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ETJCA – Agenzia per il lavoro, attiva in Italia dal 1999 e oggi uno dei primi 10 player del mercato, propone oltre 1900 posizioni in vista delle molteplici attività previste in tutta Italia durante il periodo natalizio e non solo

 

Sono numerose le assunzioni presso le aziende clienti di ETJCA in vista del Natale 2019 tra addetti alle vendite, addetti al confezionamento, professionisti del settore alberghiero e della ristorazione, magazzinieri, hostess di cassa e molti altri da inserire soprattutto nei settori quali la GDO, alimentare, ristorazione e retail. Accanto ai settori tipicamente interessati da un picco di assunzioni legato alle festività, si registra anche una forte domanda di addetti alla produzione, ingegneri meccanici, aerospaziali e ambientali, impiegati, direttori tecnici, addetti all’amministrazione e segreteria.

 

Opportunità in Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria

Nel Nord Italia sono più di 1000 le offerte di lavoro: in Lombardia si cercano prevalentemente professionisti del settore turistico (impiegati agenzia viaggi, camerieri, addetti di sala, baristi, operatori di ristorazione, cuochi e pizzaioli), figure per il settore della grande distribuzione (addetti alle vendite soprattutto a Milano per un temporary store di abbigliamento che aprirà in zona San Babila) e alimentare (macellai, addetti all’accoglienza e banconisti pescheria). In Veneto si selezionano soprattutto addetti ai trasporti (magazzinieri, addetti carico e scarico merce e impiegati di logistica) oltre a operai di produzione per il settore metallurgico, per un totale di circa 350 figure. In Piemonte e in Liguria, più precisamente nelle città di Torino, Biella e Genova, ETJCA seleziona per un cliente addetti alle vendite part-time (15-20 ore) da inserire come supporto al Natale. Inoltre in Piemonte sono fortemente richiesti ingegneri elettronici/aerospaziali, impiegato/a amministrativo contabile, impiegati ufficio acquisti, assistenti di direzione e specialisti antifrode sinistri, per un totale di 240 figure.

 

Opportunità in Emilia Romagna, Toscana e Lazio

Tante le opportunità anche nel Centro Italia dove solo in Emilia Romagna le figure ricercate sono più di 100 tra addetti alla ristorazione, aiuto cuoco, operai generici, corrieri consegnatari, addetti al carico e scarico e logistica, customer care nel settore trasporti e operai del settore metallurgico. In Toscana si selezionano apprendisti per la ristorazione, camerieri di sala, magazzinieri, addetti alle vendite presso il Barberino Designer Outlet Village, impiegati back office, addetti al telemarketing e operai generici per un totale di 140 figure. Nel Lazio si selezionano soprattutto addetti al settore alberghiero e ristorazione, operatori call center, addetti alle informazioni telefoniche, professionisti nel settore trasporti e logistica, addetti alle vendite, shop assistant, consulenti di bellezza, operatori call center assistenza clienti inbound per un totale di 90 posizioni aperte.

 

Opportunità in Puglia e Sardegna

Anche nel sud Italia e nelle Isole sono tante le proposte di lavoro, soprattutto in Puglia e Sardegna, dove si selezionano oltre 180 candidati. Nello specifico in Puglia sono molte le opportunità per i giovani che si avvicinano per la prima volta al mondo del lavoro: si selezionano infatti tirocinanti addetti alle vendite e tirocinanti di negozio, tirocinanti addetti customer care, neolaureati area gare. Inoltre sono fortemente richiesti baristi, lavapiatti, assistenti di vendita, OSS, responsabili di produzione, autotrasportatori e impiegati amministrativi. In Sardegna si ricercano oltre 80 figure soprattutto nel settore alberghiero e della ristorazione (addetti alle vendite, scaffalisti addetti al banco gastronomia e addetti alla cassa)

 

Tutte le posizioni aperte sono disponibili sul sito d’agenzia.

