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Ieri pomeriggio intorno alle 16.30, la Polizia locale ha tratto in arresto due giovani mestrini di 18 e 17 anni e ne ha denunciato un terzo di 14 anni, mentre tentavano di rubare un pattino elettrico che era stato assicurato a uno stallo per biciclette nella centralissima via Poerio.

 

I tre giovanissimi risulterebbero essere elementi della baby gang al centro di alcuni episodi di cronaca, anche recenti. A notarli e ad avvisare la centrale operativa della Polizia locale è stato un gruppo di coetanei a loro volta minacciati dai tre ladruncoli che, senza alcun timore di essere in pieno giorno e nel cuore della città, stavano tentando di scassinare il lucchetto del pattino elettrico con il cavalletto di una bicicletta.

 

 

Giunte sul posto in pochi minuti, tre pattuglie della sezione di Sicurezza urbana della Polizia locale hanno accerchiato i giovani sorprendendoli mentre ancora cercavano di tagliare il lucchetto del monopattino. Per due di loro, il maggiorenne di 18 anni e il 17enne, è scattato l’arresto in flagrante per il reato di tentato furto pluriaggravato. Il terzo componente della banda, di 14 anni, è stato invece denunciato alla Procura dei Minori. I tre giovani erano già noti alle forze dell’ordine per precedenti episodi legati a reati contro il patrimonio.

 

 

Quello di ieri è il secondo intervento di rilievo in pochi giorni degli agenti della sezione Sicurezza urbana della Polizia locale, che la settimana scorsa sono intervenuti per bloccare uno sfregiatore armato di coltello davanti alla mensa dei senzatetto di via Querini.

La redazione de Il Nuovo Terraglio ritorna sul tema del ridimensionamento Carrefour e della riorganizzazione del centro commerciale Valecenter a seguito dell’interesse suscitato dalla pubblicazione dell’intervista al Sindaco di Marcon, Matteo Romanello.

 

Abbiamo contattato Alberta Fuga, dipendente Carrefour da 25 anni e delegata sindacale FILCAMS CGIL, che ci ha dato una sua opinione in merito.

 

Signora Fuga, anche a Lei chiedo: quali impressioni ha avuto a seguito dell’incontro avvenuto lo scorso 13 novembre presso la sala parrocchiale di Dese?

Innanzitutto una precisazione: l’idea di questo incontro è nata quando il sindaco Romanello è venuto a conoscenza della situazione dell’ipermercato Carrefour che noi lavoratori – vivendo tutti i giorni – ben conosciamo. Se ne parla da parecchio tempo e ha quindi chiesto a me ulteriori informazioni e di organizzare un incontro con i lavoratori e le lavoratrici sia dell’ipermercato Carrefour che del centro commerciale nel suo insieme. Nel corso della serata sono emerse delle problematiche circa un calo del fatturato che riscontriamo ormai da parecchio tempo, probabilmente dovuto alla perdita di clientela, a un’organizzazione forse non sufficientemente competitiva rispetto ai nostri diretti concorrenti. Di conseguenza, se cala il fatturato, maggiore è la difficoltà ad affrontare le spese, si taglia sul personale, non vengono effettuate nuove assunzioni e via dicendo.

 

Quali proposte avete inoltrato alla direzione per ovviare il problema? Quali le opinioni del sindacato?

Innanzitutto vorrei affermare che, finora, nessuno è mai stato lasciato a casa: la società ha usufruito di tutti gli strumenti di legge a favore dell’occupazione predisponendo gli ammortizzatori sociali (cassa integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga) e gli incentivi di solidarietà. Aggiungo inoltre che ad alcuni lavoratori a cui mancava poco per raggiungere i requisiti pensionistici sono stati concessi incentivi di buonuscita.

Le proposte che abbiamo messo in campo per attenuare la perdita di fatturato, di cui si diceva, riguardano una diversa riorganizzazione degli spazi all’interno del centro commerciale Valecenter, il ripristino del punto informazioni in galleria – a nostro avviso di fondamentale importanza per indirizzare i clienti verso il negozio prescelto –  e la reintroduzione della navetta, ad oggi soppressa, che anni fa collegava Venezia al nostro centro commerciale.

