Home / Posts Tagged "denunce"

Dalla gattara in cerca dei suoi randagi all’uomo che si stava recando all’appuntamento con l’amante, ecco una Top 10 dei casi più bizzarri denunciati dalle Forze dell’ordine in tempi di quarantena:

 

10) Legnano viziosa. Cittadino aveva scritto sull’autocertificazione: “Appuntamento con l’amante”. Denuncia.

 

9) Bari: “Ho vari animali in giro per la città che devo accudire”. Gattara non impietosisce gli agenti. Denunciata.

 

8) Genova. Via Cecchi. Negozi chiusi? No problem. Nonnino 83enne fa shopping di biancheria dagli stendini altrui. Denunciato.

 

7) Genova. Gruppetto di ragazzini in corso Paganini. All’arrivo della volante fanno tutti vento. Tranne uno. Il più fesso: “Basta social, ho voglia di vita reale, sono in astinenza da amici”. Denunciato.

 

6) Flatulenze ed evasioni ad Agrigento. Uomo fermato in via Atenea dagli Agenti esterna il suo disagio interiore: “Mi fa male la pancia, devo camminare”. Denuncia.

 

5) All-in a Vicenza. Ubriaco, sperona i Vigili e si schianta contro un muretto. Denuncia plurima.

 

4) Livorno. Sette sudamericani cenano in un ristorante etnico con la serranda abbassata. Gli Agenti seguono l’odore di carne alla brace e li beccano. Denunce.

 

3) Torino. “Vado a fare un lavoretto in nero”. Denunciato.

 

2) Isola del Giglio. Che c’è in TV oggi? Ma no, andiamo a fare parapendio! Coppia denunciata.

 

1) Per cercare un locale di lap dance (chiuso oltretutto), allupato solitario si fa oltre cento chilometri in macchina, da Pordenone a Preganziol. Lo beccano le guardie alle 5 del mattino. Denunciato.

 

Fuori concorso:
Barcellona, Spagna. Appartamento in centro. Orgiona con trenta persone fatte come zucche. Una di loro tossiva pure. Arriva la Polizia. Denunciati tutti.

 

 

Fonte: Facebook

Lorenzo Damiano, leader del Popolo della Famiglia e presidente fondatore del movimento cristiano Pescatori di Pace, denuncia una situazione di speculazioni sul bene comune che include bollette gonfiate, mettendo in guardia i cittadini.

 

“Attenzione alle bollette gonfiate, l’acqua non può costare come il petrolio”. La denuncia arriva da parte di Lorenzo Damiano, leader del Popolo della Famiglia già fondatore dei Pescatori di Pace: “Il Veneto sta passando un periodo drammatico: i commercianti non ce la fanno più, le tasse cui devono far fronte sono troppe e troppo elevate e li mettono costantemente alla prova. In ginocchio anche migliaia di famiglie che faticano ad arrivare a fine mese a causa della crisi. E come se non bastasse bisogna anche fare i conti con bollette gonfiate e truffe. Sono decine le segnalazioni ogni giorno alle associazioni dei consumatori e di categoria: luce, rifiuti e non ultima l’acqua”.

 

Damiano non le manda a dire e si fa paladino di una battaglia che “va a colpire la povera gente e i lavoratori”. Secondo il leader del Popolo della Famiglia “non si può speculare su un bene comune: sono decine le denunce e le lamentele ogni giorno che riguardano i servizi. A lamentarsi soprattutto chi possiede un bar e un ristorante: tremila euro all’anno per un consumo di acqua che non è reale. Neanche il gas quasi arriva a tanto. L’acqua è disponibile ed è per tutti, occorre abbassare la tassazione di almeno il 50%”.

 

Non sono risparmiati nemmeno le categorie più deboli: “Ultima è stata la denuncia di un’anziana 88enne di Trebaseleghe che si è vista arrivare a casa una maxi-bolletta da 800 euro: una cifra spropositata per una donna malata di Alzheimer il cui consumo di acqua giornaliero è quasi pari allo zero e che dispone perfino del servizio di assistenza socio sanitaria anche per l’igiene personale.