CentroMarca Banca guarda al futuro riscoprendo le bellezze della cultura del passato
Il Museo Bailo di Treviso è stato il protagonista del terzo convegno riservato a Soci e Clienti di CentroMarca Banca sul tema nella finanza sostenibile. Una finanza capace di sviluppare un doppio vantaggio, quello sotto il profilo ambientale e quello relativo ai rendimenti. Le aziende quotate in borsa che si impegnano a migliorare lo stato delle cose presenti, attraverso un’economia sana, sono ben viste dal sistema finanziario, tanto da produrre rendimenti doppi rispetto a quelle tradizionali in quanto vanno a calmierare il rischio e a migliorare il futuro delle prossime generazioni.
“Il ruolo della nostra Banca va ben oltre la sua vocazione finanziaria. Sentiamo la necessità che tutte le nostre scelte siano prese con rigore e con la piena coscienza delle conseguenze che ne possono derivare sulla nostra comunità, ha dichiarato il Direttore Generale di CentroMarca Banca Claudio Alessandrini. – Vogliamo e dobbiamo sapere dove vanno a finire i nostri risparmi quando li investiamo. Perché attraverso l’investimento sostenibile e responsabile possiamo produrre un grande cambiamento. Una strategia che seleziona le imprese e le istituzioni in cui investire sulla base di criteri, sociali e ambientali e anche di buon governo. Per questa strategia abbiamo scelto di collaborare con Raiffeisen perché secondo noi rappresenta, con le sue linee di investimento, un valido esempio di attenzione a questi aspetti unito anche a importanti risultati economici”.
Solo attraverso la responsabilità del singolo si può raggiungere l’obiettivo globale di limitare il surriscaldamento del nostro Pianeta.
“Troviamo tante persone che si impegnano quotidianamente nel non acquistare plastica, nel differenziare nel comprare l’auto elettrica e poi paradossalmente i propri risparmi vanno a finire a quelle aziende che contribuiscono alla emissione di CO2, dalle quali partono tutti i drammatici cambiamenti che stanno avendo luogo. Da oggi c’è un nuovo modo di agire, la finanza sostenibile”, ha aggiunto Fabio Cappa di Raiffeisen Capital Management.

Operare all’insegna della sostenibilità

È necessario guardare al futuro mantenendo attiva una riflessione, uno studio e un confronto con il passato attraverso la cultura. Per questo motivo CentroMarca Banca, prima del Convegno organizzato in collaborazione con Bcc Risparmio & Previdenza di Iccrea, ha organizzato una visita guidata per i suoi ospiti all’interno il Museo Bailo di Treviso, ove troviamo alcune delle migliori opere dell’800 trevigiano. Quelle di Luigi Serena che ritrae l’animazione della vita cittadina, Guglielmo Ciardi, Arturo Martini e Gino Rossi, amici e colleghi dell’avanguardia trevigiana a Venezia e all’estero. Ma anche le opere di Nino Springolo e le bellezze dell’arte del post Seconda guerra mondiale in Veneto.
Un’iniziativa particolare quella di CMB che ha voluto essere un punto di trait d’union tra quello che le persone hanno fatto nel passato e quello che altre persone stanno facendo a beneficio delle generazioni future.
Sostenibilità è per noi un must – ha detto il Presidente di CentroMarca Banca Tiziano Cenedese. – Non è una parola nuova, è un modo di operare che ha un’anzianità di oltre 130 anni esattamente l’età della nostra Banca”.
Un convegno analogo si era svolta la scorsa settimana a Ca’ della Nave a Martellago e ha visto la partecipazione di Soci e Clienti particolarmente interessati.
“Crediamo fortemente di poter costruire il nostro futuro. Possiamo fare in modo che il futuro sia migliore della situazione attuale”, ha concluso il Direttore generale Claudio Alessandrini.

Auchan, che da 3 anni registra perdite, oggi perde ancora oltre un milione di euro al giorno. Il Piano presentato da Conad unica soluzione per invertire la rotta e ridare valore all’impresa e al lavoro

 

Si è svolto ieri al MISE l’incontro tra Conad e le organizzazioni sindacali, alla presenza del Sottosegretario Alessandra Todde e del Vice Capo di Gabinetto Giorgio Sorial, incontro che viene dopo l’interruzione del tavolo di confronto in sede aziendale alla fine di Settembre.

 

I rappresentanti di Conad hanno presentato l’aggiornamento del Piano Industriale, elaborato, sulla base delle “Linee Guida” già illustrate in sede Ministeriale prima del closing (a luglio), a soli tre mesi dal completamento dell’acquisizione della rete di Auchan Retail Italia.

