi in piccole aziende trovatesi fuori mercato a causa della concorrenza spietata fatta da imprenditori esteri.

 

L’ultimo caso di imprenditore suicida in Veneto si è verificato il 5 marzo, quando un imprenditore di 57 anni si è suicidato impiccandosi nella sua azienda a Peraga di Vigonza (PD). La causa sembra attribuirsi alle difficoltà economiche della sua azienda.

Dopo aver appreso del nulla di fatto emerso dall’incontro tra la Commissaria Vestager e alcuni membri del Governo italiano nella giornata del 5 marzo, l’eurodeputato David Borrelli ha definito un incontro con la Commissaria per il 26 marzo prossimo, durante la sessione plenaria di Strasburgo.

 

L’incontro sarà l’occasione per sottoporre alla Commissaria la situazione dei risparmiatori italiani defraudati dei propri risparmi a causa della mala gestione di alcuni istituti bancari.

 

“Come Membro del Parlamento europeo – commenta l’On. Borrelli – ho chiesto di incontrare personalmente la Commissaria per la Concorrenza, per sottoporle l’ancora irrisolta situazione dei risparmiatori danneggiati dal dissesto delle banche. La necessità di creare un dialogo con la Vestager è nata, soprattutto, dopo aver appreso del nulla di fatto emerso dall’incontro tra la Commissaria e alcuni membri del nostro Governo nella giornata di ieri. La mia battaglia a sostegno dei correntisti truffati è iniziata coinvolgendo oltre 1.100 cittadini delusi e, nel luglio del 2018, ho presentato un ricorso presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) contro lo Stato italiano per omessa vigilanza. Da allora siamo in attesa di una risposta da parte della Corte dell’Ue. Considerato il momento delicato che stiamo vivendo, dove i cittadini si stanno allontanando dalle Istituzioni europee, ho pensato che un dialogo costruttivo sia più che necessario. La paura che molti dei cittadini truffati vivono oggi, riguarda la possibilità di vedersi bollato un rimborso, in quanto visto come un aiuto di Stato, una volta ammesso ed oggi vietato. Ritengo fondamentale che la Commissione europea nel pronunciare il proprio giudizio sui profili di compatibilità dei rimborsi con la normativa europea in materia di aiuti di Stato, tenga conto e abbia chiara consapevolezza delle vicende umane, e non soltanto giuridiche, che stanno dietro ogni singolo cittadini truffato. Questa sarà la base del mio incontro con la Commissaria Vestager”.

 

Il tema dei rimborsi in questo periodo è tornato alla ribalta a seguito della visita ieri in Italia della Commissaria, la quale ha ribadito che le banche hanno l’obbligo di fornire informazioni sufficienti sui rischi legati all’acquisto di obbligazioni. Per l’Ue, infatti, non ci può essere rimborso senza un giudizio terzo che accerti che il risparmiatore sia stato effettivamente ingannato.

La richiesta di un dialogo, da parte dell’On. David Borrelli, appare necessaria, per cercare di costruire un ponte tra le Istituzioni Ue ed i cittadini. Serve ridurre i tempi, i cittadini attendono da troppo tempo una risposta.

Il Segretario metropolitano di Venezia dello Spi Cgil, Daniele Tronco, da noi raggiunto nel suo ufficio di Mestre, ha concesso un’intervista al nostro giornale

 

Daniele Tronco, nato a Cittadella 66 anni fa, è stato eletto Segretario dello Spi Cgil metropolitano nel 2018 provenendo dall’incarico di responsabile organizzativo dello Spi Cgil regionale Veneto.

 

• Segretario quale è la sua posizione in merito alla tanto pubblicizzata Quota 100?

Per Quota 100 è stato fatto un accordo con i Caf per presentare le domande entro marzo, ma è inutile accalcarsi tutti il primo giorno. Dobbiamo verificare effettivamente quanto sia conveniente questa modalità,  noi siamo convinti che Quota 100 dia una risposta a categorie particolari di lavoratori, ossia quelli che hanno una continuità di contribuzione. Sarà applicata soprattutto nel pubblico impiego dove esiste un blocco come la sanità, gli enti locali, le pubbliche amministrazione. Avremo una forte differenza tra nord e sud.. Al nord avrà un’applicazione superiore rispetto al sud perché al nord esiste una maggiore  continuità retributiva mentre al sud vi è molta irregolarità e lavoro nero e quindi applicare quota 100 sarà più difficile. L’inps dovrà dare ai richiedenti la risposta in base alla domanda presentata, risposta che sarà data nei mesi di aprile e maggio, Noi come sindacato ci auguriamo che molte aspettative non rimangano disattese

 

• Segretario quale ricaduta avrà Quota 100 nel nostro territorio?

Questo andrà verificato. I segnali sono di un certo impatto significativo, come dicevo, nella sanità e negli enti locali ma tutto andrà verificato poi alla prova dei fatti. Da verificare sarà quanta gente abbia interesse ad andar via con Quota 100 od aspettare un poco ed andare con la quota normale. Nella norma c’è una modalità transitoria che permette di andar via con una certa parziale penalizzazione.

 

• Altro argomento all’ordine del giorno è il Redito di cittadinanza. Quale è il punto di vista del Segretario metropolitano dello Spi Cgil?

Il Reddito di Cittadinanza ha aspetti molto controversi, da questo punto di vista in Italia avevamo già il reddito di inclusine, il Rei, Il reddito di cittadinanza ne estende la fruizione. ma con degli inconvenienti pesanti, infatti bisogna verificare il reddito familiare ed il reddito patrimoniale. Questo istituto, al contrario di Quota 100, sarà molto più utilizzato al sud rispetto al nord perchè al sud vige una situazione economica molto più frastagliata e molto più debole rispetto al nord, al sud abbiamo molta disoccupazione. Noi non siamo contrari pregiudizialmente a questo istituto, siamo scettici rispetto all’impatto che avrà sulla povertà vera presente nel paese e che andava coperta con il rafforzamento del Rei. Il Reddito di Cittadinanza potrebbe essere una modalità che non stimola la ricerca del lavoro anche se viene sancito che dopo tre tentativi infruttuosi l’erogazione venga interrotta. La realtà è che abbiamo povertà vere, molto presenti anche dalle nostre parti, che non vengono incrociate dal Redito di Cittadinanza.

 

• Segretario parliamo ora dei diritti nascosti dei pensionati.

La domanda è interessante e ci tengo a ricordare che il nostro sindacato pensionati sta conducendo da anni una campagna sui diritti nascosti dei pensionati, Ci sono diritti che i pensionati non conoscono e che possono ottenere, ma a domanda. Ad esempio pochi sanno che raggiunta una certa età e con certi limiti di reddito si ha diritto agli assegni familiari o il diritto all’integrazione al reddito, ma si deve fare domanda. Questo fa si che su una platea di pensionati ad esempio di 100,  almeno 30 ha diritto all’integrazione della pensione. Si possono recuperare fino a  5 anni di arretrati. C’è la fila tutte le  mattine nei nostri uffici di anziani che si fanno controllare la pensione per questo motivo. Ci sono 4, 5 tipologie di prestazioni che si possono attivare previo domanda. E un’attività poco conosciuta ma che merita approfondimento,  molti hanno diritto ma non lo sanno. Tutto questo qualifica il sindacato a tutela degli anziani.

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