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Zanoni (PD): “Un’espansione folle, finanziata generosamente da Zaia, che danneggia ambiente, cittadini e produttori”

 

“Quanto dovrà attendere questo territorio prima di essere davvero ascoltato da Zaia? L’espansione incontrollata del Prosecco, agevolata da Zaia a suon di milioni, è un danno per tutti: per i cittadini, costretti a convivere con una coltura impattante che fa abbondante uso di pesticidi, per l’ambiente, ma anche per i produttori perché il mercato è ormai saturo. La mobilitazione di domenica prossima è l’ennesimo segnale inviato alla Regione, vedremo se il governatore ancora una volta farà orecchie da mercante”. È quanto afferma Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico, annunciando la propria presenza alla Marcia stop pesticidi da Cison di Valmarino (raduno alle ore 10 alla rotatoria Est) a Follina (la manifestazione arriverà alle 12.30 nel Parco dell’Abbazia). Tre le richieste: bloccare l’espansione dei vigneti, riconversione biologica di quelli esistenti (40mila ettari soltanto nella provincia di Treviso) e protezione delle aree sensibili.

 

“La Regione, e in primis Zaia hanno grosse responsabilità per la ‘bolla’, visto che hanno voluto e finanziato il Prosecco in ogni dove con una politica folle. Adesso il prezzo delle bottiglie è in picchiata, in alcuni casi addirittura a meno di due euro sugli scaffali della grande distribuzione, come testimoniato dall’allarme degli stessi Consorzi: con margini di guadagno sempre più bassi come si può pensare di incentivare ulteriormente i vigneti di glera? Il mercato è saturo, già nel 2018 in molti hanno distrutto l’uva a causa della sovrapproduzione, con uno spreco alimentare inaccettabile oltre alle decine di sversamenti illegali di reflui nei corsi d’acqua”, sottolinea Zanoni, che sul tema ha presentato una mozione specifica, che verrà discussa dal Consiglio.

 

“Nel corso della legislatura – aggiunge il vicepresidente della commissione Ambiente – ho più volte chiesto chiarimenti alla Giunta su questo sviluppo incontrollato, arrivando a depositare ben 13 interrogazioni e una mozione. Il settore vitivinicolo del Veneto dal 2007 a oggi, tramite vari Piani europei e locali, ha ricevuto 103 milioni di euro, ma sul biologico si è investito poco. Ricordo che nel 2017 in Veneto secondo i dati Istat sono state vendute 20.426 tonnellate di pesticidi, con un record di 4.898 nella sola provincia di Treviso. La monocoltura del Prosecco è andata avanti senza freni, con alcuni casi al limite dell’incredibile: a Vidor c’è stato il taglio dei filari di cipressi dedicati ai caduti della Prima guerra mondiale, oltre alla richiesta di piantare vitigni di glera nell’area della necropoli romana, mentre a Follina è previsto un impianto da 175.000 metri quadri in un’area esondabile. Senza considerare i filari nei pressi di asili, come a San Giacomo di Veglia, case e impianti sportivi. A fronte delle preoccupazioni dei residenti, Zaia ha fatto appello alla ‘responsabilità’ dei produttori, abdicando ancora una volta al ruolo di regia della Regione: servono regole certe e una normativa comune valida in tutto il Veneto, le amministrazioni locali non possono combattere questa battaglia in solitudine”.

Il più grande albero vivente d’Italia si trova in provincia di Treviso e più precisamente nella tenuta di Castelbrando, un castello da fiaba di proprietà dell’imprenditore Massimo Colomban situato nel comune di Cison di Valmarino, che ospita hotel, spa e ristorante.
L’albero è un cedro dell’Atlante alto 33 metri con 3 metri di circonferenza. Una pianta di duecento anni che rende ancora più suggestiva una location già di per sé da sogno.

 

In occasione del Natale 2018 oltre all’arbusto illuminato, la tenuta ospita un presepe di ghiaccio con statue alte due metri
realizzate dagli scultori Francesco Falasconi (Apecchio), Mario Demuro (Matera), Giovanni Colarusso (Isernia) e Francesco Carrer (Zeson di Piave).

 

L’albero, che è protetto dalla Soprintendenza come Bene storico nazionale, è entrato anche nella Top 10 degli alberi più grandi d’Europa.

 

“Ancora traffici di rifiuti nel cuore del Nordest. Il sistema è sempre quello: utilizzare discariche autorizzate dagli enti pubblici per smaltirvi rifiuti vietati, con tutti i pericoli connessi per l’ambiente e soprattutto le falde acquifere. Un modus operandi che consente anche di guadagnare parecchi soldi, come nell’ultimo caso di Cison di Valmarino”. Andrea Zanoni, vicepresidente della commissione Ambiente, torna sull’operazione dei carabinieri del Noe su indagine della Direzione distrettuale antimafia che ha portato anche al sequestro della discarica in questione e di altri beni per 350mila euro, oltre all’arresto di due persone, mentre dieci sono state denunciate e quattro sottoposte a misure interdittive.