Immediata la richiesta di chiarimenti: come è possibile un consumo così elevato?” – si chiede Damiano. “E’ da escludere una perdita sull’impianto idrico visti i controlli effettuati nell’abitazione e visto che ad oggi i consumi risultano nella norma. Non solo:
per effettuare un controllo al vecchio contatore, sostituito tra l’altro senza spiegazioni, è stato chiesto alla
disabile dalla società di servizi un addebito di 100 euro. Questo, nonostante sia stato poi specificato alla
donna che il contatore risultasse comunque rotto. Se risulta impossibile controllarlo come mai la donna
inferma deve pagare lo stesso il controllo? Ha tutta l’aria di essere una truffa, ma anche fosse un errore:
perché è l’anziana che deve rimetterci? Occorrono verifiche approfondite dei dati e questo, possibilmente,
prima che il consumatore vada a sborsare il denaro scritto in bolletta. Prima di pagare, se qualcosa non vi
risulta, chiedete un controllo: questo vale tanto a Padova, quanto a Treviso, Verona e più in generale in
tutto il Veneto e in tutta Italia”.
Infine Damiano si appella al sindaco di Trebaseleghe, Lorenzo Zanon: “In qualità di ottimo amministratore
faccia chiarezza e si prenda a cuore la faccenda: l’acqua non può essere come il petrolio e un’anziana
concittadina non può essere lasciata in difficoltà. Sono sicuro che il primo cittadino non resterà indifferente e
farà di tutto per fare luce sulla questione”.

Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico mette nel mirino la kermesse che si è svolta domenica 26 marzo in provincia di Treviso, evidenziando come quanto accaduto quest’anno non sia un’eccezione.

 

“Possibile che Zaia non si sia accorto di niente su quanto accaduto domenica a Godega di Sant’Urbano, praticamente casa sua, in occasione dell’annuale Fiera degli Uccelli? L’intervento dei carabinieri forestali ha portato alla denuncia di sei persone, tra espositori e allevatori, oltre al sequestro di oltre 100 uccellini protetti e detenuti in piccole gabbie. Finora il governatore è stato silente, ma più delle parole servono i fatti: auspico un intervento della Regione che deve far rispettare le norme sulla tutela degli animali selvatici e che quindi attivi una maggiore vigilanza in casi come questi”.

 

“Già altre volte in questa Fiera è stata violata la legge sulla tutela della fauna selvatica, recepimento delle direttive Uccelli e Habitat dell’Unione Europea. Tra i responsabili della manifestazione c’è anche una mia vecchia conoscenza, denunciato dal sottoscritto e già condannato dal Tribunale per maltrattamento di animali. Ricordo poi un intervento, ma non è l’unico, delle Guardie del WWF Veneto quando venne rilevata la presenza di esemplari protetti e la vendita illecita di strumenti da bracconaggio come reti da uccellagione, trappole e tagliole. Domenica scorsa, in seguito ai controlli, i carabinieri forestali hanno denunciato alla magistratura sei persone per i reati previsti dagli articoli 468 (contraffazione di sigilli), 471 (abuso di sigilli) e 727 (maltrattamento di animali) del Codice penale, oltre all’articolo 30 della legge 157/92, ovvero detenzione di fauna particolarmente protetta, come pettirossi, frosoni, lucherini, fringuelli e cinciallegre”.

 

Nel corso delle operazioni, a cui hanno partecipato anche addetti dell’Ispra e ornitologi, c’è stato anche il sequestro penale di oltre 100 uccellini tutti detenuti in piccole e singole gabbiette.

 

“Una taccola, un corvide utilizzato spesso nelle città per contenere il numero dei piccioni essendo una predatrice delle uova, era detenuta malconcia addirittura in una piccola e strettissima gabbia per merli. Gli uccelli erano stati ‘inanellati’ in maniera contraffatta. Si tratta un sistema molto usato per rendere lecita la detenzione di uccelli, oggetto di bracconaggio tramite cattura con trappole, reti e vischio, facendoli figurare come di allevamento e di proprietà privata, quando invece per legge la fauna selvatica è considerata proprietà dello Stato ovvero di tutta la collettività. Gli uccelli allevati – ricorda il consigliere dem – devono avere un anellino chiuso tipo fede nuziale alla zampetta, con indicazioni alfanumeriche, che ne attesti la lecita provenienza come l’allevamento e il proprietario e che può essere calzato solo a pochi giorni di vita. Per inserirli in soggetti adulti è necessaria la manomissione, allargandoli prima e restringendoli poi”. 

 

Mi complimento con i carabinieri forestali che hanno svolto un’operazione fondamentale per la repressione e prevenzione di reati e illeciti a carico della fauna selvatica, un ruolo che l’Unione Europea ci ha chiesto di effettuare con maggior rigore essendo l’Italia un dei pochi stati membri dove ancora il bracconaggio resta una piaga. Proprio per questo il governo di centrosinistra ha approvato il Piano nazionale di contrasto degli illeciti a danno degli uccelli selvatici che prevede un’intensificazione dei controlli  antibracconaggio. Credo che tutte le autorità, enti, associazioni che hanno a che fare con queste Fiere degli uccelli dovrebbero pretendere maggiore serietà da parte degli organizzatori affinché non venga dato spazio a commercianti ed allevatori che violano le norme di tutela sugli uccelli selvatici. E nei casi estremi di reiterati episodi di violazione delle leggi dovrebbero vietarne l’esecuzione”.

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni