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MDMA, detta anche Molly o Ecstasy, è la droga delle feste

 

Molly è uno dei nomi della MDMA – acronimo del nome chimico 3,4-metilenediossimetanfetamina – una droga sintetica simile a uno stimolante e a un allucinogeno.

La MDMA può essere trovata in polvere bianca o cristalli, mentre l’Ecstasy, è tipicamente venduta sotto forma di pillola e include riempitivi per mantenerne la forma.

 

“Molly”, abbreviazione di “molecolare”, è il soprannome della forma “pura” della MDMA. Tuttavia, Molly è tutt’altro che pura. È spesso mischiata con altre droghe sintetiche come ad esempio sali da bagno, cocaina, meth e lo psicofarmaco Ritalin. Questo conduce a effetti collaterali pericolosi e a volte letali.

 

Gli effetti

Gli effetti durano dalle tre alle sei ore e possono includere nausea, crampi muscolari, visione offuscata, brividi di freddo e sudore. La settimana dopo, il consumatore può provare irritabilità, aggressività, depressione, insonnia, ansia, perdita della memoria e problemi di attenzione, diminuzione dell’appetito e diminuzione di interesse e piacere sessuali. Alte dosi di MDMA possono condurre a un’impennata della temperatura corporea che può sfociare in danni al fegato, ai reni o insufficienza cardiaca o persino morte.

 

Mentre la droga venne sviluppata nel 1912 da una ditta farmaceutica tedesca come soppressore dell’appetito, divenne popolare negli anni ’70, quando gli psichiatri iniziarono a usarla nella psicoterapia, senza condurre test clinici o avere l’approvazione della US Food and Drug Administration (FDA). A causa dei suoi effetti euforici e allucinogeni, presto divenne popolare nel mondo delle feste. La FDA ha etichettato la MDMA nel 1985 come droga illegale senza nessun noto beneficio curativo.

 

Per un Mondo Libero dalla Droga

Tutte queste informazioni possono essere trovate all’interno dell’opuscolo “La Verità sull’Ecstasy” nel programma di prevenzione “La Verità sulla Droga” di Mondo Libero dalla Droga.

 

La fondazione per un Mondo Libero dalla Droga è un’associazione di pubblica utilità, non a scopo di lucro, che dà ai giovani e agli adulti informazioni basate sui fatti in merito alla droga, affinché possano prendere decisioni consapevoli e vivere liberi dalla droga.

A nessuno, in particolare ai giovani, piace sentire la predica su ciò che si può o non si può fare. Per questo, la fondazione si limita a fornire le informazioni che permettono ai giovani di scegliere di non assumere droga in primo luogo.

 

Attraverso una rete globale di volontari sono stati distribuiti 56 milioni di opuscoli educativi, sono state tenute decine di migliaia di manifestazioni di sensibilizzazione e prevenzione alla droga in 120 paesi e gli annunci di pubblica utilità de La Verità sulla Droga sono stati trasmessi in 275 stazioni televisive. Questi materiali e attività hanno permesso a persone di tutto il mondo di conoscere gli effetti distruttivi delle droghe e decidere di non farne uso.

 

Inoltre al link https://www.noalladroga.it/course/ sono disponibili dei corsi formativi gratuiti sul soggetto della prevenzione alle dipendenze. Come scrisse l’umanitario L. Ron Hubbard, “L’arma più efficace nella guerra contro la droga è l’istruzione.”

“Contro chi spaccia vanno attivate azioni durissime perché, come da tempo ribadisco in ogni sede, la droga è una vera piaga tra i nostri giovani. Una piaga ancora più grave quando coinvolge ragazzi giovanissimi, come si legge nella cronaca giudiziaria di queste ultime ore”.

Così l’assessore regionale all’Istruzione del Veneto commenta la notizia del processo a carico di uno spacciatore trevigiano, poco più che ventenne, che riforniva anche un undicenne, già vittima del consumo di stupefacenti.

 

“Il consumo di droghe è una tra le emergenze sociali più devastanti, alla pari delle tragiche morti sulla strada che spesso sono provocate proprio dall’uso di sostanze stupefacenti. Bisogna squarciare il velo d’ipocrisia che copre questo tema, o saremo indicati come complici. Occorre, nei limiti e nell’ambito delle leggi e delle norme vigenti, e coinvolgendo sempre le famiglie, gli insegnanti e i capi d’istituto, attivare la possibilità di promuovere una fase di test nelle scuole per far capire ai giovani (e ai loro genitori) che la società, che li ama e che sta credendo in loro, li vuole proteggere: la prevenzione e la pedagogia fatte fino a oggi, stando alle notizie che emergono dalle cronache, paiono essere servite a poco o a nulla e per questo servono nuove misure di maggior impatto e rilevanza sociale”.

La droga colpisce anche a Mogliano. Martedì scorso al Parco Arcobaleno un diciannovenne ha fumato una sigaretta mista a sostanza stupefacente e si è sentito male.
È caduto e ha battuto violentemente la testa riportando un trauma cranico.
È stato trasportato urgentemente all’ospedale dove è stato ricoverato in gravi condizioni.

 

 

Fonte: Oggi Treviso

 

“I dati impressionanti relativi alle morti per droga nel Veneto nel corso di quest’anno confermano l’adeguatezza della sollecitazione continua da parte mia e della Regione ad affrontare con sempre maggior attenzione e più serrati controlli un fenomeno che purtroppo continua ad espandersi, seminando morte e lutti. A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico abbiamo il dovere di mettere in atto tutti gli interventi possibili, in termini di prevenzione e di presidio del territorio per combattere questa piaga”.

Così l’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Elena Donazzan, torna sul grido d’allarme lanciato dal prefetto di Venezia, Vittorio Zappalorto, a seguito dei 25 casi di morte per overdose nel Veneto nel corso di quest’anno, un dato che pone la nostra regione al primo posto in Italia.  

 

“Concordo pienamente con il prefetto Zappalorto – prosegue l’assessore – sulla necessità di convocare gli Stati generali per fronteggiare quella che è evidentemente un’emergenza da tempo, coinvolgendo ogni soggetto interessato. La Regione conferma la piena disponibilità ad adoperarsi affinché cresca la consapevolezza a tutti i livelli della pericolosità dell’uso di qualsiasi sostanza stupefacente: un messaggio che abbiamo il dovere di diffondere in uno degli ambiti purtroppo maggiormente esposti, quello della scuola”.

 

“Già lo scorso anno – conclude Donazzan –, a seguito dei controlli effettuati dalle forze dell’ordine con i cani antidroga, era emerso che sin dalle prime ore del mattino le sostanze killer circolavano in prossimità degli istituti scolastici posti sotto sorveglianza. Venticinque morti sono il drammatico conteggio, forse purtroppo non definitivo, di quest’anno: dobbiamo fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità perché questa lista non si allunghi”.

I volontari si attivano per informare i giovani sugli effetti delle droghe

 

Sabato sera, momento clou per via Bafile a Jesolo, dove i giovani escono, si divertono e purtroppo alcuni fanno uso di sostanze stupefacenti.

Nel frattempo i media locali parlano dell’aumento sempre maggiore di queste sostanze tra i ragazzi. Per questo i volontari dell’associazione Mondo Libero dalla Droga hanno deciso di fare qualcosa per ribaltare questa scena.

 

Passeggiando per la via principale hanno distribuito migliaia di opuscoli informativi su vari tipi di droghe, che spiegano gli esatti effetti a lungo e breve termine di ognuna così da prendere decisioni più consapevoli e vivere una vita libera dalla droga.

 

I volontari hanno informato anche i genitori che, sempre più preoccupati, non sanno come aiutare i propri figli.

 

I volontari sanno e sostengono che “l’arma più efficace nella guerra contro le droghe è l’istruzione”, come scrisse l’umanitario L. Ron Hubbard. A prova di ciò, a settembre inizieranno nuovamente le conferenze all’interno delle scuole, così che gli studenti si possano veramente rendere conto di cosa fanno queste sostanze allucinogene.

“Che si debbano fare i controlli nei centri di accoglienza lo sosteniamo da anni. E da anni siamo accusati di pregiudizio nei confronti degli extracomunitari e di eccedere nella diffidenza ai limiti della persecuzione. Ora che ai centri di Malcontenta le Forze dell’ordine hanno trovato droga posso dire ancora una volta che la legalità deve essere rispettata da tutti e ribadire che simili verifiche sono necessarie. Chi si comporta secondo la legge non ha nulla da temere”.

Così il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia commenta il ritrovamento di sostanze stupefacenti nei centri di accoglienza nel Veneziano durante un’operazione svolta dalla Polizia.

 

“Si coglie che il clima è cambiato e che c’è una maggior attenzione a livello centrale verso sicurezza dei cittadini e del territorio. È chiaro che simili operazioni di polizia non sono una persecuzione per nessuno – prosegue il Governatore – ma sono uno degli strumenti che ci consentono di individuare coloro che non hanno nessun interesse a vivere secondo le nostre leggi e arrivano nella nostra terra con intenzioni illegali e criminose. Solo i delinquenti hanno da preoccuparsi. Ringrazio ancora una volta le forze dell’ordine che si impegnano continuamente per la sicurezza della nostra regione”.

A Padova, nella zona del Brenta, stanno continuando le attività di distribuzione, da parte dell’associazione Mondo Libero dalla Droga, dei materiali informativi di prevenzione alla droga. Da alcune settimane i volontari stanno portando i materiali del programma “La Verità sulla droga” nelle case dei cittadini di Strà, Perarolo, Vigonza, Vigonovo, Tombelle, e Vigodarzere.

 

Questo materiale consiste di opuscoli preparati per dare, in modo semplice, informazioni pratiche e comprensibili ai ragazzi sulle caratteristiche di alcune delle droghe più usate con i relativi effetti a breve, medio e lungo termine, tra cui marijuana, alcol, cocaina, ecstasy ed eroina.

