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Dopo Dorsoduro, San Polo, Santa Croce, San Marco, Cannaregio, Castello e la Giudecca, da martedì 16 aprile è partita anche a Burano e Mazzorbo la raccolta dei rifiuti porta a porta.

 

“Continua la rivoluzione che abbiamo avviato nel 2015 – commenta l’assessore all’Ambiente Massimiliano De Martin – una rivoluzione che ha visto i cittadini rispondere positivamente, a vantaggio di tutta la collettività. Vogliamo rendere la città sempre più pulita, uniformando le modalità di gestione dei rifiuti. È giusto che tutti, residenti o visitatori che siano, abbiano le stesse opportunità, compresi coloro che abitano nelle Isole. Per questo motivo non ci fermeremo qui e a breve introdurremo il porta a porta anche a Murano. La nostra è una politica ambientale che guarda non solo all’igiene pubblica, ma anche a favorire l’aumento del tasso di riciclo degli scarti, in un’ottica di economia circolare. Del resto sono i numeri a darci ragione. Con l’introduzione del porta a porta in centro storico, a fine 2018 le richieste di derattizzazione sono diminuite di quasi un terzo e il tasso di differenziata appare in miglioramento”.

 

Due possibilità: netturbino a domicilio o rifiuti ai punti di raccolta

Il modello di raccolta sarà lo stesso avviato in precedenza nei sestieri del Centro storico. I cittadini potranno aspettare direttamente che il netturbino suoni il campanello di casa tra le 8.30 e le 12 circa (da lunedì a sabato, festivi esclusi) e ritiri i sacchetti con il rifiuto residuo e la differenziata del giorno. In alternativa, potranno conferirli nei punti di raccolta da lunedì a sabato, dalle 6.30 alle 8.30, secondo il seguente calendario: lunedì, mercoledì, venerdì cartone e Tetrapak; martedì, giovedì e sabato vetro, plastica, lattine e metalli; dal lunedì al sabato rifiuto residuo. Le barche di Veritas, dove i cittadini potranno personalmente portare i rifiuti stazioneranno, tra le 6.30 e le 8.30, in Fondamenta Santa Caterina, in Fondamenta dei Squeri e in Fondamenta Pizzo (all’incrocio con rio terà Pizzo).

 

Dopo un periodo iniziale di tolleranza, scatteranno le multe per chi non rispetta le nuove regole, con sanzioni che partiranno da 167 euro. In questi giorni la novità è stata illustrata alla cittadinanza con un pieghevole in italiano e in inglese, con tutte le istruzioni per non incorrere in errori.

 

L’APP Scoasse

Alla campagna di comunicazione messa in atto da Veritas si aggiunge l’APP “Scoasse” che, da quando è entrata in funzione nel maggio scorso, è stata scaricata già da migliaia utenti. L’APP propone due ‘percorsi’ differenziati, uno per i residenti (in italiano) e l’altro per gli ospiti (in inglese). Una volta geolocalizzata la posizione dell’utente, consente anche di visualizzare sulla mappa della città la posizione e gli orari dei punti di raccolta dei rifiuti, quelli di distribuzione dei sacchetti di carta per la differenziata e per la raccolta dell’olio da cucina usato, dell’Ecocentro e dell’Ecomobile, delle fontane, dei bagni pubblici e dei punti di sosta turistici. Tra i servizi offerti anche il calcolo del percorso per raggiungere la meta desiderata, una guida alla differenziata per imparare a smaltire i rifiuti in modo corretto, una mappa dei punti di raccolta sestiere per sestiere e un’opzione di notifica, che ricorda i giorni e gli orari di conferimento di ogni tipologia di rifiuto.

Per contrastare l’isolamento degli anziani più fragili è stato attivato il progetto “Noi ci siamo”, che mette in rete diversi servizi offerti da numerose associazioni che si occupano a vario titolo di persone anziane, con quelli della Direzione Coesione sociale del Comune e dell’Ire. Lo scopo è promuovere forme di solidarietà spontanea tra vicini, per superare la frammentazione, il silenzio, la paura l’uno dell’altro e favorire invece il senso di comunità.

 

La presentazione del progetto – che per ora riguarda il sestiere di Dorsoduro, dato che vi hanno aderito in particolar modo realtà della zona di Santa Margherita, dei Carmini e dell’Angelo Raffaele, ma che si propone come modello da replicare anche in altre zone della città – è avvenuta questa mattina, con una conferenza stampa svoltasi alla Casa Bocco Scrovegni, alla presenza dell’assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini, del presidente dell’Ire Venezia, Luigi Polesel, delle coordinatrici della Vetrina del Volontariato, Maria Oliva e Daniela Grimaldi, e di rappresentanti delle associazioni che partecipano all’iniziativa.