 

A proposito di trasporti pubblici, il Sindaco Romanello si è impegnato a dialogare con ACTV affinché anche la fermata del Valecenter rientri all’interno della fascia urbana agevolando un maggior numero di utenti.

Sì, confermo. Non credo abbia senso pagare un biglietto di fascia extraurbana per poche centinaia di metri, senza contare che l’area commerciale non comprende solo noi ma molte altre realtà di vendita, da LeRoi Merlin al Cinema Multisala, passando per Mondo Convenienza, Oviesse, eccetera. Rimango perplessa circa l’attuazione di tale proposito ma non perdo le speranze. Sarebbe auspicabile, inoltre, puntare sulla clientela delle navi da crociera, così come sulle centinaia di turisti “parcheggiati” in aeroporto in attesa di imbarcarsi: predisporre dei transfer ad hoc da e per il Marco Polo ci consentirebbe di raggiungere una clientela potenzialmente dedita all’acquisto.

Queste e altre iniziative ci consentirebbero di recuperare sia i clienti “perduti“, riacquistando la loro fiducia, che di riceverne di nuovi, più “mordi e fuggi“.

 

Qual è la sua opinione, signora Fuga, circa le aperture domenicali?

Sono ormai più di sei anni che le liberalizzazioni alle aperture domenicali sono state introdotte dall’allora governo Monti. A conti fatti non hanno portato a un reale aumento dei posti di lavoro, se non delle contrattualizzazioni a termine. La triste realtà è che si sono persi ben 30.000 posti di lavoro in Italia. La crisi nera che continua ad attraversare il nostro paese non permette ai cittadini una stabilità e un maggiore potere d’acquisto delle famiglie che di conseguenza non spendono e – se lo fanno – concentrano i propri acquisti sull’essenziale. Pertanto non capisco il senso nell’aprire un giorno in più la settimana se gli stipendi rimangono pressoché invariati, se non diminuiti. Da dipendente posso dire che tendenzialmente lavoriamo se piove, in occasione di qualche ricorrenza importante, con i saldi, ma non è scontato, dipende molto dal momento e dalla situazione. L’apertura domenicale inoltre comporta maggiori spese in termini di costo del lavoro, di vigilanza, di riscaldamento e, viste le perdite di fatturato di cui parlavo, a rimetterci sono i lavoratori che preferirebbero stare con le loro famiglie.

Lo vediamo tutti: la maggior parte dell’utenza durante il weekend viene a fare un giro, porta persino il cane, ma non effettua acquisti. Quindi, a mio avviso, è necessario ridiscutere il tutto in Parlamento, cosa che avverrà a inizio 2019.

 

Che cosa pensa delle aperture domenicali a rotazione?

Che non risolverebbero il problema. Si rischia di creare grossa confusione e generare malumori tra noi e i grossi competitors della zona, Auchan e Nave de Vero in primis. Se, ad esempio, una domenica dovesse cadere a ridosso di una festività o dovesse esserci brutto tempo e se Valecenter rimanesse aperto, concentrerebbe su di sé una grossa fetta di utenza; ma se la domenica seguente splendesse, viceversa, il sole? L’altro centro commerciale sarebbe deserto! Non può funzionare!

La soluzione auspicata dai sindacati e dal movimento “Domenica No Grazie” rappresenta una buona sintesi delle diverse istanze sviscerate nel corso dei mesi e degli anni, da quando, cioè, ci si è resi conto che le aperture “selvagge” non avrebbero portato i benefici sperati: ritornare a sole 12 aperture durante l’anno, nessun festivo compreso, prevedendo particolari deroghe per le città turistiche e riportando le competenze in materia alle Regioni.

 

In conclusione, quale futuro aspetta l’ipermercato Carrefour a Marcon e i centinaia di lavoratori?