 

Uno dei volontari ha descritto quanto sta facendo come un punto di responsabilità, per non dover accettare passivamente situazioni violente o criminali, ma fare qualcosa a riguardo. Buona parte della criminalità trova la sua energia dalla droga sia per l’uso che se ne fa che per le conseguenze che ne derivano spacciandola. Molti ragazzi per potersi permettere quella dose in più giorno dopo giorno sono disposti a fare cose che mai avrebbero fatto precedentemente.

 

Quindi il deterrente e risolutore di questo problema è l’informazione, infatti i volontari sostengono, come scrisse l’umanitario L. Ron Hubbard: “L’arma più efficace nella guerra contro le droghe è l’istruzione”.

 

Per informazioni visita il sito www.noalladroga.it o scrivi a [email protected]

Nel corso dei servizi svolti dalla Polizia unitamente ai militari dei Lagunari è stato individuato e tratto in arresto un cittadino nigeriano O. C. J. del 1993. 

 

L’uomo, richiedente asilo, alla vista dei militari ha provato a scappare in sella alla propria bicicletta, poi vista la prontezza della pattuglia ha cercato di nascondersi entrando nella hall di un albergo vicino senza però riuscirci. Raggiunto dai militari e da un equipaggio di volante, trafelato dopo il tentativo di fuga, ha sputato 15 palline termosaldate contenenti cocaina che non era riuscito ad inghiottire prima. 

 

Il nigeriano che aveva anche una piccola quantità di eroina e di marijuana è stato tratto in arresto per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

 

O. C. J. è stato condannato alla pena di un anno e sei mesi, pena sospesa e 4000 euro di multa.

Rimane costante anche nella stagione estiva l’impegno della polizia nel contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti.

 

Nel pomeriggio di venerdì 5 luglio, a seguito di uno specifico servizio finalizzato al contrasto dell’uso e spaccio di sostanze stupefacenti, gli Agenti del Commissariato di P.S. di Chioggia hanno tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio P.R., italiano del ‘53.

 

In particolare, l’uomo veniva osservato fare la spola da un bar di viale San Marco a un magazzino nella zona adiacente ai “Murazzi”, muovendosi con una bicicletta elettrica all’interno delle callette che attraversano la zona vecchia di Sottomarina Lido, percorso ottimale per spostarsi in maniera discreta; questo comportamento, considerati i precedenti del soggetto, ha subito insospettito i poliziotti, che hanno iniziato a seguirlo. 

 

Poco dopo l’uomo è stato visto intrattenersi con un paio di avventori per pochi secondi, con modalità tipiche assimilabili ad uno scambio di stupefacenti. Per tale motivo, subito dopo, è stato bloccato dagli agenti. L’uomo ha messo allora in essere una breve resistenza, cercando inoltre di disfarsi di due dosi di cocaina, gettate dentro un tombino; tentativo reso vano dagli operatori di Polizia. 

 

La successiva perquisizione domiciliare e del magazzino permetteva poi di rinvenire altre 25 dosi di cocaina, per un peso di quasi 13 grammi, confezionate e pronte per lo spaccio. Nel corso del controllo si è altresì rinvenuto del denaro contante, frutto dell’attività illecita posta in essere da P.R..

 

L’uomo è stato dichiarato in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e accompagnato dapprima presso il Commissariato di PS di Chioggia e, una volta avvisato il magistrato di turno di quanto accaduto, è stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

 

Nella mattinata di ieri, sabato 6 luglio, si è svolta l’udienza del processo per direttissima presso il Tribunale di Venezia. Il Giudice Monocratico, convalidato l’arresto, ha disposto per P.R. la misura dell’obbligo di dimora a Chioggia, in attesa dell’udienza prevista per il prossimo settembre.

“Ancora una volta dobbiamo esprimere un plauso a chi quotidianamente e senza sosta opera a tutela dei cittadini per bene, sbarrando la strada alle nuove mafie, all’immigrazione in mala fede e incontrollata e ai mercanti di morte. Nell’apprezzare il lavoro che, oggi, stanno svolgendo i Carabinieri nella zona di San Donà e sul nostro litorale c’è il grazie di tutti i Veneti a loro e a tutte le Forze dell’ordine”.
È questo il commento del presidente della Regione del Veneto Luca Zaia alla notizia del blitz dell’Arma che ha portato a ricostruire la struttura del pericoloso sodalizio criminale dedito allo spaccio di droga, comprendente diversi stranieri, alcuni dei quali arrestati e altri indagati.
“Stiamo ancora misurandoci con i sistemi di indiscriminata accoglienza delle politiche degli anni passati – prosegue Zaia – e ancor oggi sicuramente troveremo persone dalla comprensione facile e dal buonismo a buon mercato che diranno che i problemi per la sicurezza sono altri. Noi, invece, ringraziamo chi si sta impegnando alacremente come i nostri Carabinieri perché il problema esiste. Il litorale veneto è meta in questi mesi estivi di milioni di turisti, è uno dei nostri fiori all’occhiello. L’operazione di oggi lo rende più pulito in tutti i sensi”.

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