Auchan da 3 anni registra perdite

Lo stato della rete Auchan è di “grave crisi” che si è manifestata in modo significativo negli ultimi 3 anni con perdite accumulate per oltre 800 milioni nel triennio (1,1 miliardi di gestione caratteristica) e dovute a: calo delle vendite, disaffezione crescente della clientela, mancanza di investimenti, presenza di punti vendita di grandi dimensioni con costi insostenibili, costo del lavoro e affitti degli immobili molto al di sopra delle medie “di sostenibilità” del settore, scelte manageriali inadatte alle caratteristiche del mercato italiano.

Oggi perde ancora oltre un milione di euro al giorno

Il deterioramento della rete e della relazione dell’insegna con i consumatori è così rapido che nel 2019 la situazione è peggiorata ulteriormente (-6,7% dei ricavi rispetto al progressivo di settembre 2018) e oggi la rete Auchan fa registrare perdite di esercizio per 1,1 milioni al giorno.

 

Conad presenta una soluzione per invertire la rotta

Per questa ragione Conad ha accelerato quanto più possibile la messa a punto della chiusura dell’acquisizione e la preparazione di un Piano Industriale per il “salvataggio” dell’impresa e la salvaguardia e la tutela del lavoro nella rete Auchan. Il Piano, elaborato in  brevissimo tempo e che ancora deve accogliere le possibili determinazioni della Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, offre all’azienda la reale possibilità di “invertire la rotta” e tornare a crescere, rilanciando le proprie attività ed offrendo alla grande maggioranza dei suoi dipendenti continuità di lavoro, inseriti in un modello operativo, quello CONAD, che, negli ultimi anni, ha fatto registrare una crescita costante.

 

Il dato di partenza del Piano Industriale è quindi “la situazione di grave crisi aziendale” in cui ormai versa il Gruppo Auchan che può essere affrontata e superata solo con interventi organizzativi e di business a carattere straordinario, efficaci e tempestivi.

Gli interventi proposti

Il primo intervento è quello di “messa in sicurezza” della rete per la quale è prevista l’integrazione di gran parte della rete Auchan (60%) nella rete commerciale CONAD e della rimanente parte della rete Auchan (40%) presso le reti commerciali di altri primari operatori del settore. Il tutto da realizzare entro la metà del 2020.

 

Completano il Piano, per la rete integrata in CONAD, gli interventi sul “format” degli ipermercati attraverso una riduzione delle relative superfici in linea con il modello e gli standard di Conad.

 

Per la messa in sicurezza e l’integrazione della rete Auchan in quella CONAD sono previsti a Piano investimenti per circa 170 milioni di euro. Il Piano Industriale presentato prevede il ricorso a soli strumenti ordinari di gestione di crisi aziendali.

Segnali incoraggianti

Nei primi tre mesi di gestione, Conad è riuscita, con interventi strutturali e rilevanti investimenti, a fermare il veloce deterioramento della rete Auchan, riportando consumatori nei punti vendita e inserendone una prima parte nella propria organizzazione.

 

La prima tappa di integrazione è stata quella che si è chiusa a fine settembre con il trasferimento di 109 punti vendita.

In questo modo Conad ha potuto dimezzare il possibile impatto della crisi aziendale sui dipendenti Auchan, che al momento dell’acquisizione erano 16.140.

Le elaborazioni dei dati disponibili ad agosto avevano evidenziato come, al 31/07/19, ci fosse l’85% dei punti vendita Auchan con EBITDA negativo e il rischio di impatto sui livelli occupazionali e di costo del lavoro conseguente allo stato di crisi che riguardava 6.197 dipendenti.

 

Gli interventi e gli investimenti già effettuati seppur non abbiano ancora riportato in equilibrio i conti dei punti vendita (nei primi tre mesi dall’acquisizione i negozi con EBITDA negativo sono diventati circa il 90%) hanno comunque portato una soluzione occupazionale stabile e garantita da tutti i diritti previsti dalle leggi vigenti a 3.092 dipendenti, mettendo quindi in sicurezza il lavoro di 13.035 dipendenti.

