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Fumata nera all’incontro di giovedì 21 marzo fra i vertici di Contarina, l’azienda che si occupa della gestione dei rifiuti nei 49 Comuni aderenti al Consiglio di Bacino Priula, e le organizzazioni sindacali Fit Cisl del Veneto, Fp Cgil Treviso, Fiadel e Rsu aziendali. La Fit ha abbandonato il tavolo a causa dell’atteggiamento di chiusura manifestato dall’azienda di fronte alla richiesta dei sindacati di affrontare il tema delle numerose contestazioni che ricevono i lavoratori e della continua pretesa di lavoro straordinario. La Federazione italiana Trasporti della Cisl ha inviato una richiesta di convocazione al Prefetto per affrontare il problema e, nel caso in cui non si trovi una soluzione, si dichiara pronta a dichiarare lo sciopero.

 

 

Il disagio vissuto dai dipendenti

Da mesi la Fit Cisl denuncia lo stato di disagio vissuto dai lavoratori di Contarina. “Gli addetti alla raccolta porta a porta – spiega il responsabile regionale della Fit Cisl Maurizio Fonti – continuano ad essere oggetto di lettere di contestazione da parte dell’azienda ogni qualvolta non riescono a completare il percorso a loro assegnato, a prescindere dai motivi che hanno generato l’inconveniente o per qualsiasi altro banale motivo. L’atteggiamento dell’azienda all’incontro di giovedì, avvenuto dopo 10 mesi di assoluto silenzio da parte di Contarina nonostante i nostri numerosi solleciti, è stato di chiusura totale. Per questo abbiamo deciso di abbandonare il vertice. I lavoratori sono stanchi di questa situazione e l’azienda continua a dimostrare di non avere alcun rispetto per la sua risorsa principale, i dipendenti”.

 

 

“Basti pensare – prosegue Fonti – che Contarina ha il premio di risultato più basso in tutto il Veneto, con un importo fermo da 4 anni e un contratto di secondo livello scaduto il 31 dicembre 2017 e prorogato per il 2018 ma senza la sottoscrizione della Fit, in quanto palesemente non in linea con la realtà di Contarina che, pur con un bilancio positivo, lascia le briciole ai dipendenti che dimostrano un impegno sopra la norma per la riorganizzazione dei servizi messi in atto. Alla luce di tali comportamenti, non ci si deve stupire se Contarina non riesce a trovare autisti, come dichiarato poco tempo fa dalla stessa azienda. I lavoratori vanno prima di tutto rispettati per quello che sono: persone. Non è possibile pensare di andare a lavorare con la paura di subire un provvedimento disciplinare per qualsiasi motivo. Va ricordato che si tratta di un lavoro particolarmente faticoso e svolgerlo in condizioni di stress aumenta il rischio di infortuni o incidenti”.

Coin Excelsior Venezia, a Canareggio, è giunto al termine. Due mesi, il tempo di liquidare la merce, e poi la fine. Coin Excelsior Venezia scomparirà per sempre portandosi via ben 70 anni di storia veneziana.

L’accordo con il proprietario dell’immobile non è stato raggiunto: non sono bastati i 2,1 milioni di euro mensili offerti dalla Coin, giudicati insufficienti dalla proprietà.

Ora si apre il capitolo degli 80 dipendenti che rimarranno senza lavoro e si chiude il capitolo di una grande realtà di Venezia.

Come previsto, Coin di Venezia Cannaregio si avvia alla chiusura, causa l’esorbitante aumento dell’affitto chiesto dalla proprietà dell’immobile dove ha sede l’attività commerciale.

 

Riconosciuta l’impossibilità di giungere a un accordo tra le parti, Coin ha avviato la procedura di licenziamento del personale.

 

Rischiano così di restare senza lavoro ben 90 dipendenti di Coin. Ed ecco un nuovo grido di allarme per la disoccupazione e per lo spopolamento di Venezia.

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