La società ha affermato più volte di non volere chiudere il nostro punto vendita ma di voler attuare solo un ridimensionamento dello spazio. Il prossimo 4 dicembre, a Bologna, si terrà il tavolo nazionale fra i sindacati e i vertici di Carrefour Italia: ci aspettiamo e auspichiamo che ci venga detto chiaramente quali sono i piani di intervento per il futuro, quali le progettualità, sia a livello territoriale che nazionale, che il colosso francese intende portare avanti.

 

Anna Maselli

 

 

 

 

I dipendenti del Carrefour di Marcon possono tirare un sospiro di sollievo. È passata poco più di una settimana dall’incontro svoltosi presso la sala parrocchiale di Dese organizzata da Alberta Fuga, delegata sindacale FILCAMS CGIL, alla presenza del sindaco di Marcon, Matteo Romanello, e del parroco don Enrico Torta, da sempre molto vicino alle tematiche che riguardano i diritti dei lavoratori. Al dibattito era presente una delegazione del Movimento “Domenica No Grazie” per ribadire l’importanza del riposo domenicale e festivo.

 

Abbiamo incontrato il Sindaco di Marcon per aggiornarci sulla situazione.

 

Com’è andata la riunione, Sindaco? Quali impressioni ha avuto?

“È stata molto interessante innanzitutto per la partecipazione, numerosa, sia dei dipendenti Carrefour che delle commesse del Valecenter che stanno riscontrando – com’è noto – delle problematiche a seguito della riorganizzazione e ridimensionamento del centro. Questo ha creato delle evidenti preoccupazioni e malumori. Ho già avuto modo di incontrare i dirigenti di Carrefour Marcon che rassicurano che il ridimensionamento dei 4000 mq non comporterà delle perdite a livello di personale. Questo mi ha tranquillizzato ma è chiaro che, in prospettiva futura, è necessario fare delle valutazioni su quello che è attualmente il supermercato e su tutto il futuro del centro commerciale.

 

Questo tema si interseca con la questione, ben più ampia, delle aperture domenicali. Favorevoli, contrari, indecisi. La Sua opinione in merito qual è?

“L’ampia partecipazione di pubblico dell’altra sera, principalmente le commesse e i loro familiari ma non solo, implica che c’è molto interesse in merito a quelle che saranno le decisioni della politica nazionale circa le aperture domenicali. Non ne faccio mistero: più di una volta mi sono schierato contrario alle aperture domenicali perché penso sia necessario dare il giusto peso e valore a quello che è un giorno di festa, quasi immedesimandomi in una famiglia tipo in cui una commessa aspetta la domenica per poter stare assieme ai propri figli, marito, compagno. Dal mio punto di vista il ritorno alle 14 domeniche aperte potrebbe essere un buon compromesso tra la situazione attuale, di totale deregulation, e le decisioni che prenderà il governo in merito”.

 

Quali vantaggi comporterà, secondo Lei, una riduzione delle aperture domenicali? E cosa risponde a coloro che affermano che si perderanno, inevitabilmente, migliaia di posti di lavoro?

“I vantaggi, come dicevo, sono molteplici: un ritorno ai valori della famiglia, dedicare più tempo a se stessi e ai propri cari, coltivare un hobby. Inoltre potremmo risparmiare sui costi legati alla sicurezza, al riscaldamento/raffreddamento, eccetera. Per quanto riguarda lo spettro delle perdite lavorative c’è chi crede che la domenica sia uno dei giorni della settimana con maggior fatturato, ma non ne sono convinto, non è un dato assodato. In seconda battuta tutte le contrattualità “incerte”, di cui si fa tanto uso anche nei centri commerciali, sono a termine e non permettono a un giovane della mia età – io ho 29 anni – di costruirsi un futuro, impegnarsi a livello familiare, fare investimenti importanti come la prima casa. La pacifica protesta che stanno portando avanti le commesse e i sindacati è dunque totalmente condivisibile perché da qui ai prossimi 15-20 anni pagheremo le scelte attuali”.

 

C’è chi paventa che la grossa crisi che sta investendo la Gdo sia da attribuirsi all’exploit dell’e-commerce.