 

Il Piano Industriale prevede che ora siano avviate iniziative per offrire soluzioni occupazionali diverse a 3.105 dipendenti. Viene quindi proposto un vero e proprio Piano per il Lavoro, inteso come salvaguardia del lavoro e tutela dell’occupazione.

 

 

Il Piano di Solidarietà di Conad

Per questo Conad ha già elaborato Piano di Solidarietà occupazionale, che prevede:

  • Ricollocazioni in Conad
  • Ricollocazioni presso terzi (altre reti commerciali)
  • Ricollocazioni presso terzi (spazi ipermercati)
  • Ricollocazione presso i fornitori
  • Outplacement.

 

Il Piano Industriale di Conad

Il Piano Industriale prevede inoltre:

  • mobilità “incentivata”
  • sostegno al reddito/occupazione (CIGS, etc.)
  • salvaguardia del lavoro vs flessibilità
  • imprenditorialità di ex dipendentiAuchan nel sistema Conad: avviamento alla professione di Soci Imprenditori.

 

Conad è pronta a continuare il confronto in sede aziendale per proseguire la strada del risanamento per la salvaguardia dell’impresa e delle persone che ci lavorano.

L’iniziativa è a ingresso libero e gratuito, con prenotazione obbligatoria chiamando lo 0422.3155

 

Rallenta l’export e rallenta il mercato del lavoro: presenta alcune criticità l’economia trevigiana, inserita in un contesto internazionale segnato da turbolenze geopolitiche (guerre tariffarie, rischio “hard Brexit”) e da previsioni negative per il commercio mondiale.

Se ne parlerà in CNA a Treviso (viale della Repubblica, 154), domani, giovedì 24 ottobre alle ore 20.30 con il dott. Federico Callegari, direttore del Centro Studi della Camera di Commercio di Treviso-Belluno.

 

Nel corso della serata saranno presi in esame i principali indicatori economici che fotografano lo stato di salute dell’economia trevigiana e si tenterà una previsione dell’andamento nei prossimi mesi.

 

Ad aprire i lavori con un saluto introduttivo sarà Tiziano Bianchin, presidente del mandamento CNA Treviso, mentre le conclusioni sono affidate a Alfonso Lorenzetto, presidente territoriale dell’Associazione Artigiana.

 

«Per rilanciare l’economia trevigiana occorre che tutti facciano la loro parte, imprenditori e governo – afferma Giuliano Rosolen, direttore di CNA territoriale Treviso -. Bloccare l’incremento dell’Iva è certo una priorità, ma la manovra deve essere più coraggiosa per infondere fiducia alle imprese e alle famiglie rilanciando gli investimenti infrastrutturali, riducendo drasticamente la burocrazia e abbassando la pressione fiscale».

Gino Spolaore, nostro affezionato lettore di Sant’Alberto di Zero Branco, – nonché ambientalista ed ex consigliere comunale – segnala alla nostra redazione vari problemi che affliggono il suo territorio.

In primis c’è la questione della viabilità in via Bertoneria, dove le auto e le moto corrono troppo forte.

 

Altro discorso per l’economia del paese, interessato da un serio problema di chiusura dei negozi. “Bisogna trovare una soluzione”, commenta Spolaore, che chiede un tempestivo intervento da parte del Comune.

Zero Branco è inoltre testimone di un continuo problema di abbandono rifiuti. All’interno dell’ansa del fiume Zero è stato ritrovato un cumulo di sacchetti, bottiglie di plastica e polistirolo. “Qualcuno li getta nel fiume e poi arrivano a Sant’Alberto. Scambiamo la nostra Terra per una pattumiera, ma è l’unica madre che abbiamo. Serve più senso civico”, conclude Spolaore.

Una storia di eccellenza, dal Veneto per il mercato globale, in cui l’azienda Panotec di Cimadolmo, già proprietaria del primo brevetto per la produzione di scatole su misura, ha dato prova del suo know-how onorando il retaggio dell’ingegneria Made in Italy

 

Siamo nella Marca Trevigiana, a Cimadolmo, a due passi dal Piave. È qui che ieri, giovedì 10 ottobre, una delle tante eccellenze della nostra provincia ha dato prova di imprenditorialità e del suo spirito di innovazione, a misura di futuro.