 

“Oggi presentiamo un’iniziativa – ha commentato in merito l’assessore Venturini – che porta a sintesi il lavoro che le realtà territoriali che gravitano attorno alla Vetrina del Volontariato svolgono da anni, col supporto del personale dei Servizi sociali del Comune. Questo è un punto di partenza, mentre la speranza è quella di aggregare sempre più forze attorno al progetto. Il carattere innovativo dell’iniziativa sta nel fatto che è bidirezionale, perché si rivolge sia a chi ha bisogno, che a chi può dare un aiuto, sapendo poi che come spalla cui appoggiarsi ci sono i servizi sociali dell’Amministrazione. Si tratta insomma di un esempio concreto di sussidiarietà, in cui il Comune supporta e sostiene le iniziative dal basso che emergono e funzionano. Il welfare oggi non è più, infatti, quello mastodontico che cala i servizi dall’alto, ma è sempre più co-progettazione e lavoro di prossimità. Reti e persone – ha concluso Venturini – sono importanti più che mai perché viviamo in un’epoca in cui i singoli, e non solo gli anziani, sono sempre più soli. La solitudine è il tema del III millennio e va di pari passi col disagio: per questo combatterla è un obiettivo così importante”.

 

“Il progetto – ha poi spiegato Maria Oliva – è partito grazie alla Vetrina del Volontariato, aperta nel 2001, dove si è iniziato a capire che l’anziano non andava visto solo in termini di assistenza sanitaria, ma anche come persona, da coinvolgere e valorizzare. Da qui è nato il “Gruppo quarta età”, con l’obiettivo di individuare le persone in là con gli anni più fragili e cercare di reinserirle in un gruppo sociale. Abbiamo iniziato a fare le ‘vicine di casa’ e oggi siamo arrivate a proporre ‘Noi siamo qui’, per far sì che tutti si sentano parte di una comunità”.

 

Sono 14, attualmente, i “piccoli aiuti alle persone in là con gli anni” che rientrano nel progetto: si va – per citarne alcuni – dalla possibilità di misurare i propri valori al Presidio infermieristico di Campo S.Luca dell’associazione Diritti degli anziani, alle visite specialistiche effettuate da medici volontari all’ambulatorio di Rialto 135 dell’Arciconfraternita di S. Cristoforo e della Misericordia; dalla spesa alimentare per persone in difficoltà economica della Croce Rossa Italiana, agli aiuti alle persone senza fissa dimora dell’associazione “Panchina Calda”; e ancora, dalle iniziative ricreative curate dal “Gruppo quarta età” e dal Patronato dei Carmini, all’aiuto nell’affrontare le piccole emergenze o l’espletamento di pratiche da parte della Sezione Filo d’Argento dell’Arciconfraternita di S.Cristoforo e della Misericordia.

 

Tra gli output del progetto, c’è poi il cosiddetto “volantone”, un opuscolo che verrà distribuito in tutta la zona per informare sui servizi offerti, ma anche per attrarre persone che abbiano a disposizione tempo, materiali o competenze specifiche per aiutare il lavoro delle associazioni coinvolte.

Nell’ambito della rassegna “I Martedì dell’Avogaria”, che propone alcuni fra gli spettacoli più interessanti e premiati della nuova scena drammaturgica nazionale, è il momento dello spettacolo di e con Irene Curto
 

 

 
Questa sera alle ore 21.00, presso il Teatro a l’Avogaria di Venezia (Dorsoduro 1607, Corte Zappa), va in scena “Superficie in r4” per la regia di Federica Garavaglia interpretato da Irene Curto
 
 
In fisica con la terminologia “superficie in r4” si definisce quella area ideale in cui si progettano gli oggetti in quattro dimensioni, altrimenti detti oggetti impossibili. Al centro della performance di Irene Curto, che unisce testo poetico, video e musica, domande esistenziali, intervallate da momenti in cui con ironia, a volte esilarante, la protagonista esterna disagi più deliziosamente umani come il rapporto con il suo corpo o il sesso. Un turbolento e ironico flusso di coscienza sviscera a colpi di versetti e rime baciate le presunte e possibili risposte al paradosso esistenziale: chi sono io? Una mattina, dopo una nottata di festa, una ragazza si sveglia vittima di una strana espansione della coscienza. Vicino a lei c’è un dj. Una figura simile a lei, quasi il suo doppio o alter-ego maschile, che la accompagna, la guida, ritmando l’inno, a volte l’invocazione. Un mix di stili, dove collidono armoniosamente scenette comiche, dj set glam, brandelli lirici di versi poetici, sfilate di moda, provini, pranzi con la madre, videoproiezioni, dance floor, armadietto, cameretta, paranoie, peluche, eros e webcam.
Un inno all’unicità, che può esprimersi soltanto se si toglie il freno inibitorio delle convenzioni, del giudizio, della borghesia, delle convinzioni limitanti.
 
Come dice l’autrice e interprete, Irene Curto: “L’unicità è un mostro ancestrale e primordiale che teniamo educatamente a bada. L’invito di superficie in r4 è di far uscire questo mostro, di farlo sanguinare e strabordare, superando i confini dell’identità falsa e preconfezionata, che ci impone la società, per risorgere ad una nuova festa, ad una nuova libertà di esprimere noi stessi”.
 
Gli spettacoli della rassegna “I Martedì dell’Avogaria”, possono essere prenotati telefonicamente ai numeri 041.0991967 e 335.372889, oppure via email scrivendo a: [email protected]
Ulteriori info su: http://www.teatro-avogaria.it
 

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