“Il fenomeno dell’e-commerce, penso ad Amazon e ai tantissimi siti che propongono prezzi stracciati di vendita, è nato abbastanza recentemente e penso che i governi passati siano colpevoli di una certa cecità nel non aver percepito tempestivamente la portata del fenomeno e di non averlo adeguatamente tassato, rendendo comparabili i prezzi in negozio e i prezzi online. Basti pensare che, per assurdo, molte persone provano il vestito nei camerini dei nostri negozi e poi tornano a casa per acquistare online, per risparmiare il 10%. Questo è un problema a cui il governo deve mettere mano, senza contare che spesso queste società hanno sede all’estero e non producono direttamente dei profitti nel nostro paese”.

 

Ritornando per un attimo alla questione del Carrefour e delle aperture domenicali, so del suo interessamento in proposito presso la Regione Veneto e in Comune a Venezia.

“Sì, ho avuto un incontro con l’Assessore allo Sviluppo Economico del Veneto, Roberto Marcato, circa la possibilità delle aperture domenicali a rotazione. Nella fattispecie ricordo che noi, nel raggio di soli 12 km, da Marcon a Mestre, abbiamo ben tre grossi centri commerciali: Valecenter, Auchan e Nave de Vero. Per questa zona specifica la rotazione poteva essere una valida alternativa da portare avanti: concentrare tutta l’utenza in un solo luogo, a rotazione, avrebbe comunque diminuito di due terzi le aperture. Queste proposte, come quella di un tetto massimo di 12 aperture l’anno, saranno a breve discusse in Parlamento. Al di là di questo il nostro territorio non può esimersi dal dialogo con il Comune di Venezia e con tutta l’area della Città Metropolitana perché se – come dicono – il testo di legge prevederà delle particolari deroghe per le città turistiche, il centro commerciale Valecenter sarebbe in grossa difficoltà e soccomberebbe. Mi impegno quindi a dialogare con il sindaco Luigi Brugnaro per trovare una situazione che sia univoca”.

 

“Ad ogni modo – conclude Romanello – l’idea per Marcon sarebbe quella di tralasciare il centro commerciale e spostare l’attenzione sul centro cittadino, sulla piazza, su viale San Marco affollato di gente desiderosa di stare assieme, di condividere il proprio tempo. Al contempo ai miei concittadini ho sempre detto questo: Valecenter ha tolto tanto ai piccoli commercianti di quartiere ma al contempo è stata la nostra forza e ci ha permesso di crescere sia in termini di visibilità, che numericamente parlando, arrivando a quota 18.000 abitanti. A suo tempo Valecenter costruì inoltre il Palazzetto dello Sport, moltissime piste ciclabili e il piazzale dello stadio N. Rocco, apportando quindi delle modifiche importanti alla struttura del paese e dandogli un po’ di respiro, una nuova veste. Infine il desiderio della nostra amministrazione è quello di potenziare l’attività ricettiva e alberghiera del territorio che fino adesso non è stata adeguatamente sfruttata, come è avvenuto a Mestre. Tuttavia le scelte vanno ponderate e rimango critico in merito alle politiche del Comune di Venezia per la riqualificazione della zona attorno la stazione di Mestre: non entro in merito e non mi compete ma posso dire che non è quello il target a cui Marcon deve ambire a livello ricettivo per gli anni a venire”.

 

Domani sera, dalle 19 alle 24, i locali del centro di Mogliano (Avenue, Assaggi, Cul de Sac, Divinus e Goppion) serviranno aperitivi accompagnati da pietanze tipiche della montagna, il tutto condito da buona musica.

 

L’evento, organizzato dai giovani moglianesi Paolo Meneghetti e Mattia Micolis, intende raccogliere fondi a favore delle popolazioni venete colpite dall’eccezionale maltempo di fine ottobre e inizio di novembre.

 

Anche parte degli incassi dei locali sarà devoluto per questa nobile causa.

Il giorno di Pasqua, i Vigili del Fuoco di Treviso sono intervenuti per salvare un gattino.

 

La bestiola, caduta in acqua in centro di Treviso, vicino a Piazza Borsa, rischiava di annegare.

 

I Vigili del fuoco, allertati dai passanti, sono intervenuti prontamente, portando in salvo il gattino, bagnato, spaventato, ma salvo.

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