 

L’azienda cimadolmese, già modello di riferimento nell’industria del packaging, ha presentato in anteprima mondiale la sua ultima novità, costata due anni di studi. Si tratta di OPERA, un capolavoro di tecnologia innovativa, con cui l’azienda di Cimadolmo si dice pronta a rivoluzionare il sistema di imballaggio tradizionale, con un’impronta green.

 

Con questa rivoluzionaria linea di imballaggio sarà infatti possibile produrre scatole su misura e 100% rispettose dell’ambiente, ottimizzando i volumi di spedizione e gli spazi che attualmente vengono riempiti con materiale plastico.

 

Tutto merito dell’innovativa intelligenza artificiale, combinata ad anni di esperienza nel settore, che ha reso possibile brevettare una macchina di straordinaria flessibilità e all’insegna dell’ecosostenibilità. Grazie alla scansione tridimensionale e a un alto grado di automazione, OPERA riesce in modo autonomo ad analizzare il componente da imballare, a posizionarlo e a costruirgli attorno una scatola del minimo volume necessario, riducendo gli sfridi quasi a zero.

 

In un mondo sempre più attento alla salvaguardia e alla sostenibilità ambientale, questa attenzione è un notevole sollievo per il nostro Pianeta.

 

Alla serata di presentazione ha partecipato anche il sindaco di Cimadolmo Giovanni Ministeri. Dopo essersi complimentato con i vertici aziendali per la loro straordinaria capacità di guardare al futuro, che da sempre rappresenta il valore aggiunto di questa azienda, ha speso un duro commento in merito al ruolo dello Stato nei confronti delle realtà brillanti e sinonimo di innovazione, come Panotec: “Chi pone un freno ai grandi inventori non è solo la burocrazia – e in Italia siamo bravi in questo – ma è anche il fatto che un imprenditore si ritrova da solo a combattere contro un mercato altamente competitivo, che dovrebbe invece dargli garanzie e protezione giuridica.

In questo caso lo Stato non esiste e lascia solo chi crea posti di lavoro e innovazione, rendendosi partecipe della sua innovazione solo a parole.

Ciò che è ancora più grave è che lo fa vivere nella solitudine, non lo appoggia e non lo aiuta nella ricerca. È indispensabile invece che le istituzioni valorizzino in maniera più incisiva il grande coraggio e lo spirito di innovazione degli imprenditori.

La burocrazia e il disinteressamento nel creare un sistema equo uccide l’impresa. Quante ditte sono fallite perché non aiutate giuridicamente dallo Stato? Uno Stato che non riesce a creare garanzie normative né a tutelare l’impresa, che rischia così ogni giorno di crollare. In tutto questo c’è però chi ancora oggi riesce a creare innovazione, rispecchiando in toto lo spirito di impresa italiano. Panotec, come altre realtà imprenditoriali del Veneto, è il fiore all’occhiello per cambiare questo sistema”.

 

Queste le parole di Giovanni Ministeri, cimadolmese solo d’adozione, ma che ha molto a cuore questo paesino, i suoi cittadini e imprenditori!

Il buco al centro di Mestre dove una volta sorgeva l’ospedale Umberto I presto diventerà un supermercato Alì.
La società padovana si è aggiudicata l’area per la somma di 26,5 milioni di euro.
Alì ha intenzione di realizzare in questa area centrale un supermercato, un grande parcheggio ed edifici.
La cosa è ancora in fase di studio, ma una volta realizzata sarà finalmente eliminato questo sito, oggetto di degrado e rifugio di sbandati.

 

Fonte: Venezia Today

Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa a commento delle notizie che stanno generando confusione

 

“È presto per dire se la perdita inciderà sulla quotazione delle uve, ma di sicuro le notizie secondo le quali i prezzi della nostra denominazione sarebbero in calo sembrano orientate più a generare confusione che a rispondere a una corretta esigenza di informazione”.

 

Così il presidente del Consorzio di tutela del Prosecco Doc, Stefano Zanette, nel comunicare che sarà AVEPA (Agenzia Veneta per i Pagamenti in Agricoltura) a valutare i danni derivati dagli eventi meteorologici dello scorso 2 agosto.