 

“Rifiuti speciali, che dovrebbero essere trattati a parte, andavano a finire in una discarica per inerti: un film già visto troppe volte. Si parla di 2.000 conferimenti per 53.000 tonnellate di rifiuti provenienti dalla bonifica dall’area della Ex fonderia Montini di Paese, il mio comune, con un profitto illecito di 215.000 euro”, aggiunge il consigliere del Partito Democratico, annunciando un’interrogazione alla Giunta per chiedere l’immediata messa in sicurezza della discarica di Cison di Valmarino in modo da evitare contaminazioni di suolo e della falda acquifera da percolamenti.

 

“La Regione deve smettere di fare da spettatrice, subendo una lunga serie di attività illecite e criminose. Non bastano i comunicati stampa di ringraziamento alle forze dell’ordine e alla magistratura che, ancora una volta, sono riusciti a fermare figuri senza scrupoli che hanno lucrato sull’ambiente mettendo a rischio la nostra salute. Zaia metta subito in campo una task force per controllare e monitorare le discariche e i troppi centri di trattamento rifiuti spesso oggetto di incendi dolosi. Mi aspetto che la Giunta faccia immediate e approfondite verifiche con Arpav per verificare gli effetti sull’ambiente di questa enorme massa di rifiuti contenenti floruri nella discarica di Cison; non oso pensare cosa potrebbe accadere in caso di piogge e pencolamenti nella falda acquifera”.

 

Ma le perplessità di Zanoni non riguardano esclusivamente la discarica abusiva: “Lo scorso 11 aprile il Governatore ha inaugurato il sottopasso di via Verdi, a Paese, realizzato nell’area Ex fonderia Montini e costato 9,5 milioni anziché i 7,5 previsti poiché durante i lavori, appaltati nel settembre 2013, sono stati rinvenuti rifiuti interrati che hanno inciso, con la bonifica bellica, sull’esborso per completare l’opera. Allora Zaia ricordò come quell’investimento importante, pagato dai veneti con i soldi delle tasse, avesse messo in crisi la Regione proprio per i due milioni di costo in più. Viene perciò spontanea la domanda: non è che tra gli arrestati e gli indagati qualcuno, oltre ad aver violato la legge, si è anche intascato denari pubblici?”.

“Nessuno sembra essere al riparo dai pesticidi. L’episodio accaduto a Colle Umberto dovrebbe far riflettere: una mamma che porta via il figlio dall’allenamento perché accanto al campo sportivo era in corso l’irroramento di un vigneto. Nonostante le promesse di Zaia stiamo assistendo a una vera e propria deriva, con l’impiego di queste sostanze tossiche anche a ridosso delle abitazioni. Quando si deciderà la Regione a fare una vera azione preventiva?”

 

A chiederlo è Andrea Zanoni, consigliere del Partito Democratico che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata prendendo spunto dalla ‘protesta’ di una mamma che, anche con altri genitori,  ha deciso di non far allenare il figlio dopo che già in mattinata era stata costretta a ‘barricarsi’ in casa, a Cappella Maggiore, proprio a causa del trattamento di alcuni vigneti coi cosiddetti fitofarmaci.

 

“Non si tratta di episodi isolati, ma sempre più frequenti e i residenti sono esasperati. Non è un caso che domenica 13 maggio si terranno ben due manifestazioni ‘Marcia Stop Pesticidi’, una in provincia di Treviso, a Cison di Valmarino, a cui parteciperò e a cui hanno aderito oltre 100 associazioni, l’altra a San Pietro in Cariano, nel Veronese. È un problema molto sentito, a cui è doveroso dare risposte. Zaia farebbe bene a parteciparvi: dovrebbe essere il presidente di tutti, cosa che troppo spesso dimentica.”

 

“Il mondo della viticoltura con un occhio di riguardo al Prosecco, è generosamente finanziato: 55,9 milioni di euro tra il 2007 e il 2015 e 17,2 milioni di euro dal 2016 ad oggi attraverso il Piano di sviluppo rurale (Psr), 24,9 milioni con il Programma nazionale di sostegno del vino (Pns) dal 2009 al 2017 più altri 5,1 con i bandi di sviluppo locale. Sono ben 103 milioni di euro. A fronte di tanta generosità, pretendere il rispetto della salute dei residenti, evitando violazioni di legge ed abusi, è il minimo sindacale. La speranza – conclude Zanoni –  è che presto questi fondi, provenienti dalle tasse dei cittadini, possano essere vincolati, destinati esclusivamente alla viticoltura biologica libera da sostanze chimiche di sintesi dannose alla salute dei cittadini, all’ecosistema e all’acqua”.

Cison di Valmarino, comune del trevigiano, è stato teatro ieri di un efferato duplice omicidio, che richiama alla memoria la ferocia dell’uccisione dei coniugi Pelliciardi a Gorgo al Monticano nell’ormai lontano 21 agosto 2007.

Anche questa volta le vittime sono un’anziana coppia di coniugi ben voluti da tutta la comunità: Loris Nicolasi e Anna Maria Miola.

Sono stati trovati morenti nel prato dietro la loro casa in località Rolle. Uccisi a colpi di roncola e di altro oggetto contundente.

È stata la figlia a trovarli moribondi nel prato e ad avvertire le forze dell’ordine. Le stanze della casa erano in visibile disordine, il che fa pensare a un furto, preceduto dall’aggressione mortale ai due coniugi.

Il tutto, quindi, ha l’aspetto di un duplice omicidio a scopo di rapina, presumibilmente a opera di una banda di stranieri.

Le forze dell’ordine stanno svolgendo indagini a tutto campo.

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