 

L’area interessata dagli accertamenti sarà quella che si estende in parte dei comuni ad est della città di Treviso fino alla parte più orientale della provincia, con uno sconfinamento in alcune località della vicina provincia di Venezia. Si tratta di un territorio molto ampio con danni disomogenei e localizzati, che andranno valutati con attenzione.

 

“È evidente – prosegue il presidente – che le perdite, vista l’ampiezza del territorio interessato, siano significative, specie in alcune aree, ed è ovvio che un fenomeno del genere non potrà non avere effetti sensibili sui volumi disponibili dell’intera denominazione. Rimaniamo comunque in attesa dei dati ufficiali di AVEPA”.

 

Quello colpito è uno dei territori maggiormente interessati dalla coltivazione della Glera destinata alla produzione di Prosecco DOC, cuore di quella menzione territoriale “Treviso” che, fin dal riconoscimento della DOC, ha costituito uno dei riferimenti dell’intera denominazione.

 

Guardando ai dati della denominazione, gli ultimi sette mesi attestano una crescita dei volumi certificati del 5%, mentre l’export, le cui rilevazioni si fermano ai primi quattro mesi dell’anno, fa registrare performance ancora più positive (+11%), con il Regno Unito che si conferma primo mercato per volume e gli Stati Uniti che diventano il primo mercato per valore.

 

“Mi preme sottolineare – precisa Zanette – che se il dato percentuale può sembrare contenuto, specie se confrontato con le crescite di alcuni anni fa, quello assoluto è davvero notevole. Se l’andamento dei primi sette mesi dovesse essere confermato, infatti, da qui a fine anno la crescita della denominazione, nel solo 2019, sarà pari all’intero volume imbottigliato, in un anno, da alcune delle più importanti denominazioni italiane”.

 

“Che le scelte operate in questi ultimi mesi dal Consorzio indichino una crisi della denominazione – conclude il presidente – non solo è priva di fondamento ma assolutamente smentita dai fatti. Le misure deliberate dall’ultima Assemblea dei nostri soci, infatti, tendono a evitare che eventuali elementi esogeni (come una ”Hard Brexit” o l’introduzione di dazi da parte dell’Amministrazione Trump) possano ingenerare eventuali contrazioni del valore delle nostre produzioni. Dal canto nostro abbiamo solo messo in pratica quanto recita il noto adagio dei nostri ‘vecchi ‘è meglio prevenire che curare’”.

Se qualcuno si domanda se coltivare il proprio orto può essere considerata un’attività sovversiva, beh, la risposta potrebbe essere senz’altro sì. Questo semplice gesto potrebbe potenzialmente modificare gli equilibri del potere, non solo nel nostro Paese, ma in tutto il mondo. Questo “atto di ribellione” sfida il controllo che il sistema politico-industriale ha su di noi. Quali sono i vantaggi di coltivarsi il cibo da soli? Come può un semplice gesto come questo modificare lo status quo del potere politico industriale?

 

Come prima cosa, l’auto-produzione riduce la dipendenza da un sistema industriale inquinato. Migliora la salute e il benessere psico-fisico, facendoci fare movimento e producendo cibo nutriente, liberandoci perfino dalla dipendenza di alcuni tipi di medicinali. Contrasta l’industria agro-chimica che sta inquinando il pianeta, e allo stesso modo ci aiuta a rimediare ai danni che stiamo facendo all’ambiente a causa dello stile di vita consumistico che ci hanno imposto le grandi industrie.

 

Questo tipo di cultura, quello della consapevolezza, è diventato un’affermazione politica o meglio un movimento idealista chiamato “Propaganda Gardening”, che sta acquisendo sempre più interesse e consensi. Si tratta di una combinazione di “guerrilla gardening” e protesta politica, che consiste nello sviluppare l’autosufficienza facendo una semplice, ma coraggiosa affermazione riguardo al mondo che condividiamo e le scelte di vita che facciamo.

 

Ron Finley, un famoso guerrilla gardener di Los Angeles ha così dichiarato: “Vivo in una prigione alimentare. È stata progettata nei minimi dettagli, come le carceri. Ma sono stanco di essere un detenuto. Così, mi sono detto, fatemi cambiare questo paradigma, fatemi coltivare il mio cibo. Posso farlo per scappare da questa vita predestinata cui sono stato abbonato contro la mia volontà.”  

 

Roger Doiron, fondatore di “Kitchen Gardeners International” (una rete non profit composta da 20.000 persone in 100 Paesi), ha espresso il suo pensiero: “L’orticoltura è un’attività sovversiva. Pensate al cibo come a una forma di energia, ma allo stesso tempo una forma di potere. Quando incoraggiamo le persone a coltivare ciò che mangiano, le stiamo incoraggiando a riprendere il potere nelle proprie mani. Potere sulla propria dieta, salute e portafogli. È sovversivo perché incoraggia a sottrarre quindi il potere a qualcuno che lo detiene.”
Doiron ha però puntualizzato: ”Il mio orto può funzionare solo se lo condivido con più gente possibile. E infatti ora lo condivido con voi, ma mi aspetto che anche voi lo condividiate con altri…”.

 

Fonte: www.dolcevitaonline.it

Secondo quanto risultato da un’indagine, nei primi mesi del 2019 si assiste a una esponenziale crescita delle richieste di finanziamenti finalizzate all’arredo o alla ristrutturazione dell’abitazione, che costituiscono ad oggi addirittura il 7% del totale delle richieste di accesso al credito.

 

Più specificatamente, rispetto al primo trimestre dello scorso anno si parla di un aumento del 3% (dal 29% al 32%) delle richieste destinate al suddetto scopo. D’altronde non pare un dato completamente fuori dalle aspettative, giacché conferma nuovamente lo storico ed indissolubile legame tra gli italiani e la casa, al punto tale da decidere di investire parte del proprio capitale per apportarne migliorie.

 

Analizzando più nello specifico i dati rilevati, con riferimento agli importi medi richiesti dai soggetti interessati, tra le Regioni che registrano somme più elevate, si pone il Veneto con una media di 9.855 euro, al di sotto solo dell’Abruzzo e del Lazio. Inoltre, come nel resto dell’Italia, gran parte delle richieste proviene dalla fetta “giovane” di popolazione, infatti circa il 33% sono soggetti under 35. La ragione probabilmente risiede in primis nella possibilità di fruire delle detrazioni fiscali, chiaramente in relazione alla spesa sostenuta, nonché alle vantaggiose condizioni offerte dagli istituti di credito, proprio per questa peculiare tipologia di finanziamento.

 

Sempre su scala nazionale emerge che le zone dove si fa tendenzialmente più ricorso a questi prestiti (a prescindere quindi dall’analisi delle somme in media erogate dalle banche) sono tutte del Meridione della penisola: difatti, al vertice ci sono Calabria, Sicilia e Campania, ove ben il 29,8% degli abitanti decide di investire il proprio denaro per l’arredamento o la ristrutturazione della casa.

 

Infine, i tassi di interesse applicati dalle banche o finanziarie in questo particolare momento economico del paese risultano particolarmente interessanti e quindi costituiscono un’altra fonte inesauribile di interesse per chiunque sia intenzionato a richiedere anche un prestito online. 

 

Risulta che, rispetto alle altre tipologie di finanziamento (aventi pertanto uno scopo diverso o addirittura non specificato dal richiedente), il Tasso Annuo Effettivo Globale in caso di prestiti finalizzati all’arredamento medio è nettamente inferiore al classico prestito personale. Si pensi che per questi ultimi il tasso medio del primo trimestre del 2019 è pari al 7,4%; percentuale che, con riferimento ad un finanziamento destinato di circa 12mila euro con obbligo di restituzione all’istituto erogatore in 72 mesi, mentre in caso di prestito finalizzato può arrivare a ridursi di quasi due punti percentuali.

 

Certamente, il mercato finanziario offre ai soggetti interessati tante interessanti offerte: è necessario quindi valutare e ponderare le condizioni contrattuali previste da ciascun istituto di credito, al fine di scegliere il prestito più aderente alle proprie aspettative. Addirittura, alcune banche e finanziarie consentono l’erogazione di finanziamenti anche in poche ore (per ulteriori approfondimenti: Zonaprestiti.com).

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